OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Fondazione Mach) – La coltivazione del ciliegio rappresenta in regione una piccola percentuale nel panorama italiano sia in termini di superficie che di produzione, con un totale di circa 300 ettari. Tuttavia la coltura riveste un ruolo importante per l’epoca di commercializzazione in cui si pone sul mercato e per i livelli qualitativi delle produzioni.

In Trentino gli ettari coinvolti sono circa 200, suddivisi fra le tradizionali Valsugana, Vallagarina e le nuove aree frutticole del Bleggio e delle Valli del Noce (70 ettari). Al ciliegio, che sta rivestendo interesse soprattutto per le buone remunerazioni economiche, è stata dedicata una giornata tecnica che si è svolta oggi nella sede di San Michele all’Adige.

L’incontro, organizzato dal Centro Trasferimento Tecnologico, ha visto partecipare un centinaio produttori, e ha affrontato varie tematiche: dall’importanza della coltura in Trentino Adige all’analisi dell’annata 2016, dalla difesa dalle gelate alle moderne forme di allevamento, per arrivare alle problematiche sanitarie, virus in primis, e alle avversità; quindi la Monilia, la maculatura rossa, i cancri e la Drosophila Suzukii, il moscerino asiatico contro il quale le reti antinsetto si confermano come il sistema di difesa al momento più efficace, a condizione che vengano applicate e gestite con precisione. L’incontro, visualizzabile su live.mach.it, ha visto partecipare il direttore generale, Sergio Menapace e il dirigente Michele Pontalti, ed è stato moderato da Tommaso Pantezzi, responsabile dell’ufficio frutticoltura, piccoli frutti e frigoconservazione Fem.

La coltura del ciliegio in Trentino Alto-Adige. Tommaso Pantezzi e Sergio Franchini hanno affrontato la situazione del ciliegio in regione e analizzato l’annata 2016 per il Trentino. “Può essere una coltura che bene si integra con la tradizionale e diffusa coltivazione del melo sia in termini di gestione della manodopera che delle attrezzature aziendali. Ci sono tuttavia alcuni ostacoli ad una maggiore diffusione legata agli elevati costi di impianto e ad alcune avversità come spaccatura dei frutti e Drosophila suzukii”. La tipologia degli impianti è simile con densità intorno alle 1500-2000 piante ad ettaro con portinnesti seminanizzanti come Gisela 5, copertura con teli antipioggia per buona parte degli impianti e varietà a maturazione medio-tardiva e tardiva con 2 varietà principali Kordia e Regina

Esperienze nella difesa da gelate in Alto Adige. Massimo Zago del Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg ha illustrato la sperimentazione mirata a verificare l’efficacia delle candele di paraffina per la difesa dalle gelate tardive in un impianto di ciliegio dolce in Trentino, realizzata nel 2004 grazie al lavoro congiunto del centro sperimentale Laimburg, Fem e Sant’Orsola. “L’uso delle candele -ha spiegato- in combinazione con la copertura antipioggia e la chiusura con teli in nylon lungo il perimetro ha dato i migliori risultati”.

Forme di allevamento. Nicola Dallabetta della Fondazione E. Mach ha illustrato sistemi alternativi al tradizionale “vaso” oggetto di studio alla Fondazione Edmund Mach. Uno dei principali obiettivi è la ricerca di una pianta compatta che permetta di facilitare le onerose operazioni colturali. Dai primi risultati il sistema “Bi-asse” ha dimostrato ottima performance produttiva e buon controllo della vigoria della pianta.

Problematiche sanitarie del materiale di propagazione. Anna Rosa Babini del Servizio fitosanitario Emilia-Romagna ha parlato dei principali virus del ciliegio che possono comportare alterazioni patologiche come maculature e ingiallimenti sulle foglie, depressioni e deformazioni dei frutti che ne deprezzano la qualità, riduzioni dello sviluppo vegetativo che influiscono sulla produttività, con un focus anche sui nuovi virus che potrebbero provenire da aree di coltivazione extra-europee, ad esempio il virus dell’accartocciamento del ciliegio e il virus della vaiolatura del susino.

Valeria Gualandri della Fem si è occupata del virus del ciliegio in Trentino, illustrando i risultati dei primi anni di indagini e di monitoraggio. “Nel 2016 – ha evidenziato- è stato avviato un monitoraggio più esteso mirato a identificare le cause di questa patologia. Nell’arco della stagione a diversi stadi fenologici sono state analizzati con le stesse metodiche sierologiche e molecolari 411 campioni provenienti da 13 campi tra i quali una collezione varietale”. Illustrando i dati del monitoraggio Gualandri ha sottolineato l’importanza della qualità del materiale di propagazione utilizzato nella costituzione di nuovi impianti.

