OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Intesa Sanpaolo) – In occasione del Festival Città Impresa, Intesa Sanpaolo presenterà la ricerca dal titolo “Nord-Est, Milano, Torino: un unico racconto” a cura di Fabrizio Guelpa, responsabile Industry e Banking della Direzione Studi e Ricerche. In allegato la sintesi con le principali evidenze e le slide di presentazione che verranno utilizzate venerdì 31 marzo.

 

*

Principali evidenze per il Nord-Est:

-Continua ad essere il motore industriale del Paese ed è soprattutto motore di export
-Per rimanere competitivo servono più lavoratori con formazione universitaria, capacità di investire in R&S e produrre innovazioni e brevetti, servizi per le imprese ad elevato valore aggiunto
-Inevitabile una maggiore interazione con città come Milano e Torino

 

 

**

In occasione del Festival Città Impresa, Intesa Sanpaolo presenterà la ricerca dal titolo “Nord-Est, Milano, Torino: un unico racconto” a cura di Fabrizio Guelpa, responsabile Industry e Banking della Direzione Studi e Ricerche. Di seguito alcune evidenze.

Il Nord-Est continua ad essere il motore industriale del Paese ed è soprattutto motore di export (le esportazioni sono il 39% del Pil locale, contro il 28% nazionale). In questo territorio le imprese hanno trovato e contribuito a formare bravi operai – grazie alle scuole professionali e alle esperienze in fabbrica – che spesso sono diventati imprenditori.

Hanno trovato infrastrutture immateriali migliori, ad esempio nella giustizia (tempi medi delle procedure civili prossimi a quelli di Milano e Torino ma la metà di quelli nazionali), anche se i tempi della giustizia italiani rimangono molto lontani da quelli dei Paesi concorrenti. Purtroppo però, le imprese nordestine hanno trovato ostacoli nelle infrastrutture fisiche, sia autostradali sia ferroviarie, con una dotazione pro-capite superiore alla media nazionale, ma non funzionale ad un’economia che genera forti scambi.

 

 

In allegato la tabella grafica contenuta nel comunicato stampa:

 

 

Queste risorse rimangono cruciali e occorre superare i ritardi, dove sono presenti, ma oggi servono anche altre risorse perché le imprese rimangano competitive: lavoratori con formazione universitaria; capacità di investire in R&S e produrre innovazioni e brevetti; servizi per le imprese ad elevato valore aggiunto (Knowledge Intensive Business Services – Kibs, focalizzati sui settori Ict, consulenza aziendale, ricerca, pubblicità, progettazione e design). Queste risorse sono distribuite sul territorio in modo asimmetrico e tendono spesso ad essere concentrate nei grandi centri urbani.

Milano e Torino hanno più laureati in materie scientifiche (il 30% in più), concentrano la ricerca e sviluppo e i brevetti (il 20% in più), mentre le start-up innovative sono meno concentrate su specifici territori e sono diffuse in buona parte del Paese (Nord-Est sullo stesso livello di Torino). Soprattutto Milano ha una forte specializzazione nei Kibs (19% degli occupati contro l’8% del Nord-Est; Torino è al 12%). L’offerta di Kibs della Lombardia è paragonabile a quella delle altre grandi regioni europee con cui si confronta.

Per il Nord-Est occorre aumentare l’offerta locale di queste risorse. Occorre investire in formazione, agevolare le start-up e la ricerca, ma anche ampliare le dimensioni aziendali per favorire l’offerta di posti di lavoro con attività qualificate. Tutto ciò contribuisce anche a generare maggiore attrattività del territorio, con meno giovani qualificati che lo abbandonano e più giovani qualificati che si insediano.

Non si può prescindere però da una maggiore apertura ai territori specializzati su queste risorse, attivando e utilizzando reti di connessione. Possono aiutare trasporti più rapidi, banda larga, networking dei giovani locali che hanno studiato in altri territori. Già oggi sono numerosi gli studenti fuori sede del Nord-Est, che possono creare legami personali da sfruttare quando rientreranno. La capacità di maggiore apertura del Nord-Est ad altri territori e culture è dimostrata d’altronde dal peso crescente degli investimenti diretti esteri in uscita e parzialmente anche in entrata.

