OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Arcidiocesi di Trento) – Quattrocento religiose, religiosi e laici in cattedrale. Non conta l’età, non contano i numeri delle vocazioni in costante calo. “Dietro ognuno di voi c’è un momento di incanto. Dio vi ha visitati, voi avete avuto un sussulto di stupore e questo vi ha fatto uscire e intraprendere il vostro santo viaggio”. In questo 2 febbraio, Festa della vita consacrata, l’Arcivescovo Lauro si è rivolto nel pomeriggio in cattedrale ad almeno quattrocento fra religiose, religiosi e laici consacrati della Diocesi di Trento, riuniti per la solenne preghiera dei vespri.

«Le analisi sulla vita consacrata – ha esordito monsignor Tisi nella sua riflessione – ci portano a chiederci quanti siamo e quanti saremo, quante case abbiamo chiuso o apriremo, ma c’è un difetto di ragionamento: la vita consacrata pensata come organizzazione nostra, realtà che papa Francesco definirebbe ‘triste Ong’». «Il consacrato che si pensa soggetto della consacrazione – ha aggiunto – è fuori strada. Nessuno di noi si è consacrato! E’ lo Spirito Santo che crea il consacrato. Se la vita consacrata non è una realtà realizzata da noi, a questo punto la vita consacrata è stupore, risposta, entusiasmo, incanto». «Rappresentate – ha concluso l’Arcivescovo con la consueta passione – una formidabile opportunità di poter godere della presenza di uomini e donne che rivelano al mondo l’incanto di Dio».

L’arcivescovo ha voluto poi esprimere un grazie particolare ad alcune realtà religiose: i padri cappuccini che il 12 febbraio termineranno la loro presenza a Tonadico, passando il testimone alle clarisse cappuccine di Fabriano, nuova presenza di vita orante (si segnala ampio servizio sull’ultimo numero di Vita Trentina); le elisabettine che hanno lasciato la loro casa di Lavarone alle profughe e dato vita a una nuova comunità a Caldonazzo; le Figlie di Gesù che concludono dopo molti anni il loro servizio alla Casa di Riposo di Spiazzo Rendena e alle sorelle di Maria Ausiliatrice, tre delle quali, provenienti dall’India, arriveranno ai primi di marzo a Riva del Garda e vivranno nella canonica di San Giuseppe (Rione Degasperi) a supporto della locale comunità cristiana (tre parrocchie sotto la guida di un unico parroco). Un grazie, infine, alla comunità pavoniana che quest’anno han visto la canonizzazione del proprio fondatore Lodovico Pavoni e alle suore camilliane di cui, proprio oggi, ricorre il 125° di fondazione. In Diocesi di Trento si contano attualmente oltre 600 appartenenti a 20 istituti religiosi maschili, 25 istituti religiosi femminili, 2 monasteri claustrali, 9 istituti secolari e 9 associazioni di consacrati.

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Fondazione Bruno Kessler) – La relazione complessa nelle società contemporanee tra religione e innovazione – intesa come innovazione sociale, politica, giuridica e scientifico-tecnologica – è il filo rosso che percorre il calendario degli eventi 2017 organizzati dal Centro per le Scienze Religiose (Isr) della Fondazione Bruno Kessler (Fbk) e presentati oggi dal direttore Marco Ventura.

In linea con tale missione, il Centro Isr promuove oltre 20 eventi dedicati non solo alla comunità scientifica, ma anche ad un pubblico ampio non necessariamente specialistico, al fine di promuovere uno scambio fruttuoso di opinioni e idee su tematiche spesso attuali e di divenire un luogo di incontro che favorisca la crescita di tutta la comunità. Tra gli appuntamenti di maggior rilievo spiccano iniziative internazionali quali il convegno “Arguing religion – Disagreement, Recognition, and the Reach of Argumentative Debate” in cui oltre venti esperti provenienti da tutto il mondo discuteranno sugli approcci argomentativi ai disaccordi religiosi. L’evento promosso in collaborazione con la Alexander-von-Humboldt-Universität di Berlino e la Albert-Ludwigs-Universität di Friburgo si terrà a Trento dal 6 all’8 giugno 2017.

