OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Uil Trentino) – Orgogliosi della nostra Guardia di Finanza, non possiamo che plaudere di fronte alla rilevanza dei dati emersi dal report 2016 sull’attività di questo corpo di polizia, parte integrante delle forze armate italiane e ben rappresentato sul territorio dal Comando regionale Trentino Alto Adige.

Al senso di orgoglio e conforto per l’indiscutibile efficienza, però, si accompagna la consapevolezza che anche nel “virtuoso” Trentino continuano ad esserci grandi margini di recupero dell’evasione e della legalità, e quindi di ripristino di un’equità fiscale ancora difficile da perseguire.

Sono stati realizzati 45 Piani Operativi per la lotta ai fenomeni evasivi, e sono state sviluppate ben 1086 deleghe d’indagine, solo per citare qualche dato, per non parlare delle 387 indagini di polizia giudiziaria a cui si aggiungono 1328 interventi fra verifiche e controlli fiscali. Questo ha fatto emergere, tra le altre cose, 249 reati fiscali nonché diverse frodi all’Iva, evasioni internazionali e immobiliari, ma anche 253 soggetti con attività produttive di reddito completamente estranei al fisco.

Uno dei dati che, come sindacato dei cittadini, ci preoccupano di più, però, sono i 149 datori di lavoro che sono risultati aver impiegato 225 lavoratori in “nero” e 571 lavoratori irregolari. Cosa succederà ora che è stato indiscriminatamente eliminato il pur discutibile strumento che, solo, poteva ostacolare il “nero” nell’ambito del lavoro accessorio? Senza voucher, temiamo, irregolarità e abusi non potranno che aumentare assieme ai conseguenti danni al sistema come sempre succede quando la cura (questa radicale eliminazione senza alternative che l’accompagnino) è più dannosa della malattia.

E’ importante, in ogni caso, che lo Stato continui in autonomia la sua efficace attività investigativa e repressiva anche nella nostra Provincia, dando così maggior spinta ed efficienza anche alle attività di controllo proprie della nostro sistema locale amministrativo. La Uil del Trentino, inoltre, evidenzia il positivo lavoro svolto dalla Polizia Tributaria di controllo in materia di spesa pubblica con un occhio di riguardo alle prestazioni sociali agevolate. L’individuazione dei trasgressori, poi, al di là dell’entità dei possibili rientri economico-fiscali, è basilare per il recupero del senso di responsabilità dei cittadini che fruiscono del welfare.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Guardia di Finanza COM 200317
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

In allegato il comunicato stampa dei Carabinieri di Riva del Garda (Tn).

 

2017 MARZO 20 DROGA
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Mauro Ottobre) – Sono stato invitato in qualità di parlamentare alla serata svoltasi a Cavalese sulla questione del punto nascite. Le istituzioni hanno potuto intervenire, ma non il sottoscritto, probabilmente perché quello che avevo da dire era troppo scomodo e l’assessore Luca Zeni non lo avrebbe tollerato. Eppure rappresento le istituzioni almeno quanto lui, pertanto lo ritengo un atto grave nei miei confronti, dato che ho tre atti ufficiali del Governo sul tema, in particolare due risposte del Ministro Lorenzin e una delega del sottosegretario alla salute.

Pertanto qualche domanda a Zeni avrei potuto farla: come mai, per esempio, il Veneto ha approvato una delibera in dicembre dove ha suddiviso in quattro fasce i punti nascita? La regione lo ha fatto senza chiedere alcuna deroga, pur essendo una regione a Statuto ordinario. Abbiamo altresì scoperto l’esistenza che alcune strutture come Sondalo, in cui hanno risolto i problemi attraverso dei protocolli interni voluti dalla politica.

Perché noi non lo possiamo fare? La realtà è che stiamo assistendo ad una mera svendita del nostro potere decisionale a Roma, interpellando funzionari che ci vengono a raccontare quello che sappiamo già, cioè che siamo un territorio montano. Le soluzioni esistono, ma Zeni non le mette sul tavolo e non concede nemmeno una sana e democratica dialettica.