L’evoluzione dei mercati (imprese italiane più focalizzate a monte e a valle della “fabbrica” rispetto a quelle dei Paesi a basso costo del lavoro) spinge verso una maggiore interazione tra i territori, in un’ottica di fornitore-cliente, tra chi è specializzato nella manifattura e chi lo è nei servizi.

L’evoluzione della tecnologia, con Industria 4.0, ha un processo analogo, dando spazio a una manifattura rinnovata, ma che richiede più servizi di supporto. Per il Nord-Est occorre «aprirsi per valorizzare le specificità locali». La ricerca verrà discussa venerdì 31 marzo alle ore 11:00 presso le Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, Contra’ Santa Corona, a Vicenza, da Giuseppe Berta, storico, Aldo Bonomi, sociologo e Stefano Micelli, economista.

 

 

In allegato il comunicato stampa:

2017_03_27 Guelpa Festival Impresa

 

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

2017_03_31 Guelpa intervento
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

In allegato il comunicato stampa dei Carabinieri di Riva del Garda (Tn).

 

 2017 MARZO 27 FURTO PALESTRA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Mediaset) – Ieri, domenica 26 marzo in prima serata su Italia 1, a “Le Iene Show” è andato in onda il servizio di Filippo Roma che ha raggiunto Virginia Raggi sulle Dolomiti per porle delle domande su un presunto falso commesso nella presentazione della lista a sostegno della sua candidatura a Sindaco di Roma.

Al centro della vicenda le firme dei cittadini che ogni partito o movimento che si vuole presentare alle elezioni deve raccogliere a sostegno della propria lista di candidati.

 

 
A seguire il link per visualizzare il servizio:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/roma-c%E2%80%99e-un-falso-nella-candidatura-del-sindaco-raggi_704509.html

 

 

In allegato il comunicato stampa (con la trascrizione del testo trasmesso):

IENE26marzo firme ok

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Cooperazione Trentina) – La Sala della Cooperazione ha ospitato la consegna dei premi di studio della Cassa Rurale di Trento. Evento riservato agli studenti, soci e figli di soci dell’istituto di credito cooperativo del capoluogo.

Quello dei premi di studio è un evento che, più di altri, guarda al futuro. Chi oggi è studente, impegnato in una tappa o nel tratto conclusivo del proprio percorso, rappresenta il domani di una comunità. Maggiore è la preparazione e migliore si annuncia il futuro del cittadino e professionista di domani, delle comunità dove vive e delle aziende dove andrà a operare.

Venerdì scorso nella cornice della Sala della Cooperazione a Trento sono stati premiati 142 studenti: 11 diplomi professionali, 41 diplomi di maturità, 90 lauree (triennali e specialistiche). L’evento è stato organizzato dall’Associazione Giovani Soci della Cassa Rurale di Trento. La serata è stata presentata da Laura Cattoni e Carlo Girardi, rispettivamente consigliere e vicepresidente del Gruppo Giovani Soci della banca della città.

Prima di consegnare i premi di studio, occasione vissuta con quel pizzico di emozione che ne valorizza l’importanza, il saluto di benvenuto è stato affidato al presidente della Cassa Rurale di Trento, Giorgio Fracalossi. “C’è sempre molta soddisfazione in serate come questa – ha osservato – I motivi sono molti e citarli tutti sarebbe impossibile. La gioia maggiore appartiene, però, alla consapevolezza di avere di fronte giovani bravi e preparati che hanno o stanno affrontando il proprio percorso consapevoli dell’impegno necessario per portarlo a termine ma consapevoli anche che lo studio di oggi è fondamentale per avere un domani ricco di opportunità”.

Alla serata dei premi di studio hanno partecipato una numerosa rappresentanza del Consiglio di Amministrazione della Cassa, il direttore generale, Giorgio Bagozzi, e Andrea Robol, assessore alla cultura del Comune di Trento.

Il riconoscimento assegnato e consegnato ai 142 giovani non è stato in denaro. E’ stata confermata una formula che ha raccolto gradimento fin dalla sua attivazione: un viaggio premio di quattro giorni, quest’anno a Vienna in calendario dal 6 al 9 aprile. Qualora impossibilitato a prendere parte al viaggio, allo studente sarà consegnato un buono del valore cinquecento euro da utilizzare presso la scuola di lingue Clm Bell. Non solo premi. Anche il buonumore ha contribuito a rendere gradevole la serata grazie allo spettacolo e alla verve di Mario Cagol.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Cr Trento – premi di studio 2017

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Cciaa Bolzano) – Recentemente il governo italiano ha cancellato la vendita dei cosiddetti voucher, senza fornire strumenti alternativi. Per la Camera di commercio di Bolzano la cancellazione dei buoni lavoro per la retribuzione di lavori occasionali e accessori è un errore con ripercussioni negative sulle famiglie e sull’economia.

