OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Università di Trento) – In riferimento alle dichiarazioni riportate da alcuni organi di informazione in merito all’appalto per i servizi di pulizia dell’Università di Trento, l’Ateneo precisa quanto segue.

L’Università di Trento è tenuta ad affidare i servizi di pulizia ad operatori economici che abbiano sottoscritto convenzioni con Consip oppure con il soggetto aggregatore territoriale (Apac). La gara per “Convezione Facility management 4”, che comprende i servizi di pulizia negli immobili in uso alle istituzioni universitarie, era stata bandita da Consip ed aggiudicata a Kuadra nel 2011. Nelle more di aggiudicazioni successive da parte di Consip ed in assenza di servizi convenzionati da parte di Apac la scelta obbligatoria è risultata essere la proroga tecnica con l’attuale fornitore.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

cs Consip Kuadra
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Fierecongressi) – Con la giornata dedicata alle scuole inizia domani, martedì 21 marzo, la Settimana del Lupo organizzata grazie alla partnership con il Muse, il progetto europeo Life WolfAlps, la Fondazione Edmund Mach e il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento.

Venerdì 24 marzo ore 20.30 presso il Museo Civico di Rovereto si terrà l’incontro pubblico dal titolo: “Prede, zanne e carabine. Il lupo e i cacciatori: coabitazione e competizione in natura” mentre sabato 25 marzo alle ore 20.30 presso il Palazzo dei Congressi di Riva del Garda è in programma lo spettacolo teatrale rendez-vous 22.00 con ingresso gratuito.

 

 

 

Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – La Fondazione Demarchi da un anno e mezzo è promotrice di azioni animative e culturali, volte a migliorare il clima di piazza S. Maria Maggiore e delle vie circostanti. Oltre ad un progetto di ricerca-azione, finanziato dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento e finalizzato al coinvolgimento della popolazione residente e non della zona, anche quest’anno nell’ambito del Festival dell’Economia la Fondazione coordinerà dall’1 al 4 giugno in piazza, una serie di iniziative all’insegna della promozione ed educazione alla salute.

La Fondazione Franco Demarchi, la cui storica sede di Piazza Santa Maria Maggiore si affaccia su un’area di rinnovato interesse urbanistico al centro di un importante intervento di valorizzazione, ha dato il via nelle settimane scorse al progetto “Ri-Conciliamoci con la piazza”, che si svilupperà in un percorso di animazione sul territorio e nella promozione di azioni, per spingere le persone a tornare ad “abitare” nuovamente gli spazi pubblici.

Nello specifico, in questa prima fase di ascolto e analisi del territorio, sono stati analizzati documenti e sono previste interviste a testimoni privilegiati di associazioni e commercianti, che hanno l’esercizio sulla piazza e nelle vie limitrofe, per raccogliere informazioni ed idee per iniziative culturali e di animazione. L’iniziativa si pone quindi di capire come la recente ristrutturazione monumentale della piazza abbia inciso sulle dinamiche relazionali e sociali interne al quartiere, al fine di attivare iniziative per favorire una consapevole e sempre più ampia frequentazione degli spazi da parte della cittadinanza e la corretta fruizione dei beni comuni in essi contenuti.

Il progetto è presieduto da un gruppo di regia formato, oltre che dalla Fondazione Demarchi, dal Comune di Trento, dalla Circoscrizione Centro storico Piedicastello, dalla Parrocchia di S. Maria Maggiore, dall’Associazione Rinascita Torre Vanga, e vede il coinvolgimento di realtà come la Cooperativa sociale Arianna ed altri enti e soggetti del privato sociale trentino che, a vario titolo, saranno coinvolti per specifiche competenze.

La seconda iniziativa si svolgerà invece dall’1 al 4 giugno nell’ambito del Festival dell’Economia e, nella proposta di rivalorizzare la piazza di S. M. maggiore come luogo fisico di incontro tra persone e idee, saranno presentate esperienze ed attività del privato sociale, della cooperazione, del volontariato e del pubblico su temi di promozione ed educazione alla salute. In particolare la Fondazione Demarchi proporrà incontri informativi, percorsi di attività motoria in piazza e promuoverà una “cultura in movimento”.