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Un bollettino valanghe valido per tutto il territorio dell’ Euregio – questo l’obiettivo di un primo incontro che nei giorni scorsi si è tenuto in Tirolo. Alla seduta hanno preso parte il Capitano del Tirolo Günther Platter e i tre servizi prevenzione valanghe di Trentino, Tirolo e Alto Adige.

“Le nostre meravigliose montagne, che noi dell’Euregio abbiamo in comune, vengono scoperte sempre da più persone. A ciò è però collegato anche un incremento del pericolo causato dalla non conoscenza della situazione valanghe e meteorologica” spiega il Capitano del Tirolo Platter. Ecco perché nasce il progetto “Albina”, un bollettino valanghe comune, emesso giornalmente in più lingue e che sarà a disposizione di tutti gli appassionati degli sport invernali. “Con questo progetto innovativo nasce per la prima volta a livello globale, un bollettino valanghe giornaliero e internazionale” sottolineano i presidenti Ugo Rossi e Arno Kompatscher.

Già nella prossima stagione invernale 2017/2018 saranno disponibili i primi regolari prodotti di sintesi del pericolo valanghe. Il progetto sarà poi perfezionato dai partner dall’anno successivo. Alla realizzazione del progetto partecipano i servizi di prevenzione valanghe di Trentino, Alto Adige e Tirolo mentre il coordinamento spetta all’Ufficio comune dell’Euregio. Ad “Albina” partecipa anche anche l’università di Vienna con l’istituto di geografia e ricerca regionale (“Institut für Geographie und Regionalforschung, Universität Wien”).

Obiettivo primario di questo progetto è mettere in rete i tre servizi prevenzione valanghe che lavorano nei rispettivi territori. Dopo una solida analisi dei sistemi vigenti verrà quindi predisposto tecnicamente il bollettino comune. Aspetto centrale, in cui verrà data massima attenzione, sarà la realizzazione grafica per offrire ai fruitori finali, ovvero ai cittadini, un servizio chiaro ed efficace.

“Un bollettino valanghe in comune rappresenta un chiaro valore aggiunto non solo per la popolazione ma anche per i nostri ospiti. Il progetto è un esempio di come l’Euregio riesca un punto di collegamento tra le persone”, sottolineano i tre presidenti dell’Euregio. Il progetto, con un budget di circa 915.000 euro, sovvenzionato da finanziamenti da parte di Interreg di circa 676.000 euro, avrà una durata di 30 mesi.

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Fondazione Mach) – Pubblicata su Microbiome una ricerca di Fondazione Edmund Mach, Istituto di Biometeorologia del Cnr, Università di Firenze, Innsbruck, Venezia. Studiando la polvere sahariana depositata e ‘sigillata’ sulla neve delle Alpi dolomitiche, sono state identificate migrazioni di microorganismi dalle aree sahariane. Si tratta di uno degli effetti del cambiamento climatico e dell’uso del suolo.

Il cambiamento climatico e l’uso del suolo stanno provocando migrazioni che non si possono fermare, quelle dei microorganismi. Un team multidisciplinare di microbiologi, geologi, chimici e bioclimatologi di Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università di Firenze, Venezia e Innsbruck, ha studiato la carica microbica di uno tra i più intensi eventi di trasporto di polveri sahariane che ha raggiunto le Alpi nel 2014, pubblicando i risultati sulla prestigiosa rivista Microbiome.

Questa grande tempesta ha depositato enormi quantità di polvere sahariana sulle Alpi dolomitiche che è stata poi sigillata tra strati di neve “pulita”. Ciò ha permesso una determinazione precisa di microrganismi associati alla deposizione.

Nei campioni di neve raccolti su Marmolada e Latemar, i ricercatori hanno trovato prove che le grandi tempeste di polvere possono muovere non solo frazioni, ma intere comunità microbiche  (batteri e funghi) dalle aree sahariane all’Europa e che questo microbiota contiene molti organismi estremamente resistenti e in grado di sopravvivere in ambienti diversi.

Il team interdisciplinare è guidato da Tobias Weil (Fem), Duccio Cavalieri (Università di Firenze) e Franco Miglietta (Cnr-Ibimet, Foxlab) che hanno coordinato esperti in geologia, ambiente, meteorologia, microbiologia e bioinformatica di Fondazione Edmund Mach, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università di Firenze, Innsbruck, Venezia.

