CAMERA DEPUTATI – PRESIDENTE BOLDRINI * FORUM ITALIA-AMERICA LATINA: “RINNOVARE IL RICORDO DELLE DITTATURE E NON ABBASSARE LA GUARDIA”

Intervento introduttivo della Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, al Secondo Forum parlamentare Italia-America Latina. Mi fa molto piacere aprire i lavori del Secondo Forum parlamentare Italia-America Latina e Caraibi.

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Do il più caloroso benvenuto a tutti i parlamentari oggi qui convenuti aderendo al nostro invito.

Saluto il Presidente dell’Iila – Organizzazione internazionale italo-latinoamericana e Ambasciatore della Repubblica di Colombia in Italia, Juan Rafael Mesa e lo ringrazio per il lavoro svolto dall’Istituto per organizzare questo Forum.

Rinnovo le mie felicitazioni all’Iila che quest’anno ha festeggiato i 50 anni di attività interamente spesi proprio a far da ponte in maniera intelligente ed attiva fra le nostre due realtà.

Uno speciale ringraziamento va anche alla Vice Presidente della Camera Marina Sereni e alla Vice Presidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi per l’impegno profuso per rendere possibile questo evento.

Abbiamo voluto organizzare per la seconda volta questo Forum presso il Parlamento italiano perché siamo conviti dell’importanza strategica dei rapporti fra l’Italia e la regione del mondo che voi rappresentate.

Ci è sembrato giusto affiancare anche questa volta al vertice governativo il Forum parlamentare perché i Parlamenti rappresentano nella loro completezza i diversi orientamenti politici di ciascun paese e consentono di dare vita ad un dialogo che completa e arricchisce il rapporto fra gli esecutivi.

Abbiamo anche voluto sottolineare, sin dal titolo di questo incontro, il ruolo attivo che le Assemblee parlamentari possono svolgere nel cercare le soluzioni migliori alle grandi sfide del nostro tempo, ad iniziare dall’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Sono certa che in questo Forum, con l’approvazione dalla dichiarazione finale, verranno messe a punto molte proposte innovative ed originali da sottoporre alla riunione dei governi che avrà luogo mercoledì prossimo qui a Roma.

Fra Italia e America latina intercorrono rapporti di natura politica, economica, culturale che risalgono alla stessa fondazione delle nostre democrazie. Si tratta di relazioni che sono state alimentate dalla presenza di tantissimi emigrati italiani i cui discendenti costituiscono oggi una componente importante in molti paesi latinoamericani.

Nonostante la forza di questi legami storici, il nostro rapporto non deve essere tuttavia dato per scontato, ma va continuamente alimentato e rilanciato con nuovi contenuti.

Quali sono oggi i versanti decisivi per il futuro delle nostre relazioni?

Direi che in primo luogo va posta la difesa della democrazia. Molti paesi latinoamericani sono usciti da regimi totalitari nel corso degli anni ‘80. Lo hanno fatto grazie alla forza dei loro cittadini e alla capacità di opporsi al ripetersi di simili esperienze, favorendo una “politica della memoria” rispetto agli orrori del passato.

Durante la mia visita in alcuni paesi dell’America Latina nel maggio 2015 ho con emozione incontrato a Buenos Aires le Abuelas de Plaza de Mayo, mentre a Santiago del Cile ho visitato il Museo della Memoria e dei Diritti Umani e Villa Grimaldi, luogo di detenzione e tortura della dittatura o oggi trasformato in monumento per la memoria di quegli anni bui.

Sono esempi che dimostrano che in America Latina come in Europa dobbiamo rinnovare continuamente il ricordo delle dittature e non abbassare mai la guardia rispetto alle nuove minacce di aggressione ai nostri ordinamenti democratici. In molto paesi europei e, purtroppo anche in Italia, sono attivi partiti e movimenti che si ispirano apertamente ad ideologie fasciste, anche attraverso forme di propaganda sempre più insidiose sul web.

Dobbiamo rafforzare l’alleanza fra tutte le assemblee parlamentari liberamente elette per contrastare con ogni mezzo la banalizzazione di queste tendenze estremiste e la loro ammissione nel normale confronto fra le forze democratiche.

L’Italia è anche al fianco dei paesi latinoamericani che in tempi più recenti hanno dovuto affrontare fasi molto difficili della loro vita democratica.

Penso alla Colombia, dove si è da poco concluso con successo il processo di riconciliazione nazionale. Penso al Venezuela teatro oggi di una grave crisi politico-istituzionale e dove l’Italia sostiene con forza tutte le iniziative per individuare soluzioni di mediazione in grado di pacificare il paese e di garantire il rispetto dei diritti umani e delle regole democratiche.

Il secondo versante su cui agire insieme è quello sociale. La crisi delle nostre democrazie deriva anche dall’incapacità dimostrata nell’affrontare con efficacia grandi questioni come quella dell’aumentare delle diseguaglianze e del persistere di vaste sacche di povertà anche nelle società più avanzate. Vi sono paesi latinoamericani che hanno fatto grandi progressi in proposito: penso ad esempio a quanto avvenuto in Brasile con i programmi di lotta alla povertà.

Sedi di dialogo come il nostro Forum possono essere molto utili proprio per scambiare esperienze e mettere a punto soluzioni condivise su temi cruciali come questi.

Collegata con il problema delle diseguaglianze è l’esigenza di avviare politiche economiche che siano favorevoli allo sviluppo, rilancino l’occupazione, diano prospettive concrete di vita e prosperità soprattutto alle giovani generazioni.

Le politiche di austerità a senso unico hanno gravemente nuociuto all’economia europea e hanno avuto effetti negativi anche in alcuni paesi dell’America Latina.

Dobbiamo incoraggiare un orientamento diverso, favorevole a realizzare grandi investimenti nei settori che possono fare da traino all’intera economia, come le infrastrutture, le reti energetiche, il miglioramento della vita nelle grandi città, i servizi sociali.

L’Italia e l’America Latina possono collaborare in questo campo attraverso forme di cooperazione che mettano in comunicazione la nostra rete di piccole e medie imprese dando una spinta decisiva alla loro internazionalizzazione.

Le politiche di sviluppo devono infine essere sostenibili dal punto di vista ambientale. L’Unione europea ha fatto della sostenibilità ambientale un obiettivo trasversale a tutti i suoi interventi.

Anche l’Italia sta cercando di fare la sua parte, attuando ad esempio in anticipo gli impegni europei in materia di ricorso alle fonti di energia rinnovabili. L’America Latina, con le sue enormi risorse ambientali, costituisce una regione cruciale per gli equilibri dell’ecosistema dell’intero pianeta.

Anche in questo settore possiamo unire le nostre forze, consapevoli che l’economia verde rappresenterà in futuro il fattore determinante per trainare la crescita e l’occupazione.

Si tratta di grandi obiettivi che sono tuttavia alla nostra portata e che confermano come fra Italia e America latina vi sia un rapporto davvero speciale. Un rapporto che tuttavia non vuole essere esclusivo, ma al contrario intende collocarsi nell’ambito di partnership più ampie che pongano in collegamento le diverse parti del mondo per affrontare i grandi problemi globali.

Nessuna delle questioni cruciali del nostro tempo – dai fenomeni migratori ai cambiamenti climatici al riequilibrio dei rapporti fa nord e sud del mondo – si può risolvere isolandosi in se stessi, costruendo muri, facendo dell’interesse nazionale la sola guida dell’azione politica.

Il nostro Forum guarda nella direzione opposta, vuole dare il suo contributo ad una strategia multilaterale e negoziata che assicuri pace, libertà e prosperità alle nuove generazioni.

Guardando a questa prospettiva, auguro a tutti voi buon lavoro.