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Cooperazione Trentina) – Casse Rurali Lavis Valle di Cembra e Mezzocorona: ok al protocollo di fusione. Firmato l’accordo per la fusione delle due Casse Rurali. Se i soci la approveranno, nascerà una nuova realtà bancaria: la Cassa Rurale Lavis – Mezzocorona – Valle di Cembra con 6.600 soci, 124 dipendenti e un patrimonio che supera gli 86 milioni di euro.

Porterà benefici ai soci, ai clienti e al territorio di riferimento la fusione tra la Cassa Rurale Lavis – Valle di Cembra e quella di Mezzocorona. Il protocollo di fusione è infatti stato approvato dai due Consigli di Amministrazione, ed ora il progetto passa alla verifica da parte dei competenti organi autorizzativi e al voto dei soci. Se si esprimeranno positivamente, la nuova Cassa Rurale Lavis – Mezzocorona – Valle di Cembra (questa la nuova denominazione) sarà operativa dall’1 ottobre 2017.

La nuova realtà avrà 6.630 soci, 16 sportelli, 124 collaboratori e collaboratrici. Sul fronte dei conti potrà godere di un patrimonio di 86,7 milioni di euro, di una raccolta complessiva di 971,8 milioni e di impieghi per 727,4. Una Cassa molto solida, con un indice di patrimonializzazione Core Tier1 che supererà il 14%, ben al di sopra dei requisiti richiesti.

A regime, cioè con il 2019, la Cassa Rurale avrà un consiglio di amministrazione composto da 7 amministratori più il presidente, che verrà eletto in assemblea. Il vice, invece, sarà eletto dal cda. Nella fase transitoria sarà garantita una rappresentanza di 2 consiglieri espressione della Rurale di Mezzocorona, mentre poi non ci saranno più riferimenti territoriali.

La direzione generale sarà assunta dall’attuale direttore della Cassa Lavis – Valle di Cembra Paolo Pojer.

“L’obiettivo è quello di creare una nuova realtà solida – spiega Ermanno Villotti, presidente della Rurale Lavis – Valle di Cembra – ed in grado di perseguire livelli massimi di efficienza ed efficacia gestionale e di qualità dei servizi offerti.

Ma anche di supportare la ripresa economica dei territori serviti, sostenendo ed incentivando la domanda di finanziamenti delle famiglie e delle imprese locali, aiutandole a ricercare e sviluppare nuove direttrici di crescita”.

“L’unione tra le due realtà – afferma il presidente della Cassa Rurale di Mezzocorona Sandro Pancher – ha un solo e preciso obiettivo: garantire convenienza, servizi, sicurezza e sostegno ai soci, alle famiglie, alle imprese ed alle associazioni, in una dimensione nuova ed in continuità con i valori e la missione dell’essere Cassa Rurale”.

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Protocollo fusione Cr Lavis e Mezzocorona
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Codacons) – Il Codacons ha annunciato la denuncia alla Procura della Repubblica di Roma contro il Governo italiano e il Sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta per istigazione al gioco d’azzardo e violenza ad organo collegiale.

Al centro dell’esposto dell’associazione dei consumatori il gravissimo comportamento del Governo in merito alla piaga del gioco d’azzardo e al potere degli enti locali di tutelare la salute dei giocatori.

Governo e maggioranza hanno infatti ritirato un emendamento al decreto sicurezza che consentiva ai Comuni di imporre distanze minime alle sale da gioco rispetto a scuole ed edifici frequentati da minori – spiega il Codacons – Così facendo si è voluto legare le mani agli enti locali, riducendo il loro potere di intervenire contro il dilagare incontrollato di sale da gioco e slot machine. E questo perché l’emendamento in questione avrebbe potuto ridurre le enormi entrate garantite allo Stato dal settore dei giochi, pari a 9 miliardi di euro annui.