Il workshop “Traditions and traditionalisms” – Tradizionalismi politici negli Stati Uniti e in Russia (il 12 e 13 giugno 2017) in collaborazione con l’Università di Innsbruck intende invece studiare le nozioni di “tradizione” e di “tradizionalismo” in Occidente (soprattutto negli Stati Uniti) alla luce dei recenti sviluppi nella dottrina sociale della Chiesa ortodossa russa. Tali nozioni di tradizione sono complesse e a volte concorrenti ed è per questo che la comparazione può contribuire a illuminare nuovi aspetti e a coglierne le implicazioni geo-strategiche per il dialogo tra Trump e Putin. Dell’Innovazione nell’Islam contemporaneo parlerà invece la professoressa Gudrun Krämer (Freie Universität Berlin, Dipartimento di Islamistica) in una lezione pubblica sulla percezione ambivalente dell’innovazione tecnologica e sociale all’interno delle comunità islamiche contemporanee. La conferenza che si terrà il 18 maggio 2017 è aperta al pubblico e prevede ampio spazio per la discussione.

Infine la seconda “Zordan Lecture”, in autunno, sarà dedicata al tema credenti e non credenti. La Lecture è stata istituita in memoria di Davide Zordan, ricercatore del Centro Isr, mancato nel 2015, e con cadenza annuale tratta il ruolo della teologia in una società secolare. Ospite dell’edizione 2017 sarà il prof. Anthony Carroll (University of London) che affronterà il tema del dialogo tra i credenti e gli scettici, esaminando alcune delle principali questioni che sono in gioco in una delle relazioni più importanti per chi professa una fede oggi. Tra le principali tematiche di attualità trattate negli altri eventi ricordiamo: le possibilità scientifiche e implicazioni etiche, legali e sociali agli interventi sul genoma umano; la decostruzione di stereotipi e pregiudizi nei confronti di rifugiati e migranti; l’innovazione nelle religioni digitali; e infine le tensioni fra l’identità religioso-filosofica e quella collegata all’orientamento sessuale negli ambienti di lavoro.

Gli appuntamenti sono stati illustrati dal direttore del Centro Marco Ventura il quale ha sottolineato come: «Tra le varie attività previste per il 2017 dal Centro ISR, gli eventi hanno un ruolo particolarmente significativo: essi intendono portare a Trento i testimoni dei mutamenti religiosi e intendono portare Trento nel mondo della religione che cambia». Il Centro ISR si pone infatti l’obiettivo ambizioso di rispondere alle sfide della diversità religiosa contemporanea attraverso quattro le linee di ricerca che intendono esplorare le manifestazioni della religione e della spiritualità contemporanea e la loro interazione con l’innovazione nella società, nella scienza e nell’economia:

  • Conflitti
  • Valori, scienza e tecnologia
  • Testi, dottrine e tradizioni
  • Spiritualità e stili di vita

«Gli appuntamenti del 2017 sono promossi in collaborazione con Università e Istituzioni europee e internazionali che in molti casi finanziano le iniziative – ha ricordato in chiusura il direttore Ventura – e tali eventi intendono proporre non soltanto un contributo analitico e interpretativo, ma anche un contributo propositivo e sperimentale teso a migliorare il rapporto tra religione e innovazione».

 

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

170202-CS-Conf-Stampa-Eventi-ISR

 

 

 

 

 

 

In allegato i documenti contenuti nel comunicato stampa:

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2017 02 02 SLIDE

 

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Nella foto in Home page: Marco Ventura, direttore Isr-Fbk (da comunicato stampa )

 

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – “L’Autonomia si difende e si rafforza solamente se abbiamo la capacità di rinnovarla, adeguandola ai forti cambiamenti sociali ed economici intervenuti negli ultimi anni. In questo senso, le norme di attuazione rappresentano uno strumento straordinario, in grado di ampliare le nostre competenze e di realizzare un reale ed efficace sistema di autogoverno. Per queste ragioni siamo estremamente soddisfatti per il parere positivo che la Commissione dei Dodici ha espresso su alcune importanti norme di attuazione in materia di urbanistica, di fasce di protezione stradale, contratti pubblici e appalti e minoranze linguistiche. Norme che ci permetteranno di esercitare le nostre competenze in materia in maniera piena e senza fraintendimenti”. Con queste parole il presidente della Provincia, Ugo Rossi, commenta il varo, avvenuto ieri a Roma, di quattro nuove norme di attuazione che dovranno ora essere approvate in via definitiva dal Governo.