“L’idea di studiare un eccezionale evento invernale -spiegano i ricercatori-  ha consentito di scoprire quasi intere comunità di microbi Sahariani, trasportate dal vento e congelate in uno strato di neve rosa, isolato sotto lo zero dagli strati precedenti e dai successivi”. L’analisi delle firme genetiche dei batteri e funghi congelati e delle comunità microbiche dei suoli ha consentito di verificare che alcuni di questi microbi sahariani sopravvivono anche dopo lo scioglimento delle nevi, probabilmente perché presenti in grandi quantità.

Quanto scoperto suggerisce che il cambiamento climatico e l’aumentata frequenza di questi eventi possa cambiare in modo significativo le comunità microbiche dei nostri suoli, trasportando intere comunità microbiche molto lontane.

Accettando la sfida lanciata recentemente dalle Nazioni Unite per l’implementazione di azioni di monitoraggio e protezione in materia di tempeste di sabbia e polvere dovute al trasporto di lungo raggio, gli autori indicano metodologie rapide ed efficaci per monitorare i rischi associati alla  fusione di neve e ghiacciai contaminati da popolazioni microbiche che arrivano da lontano. Una strada per arrivare a sistemi efficaci di allerta precoce.

Questo studio è stato reso possibile dalle moderne e sofisticate strumentazioni di ricerca: tra queste la metagenomica e biologia computazionale di  Fem. “Da quando  -proseguono i ricercatori- tecniche di sequenziamento di ultimissima generazione hanno dato all’uomo la possibilità di vedere microorganismi senza coltivarli su piastra, ma identificandoli direttamente dalla “firma” del Dna, si è scoperto che i batteri e i funghi sono in tutti gli ambienti, inclusa l’aria, le nubi e il vento”.

Microbiome, Mar 2017  doi: 10.1186/s40168-017-0249-7
Legal immigrants: invasion of alien microbial communities during winter occurring desert dust storms.

 

Weil T

De Filippo C

Albanese D

Donati C

Pindo M

Pavarini L

Carotenuto F

Pasqui M

Poto L

Gabrieli J

Barbante C

Sattler B

Cavalieri D

Miglietta F

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

CS_sahara_alp_OKK_20marzo17

 

 

Foto: da comunicato stampa

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

In allegato il comunicato stampa della Guardia di Finanza del Trentino Alto-Adige. In allegato il report in Pdf.

 

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DAL CONTRASTO ALLE FRODI FISCALI E AL SOMMERSO ALLE TRUFFE SUI FONDI PUBBLICI E ALL’ILLEGALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE; DALLA CRIMINALITÀ ECONOMICO-FINANZIARIA E AGLI INTERESSI PATRIMONIALI E IMPRENDITORIALI DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI AI TRAFFICI ILLECITI INTERNAZIONALI.

Tutelare le libertà economiche dei cittadini, delle imprese e dei professionisti onesti, quale condizione indispensabile per il raggiungimento dell’equità sociale posta a fondamento del benessere della collettività.

Ed è proprio la lotta ai fenomeni evasivi più gravi e alle frodi fiscali, alle illegalità nella Pubblica Amministrazione, agli sprechi di risorse e alla criminalità economico-finanziaria in genere ad aver costituito l’obiettivo dell’attività operativa della Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige per il 2016.

Un’azione che si è sviluppata attraverso:

– la realizzazione di 45 Piani Operativi, diretti all’aggressione delle più dannose e pericolose manifestazioni di illegalità economico-finanziaria;

– lo sviluppo di 1.086 deleghe d’indagine pervenute dalla magistratura ordinaria e contabile, a fronte delle 1.271 ricevute;

– il contrasto ai grandi traffici illeciti e il concorso al dispositivo di ordine e sicurezza pubblica nazionale.

 

 

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LOTTA ALLE FRODI FISCALI, ALL’ECONOMIA SOMMERSA E AL GIOCO ILLEGALE

Contro l’evasione e le frodi fiscali sono state concluse 387 indagini di polizia giudiziaria, cui si aggiungono 1.328 interventi fra verifiche e controlli fiscali a tutela del complesso degli interessi erariali comunitari, nazionali e locali.