Oggi le ordinanze dei sindaci che pongono divieti agli orari delle sale slot e alla loro ubicazione vengono spesso annullate dai Tar, perché contrastano con gli interessi dello Stato e degli operatori del settore – prosegue il Codacons – L’emendamento avrebbe potuto finalmente porre fine al vicolo cieco in cui sono finiti gli enti locali nella lotta alla ludopatia, ma il Governo ha preferito tutelare le casse statali.

Per tale motivo domani presenteremo un esposto in Procura contro l’esecutivo e il Sottosegretario con delega ai giochi Pier Paolo Baretta, chiedendo di procedere per le fattispecie di istigazione al gioco d’azzardo e violenza ad organo collegiale nei confronti del Parlamento.

 

 

 

 

 

 

 

Foto: da sito Ministero Interno

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Trentino Sviluppo) – Progetto Manifattura: martedì 21 marzo alle ore 12 inaugurazione dei nuovi spazi ristrutturati dalle società del colosso Ardian e del Gruppo Margherita. Virtuosa partnership pubblico-privato per il recupero di una porzione dello storico Edificio delle Zigherane. Interverrà il vicepresidente della Provincia di Trento Alessandro Olivi.

Un anno per “saggiare” le potenzialità di Progetto Manifattura, la Green Innovation Factory di Trentino Sviluppo, e le opportunità offerte dal sistema trentino. Oggi Ardian Infrastructure, colosso mondiale nel settore delle energie rinnovabili, assieme alle società controllate 3NEW e 3NEW & Partners, amplia la propria sede in nuovi spazi completante ristrutturati dentro nell’incubatore clean tech di Rovereto.

L’inaugurazione e la presentazione alla stampa sono fissate per martedì 21 marzo alle ore 12 al piano terra dello storico edificio delle Zigherane. A Rovereto verrà installata una centrale di telecontrollo per gestire da remoto impianti solari, eolici e idroelettrici presenti sull’intero territorio italiano.

All’inaugurazione interverranno il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi, il consigliere delegato di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini, l’amministratore delegato di 3NEW & Partners e 3NEW Amedeo Liurni e il rappresentante di Margherita e Daunia Wind, Giacomo Pietro Paolo Mescia.

 

 

Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Fondazione Mach) – Oggi in Trentino circa 200 ettari sono destinati alla coltivazione del ciliegio, suddivisi fra le tradizionali Valsugana (100 ettari) e Vallagarina (25 ettari) e le nuove aree frutticole del Bleggio (15 ettari) e delle Valli del Noce (70 ettari). Fra le avversità che i produttori affrontano, oltre al problema della spaccatura del frutto causata dalla pioggia (cracking), vi è il rischio di danni da gelo primaverile e la forte pressione di Drosophila suzukii.

A questa coltura che sta riscuotendo un notevole interesse sia da parte dei produttori che delle loro organizzazioni commerciali in diverse aree del Trentino, la Fondazione Edmund Mach dedica una giornata tecnica, in programma martedì 21 marzo, a partire dalle 8.30, nella sede di San Michele all’Adige, presso l’aula magna.

L’incontro tecnico intende offrire ai produttori trentini un’occasione di informazione e aggiornamento sulle principali problematiche fitosanitarie e sulle sperimentazioni in corso a San Michele. Saranno illustrate anche le esperienze e le prove fuori regione. Parteciperanno, infatti, all’incontro anche il centro Laimburg e l’ufficio fitosanitario dell’Emilia Romagna.

La giornata, organizzata dal Centro Trasferimento Tecnologico, affronterà le seguenti tematiche: dall’importanza della coltura in Trentino Adige all’analisi dell’annata 2016, dalle difesa dalle gelate alle forme di allevamento per arrivare alle problematiche sanitarie, virus in primis, e alle avversità; quindi la Monilia, la maculatura rossa, i cancri e la Drosophila Suzukii. Introdurrà e modererà la giornata Tommaso Pantezzi, responsabile dell’ufficio frutticoltura, piccoli frutti e frigoconservazione Fem. La giornata sarà trasmessa in streaming su live.mach.it

 

*

PROGRAMMA
Giornata tecnica sul ciliegio: Martedì 21 marzo, alle 8.30, presso l’aula magna Fem a San Michele

8.00    Registrazione dei partecipanti

8.30    Saluti di apertura e introduzione alla giornata
Tommaso Pantezzi – Fondazione E. Mach

8.35    La coltura del ciliegio in Trentino Alto-Adige
Cerasicoltura in Trentino Alto-Adige
Tommaso Pantezzi – Fondazione E. Mach
Analisi dell’annata 2016 in Trentino
Sergio Franchini – Fondazione E. Mach
Esperienze nella difesa da gelate in Alto-Adige
Massimo Zago – Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg

9.15    Forme di allevamento per il moderno ceraseto
Primi risultati su nuove forme di allevamento
Nicola Dallabetta – Fondazione E. Mach

9.35    Problematiche sanitarie del materiale di propagazione
I principali virus del ciliegio, sintomi e danni ad essi correlati
Anna Rosa Babini – Servizio fitosanitario Emilia-Romagna
I virus del ciliegio in Trentino: risultati dei primi anni di indagini e monitoraggio
Valeria Gualandri – Fondazione E. Mach

10.15    Pausa caffè

10.45    Le principali avversità: problematiche tradizionali ed emergenti
Difesa dalla Monilia in Emilia Romagna
Riccardo Bugiani – Servizio fitosanitario Emilia-Romagna
Maculatura rossa delle drupacee in Emilia-Romagna e Trentino: studi preliminari di epidemiologia ed esperienze di difesa
Daniele Prodorutti – Fondazione E. Mach
I cancri del ciliegio in Trentino: agenti causali e misure di contenimento
Christian Cainelli – Fondazione E. Mach
Drosophila suzukii su ciliegio nel 2016, monitoraggio e controllo con reti antinsetto
Alberto Grassi – Fondazione E. Mach

12.00     Discussione e conclusioni

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Riccardo Fraccaro) – Vitalizi, una vergogna senza fine. Solo il M5S si batte contro questo privilegio medievale. #PensioneComeTutti. Il centrosinistra al governo dimostra ancora una volta la sua vera strategia: tagliare i diritti dei cittadini per alimentare i privilegi della partitocrazia. Lo vediamo ogni giorno in Parlamento ed è accaduto anche in Trentino Alto Adige con lo scandalo dei vitalizi.

Nel 2012 i consiglieri regionali approvarono una riforma truffaldina delle pensioni d’oro, la cosiddetta “attualizzazione del vitalizio”. Una legge su cui la Procura ha aperto un’inchiesta (ad agosto 2014 perquisizioni e primi interrogatori), definendola «un ingiusto profitto e un danno per la Regione».

Ufficialmente la legge regionale del 2012 doveva avere lo scopo di tenere sotto controllo la spesa pubblica destinata ai vitalizi e prevedeva di abbassare l’importo percepito mensilmente dai consiglieri a 2.800 euro. Come “misura compensativa” veniva prevista la liquidazione una tantum di una buona uscita, calcolata sull’aspettativa di vita e sugli anni di presenza in consiglio regionale ed elargita parte in contanti, parte in quote di un fondo famigliare, da incassare al compimento di 60 anni.

Peccato, però, che la legge del 2012 abbia calcolato l’ammontare dei vitalizi gonfiando generosamente i parametri su rendimento e aspettativa di vita, prevista addirittura fino all’età di 85 anni. I vitalizi non furono aboliti, ma sostituiti da assegni che in alcuni casi superavano il milione di euro.

Il M5S denunciò questa vergogna, ma ovviamente i partiti fecero spallucce dandoci dei populisti. Grazie alla nostra azione politica, però, vennero fuori i nomi e le cifre: 130 fra consiglieri ed ex consiglieri si sono spartiti un capitale di oltre 90 milioni di euro.

A quel punto gli stessi esponenti dei partiti che avevano votato la riforma del 2012 e avevano sempre negato l’evidenza, improvvisamente si fecero paladini di equità e giustizia. L’indignazione che montava tra i cittadini riunitisi in un comitato trasversale e la pressione del M5S costrinse i partiti ad affrontare di nuovo la questione dei vitalizi. Ancora una volta, però, la montagna partorì il topolino: la legge di riforma dei vitalizi approvata in fretta e furia nell’estate del 2014 si risolse con una mini sforbiciata, chiedendo a consiglieri ed ex consiglieri la restituzione del 28% del vitalizio. Su un totale di 90 milioni, si trattava, quindi, per le casse della Regione di recuperarne 29,4. Briciole, rispetto ai montepremi che i consiglieri del Trentino Alto Adige si erano nel frattempo assicurati.

Una legge che il M5S ha criticato fin dall’inizio, non solo per i tagli irrisori, ma anche perché si tratta di una restituzione solo temporanea: la parte più consistente delle restituzioni (circa 20 milioni di euro) doveva, infatti, venire da quei consiglieri e ex obbligati a restituire tutto l’anticipo perché non avevano ancora i requisiti anagrafici (60 anni), ma che una volta maturata l’età pensionabile si vedranno accreditata gran parte della cifra restituita. Un’altra presa in giro per i cittadini.

Ma l’aspetto più vergognoso è quello dei ricorsi: 62 consiglieri ed ex consiglieri, infatti, si sono rifiutati di restituire persino quel poco che la legge regionale impone! Se davvero il Pd e i suoi alleati sono contro i vitalizi, perché non si decidono ad espellere chi ancora si rifiuta di restituire i soldi incassati indebitamente?

Quello che sta accadendo in Trentino Alto Adige deve servire da lezione: noi non ci fermeremo finché i vitalizi non saranno aboliti, non solo a Trento e Bolzano, ma in tutta Italia. Nel 2011 dopo aver approvato la legge Fornero sulle pensioni, che ha pesantemente danneggiato milioni di italiani, i partiti si sono riuniti nell’Ufficio di presidenza e, senza il controllo dell’opinione pubblica, hanno deciso che quella riforma non sarebbe stata applicata ai parlamentari.

A loro basta una legislatura per incassare la pensione già a 65 anni. Noi allo stesso modo, con una semplice delibera, vogliamo abolire questo privilegio medievale.

È una questione di equità. Bastano 5 minuti e l’alzata di mano di una ventina di persone per impedire che il 15 settembre scatti l’ennesimo privilegio. Vogliamo che anche i parlamentari abbiano una #PensioneComeTutti. E se riusciamo a normalizzare il Parlamento, allora riusciremo a normalizzare anche il Paese.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Cgil del Trentino) – La meta dell’iniziativa quest’anno è Corleone. Possono iscriversi i giovani tra i 16 e i 25 anni. Apriranno simbolicamente il 21 marzo, giornata nazionale delle vittime di mafia, le preiscrizioni per i Campi della legalità 2017. I giovani trentini e altoatesini (13 per Provincia) potranno così vivere un’esperienza nei beni confiscati alla mafia a Corleone.

L’iniziativa, promossa a livello regionale da Arci del Trentino, Arciragazzi Bolzano e cooperativa Altrimondi, vede in Provincia di Trento la partecipazione dello Spi Cgil e il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Trento. Ragazzi e ragazze, tra i 16 e i 25 anni, hanno tempo fino al 2 maggio per iscriversi.

I campi si svolgeranno dal 17 al 27 luglio: prima della partenza i giovani parteciperanno a una formazione per conoscere la storia della mafia e dei movimenti antimafia siciliani, grazie anche ai laboratori e al manuale “Appunti di antimafia”, approntati lo scorso anno da Arci nazionale. Al ritorno i giovani che hanno preso parte ai Campi, saranno chiamati a restituire alla cittadinanza la loro esperienza anche tramite apposite iniziative; come quella che proprio il 21 sera i partecipanti della scorsa edizione proporranno al circolo Arsenale, accompagnati dalle musiche del sud de “I Briganti” e dai prodotti dei beni confiscati.

