CGIL FP – TRENTINO * APPELLO ALLA GIUNTA PROVINCIALE PAT: DIASPRO, ” SERVE GARANTIRE EQUITÀ ALLA CONTRATTAZIONE DEL COMPARTO SANITÀ “

La Fp Cgil del Trentino, attraverso la responsabile del settore sanità Gianna Colle e il segretario generale Luigi Diaspro, rivolge un appello alla giunta provinciale che, venerdì 19 ottobre, si riunirà per l’ultima volta prima delle elezioni. «Serve garantire equità alla contrattazione del comparto sanità – spiega Colle – la giunta, anche sulla scorta di quanto ha già deliberato nel 2016, deve ribadire nei confronti di Apran la ferma volontà di garantire l’omogeneizzazione, le riqualificazioni e soprattutto la parità di trattamento per tutte le 96 figure professionali presenti».

Come noto, la contrattazione si sta dilungando da molto tempo. Durante alcune delle ultime sedute, Apran ha portato al tavolo alcune tabelle, che possono essere considerate una base di partenza e che prevedono l’erogazione anche di nuove risorse. Ciò che serve sancire con forza, per Colle, è la destinazione di quelle risorse: i 900 mila euro indicati nella tabella distribuita da Apran il 17 settembre vanno vincolati attraverso la delibera giuntale alle omogeneizzazioni col contratto delle autonomie locali (a pari ruolo, va dato lo stesso trattamento: ad esempio un ragioniere dell’Azienda sanitaria merita lo stesso stipendio di un ragioniere della Provincia).

La giunta deve poi ribadire, sempre secondo Fp Cgil, che parte delle risorse messe a disposizione vanno destinate alla riqualificazione di tutto il personale e che questa deve seguire criteri di omogeneità di trattamento; le rimanenti risorse vanno destinate alla contrattazione decentrata. Questi criteri, del resto, furono inseriti anche in un’altra delibera di giunta: la 2417 del 2016, i cui contenuti è opportuno ribadire affinché, durante le prossime fasi della contrattazione, non vadano perduti.

Entrando nel dettaglio e fornendo alcuni esempi, Colle spiega: «Circa 7000 dipendenti dell’Apss, in particolare 2780 oss, ausiliari, magazzinieri, amministrativi, tecnici stanno aspettando la riqualificazione e l’omogeneizzazione da molto tempo. I 500 mila euro previsti nella recente delibera (1660 del 2018) per la valorizzazione degli infermieri sono riferiti solo agli infermieri che hanno un ruolo apicale, ovvero circa 600 persone su 2600. Dunque per gli altri 2000 non c’è praticamente nulla, così come per gli altri professionisti sanitari tra cui 1346 tra dietiste, logopedisti, fisioterapisti, tecnici di laboratorio eccetera.

«Le trattative all’Apran si erano interrotte proprio per queste rivendicazioni, così come indicato nei nostri comunicati precedenti. Ribadiamo la nostra posizione: per noi non esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, ma “soltanto” lavoratori e lavoratrici, tutti da retribuire adeguatamente senza discriminazioni. Quanto finora presentato al tavolo non garantisce l’equità: serve un atto, un provvedimento che ufficializzi e vincoli risorse».