Questi servizi si sono basati su una selezione preventiva e mirata degli obiettivi, supportata dal ricorso alle oltre 40 banche dati e applicativi disponibili, dall’intelligence e dal controllo economico del territorio.

Denunciati 236 soggetti responsabili di 249 reati fiscali, il 75% dei quali riguarda gli illeciti più gravi di emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione, occultamento di documentazione contabile e indebita compensazione, a testimonianza dell’impegno dei Reparti del Corpo nei confronti dei fenomeni di frode ed evasione più complessi e articolati.

Sono stati individuati 2 casi di frodi all’IVA, nella forma della “frode carosello”, 14 casi di evasione fiscale internazionale, 48 casi di evasione immobiliare, nonché 253 soggetti che, pur avendo svolto attività produttive di reddito, sono risultati completamente sconosciuti al Fisco.

149 datori di lavoro sono risultati aver impiegato 225 lavoratori in “nero” e 571 lavoratori irregolari.

Sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per il recupero delle imposte evase nei riguardi dei responsabili di frodi fiscali per oltre 8 milioni di euro e avanzate proposte di sequestro per quasi 59 milioni.

Circa 15 mila interventi condotti nell’ambito del controllo economico del territorio. Tra questi, si segnalano, in particolare, quelli svolti in materia di controlli strumentali (8.716), trasporto merci su strada (5.206, di cui 967 nel settore della circolazione dei prodotti sottoposti ad accise) nonché in materia di indici di capacità contributiva (527).

Scoperte 64 violazioni nel campo delle imposte sulla produzione e sui consumi, con la denuncia di 14 soggetti all’Autorità Giudiziaria competente.

39 gli interventi eseguiti presso gli impianti di produzione, deposito e distribuzione stradale di carburanti, con 41 casi di irregolarità.

Nell’azione di contrasto agli illeciti doganali, sono stati eseguiti 42 interventi che hanno permesso di riscontrare 45 violazioni e di segnalare all’Autorità Giudiziaria 9 soggetti.

Su 59 interventi effettuati presso sale giochi e centri di scommesse, riscontrate irregolarità nel 63% dei casi.

Verbalizzati 60 soggetti e sequestrati 3 apparecchi automatici da gioco e 12 postazioni di raccolta di scommesse clandestine (Totem).

 

 

 

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CONTRASTO ALLE TRUFFE SUI FONDI PUBBLICI E ALL’ILLEGALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Scoperti casi di illegittima percezione o richiesta di finanziamenti pubblici, comunitari e nazionali, per oltre 58 milioni di euro, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 144 soggetti.

Individuate truffe nel settore previdenziale e al Sistema Sanitario Nazionale per oltre 73 mila euro, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 57 soggetti.

Nell’ambito di 35 accertamenti svolti su delega della Corte dei Conti, segnalati sprechi o irregolari gestioni di fondi pubblici che hanno cagionato danni patrimoniali allo Stato per più di 25 milioni di euro e segnalati alla magistratura contabile 106 soggetti per connesse ipotesi di responsabilità erariale.

A seguito di 180 tra indagini e interventi conclusi nel 2016 per reati ed altri illeciti contro la Pubblica Amministrazione, denunciati 55 soggetti (38% per abuso d’ufficio, 20% per peculato e 42% per turbata libertà degli incanti).

Individuati appalti pubblici irregolari per 17,6 milioni di euro, con la denuncia di 28 soggetti.

Effettuati 150 controlli volti a verificare la sussistenza dei requisiti di legge previsti per l’erogazione di prestazioni sociali agevolate e per l’esenzione dal ticket sanitario, con percentuali di irregolarità pari al 78,7% dei casi e un danno complessivo cagionato allo Stato

di circa 86 mila euro.

 

 

 

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CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ALLA CRIMINALITÀ ECONOMICO – FINANZIARIA

Svolti 65 accertamenti economico-patrimoniali a carico di condannati e indiziati di appartenere ad associazioni mafiose e loro prestanome, che hanno riguardato complessivamente 242 fra persone fisiche e giuridiche.

Eseguiti provvedimenti di sequestro ai sensi della normativa antimafia di beni mobili, immobili, e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 853 mila euro.

In materia di riciclaggio sono state svolte 6 indagini e attività di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 11 soggetti.

119 sono, invece, le violazioni accertate in materia di trasferimenti di denaro contante per importi superiori alla soglia di legge prevista.

In relazione alla nuova fattispecie di auto-riciclaggio sono state eseguite 2 indagini con la denuncia di 1 soggetto.

242 sono state, poi, le segnalazioni di operazioni sospette approfondite dai Reparti sul territorio appositamente delegati dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria.

Le segnalazioni approfondite inerenti a possibili contesti di finanziamento del terrorismo sono state invece 32.

Nell’azione di contrasto all’usura, denunciati 4 soggetti.

Nelle indagini svolte nei settori dei reati societari, fallimentari, bancari, finanziari e di borsa sono state denunciate 91 persone, nonché accertate distrazioni patrimoniali in danno di società fallite per circa 8 milioni di euro.

I controlli svolti ai valichi di confine in entrata e/o in uscita dal territorio nazionale, ai fini della verifica del rispetto delle norme sulla circolazione transfrontaliera di valuta, hanno permesso di verbalizzare 118 soggetti per avere trasportato valuta in eccedenza rispetto al limite consentito, nonché intercettare valori al seguito complessivamente pari a circa 880 mila euro.

 

 

 

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CONTRASTO AI TRAFFICI ILLECITI

Sequestrati oltre 206 kg di droga a carico di 144 soggetti denunciati, di cui 47 arrestati.

Effettuati 178 interventi contro le frodi doganali ed il traffico di contrabbando e sequestrate più di 3,6 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e 21 mezzi terresti utilizzati per il trasporto e l’occultamento della merce, con la denuncia di 9 persone, di cui 2 arrestate.

Eseguiti 47 interventi e denunciate all’Autorità Giudiziaria 17 persone per reati in tema di contraffazione.

Sequestrati più di 10 mila prodotti illegali, perché contraffatti, piratati, pericolosi o recanti falsa o fallace indicazione di origine o provenienza, per un valore stimato di circa 94 mila euro.

Tolti dal mercato 750 kg di generi agroalimentari contraffatti o prodotti in violazione della normativa sul made in Italy.

Nell’attività di contrasto al falso monetario sono state rinvenute 1.151 banconote false e operati sequestri per un controvalore complessivo pari a oltre 48 mila euro, con la denuncia di 3 soggetti.

Nel settore del contrasto alla tratta dei migranti 1 soggetto è stato tratto in arresto e 46 sono stati denunciati

 

 

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LE OPERAZIONI DI SOCCORSO E IL CONCORSO NEI SERVIZI DI ORDINE E SICUREZZA PUBBLICA

Nell’ambito del controllo del territorio e della tutela dell’ordine pubblico (pubbliche manifestazioni, eventi sportivi, consessi internazionali, impegni locali, immigrazione, ecc.) sono state impiegate complessivamente 10.546 giornate/uomo.

La preziosa attività di soccorso prestata dal personale appartenente alla componente specialistica del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.), in stretta sinergia con la Sezione Aerea di Bolzano, nella decorsa annualità, ha permesso oltre 800 interventi a favore di altrettante persone in difficoltà.

Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige ha altresì fornito un rilevante contributo in termini di soccorso in occasione degli eventi sismici che hanno interessato il territorio del centro Italia nella notte del 24 agosto 2016, mediante l’immediato intervento di militari e unità cinofile, supportati da mezzi aerei, presso il centro abitato di Amatrice (Ri).

Il contributo prestato in tale contesto ha consentito di trarre in salvo diverse vite umane e, nei giorni successivi, di fornire assistenza alle popolazioni colpite dal sisma, garantendo il trasporto di beni di prima necessità.

 

 

 

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

Comunicato Stampa – Bilancio Operativo Annuale 2016 – Trentino Alto Adige

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa  www.vetrinadelleidee.it) – La Fondazione Caritro sta avviando l’iniziativa, la ‘Vetrina delle idee’, in collaborazione con i Servizi Politiche Giovanili della Provincia di Trento, del Comune di Trento, del Comune di Rovereto e con il Centro Servizi Volontariato – Non profit Network.