I campi della legalità sono un’esperienza di impegno e di formazione sui terreni e i beni confiscati alle mafie ed ora gestiti dalle cooperative sociali e dalle associazioni. Per i giovani che vi partecipano sono un’occasione per sperimentarsi in azioni concrete contro l’illegalità. L’obiettivo principale è diffondere una cultura fondata sulla legalità democratica e sulla giustizia sociale, che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto.

Oltre al lavoro sui terreni i giovani saranno coinvolti in attività formative, incontri con personalità impegnate nella lotta alla mafia e visite alla scoperta del territorio. In programma la visita a Cinisi (Palermo) alla casa di Peppino Impastato, il giornalista siciliano, noto per le sue denunce contro Cosa Nostra, a Portella della Ginestra e a Palermo. Il percorso può essere riconosciuto dalle scuole superiori come progetto di “Alternanza scuola-lavoro”.

Per informazioni sulla partecipazione è necessario contattare l’Arci del Trentino nella fascia oraria 9:00-12:00, 14-17:00 dal lunedì al venerdì. E’ possibile ricevere informazioni, inviando una mail a trento@arci.it oppure telefonando allo 0461/231300. Le iscrizioni sono aperte fino al 2 maggio. Il modulo di adesione è scaricabile sul sito www.arcideltrentino.it. La quota di adesione ammonta a 130 euro.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Apss, Azienda provinciale servizi sanitari) – Degenze, sale parto e sala operatoria di ostetricia ora in un’unica area al 7° piano. Oggi, in tarda mattinata, l’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni e il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon hanno inaugurato il nuovo blocco parto al settimo piano dell’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto.

La ristrutturazione realizzata ha permesso di riunire in un’unica area le degenze, le sale parto e la sala operatoria dedicata all’emergenza ostetrica con uno standard di sicurezza di alto livello. Da domani i primi nati nella nuova area.

Nel corso dell’inaugurazione del nuovo blocco parto il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all’apertura della nuova area ostetrico-neonatale ed ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto. «Quest’area permetterà di gestire secondo i più moderni standard di efficacia ed efficienza il momento della nascita grazie alla presenza, in un’unica zona, di tutto quanto necessario.

La nostra Provincia – ha detto Bordon – ha investito molto per dare a tutte le donne trentine e ai loro bambini servizi di alta qualità e elevati standard di sicurezza nei punti nascita ed è nostra intenzione continuare a lavorare per mantenere al massimo questi livelli di servizio. Il punto nascita di Rovereto è il riferimento per molte donne trentine che da ora in avanti potranno contare oltre che su ottimi professionisti anche su ambienti confortevoli e alti standard di sicurezza.

Rovereto si conferma il secondo punto nascita della nostra provincia con 1.223 nati nel 2016 – circa 270 nati in più dell’anno precedente – e 225 nati fino al 15 marzo 2017. L’intervento realizzato ha un valore di circa 4 milioni e 200 mila euro comprensivo di lavori, arredi e attrezzature».
Nel prendere la parola l’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni, si è unito ai ringraziamenti per il lavoro svolto e ha sottolineato: «Quest’opera completa la rete ospedaliera dell’ostetricia e ginecologia nella quale ogni struttura contribuisce con proprie funzioni e specificità.

Con il completamento dei lavori del blocco parto le donne che sceglieranno di dare alla luce i propri figli a Rovereto troveranno un’offerta di altissima qualità non solo per quanto riguarda i professionisti che vi lavorano ma anche per gli alti standard di sicurezza che questo un punto nascita, sopra i mille parti all’anno, garantisce.

 

 

 

 

I locali che oggi abbiamo inaugurato permetteranno alle famiglie di vivere il momento della nascita, con maggiore comfort e nella massima serenità. Qui ci sono tutte le caratteristiche umane, professionali e di servizio per far si che questa struttura diventi un punto di riferimento non solo per le donne della Vallagarina e per quelle dell’Alto Garda e Ledro ma anche per tutte le donne trentine».

