CGIL TRENTINO * PRECARI PUBBLICI: “BISOGNA FARE PRESTO, DECISIVO L’INCONTRO DI DOMANI IN APRAN”

È con preoccupazione che la Fp Cgil, in particolare il segretario generale Giampaolo Mastrogiuseppe e il funzionario Stefano Galvagni, scrivono direttamente al presidente della Provincia Ugo Rossi.

Il tema sono i precari del settore pubblico: persone che lavorano talvolta da decenni negli enti del territorio e che ora potrebbero essere stabilizzati grazie a una legge nazionale che, purtroppo, il Trentino non ha ancora recepito; stabilizzazioni che non cambierebbero i bilanci, visto che si tratta di dipendenti già in servizio; lavoratori che da anni sognano la stabilità e la serenità.

Fondamentale, in tal senso, sarà l’incontro di domani in Apran. La questione riguarda tutto il pubblico impiego, comprendendo la Provincia, le apsp, il settore sociale e quello educativo di comuni e comunità di valle.

«Sappiamo che la questione precari è stata rimandata alla legge di assestamento – scrivono i due sindacalisti – presumiamo per avere il tempo di decidere le modalità di recepimento. Ma nei prossimi mesi, a partire da dicembre, per tanti precari storici in servizio pluriennale ininterrotto scadrà il contratto. Si sta creando un vuoto, dato che non ci sono graduatorie valide per le chiamate a tempo determinato: molte scadono proprio a fine 2017».

Più volte, Fp Cgil ha chiesto di introdurre nella legge di assestamento una norma che, recependo una parte della cosiddetta “legge Madia”, consenta la proroga – in deroga al limite di legge dei 36 mesi – dei contratti in essere.

La legge, del resto, consente questa proroga fino all’espletamento delle procedure di stabilizzazione. «Qualche riunione fa, Apran ha proposto di inserire nella normativa la proroga dei contratti a termine di 18 mesi, ma poi non se ne è fatto nulla».

La questione riguarda anche i precari del Muse e in particolare quelli della sede della Val di Ledro, che sono “stagionali”. «Qualche anno fa, abbiamo stipulato un accordo sindacale che ha introdotto la stagionalità: un modo per dare continuità a persone che operavano nei vari musei, da tanti anni, per le quali non c’era stata possibilità di stabilizzazione.

Ora ci è stato detto che non c’è modo per garantire continuità e la scelta sembra essere, ancora una volta, l’appalto esterno».

Come già fatto due volte dalla Provincia nel 2006 e nel 2010, Fp Cgil ritiene necessario introdurre la previsione normativa che consenta la proroga dei contratti. Poi si discuterà dei criteri di stabilizzazione, ma se queste persone non trovano un “paracadute” si avrà un serio danno per loro e per le strutture che non potranno sostituirle.

«Aggiungiamo che in questi ultimi anni, per ovviare i limiti di legge e per “tenere” persone qualificate e formate, si è ricorso anche all’appalto, con effetti negativi. Ricordiamo il caso della didattica del Mart che era un fiore all’occhiello e che, dopo l’appalto esterno (che non porta alcun risparmio) sta perdendo la credibilità costruita in tanti anni e i numeri lo dimostrano.

Lo stesso sta accadendo in alcuni settori del Muse, dove sono stati appaltati settori “strutturali”: una cosa davvero difficile da comprendere».