CIA – BOTTAMEDI – FUGATTI – KASWALDER * ​​PUNTO NASCITE: ” A CAVALESE CITTADINI PRESI IN GIRO, ZENI AMMETTA LA CHIUSURA DEFINITIVA “

​​Punto Nascite: “A Cavalese cittadini presi in giro, Zeni ammetta la chiusura definitiva.” La vicenda del Punto nascita dell’Ospedale di Cavalese assume le sembianze di una commedia tragicomica​,​ se non fosse avvenuta sulla viva pelle delle donne gravide.

Una breve sintesi di quanto avvenuto è fondamentale per capirne gli eventi.

Infatti, a chi ha buona memoria​​ non sfugge che si sia partiti, da diversi anni, con una campagna pubblicitaria promossa dalla politica in carica tuttora, per convincere che partorire in sicurezza poteva avvenire solo a Trento. Da ciò ne conseguì la diminuzione del numero di parti nelle strutture ospedaliere di ​valle in genere, fino a non raggiungere la soglia minima di 500 parti all’anno, che la legge ritiene indispensabile per la sicurezza di madre e figlio.

Avvenne così la chiusura di vari punti nascita, con deroga, da parte del Ministero della Salute, per il punto nascita di Cavalese dovuta alla conformazione orografica problematica del proprio territorio.​ ​Nonostante tale eccezione/deroga, permane comunque la chiusura del punto nascita di Cavalese, giustificata via via dalla Pat per carenze di varie figure professionali (una volta l’anestesista, un’altra il ginecologo, un’altra ancora il neonatologo… e via di questo passo).

È risaputo ed encomiabile l’impegno profuso nella ricerca dei professionisti mancanti da parte dell’Associazione “Parto per Fiemme” in collaborazione con numerose associazioni delle Valli di Fiemme, Fassa e Cembra e l’adesione di migliaia di ​valligiani, ma la riapertura del servizio è ancora al di là da venire.

Ora la Pat​ ​si aggrappa a problemi di natura strutturale inerenti l’ospedale stesso di Cavalese quali: la predisposizione di “una seconda sala parto sempre pronta e disponibile h24 per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto” e la predisposizione di “una sala operatoria sempre pronta e disponibile​ ​per le emergenze h24 nel blocco travaglio/parto” oppure la previsione dello “spostamento della gravida verso la sala operatoria attraverso percorsi/ascensori dedicati”.​ ​La realizzazione di tali sale rappresenta oggi la condicio sine qua non per la riapertura del punto nascita di Cavalese.

Non vanno ignorate l’impotenza e la perplessità degli abitanti della zona che si sentono presi in giro da amministratori pagati con soldi pubblici. Solo ora, dopo anni problematici sia per carenza di organico di fatto, sia per motivi strutturali del nosocomio, la Pat dichiara che è stato “predisposto progetto per ottenere sala parto c/o il blocco travaglio/parto” e un altro progetto per la sala operatoria.

Siamo al ridicolo: si è ancora alla fase progettuale! Anni fa si parlava di “tempi biblici”, ora si attendono le “calende greche”!

Probabilmente nell’intervallo di tempo per la realizzazione dei due necessari progetti, i vari professionisti sanitari, resisi disponibili, avranno trovato impiego in ben altri luoghi e strutture, dando così l’avvio alla loro nuova ricerca dopo aver realizzato gli interventi strutturali imposti, procrastinando ulteriormente nel tempo la riapertura del suddetto punto nascita che potrebbe confluire perfino, a nostro avviso, nella definitiva chiusura.

Da un sopralluogo recentemente effettuato, abbiamo verificato la presenza nell’ospedale di Cavalese di ben tre sale operatorie di cui una strettamente utilizzata per qualsiasi emergenza, come avviene negli altri nosocomi, raggiungibile anche con percorso/ascensore dedicato. Essa ha sempre garantito in passato la sua funzione anche per urgenze di ostetricia/ginecologia e la garantirebbe anche oggi.​ ​Per quanto concerne le sale parto, nel blocco travaglio/parto, ne esistono due, una delle quali per il parto in acqua.

Se nel corso degli anni non si fosse chiuso il punto nascita dell’Ospedale di Cavalese, come a Cles, nonostante non in possesso di tutte le caratteristiche strutturali richieste ora per Cavalese, si sarebbero potute realizzare le opere progettate pur con l’esercizio in essere del punto nascita. La chiusura ha evidentemente creato problematiche su problematiche che ora rendono ancor più lontana la risoluzione del tutto.

Il punto nascita di Cavalese impersona, secondo noi, l’incapacità di programmazione e gestione della sanità trentina in ogni specifica realtà territoriale. Il centrodestra autonomista ha come impegno naturale quello della riapertura dei punti nascita del territorio trentino, a partire da quello di Cavalese, perché non è tollerabile che le donne trentine si ritrovino nel 2018 a dover partorire a bordo strada.

 

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Consiglieri

Claudio Cia

Manuela Bottamedi

Maurizio Fugatti

Walter Kaswalder

 

 

Il video della diretta streaming: