MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Assistenza anziani: sempre più importanza avranno soluzioni alternative alle Apsp.

Come evidenziato dall’articolo “Anziani, allarme assistenza” su “l’Adige” di oggi, stiamo assistendo al continuo aumento della domanda sia per i servizi domiciliari, ma soprattutto per l’ingresso in Apsp (ex case di riposo). Se si considera che a livello provinciale gli over 65 nel 2015 erano poco più di 111 mila, oltre 115 mila nel 2017, e nel 2050 si prevede possano raggiungere la soglia di 193 mila, è inevitabile concludere che questa domanda sia destinata ad aumentare inesorabilmente nei prossimi anni.

Nel contesto in cui ci troviamo, sempre di più le Apsp tendono ad assumere le sembianze di centri di degenza avanzata, quasi dei reparti di geriatria, e questo non si può fare finta di non notarlo. Se da una parte l’Ente pubblico non potrà garantire un posto per tutti nelle Apsp, dall’altra appare sempre più evidente l’urgenza di soluzioni alternative per tutte quelle situazioni “intermedie”: si pensi ai soggetti anziani che non necessitano di cure specifiche, ma che piuttosto vivono da soli e potrebbero ancora partecipare ad una vita attiva in un contesto comunitario, posticipando e prevenendo il più possibile la decadenza psicologica e l’ingresso in casa di riposo. Un approccio alternativo al tema anziani può essere considerato in tal senso il modello del co-housing, nel quale, a fronte di un canone mensile, l’anziano riceve un servizio completo di pulizia per la propria abitazione in una struttura con spazi in comune, un servizio mensa per tutti i pasti giornalieri, sicurezza e tutte le spese relative alle utenze, con l’opportunità di partecipare ad attività di tipo ricreativo o psico-fisico da realizzarsi in gruppo con gli altri utenti.

AGIRE per il Trentino ha sottolineato nel suo programma per le elezioni provinciali dello scorso anno, come l’implementazione di questi modelli innovativi sul territorio trentino possa rendere alla comunità un duplice servizio. Da una parte sono in grado di garantire la qualità di vita della persona, riducendo la pressione sulle famiglie che si fanno carico dell’assistenza; al contempo riducono la spesa corrente da parte dell’amministrazione e generano nuove opportunità con ricadute occupazionali nel settore assistenziale. Soluzioni di questo tipo possono costituire senza dubbio una nuova e interessante strada per l’anziano che desidera vivere in un contesto comune, senza per forza arrivare alla degenza.

Su questo tema fondamentale per il futuro riteniamo impensabile l’attesa. Come Gruppo AGIRE presenteremo a breve delle proposte operative in tal senso, magari andando a ragionare anche sulla revisione di strumenti esistenti che fino ad oggi sono stati utilizzati per finanziamenti all’estero, si pensi al tanto discusso 0,25% del bilancio provinciale ai progetti di cooperazione internazionale. Risorse che potrebbero essere destinate a una strategia di lungo termine a sostegno dei trentini, tenendo anche conto dei numeri impietosi della città di Trento, dove il 25% dei residenti è over 65 anni e oltre il 40% dei nuclei familiari è costituito da una sola persona, statistica che riflette invece un dato nazionale relativo molto inferiore, a circa il 13%.

 

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Cons. Claudio Cia