L’iniziativa si rivolge ai giovani tra i 16 e i 35 anni per sostenere lo sviluppo di proposte culturali innovative attraverso un ciclo di laboratori con la collaborazione di esperti e con il supporto delle realtà culturali del territorio. I progetti migliori potranno essere pubblicati su un portale di crowdfunding e ricevere inoltre un contributo da Fondazione Caritro. La partecipazione ai laboratori è gratuita previa iscrizione sul sito http://www.vetrinadelleidee.it/vetrina-dei-giovani/

Sabato 25 marzo verrà presentata l’iniziativa al Teatro Sanbapolis di Trento durante l’aperitivo e serata di lancio #esciLEIDEE
https://www.facebook.com/events/224452168024373/

Vi chiediamo di dare massima diffusione all’iniziativa promuovendola tramite i vostri contatti, tra i vostri giovani e le associazioni dei vostri territori, e attraverso i canali social.

Per informazioni si prega di consultare il sito www.vetrinadelleidee.it o rivolgersi a Fondazione Caritro, 0461-232050 – info@fondazionecaritro.it.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Openpolis) –  Per Legge le giunte comunali sono tenute a rispettare l’equlibrio di genere. Ma la norma stessa e la giurisprudenza aprono dei varchi per aggirare questo principio. Stabilendo però degli obblighi per i sindaci: dove sono le evidenze che le assessore non si trovano?

Che cosa succede quando una giunta comunale non rispetta il principio dell’equilibrio di genere? Ci sono stati diversi ricorsi e in Calabria vari organi locali sono stati sciolti dal Tar. Ma finora non si ha notizia di controlli sistematici o di carattere generale: ogni volta si è trattato di interventi su casi singoli.

Tuttavia da questi ricorsi è scaturita una giurisprudenza che ha aggiunto vari dettagli per l’applicazione della legge, e di fatto anche la via per eluderla.

L’equilibrio di genere negli organi di governo dei comuni non è infatti solo un generico principio di buone pratiche a cui tendere. È invece una norma concreta, inserita nell’ordinamento italiano dalla legge 56/2014, conosciuta come legge Delrio, che all’articolo 1 comma 137 stabilisce:

«Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico».

Un primo punto di debolezza sta proprio nella genericità di questa forma di approssimazione, che di fatto consente un’interpretazione lasca della norma. Un altro tassello, forse ancor più sfavorevole per l’applicazione dell’equilibrio di genere è una sentenza del consiglio di stato, che ha riconosciuto l’impossibilità di applicare il principio di pari opportunità.

La sentenza stabilisce infatti la necessità di bilanciare due principi: l’equilibrio di genere e il corretto svolgimento delle funzioni politico-amministrative, che non possono essere interrotte pur di applicare le disposizioni a favore della parità.

 

 

 

In particolare la sentenza recita:

«L’applicazione della prescrizione contenuta nell’art. 1, comma 137, della legge 7 aprile 2014, n. 56, non può pertanto in alcun modo determinare un’interruzione dell’esercizio delle funzioni politico – amministrative ovvero provocare un ostacolo al loro concreto ed effettivo esplicitarsi. Il giusto contemperamento dei due delineati principi costituzionali che vengono in gioco […] può ragionevolmente rintracciarsi nella effettiva impossibilità di assicurare nella composizione della giunta comunale la presenza dei due generi nella misura stabilita dalla legge».

Ci troviamo di fronte all’ennesimo principio stabilito dal legislatore che viene smentito da altri organi dello stato o comunque dalla pratica? Di fatto può essere questa la via con cui il primo cittadino giustifica la mancata nomina di donne in giunta. Tuttavia la stessa sentenza aggiunge anche un altro dettaglio: se è impossibile nominare assessore, bisogna provarlo.

«impossibilità che deve essere adeguatamente provata e che pertanto si risolve nella necessità di un’accurata e approfondita istruttoria ed in un’altrettanto adeguata e puntuale motivazione del provvedimento sindacale di nomina degli assessori che quella percentuale di rappresentanza non riesca a rispettare»

I sindaci devono dunque fornire prove documentali dell’effettivo svolgimento di adeguata attività istruttoria per trovare le donne da nominare assessore. Devono cioè provare di compiuto ricerche concrete di nominativi femminili a cui affidare gli incarichi. Non solo: lo stesso pronunciamento ha stabilito che non basta pubblicare due atti di rinuncia all’incarico proposto. Bisogna dunque produrre evidenze di una ricerca ampia, specificando con quali modalità, per trovare le personalità femminili da inserire in giunta, provando dunque l’effettiva impossibilità di nominare donne.

Che cosa hanno fatto i sindaci le cui giunte non rispettano la legge Delrio? Quali documenti hanno pubblicato, quali evidenze hanno prodotto per dimostrare che si trovavano in effetti impossibilitati a rispettare la legge?

Per esempio il sindaco del comune di Fermo, dove le assessore arrivano a un misero 11%, ha svolto l’accurata attività istruttoria richiesta dalla giurisprudenza sulla materia, ed è in grado di produrne le evidenze?

Stesso discorso per Agrigento, Aosta, Trento, Caltanissetta, Enna, Bolzano, Ascoli Piceno, Potenza, Grosseto: nessuna di queste giunte comunali supera il 30% di donne nell’organo, come è evidente nel grafico. A questi comuni si aggiunge Verbania, la cui giunta risulta “squilibrata”, ma in quest’unico caso a sfavore degli uomini, che sono solo il 28,57% dei componenti.

Aspettiamo di conoscere le azioni concrete compiute da questi e altri sindaci che non rispettano la legge 56/2014 in materia di equilibrio di genere.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) –  “Una società in salute: salute e sanità in Trentino”: questo il titolo dell’incontro-dibattito che si terrà questa sera a Cles, lunedì 20, alle ore 20.30, alla sala Borghesi Bertolla, in Corso Dante 28 – con l’assessore provinciale alla salute e politiche sociali Luca Zeni. Lo organizzano la Comunità della Valle di Non e il Comune di Cles. Sarà questa l’occasione per fare il punto sull’ampio ventaglio delle problematiche riguardanti la salute in Trentino, con particolare riguardo alla realtà della valle di Non.

Foto: da comunicato stampa
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Uil Trentino) – Siglato accordo sindacale in Multipli Arcese Spa. Le aziende di trasporto merci chiudono, alla Multipli Arcese si va in controtendenza e si garantisce occupazione. In data 17 marzo 2017  si e’ raggiunto un accordo storico tra Multipli Arcese spa  e Cgil Cisl Uil dei trasporti. Infatti, pur non essendo il periodo che stiamo vivendo fra i più felici, neppure per quanto riguarda il settore trasporto merci in Trentino, grande soddisfazione esprime la Uiltrasporti per il buon risultato raggiunto dopo un estenuante trattativa in questa importante società di logistica e trasporto.

L’azienda garantirà infatti il mantenimento dello  stesso numero di dipendenti che sono attualmente in organico per i prossimi due anni, pur dovessero esserci  punte o cali di traffico, e pure lo stesso salario medio, utilizzando la possibilità di anticipare qualche giorno di ferie dell’anno successivo. Inoltre, per chi rientrerà il sabato dopo le ore 16.00 non saranno previste  integrazioni salariali, ma da oggi in poi  beneficerà di   25 euro di premio per il disagio subito e questo risultato non e’ assolutamente irrilevante, comparandolo rispetto alle molte realta’ del settore che ci circondano.

La Uiltrasporti del Trentino sottolinea il clima positivo creato, con la partecipazione di tutti gli attori, anche aziendali, al tavolo negoziale. Auspica un proseguimento di successo alla Multipli Arcese spa, successo che non potrà non avere ulteriori ricadute  positive anche per le maestranze, che collaborano al raggiungimento degli obiettivi aziendali, e quindi  al loro stesso  benessere economico ed alla tutela del proprio posto di lavoro.

 

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Il Segretario generale Uiltrasporti del Trentino
Nicola Petrolli

 

 

 

 

Foto: da sito Arcese.com

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