Le principali avversità: problematiche tradizionali ed emergenti. Riccardo Bugiani del Servizio fitosanitario Emilia-Romagna ha parlato di difesa dalla Monilia in Emilia Romagna. Causata dagli agenti patogeni, Monilia laxa, M.fructicola e M. fructigena, è l’avversità fungina più pericolosa per la coltivazione del ciliegio. Le infezioni sono favorite da un andamento climatico piovoso con elevata umidità relativa e possono compromettere, in condizioni favorevoli, buona parte della produzione.

Daniele Prodorutti della Fem ha parlato invece della maculatura rossa delle drupacee, causata da un fungo (Apiognomonia erythrostoma) che provoca macchie su foglie e frutti, presentando gli studi nell’ambito della collaborazione nata tra Fem e Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna. “Negli ultimi anni, sintomi attribuibili a infezioni di A. erythrostoma sono stati osservati anche su impianti di ciliegio in Trentino. I sintomi – ha riferito- sono stati riscontrati principalmente in aree collinari e montane, in prossimità del bosco. Si rendono necessari ulteriori studi per identificare il principale agente causale dei danni ai frutti e per approfondire la biologia e l’epidemiologia della maculatura rossa al nord Italia”.

Spazio poi ai cancri del ciliegio in Trentino. Christian Cainelli della Fem ha spiegato che indagini diagnostiche svolte con metodi morfologici e molecolari hanno evidenziato la presenza prevalente del fungo Calosphaeria pulchella in associazione ai sintomi osservati. “Per contenere le infezioni è importante eliminare le piante infette, preferire l’irrigazione a goccia, potando possibilmente in post-raccolta, evitando i periodi piovosi e limitando i grossi tagli”.

Infine, è stato affrontato il tema Drosophila suzukii. Alberto Grassi della Fem ha spiegato che grazie alla combinazione di condizioni particolarmente favorevoli, Drosophila suzukii ha raggiunto nel 2016 una consistenza demografica eccezionale soprattutto nel mese di luglio con effetti gravi sulle produzioni. Le reti antinsetto si confermano come il sistema di difesa più efficace tra quelli attualmente a disposizione su ciliegio, a condizione che vengano applicate e gestite con precisione, adottando una serie di accorgimenti che vengono trattati nella relazione. “Per chi si occupa di sperimentazione e ricerca su D.suzukii -ha detto Grassi- nonostante l’elevata efficacia, le reti antinsetto non possono rappresentare un punto di arrivo nella gestione delle infestazioni. Per questo, la Fondazione Mach rimane costantemente impegnata per la ricerca di metodi alternativi e più sostenibili sotto tutti i profili”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Ufficio stampa Fierecongressi) – Il successo di Expo Riva caccia pesca ambiente è sicuramente da ricercarsi nel perfetto mix fra l’ottima offerta commerciale e i momenti di confronto ed arricchimento, grazie ad appuntamenti culturali di altissimo livello che scandiscono le giornate di fiera.

 

Roberto Pellegrini, Presidente di Riva del Garda Fierecongressi SpA, ha il piacere di invitarLa alla conferenza stampa di presentazione della 12esima edizione di:

EXPORIVA CACCIA PESCA AMBIENTE
mercoledì 22 marzo alle ore 11
presso Sala Fedrizzi – Provincia Autonoma di Trento (Piazza Dante, Trento)

Interverrà Michele Dallapiccola
Assessore all’Agricoltura, Foreste, Turismo e Promozione, Caccia e Pesca

 

 

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Tutto per la pesca

A ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente è possibile trovare i negozi più rappresentativi per tutte le specialità della pesca sportiva e acquistare a prezzi vantaggiosi le migliori proposte di attrezzatura, abbigliamento e accessori per pesca a mosca, spinning, carpfishing, mare e generica. Se la vostra passione è lo spinning troverete in fiera nel Padiglione C2 la vasca dove esercitarvi e testare i materiali in vendita. Se siete amanti della pesca a mosca avrete a disposizione ben due vasche! Una allestita fra i due padiglioni per i test tecnici delle attrezzature, l’altra di ben 35 metri dove potrete esibirvi nei vostri lanci ed assistere alle dimostrazioni di lancio ad una e due mani dei Maestri SIM.

 

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Ambiente

A ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente sono presenti le diverse Associazioni e 4 Musei . E’ inoltre presente il Dipartimento Risorse Forestali e Montane della Provincia Autonoma di Trento e altre realtà legate alla tutela ed al rispetto ambientale ed alla promozione del Territorio.

 

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Tutto per la caccia

Gli amanti della caccia trovano tutto ciò che stanno cercando: produttori di armi, ottiche, abbigliamento, accessori e agenzie venatorie. E’ possibile provare i migliori prodotti in commercio in una speciale area test dedicata alle strumentazioni ottiche.

 

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Appuntamenti

Momenti di approfondimento dedicati a temi importanti legati alla caccia, alla pesca e all’ambiente, tra cui gli appuntamenti “Mezz’ora con l’esperto” dove vengono trattati argomenti di tecnica venatoria e la Tavola Rotonda.