Nel concreto, la Commissione dei Dodici ha varato uno schema di norma di attuazione in materia di urbanistica, che riconosce alle Province autonome la possibilità di definire gli standard urbanistici relativi ai limiti di densità edilizia e di altezza, nonché ai rapporti fra spazi destinati ad insediamenti residenziali e produttivi o riservati ad attività collettive, al verde pubblico o ai parcheggi. La stessa norma consente agli strumenti urbanistici di derogare alle distanze tra edifici. Via libera anche allo schema di norma di attuazione in materia di fasce di rispetto stradale. E’ attribuita alle Province la possibilità di disciplinare autonomamente le fasce di rispetto e i limiti del loro utilizzo per tutte le tipologie stradali. Questo comporta che nella definizione delle distanze di protezione delle strade si tenga conto delle caratteristiche orografiche, paesaggistiche e ambientali del Trentino

Parere favorevole dalla Commissione dei Dodici anche per una nuova norma di attuazione che rafforza la competenza delle Province autonome in materia di contratti pubblici, con riferimento alle procedure di aggiudicazione e alla fase della loro esecuzione, di lavori, servizi e forniture nel rispetto dei livelli minimi di regolazione richiesti dal diritto dell’Unione europea. Con questa disposizione le Provincie possono esercitare pienamente le competenze settoriali in materia di lavori pubblici ed in materia di acquisti di beni e servizi. Parere positivo, infine, anche per l’attesa norma di attuazione in materia di scuole dell’infanzia nei territori trentini in cui si parla ladino, mocheno e cimbro. La norma modifica la disciplina inerente il reclutamento del personale insegnante, prevedendo la riserva di posti anche nelle scuole dell’infanzia, in modo da garantire l’assunzione di insegnanti in possesso di competenze linguistiche tali da assicurare un concreto apprendimento delle lingue minoritarie.

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Pa) – I lavoratori si esprimono compatti con una mozione: «no» alla delega per le agenzie fiscali alla Provincia. Preoccupano, in particolare, le possibili conseguenze sull’autonomia e sull’indipendenza delle funzioni di controllo a causa dei rapporti economici, contrattuali e politici tra enti locali e imprese sul territorio, con rischio evidente dell’autonomia funzionale attualmente presente nel modello nazionale delle Agenzie Fiscali, più volte rilevato nel corso delle precedenti assemblee. Inoltre, quanto si sta delineando in relazione alla delega di funzioni della giustizia, dove non è garantita l’effettività del diritto di opzione, e le ipotesi di inquadramento del personale non rispondono a criteri di salvaguardia di professionalità e competenze, rappresenta ulteriore elemento di contrarietà.

Per queste ragioni, e in considerazione del rischio di un’improvvisa accelerazione dell’iter di approvazione della norma di attuazione della delega per le agenzie fiscali, così come perseguita dalle forze politiche e istituzionali locali, l’assemblea ha approvato una mozione all’unanimità contraria alla delega delle agenzie fiscali alla Provincia impegnando le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa a indire opportune iniziative di mobilitazione per contrastarla, anche mediante convocazione di presidi, sit-in o altro. Presenti all’assemblea oltre un centinaio di addetti, che hanno condiviso le analisi delle organizzazioni sindacali e invitato le stesse al coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali, politici e amministrativi per far emergere la propria posizione di contrarietà.

I sindacati ribadiscono l’importanza del tema della lotta all’evasione fiscale, problema fondamentale del nostro Paese e fonte di gravi ingiustizie e disuguaglianze, che rischia di essere declinato con particolare attenzione al consenso elettoralistico piuttosto che al rigore dell’imparzialità e della buona amministrazione. Le dichiarazioni sui giornali delle ultime settimane, da parte di autorevoli esponenti politici, appaiono piuttosto chiare in tal senso, a partire dall’esigenza di un fisco più amico delle imprese sino al fisco che rovina le imprese, con una chiara idea che la delega non deve rappresentare esclusivamente un cambio di datore di lavoro degli addetti ma possibilità di incidere nelle attività. Occorre invece perseguire la direzione diametralmente opposta, già presente oggi nel modello agenzie fiscali nazionale, dove l’autonomia organizzativa, contabile e finanziaria, unita a una corrispondente responsabilità, consente altrettanta autonomia gestionale non condizionata né soggetta a controlli preventivi da parte del potere politico (Mef).