In Alto Adige i voucher venivano utilizzati soprattutto nelle famiglie, nel turismo e nell’agricoltura ed erano importanti in particolare per lavori stagionali, la raccolta e per il settore dei servizi. Erano uno strumento utile per coprire in maniera legale prestazioni di lavoro occasionale e picchi di lavoro nelle aziende.

“Non è giusto punire tutti a causa dell’uso sbagliato di pochi. Si stima che solo il cinque percento dei voucher non vengano utilizzati correttamente, il rimanente 95 percento invece viene usato regolarmente”, informa il Presidente della Camera di commercio di Bolzano, Michl Ebner. “I voucher hanno generato innanzitutto un’occupazione aggiuntiva, che in assenza di questi strumenti probabilmente non ci sarebbe stata se non forse in forma di lavoro nero.”

La Camera di commercio si rammarica per la decisione del governo a Roma di cancellare i buoni lavoro. Al contempo ringrazia il Senatore Hans Berger per il suo impegno a favore del mantenimento e di una migliore regolamentazione dei voucher. È importante e auspicabile che a livello statale si trovi ora un’alternativa sensata ai voucher, in grado di evitare che se ne faccia un uso scorretto ma che sia al contempo flessibile e senza complicazioni burocratiche.

 

 

 

Foto: archivio Inps

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Fondazione Museo Storico del Trentino) – Dopo i primi quattro incontri organizzati nel mese di febbraio, ripartono i “Lib(e)ri dialoghi” organizzati dalla Biblioteca della Fondazione Museo storico del Trentino. Mercoledì 29 marzo alle 17.30, in via Torre d’Augusto 35 a Trento, il libro “Il riscatto: 1933-2013” di Victor Ebner inaugura questo nuovo ciclo di tre incontri dedicato ad alcuni volumi di argomento storico, pubblicati di recente. Ingresso libero.

Guerra, bilinguismo, integrazione tra tirolesi e italiani e molto altro nella vicenda autobiografica narrata da Victor Ebner nel volume “Il riscatto: 1933-2013” (Publistampa 2014), che ha per sottotitolo”una vita difficile fra due grandi crisi economiche e i guasti del nazi-fascismo in provincia di Bolzano”.

Ebner è nato a Trento nel 1933, ha attraversato il fascismo e il nazismo, la seconda guerra mondiale e le promesse del dopoguerra, ha vissuto a Trento, in Austria e a Egna, dove per lungo tempo ha ricoperto una posizione di rilievo nella vita amministrativa locale. Di Egna, infatti, è stato consigliere comunale, sindaco e vice sindaco.

Ha partecipato anche al consiglio della Provincia autonoma di Bolzano. Nel 1994 si è ritirato a vita privata e trasferito sul lago di Garda. Una “micro-storia”, insomma, che è testimonianza dei nostri tempi, nei quali, come ribadisce lo stesso Ebner «la mancanza di memoria storica si trasforma in un costante pericolo per la democrazia e per la vita di molti».

All’incontro di mercoledì 29 marzo – organizzato in collaborazione con l’Associazione Museo storico in Trento – Victor Ebner ripercorrerà i momenti più significativi della sua intensa esistenza assieme allo storico Graziano Riccadonna e alla storica dell’arte Giada Vicenzi.

Gli altri libri protagonisti di “Lib(e)ri dialoghi” saranno, il 6 aprile, Zone di guerra: una geografia di sangue. Atlante delle stragi nazifasciste e fasciste in Italia a cura di Paolo Pezzino e Gianluca Fulvetti (Bologna: Il mulino, 2017).

Il curatore Paolo Pezzino ne discuterà assieme al direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, allo storico Lorenzo Gardumi, e al presidente dell’Anpi del Trentino Sandro Schmid. Il 12 aprile si parlerà invece di letteratura e identità nazionale con il volume di Ida De Michelis La Grande Guerra di Dante (Roma: Voland, 2017). L’autrice si confronterà con lo storico Quinto Antonelli.