 

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Folklore venatorio

Un ricchissimo programma di eventi e spettacoli: concerti di corni da caccia, dimostrazioni di artigiani e artisti di oggettistica venatoria. Simpatiche iniziative per i piccoli visitatori e la tradizionale “Festa del Conduttore” con menù tipico e ballo folk tirolese.

 

 

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Gastronomia in Fiera

All’interno della manifestazione, tre aree dedicate all’enogastronomia:

CACCIA E PESCA…IN TAVOLA show cooking facili e veloci per imparare a cucinare il pesce e la carne selvaggina

LA BOTTEGA DEI SAPORI …bancarelle con prodotti enogastronomici provenienti dalle diverse regioni italiane

IL VILLAGGIO DEL GUSTO … casette con prodotti enogastronomici provenienti dalle diverse regioni italiane

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Ufficio stampa Trentino Sviluppo) – Progetto Manifattura, nuova sede per le società del colosso Ardian e del Gruppo Margherita. Nello storico opificio tabacchi di Rovereto una centrale di telecontrollo che gestisce impianti eolici, solari e idroelettrici in tutta Italia. Si arriverà a 12 occupati.

Un anno per “saggiare” le potenzialità di Progetto Manifattura, la Green Innovation Factory di Trentino Sviluppo, e le opportunità offerte dal sistema trentino. Oggi, a 15 mesi dal Protocollo d’intesa sottoscritto il 22 dicembre 2015, Ardian Infrastructure, colosso mondiale nel settore delle energie rinnovabili, assieme alle società controllate 3New e 3New & Partners, amplia la propria sede in nuovi spazi completante ristrutturati dentro nell’incubatore clean tech di Rovereto, al piano terra dello storico edificio delle Zigherane.

L’inaugurazione si è tenuta oggi, martedì 21 marzo, alla presenza del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi, del consigliere delegato di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini, dall’amministratore delegato di 3New & Partners e 3New Amedeo Liurni e del rappresentante di Margherita e Daunia Wind, Giacomo Pietro Paolo Mescia. Ardian è una società di investimenti indipendente con 60 miliardi di dollari in gestione o oggetto di consulenza in Europa, Nord America e Asia. Tra gli interventi realizzati nel 2016 figurano impianti in Norvegia, Svezia, Cile e Perù. In Progetto Manifattura troverà posto una centrale di telecontrollo per gestire da remoto impianti solari, eolici e idroelettrici localizzati sull’intero territorio italiano.

 “Gli spazi che inauguriamo oggi sono frutto di un positivo accordo tra l’ente pubblico e le imprese. Un’operazione a costo zero per il Trentino – ha sottolineato il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi – che offre nel contempo al territorio un’opportunità di crescita in termini economici e di competenze. Si tratta di un modello che auspichiamo si possa replicare anche con altre realtà imprenditoriali, rendendo Progetto Manifattura sempre più un hub della green economy in cui le realtà che vi operano dialogano, creano sinergie, contribuiscono insieme al suo sviluppo”.

I lavori di ristrutturazione sono infatti stati possibili grazie ad una virtuosa partnership pubblico-privato con le società insediate che si sono fatte carico, come previsto dal protocollo d’intesa siglato con Provincia e Trentino Sviluppo, di anticipare le spese dei lavori di recupero di questa storica porzione dell’Edificio delle Zigherane, risalente a metà Ottocento, opere portare a termine sotto il controllo della Soprintendenza ai Beni Architettonici della Provincia di Trento, e la società pubblica di sistema che si impegna a scontare l’importo dei lavori, circa 500 mila euro, dai futuri canoni di insediamento.

«Inauguriamo questa presenza in Progetto Manifattura con la speranza di far crescere questo polo eccezionale del clean tech e dell’economia circolare, con l’obiettivo di far crescere l’economia e l’occupazione. Il gruppo 3New per questo nuovo spazio ha assunto cinque persone che lavorano nell’amministrazione, nella finanza e nell’asset management. Entro fine anno altre due risorse saranno assunte per potenziare ulteriormente la struttura», spiega Amedeo Liurni, amministratore delegato di 3New & Partners e 3New, società che si è impegnata ad arrivare in breve tempo ad un livello occupazionale di almeno 12 occupati.

«Essere in Progetto Manifattura – spiega ancora Liurni – significa per noi trovarci in un ambito dove si sta creando una concentrazione molto interessante di imprese che lavorano sulle energie rinnovabili, all’interno della quale tessere tutte le possibili sinergie per sviluppare miglioramenti tecnologici e di efficienza di questi impianti che possano rappresentare il domani delle energie rinnovabili, affrancandoci dall’utilizzo degli idrocarburi». «A Rovereto – spiega ancora Liurni – appronteremo una sala di telecontrollo in grado di monitorare la produzione, l’efficienza, le performance di tutti gli impianti di nostra proprietà diffusi sul territorio italiano, proprio con l’obiettivo di verificare nel tempo gli ambiti di miglioramento».

3New & Partners e 3New sono società controllate da fondi di investimento gestiti da Ardian. Quest’ultima gestisce uno dei fondi di infrastrutture più grandi in Europa e vanta più di 60 miliardi di dollari di assets under management a livello globale. Margherita è una società dedicata allo sviluppo, realizzazione e gestione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Daunia è una società holding controllata al 50% da Margherita ed al 50% da 3New & Partners che si dedica allo sviluppo e gestione di impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Tra i progetti in cantiere del gruppo la creazione, insieme ad altri operatori, di un consorzio delle energie rinnovabili in Trentino con l’obiettivo di presentare progetti di ricerca e sviluppo ed avviare sinergie per l’ottimizzazione della gestione e della manutenzione degli impianti, creando nuove opportunità di impresa per le aziende del territorio trentino, anche nel settore della meccatronica applicata all’universo degli impianti produttori di energie rinnovabili. Il protocollo d’intesa prevede inoltre la messa in campo di iniziative volte alla condivisione delle competenze e alla formazione per incentivare la nascita di nuove imprese green e la connessione con il mondo della scuola.

Ardian. Fondata nel 1996 e guidata da Dominique Senequier, è una società di investimenti indipendente con 60 miliardi di dollari in gestione o oggetto di consulenza in Europa, Nord America e Asia. La società, la cui maggioranza è detenuta dai propri dipendenti, è animata da uno spirito imprenditoriale, e genera performance d’investimento per i propri investitori internazionali stimolando al contempo la crescita delle economie di tutto il mondo. Il processo d’investimento di Ardian racchiude tre valori: eccellenza, dedizione e imprenditorialità. Ardian conta su una vera e propria rete globale, con oltre 450 dipendenti distribuiti tra le 12 sedi di Parigi, Londra, Francoforte, Milano, Madrid, Zurigo, New York, San Francisco, Pechino, Singapore, Jersey e Lussemburgo. La società offre ai propri 550 investitori un’ampia gamma di fondi attivi in diverse asset class, inclusi i Fondi di Fondi, Private Debt, Direct Funds (Mid Cap Buyout, Expansion, Growth, Co- Investment), Infrastructure, Real Estate.

3 New Srl. Già TreSolar, è un società controllata al 100% da un fondo di investimento gestito da Ardian, leader europeo negli investimenti in capitale di rischio. La società, che agisce in veste di holding company, è titolare di un portfolio impianti in esercizio (Wind, PV, Hydro, Biomassa), anche per il tramite della sua controllata 3 New & Partners, per una potenza complessiva installata di circa 462 Mw. Il portafoglio controllato colloca Ardian tra i principali operatori italiani nel settore dell’energia da fonti rinnovabili. Nel 2015 ha spostato la propria sede a Rovereto.

3 New & Partners Spa. Holding company che investe nello sviluppo di parchi eolici e impianti idroelettrici in Italia, è una società controllata direttamente da 3 New Srl, per il 50%, e da un fondo di investimento gestito da Ardian, per un altro 50%. Oggi 3 New & Partners è titolare, attraverso diverse società partecipate, di parchi eolici e centrali idroelettriche già in esercizio, così come di altri progetti di impianti da fonti rinnovabili in fase di sviluppo o costruzione, per una potenza lorda complessiva di oltre 386 Mw.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

17-03-21 TreNew ProgettoManifattura

 

 

Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Ufficio stampa Pat) – In passato sulle Alpi il lupo è stato demonizzato, cacciato e sterminato dall’uomo. Tuttavia, a distanza di un secolo, il lupo sta ritornando naturalmente nelle aree alpine dove l’uomo è presente.

Come può l’uomo ora gestire in modo equilibrato e sostenibile il suo ritorno? Riusciranno uomini e lupi a convivere sull’arco alpino? Il modo migliore per saperlo è forse quello di “travestirsi” da lupi, come hanno fatto oggi i ragazzi di alcune classi di scuola secondaria di primo grado partecipando a “Vita da lupi”, un gioco da tavolo grazie al quale i partecipanti hanno vestito appunto i panni di 5 branchi di lupo in movimento sull’intero arco alpino fra opportunità e pericoli, e un gruppo di gestori umani che hanno potuto decidere se facilitare o meno la loro presenza.

Tutto questo al Palazzo dei Congressi di Riva del Garda, dove ha presso oggi avvio la “Settimana del Lupo” promossa da ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente in partnership con il Muse, il progetto europeo Life WolfAlps, la Fondazione Edmund Mach e il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento: un programma di appuntamenti tecnici, culturali, dibattiti, show che coinvolgono in modi diversi i cacciatori, i ragazzi delle scuole, le famiglie e tutti i visitatori della fiera, per conoscere più da vicino, con un approccio laico ed equilibrato, un animale affascinate, simbolico e discusso come il lupo, che sta rapidamente riconquistando le Alpi.

Alla giornata di oggi hanno partecipato scuole primarie e secondarie provenienti da tutta la provincia di Trento e oltre (con classi dalle province di Bolzano, Verona e Vicenza). Più di 130 ragazzi hanno preso parte ai laboratori “Il lupo tra scienza e narrazione”, 150 al gioco “Vita da lupi”, e un centinaio i presenti alla conferenza “Il ritorno naturale del lupo sulle Alpi”, nella quale sono intervenuti Marta Gandolfi (Muse) su “La conservazione e i progetti europei Life”, Claudio Groff (Servizio Foreste e Fauna pat) su “Il ritorno naturale del lupo sulle Alpi” e Alessandro Brugnoli (Associazione Cacciatori Trentini) su “Le problematicità legate al ritorno naturale del lupo”. Temi, questi, che hanno fatto da filo conduttore anche del “Tè degli insegnanti”, una proposta formativa riservata esclusivamente ai docenti.

La Settimana del lupo vedrà altri due appuntamenti. Il primo è venerdì 24 marzo alle ore 20.30 presso il Museo Civico di Rovereto si terrà l’incontro pubblico dal titolo: “Prede, zanne e carabine. Il lupo e i cacciatori: coabitazione e competizione in natura“ al quale interverranno Francesca Cagnacci (Fem), Luca Pedrotti (Sff), Sandro Brugnoli (Act) nonché con Beppe Meneguz (UniTorino) e Arturo Plozza (Canton Grigioni Ch) che conoscono direttamente la convivenza col lupo, in Piemonte e nel Canton Grigioni, anche dal punto di vista della gestione faunistico-venatoria.

Il secondo evento ci porterà invece a teatro: sabato 25 marzo, ore 20.30, presso il Palazzo dei Congressi di Riva del Garda è in programma lo spettacolo teatrale rendez-vous 2200, una produzione di TrentoSpettacoli e Muse con la collaborazione del Centro Servizi Culturali Santa Chiara con ingresso gratuito. Lo spettacolo è volto alla creazione di un dibattito sul rapporto uomo/ambiente nella sua totalità, con particolare riferimento alla figura del lupo come animale emblematico del rapporto secolare, contrastato e ambivalente tra l’essere umano e la natura selvaggia.

 

 

 

Illustrazione: da comunicato stampa

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(Fonte: Ufficio stampa Trentino Marketing) – Ancora non si è chiuso l’inverno per il turismo trentino, che fino a Pasqua propone ancora settimane appetibili con lunghe giornate sulla neve al tiepido sole di primavera, ma sui laghi tutto è pronto per l’avvio di una nuova e lunga stagione di attività e di eventi velici al massimo livello. Oltre un centinaio gli appuntamenti in totale per oltre 300 giornate – gara.

Al primo posto, naturalmente, le acque del Garda trentino, dove da aprile a ottobre sono in programma 73 manifestazioni di vela windsurf organizzate dai cinque circoli velici, ma anche i laghi di Ledro, Caldonazzo e i corsi d’acqua del Noce e del Vanoi saranno teatro di importanti appuntamenti di alto contenuto sportivo, in grado di richiamare numerosi appassionati e formidabile veicolo di promozione capace di assicurare anche una grande visibilità mediatica all’intero Trentino. Questo ricco calendario di eventi è stato presentato questa mattina nella sede di Trentino Marketing dai circoli velici e dai comitati organizzatori delle maggiori manifestazioni, incontro al quale ha partecipato l’Assessore provinciale al turismo e promozione Michele Dallapiccola.

È stato Maurizio Rossini, Ceo di Trentino Marketing, a fornire i dati che evidenziano l’importanza di questo target turistico con spiccate caratteristiche di internazionalizzazione. “Il peso del prodotto lago, ha precisato Rossini, è circa il 40% dell’interno movimento estivo, significa che più di 4 milioni di presenze sui 10 milioni totali si distribuiscono sugli ambiti del nostri laghi.

Le nostre rilevazioni ci dicono anche che l’acqua è vissuta in maniera attiva dal 65% degli ospiti del Garda trentino, dal 50% della val di Ledro e dal 25% della Valsugana. Proprio grazie all’unione di elementi vincenti e bene affermati, quali i laghi e le Dolomiti, il Trentino riesce a proporsi con un prodotto turistico internazionalmente molto forte.”

Per l’assessore al turismo Michele Dallapiccola “le acque dei nostri laghi e fiumi sono uno degli elementi che più caratterizzano il territorio. Un aspetto che, insieme ad una accoglienza attenta, un’enogastronomia che unisce tradizione mediterranea e genuinità dei nostri prodotti di montagna, contribuisce a creare una proposta unica  nell’arco alpino”.

Sono stati quindi presentati gli eventi più rilevanti del calendario velico del Lago di Garda che quest’anno annovera 4 Campionati Mondiali (Youth RS:X – VX ONE – O’Pen BIC – Nacra), 6 Campionati Europei (18Foot Skiff – 420 Junior – 470 Junior – UFO 22 – Soling – International 14) per complessive 220 giornate di gara e un numero stimato di 11 mila partecipanti.

Giancarlo Mirandola, presidente della Fraglia Vela di Riva del Garda ha presentato il 35° Lake Garda Meeting Optimist, tradizionale appuntamento per le promesse della vela in programma nel weekend di Pasqua da 13 al 16 aprile e che conta già un migliaio di iscritti. Sempre grazie al circolo rivano dall’11 al 15 maggio torneranno a solcare le acque gardesane i velocissimi catamarani foil GC 32 che attualmente concentrano il massimo livello di tecnologia applicato alla vela moderna .

Dal 27 al 28 maggio la Lega Navale Italiana sezione di Riva del Garda organizza la Coppa Italia della classe Techno 293, tavola pensata per i surfisti più giovani. Amando Bronzetti, presidente del Circolo Surf Torbole, ha presentato il Campionato Mondiale RS:X Youth in calendario dal 24 giugno al 1 luglio, mentre il neo presidente del Circolo vela Torbole Giampaolo Montagni ha illustrato il prestigioso Grand Prix Dragoni, manifestazione che approderà per la prima volta sul Garda dal 13 al 16 luglio.

Luca Nardelli, presidente Circolo Vela Arco ha parlato di un secondo evento iridato sul Garda, il Campionato del Mondo Classe O’Pen Bic, nuova classe velica per i giovani, dal 31 luglio al 4 agosto. Marco Benedetti presidente dell’Apt Garda Trentino ha chiuso questa presentazione ricordando come il Benaco sia il “primo mare” per il mercato tedesco, e che quest’anno cadranno 50 anni di windsurf a Torbole con tutto quanto è conseguito in termini di movimento turistico.
Non saranno però solo le acque gardesane ad accogliere appuntamenti di prestigio nel corso dell’estate. Dal 20 al 21 maggio il torrente Vanoi ospita la VanoiRapid Race. È stata Sonia Scaioli per il Comitato Organizzatore a presentare la due giorni dedicati alla canoa e al kayak sulle acque di uno dei corsi più naturali nell’arco alpino, in cui si alterneranno prove e gare riservate ai canoisti più esperti ma anche un raduno che coinvolgerà tutti gli amanti dello sport della canoa con stage dedicati alla sicurezza e alla navigazione di alto corso.

Paola Mora, presidente dell’Associazione Vela Lago di Ledro e neo presidente del Comitato trentino del Coni ha invece illustrato la manifestazione sulle acque del lago di Ledro dal 28 giugno al 2 luglio, l’Eurosaf Match Racing Open European Championship, che riunirà i12 migliori timonieri europei per assegnare il titolo continentale.

La Val di Sole invece ospiterà sui campi di gara lungo il fiume Noce di Mezzana e Caldès dall’8 al 9 luglio, i Campionati italiani di Canoa slalom e di Canoa discesa sprint per le categorie junior e ragazzi, presentati da Luca Scaramella presidente del Canoa Club Val di Sole.

Un ultimo appuntamento di rilievo quello presentato da Stefano Ravelli, presidente dell’Apt Valsugana, in programma sul Lago di Caldonazzo dall’1 al 3 settembre organizzato dal Circolo Nautico di Caldonazzo. Si tratta del 10° Trofeo Canoagiovani e del Meeting delle Regioni, due tra i più importanti eventi del calendario nazionale giovanile e per i quali sono attesi 1000 ragazzi dai 9 ai 14 anni di 80 società da 20 regioni italiane.

 

 

Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Franco Panizza) – “Le rimostranze delle famiglie e delle imprese per l’abolizione dei voucher sono assolutamente comprensibili. Il Governo si attivi per trovare una soluzione. Non è pensabile abolire di punto in bianco uno strumento che favoriva l’incontro tra domanda e offerta e che stava ottenendo importanti risultati nell’emersione di una quota di lavoro nero.”

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Così in una nota il segretario politico del Patt, sen. Franco Panizza.

“Comprendiamo la volontà del Governo di scongiurare un referendum che rappresenterebbe un ulteriore momento di divisione nel Paese. È vero, l’Italia non può permettersi un ennesimo momento di scontro, ma è anche vero che non bisogna cedere all’idea, tutta ideologica, che il lavoro stabile lo si crea con le leggi. Il lavoro è stabile se ci sono politiche per lo sviluppo che mettono le aziende nella condizione di fare investimenti e che ne fanno nascere di nuove.

I voucher – prosegue Panizza – riguardavano una quota estremamente limitata delle ore complessive di lavoro nel nostro Paese. Con la loro abolizione, si stanno creando enormi disagi a famiglie e imprese a cui non sanno come far fronte.

Pensiamo al settore agricolo, con la stagione alle porte e la necessità di una manodopera occasionale per far fronte alle improvvise esigenze delle produzioni d’alta qualità, o al settore del turismo e dei pubblici esercizi, dove i voucher permettevano di far fronte a esigenze improvvise e a picchi momentanei di attività per rispondere a tutte le richieste e per mantenere alta la qualità del servizio offerto. Ma anche alle prestazioni occasionali e accessorie nel campo dell’assistenza e dei servizi.

Come vogliamo far fronte a queste necessità? Se non si vogliono recuperare i voucher, occorre trovare uno strumento efficace, sapendo che se ci sono degli abusi questi vanno perseguiti, purché la si finisca di penalizzare chi rispetta la legge, chi paga le tasse, chi ha sempre fatto un uso corretto delle norme e che, in questo modo, finisce invece per pagare due volte. Così non si va da nessuna parte: gli onesti rinunceranno ad assumere, altri faranno ricorso al lavoro nero.

E poi – conclude il senatore trentino – la si smetta di dire che la burocrazia va semplificata, che occorre andare incontro alle esigenze di chi offre possibilità di lavoro, per quanto transitorie ed occasionali. Se alle parole non seguono i fatti, resta soltanto un intento fastidioso”.

Secondo il senatore del Patt, “è del tutto evidente che ci vuole una nuova misura. Il Governo ascolti le richieste e le proposte delle categorie economiche, che oggi giustamente protestano, ed apra il confronto con le forze politiche responsabili, che, come il Patt, hanno sempre sostenuto l’uso corretto dei voucher e si faccia carico di presentare una nuova proposta. Nel frattempo, però, il Governo trovi tempestivamente una soluzione transitoria per far fronte alle difficoltà che si trovano ad affrontare coloro che avevano organizzato la propria attività anche attraverso il ricorso all’uso dei voucher.”

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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(Fonte: Ufficio stampa Cooperazione Trentina) – La firma è stata affidata ai presidenti Marco Misconel e Goffredo Zanon. Ha ufficializzato l’avvio del percorso di aggregazione tra la Cassa Rurale Centrofiemme-Cavalese e la Cassa Rurale di Fiemme.

Nel prossimo autunno, durante il ciclo di riunioni territoriali, i soci potranno condividere i dettagli del progetto di fusione e, successivamente, scegliere in assemblea straordinaria il futuro del credito cooperativo della Valle di Fiemme. Un progetto voluto dai due istituti di credito cooperativo di Fiemme.

L’obiettivo è di creare una realtà bancaria che operi ricercando i migliori livelli di efficienza gestionale, effettui nuovi investimenti al fine di garantire qualità e innovazione ai propri soci e clienti, possa realizzare maggiori economie di scala, possa razionalizzare i costi e condividere risorse tecniche e professionali.

“Una realtà – viene spiegato – pronta ad accompagnare l’evolversi dei bisogni individuali e collettivi dei nostri valligiani, ad essere di supporto alla nascita e alla crescita delle nostre imprese, a sostenere l’innovazione e i giovani e, in generale, a investire sul futuro della nostra comunità”.

In base a quanto contenuto nel protocollo d’intesa la nuova banca avrà sede legale a Cavalese e direzione generale a Predazzo. Il consiglio di amministrazione sarà inizialmente formato da dodici componenti, compreso il presidente.

L’unione delle due realtà porterebbe a una Cassa Rurale in possesso di numeri significativi: 7000 soci, uno staff di 104 collaboratori, 773 milioni di raccolta, 524 milioni di euro di impieghi, 17 filiali di cui 3 in Alto Adige, un patrimonio di 108 milioni di euro ed un Cet1, tra i più solidi, pari al 19,3%.

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Mediaset) –  Domani, mercoledì 22 marzo in prima serata su Italia 1, nuovo appuntamento con “Le Iene Show”. Conducono Ilary Blasi e Teo Mammucari.

Gaetano Pecoraro si occupa dell’accordo siglato tra il Partito Autonomista Trentino Tirolese e gli Schützen del Tirolo Meridionale (Federazione che si ispira agli antichi bersaglieri della zona) qualche mese prima delle elezioni provinciali del 2013. Protagonisti della vicenda Lorenzo Baratter, ex capogruppo del Patt, oggi consigliere provinciale e regionale, Giuseppe Corona, ex vicecomandante degli Schützen e all’epoca possibile candidato, e Paolo Dalprà, allora comandante degli Schützen.

In virtù del suddetto accordo, a fronte della volontà degli Schützen “di dare pieno sostegno ai due candidati”, Baratter e Corona si sarebbero impegnati – in caso di elezione – a “farsi carico di rappresentare le istanze della Federazione degli Schützen” e di versare alla stessa come contributo volontario 500 € al mese. Proprio tale documento ha dato il via all’inchiesta e al successivo processo per corruzione elettorale, che si è concluso lo scorso 20 febbraio con la condanna a 5 mesi e 10 giorni di reclusione per gli imputati Dalprà e Corona, giudicati col rito abbreviato.

Il consigliere provinciale autonomista Baratter, invece, aveva precedentemente ottenuto la cosiddetta “messa alla prova”, ossia la sospensione del processo e la possibilità di svolgere lavori di utilità sociale. Per avere maggiori spiegazioni in merito, la Iena raggiunge i tre personaggi coinvolti nel caso.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Maurizio Fugatti) – Prendiamo atto della nota dell’Ufficio stampa dell’Università di Trento, ma resta il fatto che nella nostra Provincia si continui a prorogare la gestione del servizio, con l’affidamento di appalti senza indizione di gara, ad una società indagata per intrecci con la camorra e sanzionata dall’Antitrust per aver condizionato una gara d’appalto della Consip, annullando così il reciproco confronto concorrenziale.

La gestione del servizio va prorogata con affidamento diretto a Kuadra perché è la società che si è aggiudicata il Bando della Consip nel 2011 e non vi sono convenzioni con il soggetto aggregatore territoriale, dice l’Università nella replica alla nostra interrogazione. Se questo è vero si conferma quindi la responsabilità politica della Provincia di Trento.

L’Apac infatti, nonostante fosse a conoscenza dello stallo della Convenzione Facility Management 4 (bandita nel marzo 2014 da Consip) e dell’inchiesta camorra/imprenditoria risalente al giugno 2016, non si è adoperata in alcun modo per attivare una Convenzione valevole per il territorio della Provincia che consentisse di evitare il ricorso a Kuadra. In questo modo Kuadra ha ottenuto altri due incarichi senza bando in tempi successivi alla notizia della inchiesta, e cioè nel luglio 2016 e nel dicembre 2016 per un totale di oltre 700.000 Euro. Se si fosse agito in modo diverso si sarebbe forse data l’opportunità di concorrere per la gestione del servizio anche alle aziende trentine, cosa che invece non è avvenuta.

E operando in tal senso chi governa questa Provincia ha contribuito consapevolmente, per incapacità o per inettitudine, ad arricchire con i soldi dei trentini una società che potrebbe (anche volendo rimanere garantisti) intrattenere rapporti stretti con la camorra, al posto di favorire le imprese locali.

Considerato ora che il termine dell’ultimo bando assegnato a Kuadra da parte di UniTn è il 31.03.2017, che ad oggi la Convenzione FM4 della Consip è ancora in stallo e che l’Apac e la Provincia si trovano in uno stato di coma profondo per istituire una nuova convenzione, non saremmo stupiti se l’1/04 prossimo, data del prossimo bando delle pulizie di UniTn, sarà ancora Kuadra a vedersi assegnato direttamente il bando in barba alle imprese locali che attendono che le risorse provinciali vadano invece sul territorio trentino.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

170321 – CS GCLNT – APPALTI TRENTINI A SOCIETA’ SOTTO INCHIESTA PER CAMORRA. CON REPLICA UNITN CHIARA LA RESPONSABILITA’ POLITICA DELLA PAT – MF
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Inizierà domani in Seconda Commissione l’esame del disegno di legge 148 proposto dal consigliere provinciale dell’UpT Mario Tonina per la promozione e la tutela dell’attività di panificazione. Due in sostanza le finalità del testo: la salvaguardia delle aziende del settore e l’informazione dei consumatori perché riconoscano e apprezzino,  grazie ad un apposito marchio,  i prodotti offerti dagli operatori locali.

Oggi infatti,  osserva Tonina,  accanto al pane prodotto con la metodologia tradizionale (impasto di acqua, farina sale e lievito con la cottura nell’apposito forno),  troviamo in commercio prodotti precotti,  congelati e surgelati,  che richiedono il completamento della cottura nel punto vendita,  i cui ingredienti farinacei sono di incerta provenienza. Prodotti di cui non si conosce il processo produttivo,  con tracciabilità non molto chiare e che quindi non vanno confusi con il pane di qualità sfornato ogni giorno dai panificatori delle aziende locali del settore utilizzando ingredienti naturali ed il sistema tradizionale.

Ecco perché occorre promuovere una corretta informazione rivolta ai consumatori sulla tipologia e l’origine del pane che possono acquistare. Si tratta di metterli nelle condizioni di distinguere chiaramente il prodotto panario fresco dal precotto. Evidenziando innanzitutto il nome di “panificio”,  che deve indicare esclusivamente il luogo in cui vengono prodotti il pane e i prodotti assimilati o affini,  al cui interno si svolge l’intero ciclo della produzione: dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale.

A questo scopo il disegno di legge di Tonina punta ad incentivare la modernizzazione e lo sviluppo dell’attività di panificazione,  favorendo il riconoscimento delle diverse metodologie produttive di vendita e a sostenere in maniera più incisiva le tipologie panarie tradizionali. In tal senso il provvedimento propone di inserire anche il pane e i dolci da forno del Trentino nella filiera dei prodotti tipici e tradizionali riconosciuti dalla Provincia,  mediante un apposita contrassegno di cui possano fregiarsi le imprese della panificazione che ancora oggi usano metodologie di lavorazione manuali.​

 

 

 

 
Foto: archivio Cna-Shv

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