CCIAA TRENTO * INDUSTRIA IN PROVINCIA DI TRENTO: “INTERROTTO IL TREND NEGATIVO, CRESCONO IMPRESE E LAVORATORI”

Al giugno 2016, la rilevazione dei dati sulle imprese industriali con più di dieci dipendenti, distribuite sul territorio provinciale, ci restituisce una fotografia aggiornata dell’andamento e delle caratteristiche strutturali di uno dei comparti trainanti dell’economia trentina.

L’indagine, curata dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento, evidenzia la presenza di 601 imprese industriali con un aumento, rispetto all’anno precedente, di 17 unità produttive.

La dinamica delle imprese inserite nello studio è determinata dall’entrata di 53 nuove unità e dall’uscita di altre 36.

Da un punto di vista occupazionale ciò ha significato rispettivamente 892 dipendenti in entrata e 690 in uscita, pari a un saldo positivo di 202 unità lavorative.

Le 548 imprese presenti in entrambi gli anni, invece, hanno segnato un aumento occupazionale di 483 unità che, sommato al saldo precedente, ha determinato una crescita complessiva di 685 addetti (+2,3%).

Nel 2016 si è verificata quindi l’interruzione del trend negativo che aveva contraddistinto il comparto negli ultimi otto anni, caratterizzato da una contrazione sia della numerosità delle imprese, sia dei lavoratori.

Non si arresta il processo di terziarizzazione dell’economia – vale a dire l’evoluzione verso un sistema che vede prevalere i lavoratori addetti al settore dei servizi rispetto a quelli dell’agricoltura e dell’industria – che si conferma essere una delle principali trasformazioni in ambito economico anche nell’anno di riferimento.

In Trentino, il fenomeno della terziarizzazione è cominciato con un leggero ritardo rispetto alla media nazionale, ma è poi proseguito con maggiore intensità.

I dati più recenti mostrano come la nostra provincia abbia una percentuale di occupati nell’industria pari al 24,8% del totale e una quota del valore aggiunto industriale pari al 22,9%, incidenze che si collocano al di sotto della media nazionale.

Al graduale processo di contrazione del comparto ha concorso poi la crisi economica iniziata nel 2008, che ha interessato in particolare proprio il settore industriale.

In questi anni le imprese esaminate nell’indagine hanno conosciuto un calo di 100 unità con una conseguente riduzione di circa 3mila addetti. Tale tendenza, come sottolineato in precedenza, si è interrotta solo nel 2016 attraverso un incremento sia nel numero delle imprese con più di dieci dipendenti, sia nel numero degli occupati.

Il processo di terziarizzazione dell’economia è stato affiancato dal fenomeno di terziarizzazione della stessa industria: rispetto alla mera fabbricazione di prodotti, infatti, acquistano sempre maggior importanza l’innovazione di processo e di prodotto, la ricerca, il marketing e l’internazionalizzazione.

Prendendo in esame la dimensione d’azienda, si può notare come le medie imprese assumano un ruolo sempre più rilevante nel panorama economico in funzione del loro maggior grado di flessibilità e come, al tempo stesso, presentino una dimensione tale da permettere loro di competere sui mercati internazionali.

La nostra provincia, nonostante i passi avanti fatti negli ultimi anni, mantiene una bassa propensione a esportare (nel 2015 l’incidenza dell’export sul valore aggiunto è stata pari al 20,8%, mentre nel Nord Est è stata del 39,9%).

Inoltre, una quota rilevante dell’export è determinata da un ristretto numero di imprese di medio-grandi dimensioni.