MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

La conferenza stampa di oggi si apre con una felice coincidenza: l’avvio dell’incontro internazionale promosso in questi giorni a Parigi dalle Acli nazionali per rilanciare il sogno europeo. Le Acli parlano di sogno perché l’Europa unita ha significato innanzitutto la pace, l’unità dei mercati, un sistema comune orientato al benessere della persona e alla promozione dell’ambiente.

Il presidente delle Acli trentine Luca Oliver ricorda in proposito le grandi opportunità per la nostra terra in relazione all’incontro operativo del Trentino con l’Alto Adige/Suedtirol e il Tirolo del Nord nella costruzione del progetto dell’Euregio. Un progetto che significa unità di intenti, promozione dell’economia della montagna, difesa dei territori e delle loro comunità in un’ottica di sviluppo sostenibile e di difesa della biodiversità alpina nel quadro europeo.

Un sogno che potrà sicuramente camminare se crederemo ancora nell’Europa e se sapremo rinnovare il messaggio ed i valori dei padri fondatori.
Le politiche della montagna, il marketing comune, la ricerca, l’innovazione in un quadro di compatibilità ambientali rappresentano il tratto distintivo dell’Europa e delle sue politiche senza le quali il Trentino sarebbe presto omologato alle aree tristi della pedemontana.

Da qui l’esigenza di rilanciare politiche del lavoro orientate alla green economy, all’agricoltura e al turismo sostenibili con una spiccata attenzione alle giovani generazioni e ai nuovi talenti. Per le Acli, ha proseguito Oliver, l’Europa deve rappresentare una grande idea di futuro, di libertà, di creatività, incontro, contaminazione così come viene vissuto da migliaia di giovani ogni anno grazie ai programmi Erasmus.

Il populismo, la chiusura egoista, il ritorno ai nazionalismi sono sintomi di malessere sociale, della guerra fra poveri scatenata da coloro che speculano sui bisogni dei più deboli, da quanti hanno interesse a cancellare i segni delle democrazia partecipata in favore del decisionismo dei poteri forti e di coloro che gridano di più.
Nessuno, continua Oliver, vuole nascondere i limiti di un’Europa che è diventata anche sinonimo di burocrazia e vincoli tanto che le Acli sono per chiedere a gran voce più semplificazione, più partecipazione, più vicinanza al cittadino.

Ma questo non significa sacrificare un sogno che rappresenta la grande originalità di un continente popolato dalla più evoluta fra le società civili mondiali, un prototipo di convivenza, democrazia ed innovazione che non ha eguali nel resto del mondo.
Rilanciare quel sogno significa pertanto dare un’anima alla pace, al lavoro e all’eguaglianza. Temi cari alle Acli che vengono così declinati:
Un corpo civile di pace per l’Unione Europea

L’importante investimento nell’ultimo bilancio UE per il corpo di solidarietà europeo è un passo nella direzione giusta dello scambio culturale e della promozione del volontario. Adesso l’Europa deve avere il coraggio di costruire ponti culturali nel mondo per veicolare il nostro modello di sviluppo sostenibile. Questo è possibile solo se si investe sulle relazioni tra i giovani europei e gli altri popoli attraverso una misura tesa a rafforzare le relazioni tra i protagonisti della geopolitica mondiale.

Sciogliamo gli eserciti nazionali per una difesa unica europea
La pace ha un costo ed è quello della democrazia e della diplomazia. L’obiettivo dell’esercito unico europeo significa che le spese militari dei Paesi dovrebbero confluire nel fondo militare strategico europeo senza moltiplicare questo sforzo economico. Questa significa liberare risorse importanti per la rivoluzione ecologica che il nostro continente deve affrontare. Liberare i 13 miliardi destinati al fondo strategico militare per agevolare il lavoro “verde”, l’abbattimenti delle emissioni nocive e sostenere l’economia circolare significa spingere la società verso il lavoro buono, ecologico e sostenibile.

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La formazione come tutela dei nuovi europei
Oltre all’investimento nei progetti di volontariato e mobilità europea sarà determinante nei prossimi anni garantire la formazione long life learning come tutela per ogni giovane lavoratore che si confronta con una realtà sempre più veloce e complicata da comprendere. Una tutela che garantisca la possibilità di costruire esperienze di formazione transnazionale che generino valore economico e sociale.

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Tassazione delle rendite finanziarie (introduzione del TTF)
La TTF è una piccola tassa che verrebbe applicata a tutte le transazioni sui mercati finanziari. Parte del gettito raccolto (potenzialmente il 50%) verrebbe impiegato per ridurre il debito pubblico e per compensare le enormi spese pubbliche (pagate con i soldi dei contribuenti) degli ultimi mesi risultate necessarie per salvare il sistema bancario e finanziario nonché al sostegno al reddito e all’occupazione e alla mitigazione delle criticità sociali acuitesi con la crisi. Un’altra parte del gettito verrebbe destinata in aiuti ai paesi più poveri del pianeta e rappresenterebbe una risorsa di importanza fondamentale per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2015-2030 fissati dalla comunità internazionale nel 2015.

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Introduzione della Web Tax Europa
A marzo scorso, l’Unione ha presentato il testo relativo alla misura, che riguarderebbe in particolare la tassazione di alcuni servizi digitali offerti in Europa da società come Google, Apple, Facebook, Amazon e altre (i cosiddetti Gafa). Nel testo del provvedimento si legge che a questi e altri colossi tecnologici attivi in tutto il mondo, l’Unione europea applicherà un prelievo fiscale del 3% sui ricavi provenienti da servizi di pubblicità e dalla rivendita di dati personali. Inoltre, si specifica che questa tassa riguarderà soltanto compagnie che riporteranno un fatturato globale annuo superiore 750 milioni di euro e a 50 milioni di euro nella sola Europa. La web tax potrebbe garantire un maggiore legame tra il luogo in cui gli utili sono realizzati e quello in cui vengono tassati, proprio come accade per altre aziende non digitali, tassate oggi mediamente a 23% in tutta Europa. Al momento, invece, questo è molto complicato per tutte le società che lavorano online. Inoltre, si stima che la proposta possa valere quasi 5 miliardi di euro di incassi per gli Stati europei.

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Fondo sociale UE per finanziare il welfare aziendale e i diritti dei nuovi lavoratori
Le Acli propongono che, dei 101 miliardi stanziati dall’UE nel periodo 2021-2027 per il Fondo Sociale Europeo Plus, una quota significativa (per l’Italia almeno 1,5 miliardi) sia destinata a finanziare interventi di welfare aziendale.

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Welcoming Europe
L’Unione europea deve essere anche un’Unione sociale.
Le Acli sono convinte che la mobilità umana è ormai un fenomeno strutturale. Pertanto l’immigrazione non può che essere affrontata in modo organico e a livello globale e per questo le Acli hanno aderito alla Campagna Welcoming Europe, un’ICE (iniziativa dei cittadini europei) che ha tre obiettivi: creare passaggi sicuri per i rifugiati, decriminalizzare la solidarietà, proteggere le vittime di abusi.

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Confronti, approfondimenti e dibattiti
Luisa Masera, Presidente del Consiglio provinciale aclista, ha ricordato l’impegno delle Acli in favore di un’Europa unita rilanciando il ruolo del Trentino come “ponte” verso il sogno europeo.
Le Acli promuovono pertanto una serie di momenti di riflessione che seguono i partecipati incontri già realizzati a Gardolo e a Trento: