CIA * ” 40MILA EURO DI CONSULENZA ESTERNA PER AGGIORNARE UNA LEGGE: È QUESTA LA VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE INTERNO? “

Lascia molto perplessi il fatto che la Giunta provinciale in data 12 marzo 2018 abbia deliberato (delibera n. 383) la spesa di 40 mila Euro per l’ennesima consulenza, sul tema “Approfondimento ed eventuale revisione/aggiornamento della LP 32/1990: interventi provinciali per il ripristino e la valorizzazione ambientale delle convenzioni con i soggetti affidatari” a favore dell’Università degli Studi di Trento.

In più occasioni i vertici provinciali hanno parlato di “sviluppo del capitale umano” e di valorizzazione delle risorse e del personale interno. Considero che per approfondire ed eventualmente revisionare/aggiornare tale legge si dovrebbero appunto utilizzare le risorse interne alla Pat, a meno che si ritengano incapaci di assolvere tale lavoro le migliaia di dipendenti occupati nei 225 uffici della Pat (vedasi portale della Pat) fra cui: Direzione generale, Avvocatura, 10 Dipartimenti, 64 tra Agenzie e Servizi, 3 Unità di missioni strategiche, 18 Unità di missioni semplici, 14 Incarichi speciali, senza contare le numerose società controllate e partecipate…

Evidentemente nessun dipendente è stato ritenuto in grado di occuparsene. Sono convinto che all’interno degli Uffici ci siano, al contrario, persone validissime che non sono affatto valorizzate, ma anzi, ignorate: un sistema che se da un lato svilisce i lavoratori, dall’altro produce maggiore spesa pubblica, in questo caso in forma di consulenze esterne. Possibile che l’utilizzo delle risorse interne venga snobbato e si preferisca affidare il lavoro a terzi pagandoli profumatamente, quando l’allocazione delle stesse risorse potrebbe essere differente?

Se tra l’ingente numero di dipendenti la Pat affida a terzi l’approfondimento e l’eventuale revisione/aggiornamento di una legge, vuol dire che il grande apparato amministrativo, seppur elefantiaco e costoso, sia apparente e non funzionale.

Voglio ricordare che il 28 marzo 2013, è stata approvata la legge n. 5, intitolata “Controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e valutazione degli effetti delle politiche pubbliche”, il cui scopo è appunto quello di verificare lo stato di attuazione delle disposizioni legislative e valutare gli effetti delle politiche pubbliche, ovvero analizzare gli effetti prodotti dalla normativa provinciale, per verificare in quale misura l’intervento pubblico ha determinato i cambiamenti sperati. La citata legge n.5/2013 ha inoltre istituito il tavolo di coordinamento per la valutazione delle leggi provinciali, il cui compito pare essere molto simile a quello per cui è stata conferita la consulenza.

L’Università deve essere certo finanziata, ma non con questi pretesti che, a mio avviso, sono lesivi dell’immagine di chi lavora con grande professionalità all’interno della Pat.

Premesso quanto sopra, si interroga l’Assessore competente per sapere:

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Perché è stato esternalizzato all’Università l’incarico descritto in premessa?
Per quale motivo la Giunta Rossi ha ritenuto che nessuna struttura e/o dipendente provinciale fosse in grado di svolgere l’approfondimento e l’eventuale revisione/aggiornamento della LP 32/1990?
Per quale motivo non è stato coinvolto il Tavolo di coordinamento per la valutazione delle leggi provinciali?
Come giustificare l’esistenza di un Organo legislativo provinciale, supportato da funzionari e dirigenti di ogni sorta, se nessuno sa approfondire, revisionare o aggiornare una legge?

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia