CIA * ​​”TASSA DI SOGGIORNO​: CALA IN VAL RENDENA E AUMENTA​ IN VAL DI FIEMME, RI​COMINCIA​ IL TEATRINO D​ELL’ASSESSORE​ DALLAPICCOL​A”

È notizia fresca di stampa che la seconda Commissione del Consiglio provinciale di Trento ha approvato due provvedimenti nel settore turistico per la Val Rendena (Giudicarie) e la Val di Fiemme: dopo le richieste delle rispettive Comunità di Valle, per la prima è stata nuovamente abbassata l’imposta di soggiorno da 50,00€ a 25,00€, mentre per la seconda l’importo è stato portato ai massimi livelli.

L’Assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca Michele Dallapiccola (Patt) si dice soddisfatto, e verrebbe da chiedersi il perché. In Val Rendena il precedente aumento dell’imposta di soggiorno ha già provocato molti disagi, dal momento che per quest’anno l’importo non verrà abbassato, nonostante le coraggiose proteste di un gruppo di cittadini.

Viene da porsi qualche domanda anche sull’atteggiamento schizofrenico dell’Apt Madonna di Campiglio-Pinzolo-Val Rendena e della Comunità di Valle Giudicarie che prima hanno chiesto l’aumento massimo dell’imposta di soggiorno per poi chiederne l’abbassamento, casualmente in vista delle elezioni provinciali.

Tutto questo si sta per ripetere anche in una zona importante come la Val di Fiemme, mentre il centrosinistra ha riportato in alto l’asticella della retorica sulla tutela dell’autonomia e delle minoranze linguistiche: un teatrino con la scadente regia dell’Assessore Dallapiccola.

Magari anche in tale zona i proprietari di alloggi affittati a fini turistici pagheranno 50,00€, per poi abbassare l’importo grazie all’intercessione dell’Assessore? Inoltre chi può garantire che gli importi non verranno ancora aumentati in futuro?

Giocare in questo modo con i tributi è da irresponsabili. Come “Agire per il Trentino”, dopo aver seguito il caso della tassa di soggiorno in Val Rendena, abbiamo proposto sia una mozione che un disegno di legge, perché l’unico modo per non creare più problemi del genere nel settore turistico è cambiare questa tassa incostituzionale, oltreché assurda dal momento che grava ancora sulla testa dei proprietari degli alloggi, anziché sui turisti, a prescindere se affitteranno o meno. Rimane poi la questione della trasparenza sulla destinazione delle risorse derivanti dalla tassa di soggiorno.

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Claudio Cia
Consigliere provinciale di Agire per il Trentino