All’inaugurazione era presente anche il sindaco di Rovereto Francesco Valduga che ha espresso soddisfazione per l’apertura del nuovo blocco ostetrico: «Credo – ha affermato Valduga – che sia giusto oggi ringraziare Provincia e Azienda sanitaria per ciò che ci viene consegnato e auguro a tutto il personale un buon lavoro e, soprattutto, buona fortuna a chi, qui, inizierà quell’avventura straordinaria che è la vita».

Dal canto suo il direttore dell’ospedale di Rovereto, Luca Fabbri, ha evidenziato «l’importanza di aver riunito in unico ambito sale parto, degenza e sala operatoria per le emergenze permettendo un miglioramento dal punto di vista organizzativo e gestionale molto importante che risponde anche a norme di accreditamento nazionali e internazionali.

Ora la nuova logistica permetterà di partorire in un contesto sicuro ma anche bello e confortevole, in ambienti esteticamente gradevoli e accoglienti in termini di spazi, arredi e possibilità di musica personalizzata, e con la disponibilità di una vasca per il travaglio-parto in acqua. Tale area sarà completata con la messa in funzione, entro l’estate, della zona neonatale».

La parola è poi passata a Fabrizio Taddei, direttore dell’Unità operativa di ostetricia e ginecologia, che, dopo aver ringraziato tutte le persone che hanno lavorato per rendere operativa questa nuova area e i colleghi della rianimazione e della pediatria, con i quali sono stati condivisi i percorsi organizzativi di presa in carico delle mamme, ha illustrato i molti pregi organizzativi e strutturali della nuova area ostetrica.

«Prima della ristrutturazione – ha evidenziato Taddei – le sale parto erano ubicate al sesto piano, le degenze al settimo piano e in caso di complicanze nel corso del parto, le pazienti dovevano essere trasferite al blocco operatorio al secondo piano dell’ospedale. Da domani il personale medico e ostetrico potrà gestire le varie attività unicamente al settimo piano con grande vantaggio in termini di sicurezza per le madri e per i loro bambini.

I lavori effettuati hanno permesso di migliorare la logistica tra l’area degenze e il blocco parto, ottimizzare le condizioni di sicurezza durante le emergenze ostetriche realizzando una sala operatoria dedicata attigua al blocco parto, oltre ad adeguare ai requisiti minimi strutturali e tecnologici i blocchi operatorio e parto. Nella nostra unità operativa lavorano oltre a me 12 medici, 35 ostetriche, 13 Oss e un’infermiera».

Infine il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, Marco Ioppi, ha affermato: «Ho sempre pensato alla nascita come a un momento fondamentale per la vita di ogni persona e noi operatori dovremmo avere l’umanità e l’attenzione per affrontare e condurre questo momento affinché possa essere di estrema felicità e di piena esperienza per chi lo vive.

La nascita di ogni bambino dovrebbe essere vista e vissuta come la nascita di un re: ecco quindi il mio compiacimento nel vedere che oggi ciò è possibile per gli elevati standard di qualità, sicurezza e comfort offerti dalla nuova struttura». Nel dettaglio il nuovo blocco parto è dotato di tre stanze travaglio – parto – post partum, locale infermieri, attesa papà e locali tecnici. Le tre sale parto hanno il nome di dee dell’antichità.

La sala Artemide, dea greca invocata dalle donne al momento del parto, la sala Iside che nella mitologia egizia era la dea della fertilità e della maternità e infine la sala Ilizia dedicata alla dea, invocata dagli antichi Greci come protettrice del parto o, più precisamente, delle doglie del parto. Il blocco operatorio di ostetricia (per emergenze ostetriche) è dotato di una sala operatoria, una sala preparazione/risveglio e locali di supporto. Vi si trovano poi un’area osservazione post – parto, un’area ambulatoriale per esterni, spazi amministrativi con gli studi medici e segreteria.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

inaugurazione blocco parto rovereto

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Pagina 694 di 863)