Si perseguano invece altri ambiti di efficienza, che potrebbero consistere nella partecipazione degli enti locali agli accertamenti fiscali tramite accesso alle banche dati (cd. informazioni qualificate), oppure nel contributo a una migliore e più puntuale definizione degli indicatori della ricchezza dei contribuenti, oppure, ancora, nel sostenere anche economicamente le sedi periferiche, com’è già avvenuto in quel di Riva del Garda e Cles, importanti presidi di legalità che vanno mantenuti. È bene dunque che la norma non si faccia, e che le province supportino le agenzie sul territorio attraverso l’implementazione e la collaborazione necessaria a stabilire il corretto rapporto tra cittadini ed erario. Seguiranno apposite iniziative di mobilitazione, al fine di far emergere un vero dibattito pubblico sull’opportunità di un’operazione che rischia, paradossalmente, di penalizzare l’Autonomia speciale anziché rafforzarla, così com’è già soggetta a continui attacchi per i presunti privilegi di cui gode, oggi non più giustificabili.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

2017-02-02 – Cgil – Cisl – Uil – Agenzie fiscali
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Il tanto discusso vallo-tomo s’ha da fare, a Mori. L’ha ulteriormente affermato oggi il governo provinciale, nell’incontro che – a palazzo della Regione – ha messo al tavolo 16 consiglieri provinciali e 6 consiglieri di opposizione del Comune di Mori.

Il presidente Bruno Dorigatti ha aperto la riunione pronunciando un no deciso allo scardinamento delle istituzioni e quindi una condanna netta di gesti come quello dell’altro giorno in municipio a Mori, con l’occupazione dell’ufficio del sindaco Stefano Barozzi. Cosa sono venuti dunque a dire i consiglieri comunali di minoranza moriani?

Renzo Colpo (5 Stelle), che per primo ha argomentato, ha messo sul tavolo lo studio del professor ingegner Gian Paolo Giani, che si pone in alternativa piuttosto netta con le conclusioni operative del super-consulente chiamato dalla Provincia, l’esperto internazionale professor Giovanni Barla. Colpo ha detto che il decreto di somma urgenza della Pat ha individuato soluzioni troppo spicce, che non fugano i timori dei residenti, tra i quali c’è chi ora vuole lasciare la casa per paura del diedro pericolante da 500 metri cubi, “appeso” proprio sopra la borgata. Barla – dice Colpo – certifica una pericolosità 1 del masso, che sarebbe quindi affidato a un precarissimo equilibrio tra forze contrastanti. Chi protesta chiede allora interventi immediati sul masso, per consolidarlo prima e per procedere poi a una demolizione controllata. Il vallo-tomo invece viene visto come una vera e propria disdetta, accompagnata dalla distruzione degli storici terrazzamenti, a sua volta fattore di dissesto.

I colleghi hanno aggiunto altre considerazioni di questo segno.

Bruno Bianchi (Patt): “Il vallo-tomo è enorme e sproporzionato alla dimensione del masso pericolante”.

Paola Depretto (Patt): “Condanniamo forme di protesta sopra le righe, ma critichiamo anche il metodo politico seguito dalla Provincia, che non ha condiviso le scelte e non ha valutato tutte le alternative possibili d’intervento”.

Cristiano Moiola (Patt): “Il decreto di somma urgenza è stato calato dall’alto, sottovalutando la necessità di informare e condividere con la popolazione. All’assemblea dei cittadini si è risposto con uno schieramento di agenti e Digos. Il progetto approvato sarà devastante per Mori e lascerà un marchio perenne sull’ambiente a monte dell’abitato”.

Il presidente del Consiglio comunale, Fiorenzo Marzari (Lega): “Chiedo un confronto serio tra le conclusioni di Barla e di Giani. La gente è esasperata, lunedì sera ci sarà seduta straordinaria del nostro consiglio, speriamo vada tutto bene..”.

Tra i consiglieri provinciali presenti hanno parlato Claudio Civettini e Filippo Degasperi. Il primo, da moriano ed ex presidente del Consiglio comunale, s’è detto dispiaciuto che dei consiglieri comunali abbiano collaborato con gli occupanti del municipio e quindi con gli anarchici in essi infiltrati. Ha poi ricordato che nel 2007 il consiglio moriano – Bianchi incluso – votò per il vallo-tomo addirittura a partire da Mori vecio, sulla scorta della consulenza Belloni. Alternative serie al piano della Pat non se ne vedono e male fanno atteggiamenti contraddittori come quello del consigliere provinciale Lorenzo Baratter, che a Mori ha sostenuto una causa e in aula consiliare un’altra. Il consigliere dei 5 Stelle Degasperi ha auspicato una ricucitura tra le diverse posizioni, definendo comunque “troppo frettoloso” l’iter seguito dal governo provinciale e non particolarmente grave il fatto che un consigliere comunale sia entrato nella casa del Comune in occasione delle proteste.

Il presidente Ugo Rossi ha espresso una condanna forte e chiara per l’occupazione dell’ufficio del sindaco di Mori. Ha poi detto che il governo provinciale ha affrontato questa emergenza pensando esclusivamente alla sicurezza e all’interesse dei cittadini. L’istruttoria è stata più che seria, la voce di Barla è autorevolissima, la messa in sicurezza è già in corso d’opera e non c’è ragione di fermarla. Piena disponibilità invece a progettare tutti gli accorgimenti utili – dopo la costruzione del vallo tomo – per un mascheramento e tutte le migliorie paesaggistiche che si possono ideare, anche ricorrendo alla Scuola del paesaggio provinciale.

L’assessore competente, Tiziano Mellarini, ha dato alcune delucidazioni decisive. Uno: pensando in particolare ai residenti di via Teatro, ha detto che il diedro pericolante è sottoposto a un doppio monitoraggio, con dati precisi prodotti ogni 20 secondi. E’ altresì pronto un piano d’emergenza in caso di accelerazioni del dissesto. Due: il professor Barla ha sorvolato con l’elicottero la zona per 40 minuti e a ragion veduta ha escluso si possa effettuare un ancoraggio del masso. Tre: il vallo-tomo sarà molto esteso, certo, ma perché vuole essere una garanzia nel tempo per tutto il versante della montagna, da sempre cedevole. Quattro: i monitoraggi continueranno e saranno estesi fino a Ravazzone.

Il capo della Protezione civile trentina, l’ingegner Stefano De Vigili, affiando il presidente Rossi e l’assessore Mellarini è infine intervenuto mostrando alcuni eloquenti rendering e spiegando che allo stato attuale l’equilibrio del diedro è al limite, ma c’è, monitorato costantemente dagli uomini del Servizio geologico della Pat.

 

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

vallo tomo

 

 

 

 

 

 

Foto e rendering dall’alto: da comunicato stampa

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(Fonte: Comunità Vallagarina) – Il logo lo hanno ideato gli studenti dell’Istituto Depero che hanno voluto chiamarla “meets Food” è la nuova app totalmente gratuita voluta dalla Comunità della Vallagarina e creata dalla ditta Sidera per dare un utile strumento ai genitori nella gestione del servizio di mensa scolastica dei propri figli. L’app è stata presentata stamani dall’assessore all’Istruzione della Comunità Enrica Zandonai, affiancata dall’Assessore Alberto Pinter, la responsabile del servizio Igea Boni e Roberto Graiff di Sidera. Semplicissima nelle sue funzioni la app consente di verificare il calendario dei pasti consumati, vedere il menù giornaliero, controllare il credito residuo e attivare il servizio di news per comunicare con le famiglie.

E in futuro sarà possibile anche scaricare la certificazione annuale dei costi che è detraibile fiscalmente. Sidera lavora anche alla possibilità di caricare direttamente in app i pagamenti. L’applicazione che è già in funzione sui circa 11 mila iscritti al servizio di mense scolastiche della valle, è stata attivata da circa 5 mila famiglie. “Dopo l’attivazione dei buoni digitali – ha spiegato l’assessore Enrica Zandonai – che ha visto la Comunità della Vallagarina come apripista in campo tecnologico, ora ampliamo questo servizio per venire incontro alle esigenze delle famiglie: la nuova applicazione rappresenta un’importante innovazione. Con questa moderna app miglioriamo ancora innovando il servizio con la tecnologia e contemporaneamente semplifichiamo le operazioni.”“Uno strumento – ha aggiunto l’assessore Alberto Pinter – che premia due aspetti. Da una parte i genitori quotidianamente verificano l’alimentazione dei figli e dall’altra possono controllare l’aspetto economico con dati che vengono erogati in tempo reale.”

Come funziona: L’app è scaricabile dallo store Apple iTunes e dallo store Google GooglePlay, può funzionare sia su smartphone che tablet ed è gratuita. Una volta installata, per accedere servono le credenziali del genitore. Per chi già accede al sito web dei genitori, può utilizzare le stesse credenziali, altrimenti è prevista la possibilità di richiedere le credenziali fornendo la mail e il codice Pan o Card Id, ricevuti durante l’iscrizione. Per quanto riguarda la funzionalità proposta, dopo l’inserimento delle credenziali, viene proposto l’elenco dei figli iscritti al servizio di refezione. Per ogni figlio è possibile vedere sei aree tematiche, la prima evidenza le informazioni riferite all’iscrizione e parte dei dati anagrafici del genitore; la seconda evidenza mensilmente le giornate ove è stato consumato il pasto; la terza evidenzia l’estratto conto riportando consumazioni e ricariche, con possibilità di filtrare le operazioni di ricarica e/o di consumazione; la quarta propone il menù previsto per ogni singola giornata; la quinta elenca le news utili ai genitori; la sesta evidenza i contatti della comunità, attivabili cliccando l’icona del telefono o mail. L’App è scaricabile al link:

 

 

Foto: da comunicato stampa

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

app

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Parlamento europeo)  – Per una migliore protezione degli interessi dei bambini adottati, i deputati hanno sollecitato la Commissione europea a chiedere ai Paesi Ue il riconoscimento automatico dei rispettivi certificati di adozione. La risoluzione votata giovedì propone un certificato europeo di adozione per accelerare il processo di riconoscimento automatico. Il documento invita la Commissione a proporre regole per un ampio riconoscimento comunitario delle adozioni all’interno dell’Ue in casi dove chi adotta e chi viene adottato risiedano nella stesso Paese. La Convenzione dell’Aia richiede un riconoscimento automatico di adozione in tutti i Paesi firmatari, fra cui tutti gli Stati membri Ue, ma essa si applica solo in casi nei quali i genitori e il bambino adottato provengano da due Paesi differenti.

Certificato europeo e migliori linee guida. I deputati hanno proposto la creazione di un Certificato europeo di adozione per accelerare il processo di riconoscimento automatico dei certificati di adozione “nazionali” a livello Ue. Inoltre, chiedono standard minimi comuni da seguire in caso di adozione, non in forma legislativa ma piuttosto definendo delle linee guida.  Il relatore Tadeusz Zwiefka, (Ppe, Pl) ha dichiarato: “Ogni adozione dovrebbe essere fatta nel miglior interesse del bambino, tenendo in conto le specifiche circostanze di ogni caso. Poiché con l’adozione si deve garantire al bambino amore, cura e un ambiente stabile, chiediamo alla Commissione europea di adottare misure in materia di riconoscimento dei certificati di adozione nazionali, in modo che le famiglie con bambini adottati abbiano la certezza del diritto quando si spostano in un altro Stato membro.”

Rimuovere gli ostacoli amministrativi. Le famiglie che hanno adottato bambini adottati del loro proprio Paese devono oggi affrontare ostacoli giuridici e amministrativi quando si spostano da uno Stato membro a un altro. Ad esempio, i genitori potrebbero non essere in grado di occuparsi dell’istruzione o di un trattamento medico del loro bambino adottato, a meno che non abbiano avviato iniziative legali per dimostrare che ne hanno la custodia. La risoluzione è stata adottata con 533 voti in favore, 41 voti contrari e 72 astensioni. Secondo la procedura dell’iniziativa legislativa, la Commissione, pur non essendo obbligata a seguire le raccomandazioni del Parlamento, in caso di rifiuto dovrà spiegarne i motivi. Questa risoluzione riguarda solo il singolo rapporto genitore-figlio. Non obbliga, quindi, gli Stati membri a riconoscere il rapporto giuridico tra i genitori e il bambino adottato.

 

 

 

 

Foto: archivio Parlamento europeo

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(Fonte: Riccardo Fraccaro) – «La proposta di legge Alfreider sui ladini, ammantata di buone intenzioni, è in realtà il cavallo di troia dell’Svp per confezionarsi una legge elettorale su misura e massimizzare il numero di seggi, scongiurando il calo dei consensi alle urne. Con un abile colpo di mano alla Camera dei deputati, il testo della pdl è stato infatti modificato pesantemente e apre la strada a una legge elettorale provinciale “su base” proporzionale e con soglie di sbarramento. I ladini vengono in sostanza strumentalizzati per far passare una legge elettorale che andrà ad annacquare il proporzionale puro che era stato pensato e introdotto proprio a tutela delle minoranze».

Lo scrive in una nota il deputato M5S Riccardo Fraccaro, che ha depositato un’interrogazione parlamentare (link qui), chiedendo di mettere in stand-by la proposta di legge Alfreider e passarla alle autonomie locali per la necessaria revisione. «Si tratta di una modifica sostanziale del testo originale sui ladini – spiega Fraccaro – e riteniamo che, nel rispetto dell’articolo 103 dello Statuto, i Consigli provinciali di Bolzano e Trento e il Consiglio regionale debbano tornare a esprimere un parere addizionale sulla versione aggiornata».

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – “Il futuro del settore turistico non dipende dai contributi pubblici ma dalle forze interiori che il sistema può mettere in campo”. E’ quanto ha affermato stamane alla conferenza stampa di presentazione della 41ª edizione di Expo Riva Hotel, la rassegna espositiva dedicata ai professionisti dell’ospitalità e della ristorazione che sarà ospitata da domenica 5 a mercoledì 8 febbraio al quartiere fieristico di Riva del Garda, l’assessore al turismo, agricoltura e promozione Michele Dallapiccola.

Per l’assessore al turismo, che nei giorni della fiera interverrà martedì 7 aprendo il convegno “Scoprire la storia, la cultura, la natura del territorio trentino attraverso il gusto per un turismo di qualità”, la parola chiave che spiega la direzione nella quale il turismo trentino deve andare, è “diversificazione”: “Non possiamo legare le fortune dei nostri luoghi turistici esclusivamente all’andamento meteorologico ed in questo senso non c’è più ragione di parlare di meteo avverso; vanno messi in campo i valori aggiunti che il nostro territorio può offrire indipendentemente dal fatto che ci sia il sole, che piova o che non nevichi, ed è qui che la diversificazione dell’offerta può rivelarsi una grande opportunità ed una risorsa strategica”.

Dallapiccola ha parlato a questo proposito della sinergia tra settore turistico e l’agroalimentare di qualità: “Su questo terreno – ha ribadito l’assessore – il settore agricolo ha ancora molto da raccontare e potenzialità inespresse che possono utilmente affiancare gli spazi di intrattenimento pensati per i nostri ospiti, che hanno fame di racconti e di esperienze. Ecco perchè – ha concluso Dallapiccola – stiamo spingendo su temi importanti quali la sostenibilità delle nostre produzioni agroalimentari, una scelta che ci sta dando ragione, i fatti concreti di questi ultimi anni certificano che i risultati sono a portata di mano”.

 

 

 

 

 

 

 

Cliccare sull’immagine sotto per vedere il video fornito dalla Pat :

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Maurizio Fugatti) – La notizia dell’arresto del consigliere circoscrizionale Maurizio Agostini è un fatto ritenuto gravissimo dalla Lega Nord Trentino. Chi si macchia di simili reati non ha nulla a che vedere con i principi e lo spirito che porta avanti la Lega Nord. La Lega Nord infatti combatte quotidianamente con le proprie azioni politiche il degrado, la microcriminalità, lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti. Le scelte di vita errate di Agostini non possono ricadere negativamente sul lavoro dei molti militanti, simpatizzanti e del partito. Per questi motivi Maurizio Agostini è immediatamente espulso dalla Lega Nord Trentino ed auspichiamo che si possa procedere al più presto anche alle conseguenti dimissioni dal Consiglio circoscrizionale.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

170202 – CS LNT_ESPULSIONE IMMEDIATA AGOSTINI MAURIZIO

 

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