 

 

 

In allegato il programma contenuto nel comunicato stampa:

LiberiDialoghi_primavera 2017
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Claudio Cia) – La fabbrica che produce prodotti che alimentano l’antipolitica non manca mai di sorprendere e di mettere in vetrina i suoi capolavori. La gente da anni ormai vede la follia dei politici che rischia di diventare una noiosa normalità.

Forze politiche condizionano e colonizzano le istituzioni e le società ad esse collegate; i patti tracciano il loro destino. Con un accordino, Pd e Patt, hanno fatto un compromesso sull’unica poltrona della presidenza dell’A22, una vera gallina dalle uova d’oro su cui entrambi hanno voluto mantenere il controllo. Un forziere pieno di interessi e, forse, anche di scheletri nell’armadio.

Il tempo presenta il conto e Luigi Olivieri, in quota Pd, ora mette le mani avanti ricordando che “i patti vanno rispettati” e che ora tocca a lui fare il presidente dell’A22 al posto di Andrea Girardi, in quota Patt. Ci troviamo di fronte a una politica pigliatutto che più che preoccuparsi del bene dei cittadini, di garantire la continuità di rappresentanza e il miglioramento dei servizi, vuole far pesare i propri “diritti” e la smania di potere.

Questo priva di credibilità la politica e umilia la fiducia della gente che con il voto si affida per essere degnamente rappresentata perché, come diceva Aristotele, “la dignità non consiste nel possedere onori, ma nella consapevolezza di meritarli.”

 

 

 

 

 

Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Fierecongressi) – Si è chiusa in positivo ieri, domenica 26 marzo, ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente, la fiera dedicata alla caccia alpina e di selezione e all’arte della pesca che riconferma i numeri del 2016 con 15.231 ingressi registrati alla chiusura della fiera di Riva del Garda.

“ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente negli anni ha delineato una propria identità molto forte e questa dodicesima edizione ne è la conferma”. Queste le parole con cui il Direttore Generale di Riva del Garda Fierecongressi, Giovanni Laezza fotografa “un evento che, per contenuti, cifre, appuntamenti, numero di collaboratori e volontari che coinvolge si può ritenere a tutti gli effetti un appuntamento irrinunciabile, capace di intercettare le richieste di un pubblico altamente motivato.

Pubblico che negli anni è anche sempre più attento alle tematiche della sostenibilità ed è alla ricerca di punti di vista scientifici con cui confrontarsi, grazie anche alla partnership sempre più consolidata con, ad esempio, il Muse, il progetto europeo Life WolfAlps la Fondazione Edmund Mach, il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento e il Museo Civico di Rovereto”. La mission prefissata di divenire un appuntamento imperdibile per il settore è un obiettivo importante e il coinvolgimento di 25 associazioni di volontariato, che ogni anno si mettono a disposizione dell’evento, ne determina il raggiungimento. Per la prima volta inoltre l’Unione Cacciatori Veronesi è stata presente in fiera.

ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente è una fiera che fa del suo punto di forza il mix perfetto fra cultura e passione; una mostra mercato che affianca ad una ricca offerta commerciale, con 210 aziende presenti organizzati in 4 padiglioni espositivi per una superficie totale di 25mila metri quadri, una importante parte convegnistica, con numerosi appuntamenti scientifici, dedicati alla venatoria ed all’alieutica tra cui spiccano la Mezz’ora con l’Esperto, quelli organizzati dall’Associazione Cacciatori Trentini e dalle Associazioni di Pesca della Provincia. Incontri questi che rientrano a pieno titolo nella filosofia di Riva del Garda Fierecongressi di promuovere la formazione in ogni evento organizzato.

“ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente è una mostra mercato” sottolinea Carla Costa, Responsabile Area Fiere di Riva del Garda Fierecongressi SpA “la cui forza è data anche dalla possibilità di testare e poi acquistare a prezzi favorevoli le ultime novità di settore.

È l’unica fiera in Italia infatti con tre vasche di lancio a disposizione dei visitatori, alle quali quest’anno abbiamo affiancato una area test di caccia grazie a Swarovski Optik che ha offerto a tutti la possibilità di testare i propri prestigiosi strumenti, in reali condizioni di utilizzo sul campo: è stata allestita un’apposita altana con ampio campo visivo sull’ambiente naturale circostante il Quartiere Fieristico, per provare i più innovativi prodotti, affiancati dai tecnici della casa austriaca.

ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente inoltre risponde alle esigenze di un pubblico molto variegato, con una offerta adatta anche alle famiglie e ai più piccoli, che quest’anno si sono cimentati in diverse attività e giochi grazie al MUSE, al Museo Civico di Rovereto e a Ifta (Italian Fly Tier Association). Per gli appassionati di enogastronomia sono state proposte nuove ricette per preparare a casa piatti a base di selvaggina e pesce con Caccia&Pesca In Tavola”.

Grande entusiasmo per la novità del 2017, ovvero il Tenkara Village, dove ospiti internazionali ed esperti del settore hanno tenuto dimostrazioni e corsi per conoscere più da vicino questa tecnica di pesca molto particolare nata in Giappone. Non da meno la IX edizione del Trofeo Hydro Dolomiti Energia e il concorso pittorico internazionale Expo Riva Scheiben. Si è conclusa inoltre la Settimana del Lupo, che ha avvicinato un foltissimo pubblico al grande tema del ritorno del lupo sulle Alpi permettendo di conoscere più da vicino un animale affascinante ma anche temuto quale è il lupo stesso.

E’ questa quindi l’essenza di ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente, un giusto equilibrio fra business, cultura, folklore e divertimento. L’appuntamento è per la tredicesima edizione, il 24 e il 25 marzo 2018, sempre al Quartiere Fieristico di Riva del Garda.

 

 

 

Cliccare sull’immagine sotto per vedere il video allegato al comunicato stampa:

 

 

 

 

 

 

Foto: di Jacopo Salvi (contenuta nel comunicato stampa)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Codacons) – Torna l’ora legale, un cambiamento che, denuncia il Codacons, avrà effetti per 9 milioni di italiani, pari al 15% della popolazione. Lo sfasamento di un’ora determina conseguenze sia a livello di umore, sia a livello fisico – spiega l’associazione – Un recente studio condotto negli Usa ha accertato come il cambio orario produca disturbi del sonno in un bambino su due.

E risintonizzare i ritmi biologici provoca un disagio per l’organismo, anche negli individui adulti. E’ stato infatti dimostrato come il passaggio da ora solare a ora legale (e viceversa) generi nei primi giorni stanchezza, apatia, nervosismo, emicranie e, in alcuni casi, addirittura stati depressivi. Non è certo un caso se in farmacia, a seguito del cambio ora solare/ora legale, si impennino puntualmente anche le vendite di prodotti contro il jetlag.

9 milioni di italiani risentiranno del passaggio all’ora legale, senza contare i disagi per l’intera popolazione legati sia all’ora di sonno persa, sia all’aggiustamento dell’orario: aggiornamenti sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto, problemi nelle transazioni finanziarie ecc…

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Coldiretti) – Dalla firma del trattato di Roma del 1957 e la nascita dell’Unione Europea è aumentata di 180 volte la pasta spedita dall’Italia all’estero ma crescono anche di 12 volte (+1130%) le bottiglie di vino italiano esportate fuori dai confini dove ora si stappa addirittura piu’ della metà della produzione Made in Italy. E’ quanto emerge da uno studio della Coldiretti in occasione dell’anniversario dal trattato di Roma al quale si evidenzia che nel 2016 è stato raggiunto il record storico nelle esportazioni agroalimentari italiane per un totale di 38,4 miliardi di euro in aumento del 4% sull’anno precedente.

L’agroalimentare nazionale – sottolinea la Coldiretti – nell’arco dei 60 anni è diventato il simbolo dell’italianità nel mondo grazie ad una crescita impetuosa all’estero con aumenti in quantità delle esportazioni che raddoppiano per l’ortofrutta (+120%) e aumentano di 36 volte per l’olio di oliva (+3559%) e di 17 volte per i formaggi (+1634%).

In questo contesto – precisa la Coldiretti – va registrata la massiccia concentrazione degli acquisti agroalimentari da parte dei paesi Ue che assorbono ben il 65% del totale nel 2016. La Germania e la Francia nel 2016 hanno rappresentato rispettivamente il 17% e l’11% delle vendite complessive italiane oltre confine, entrambe con un aumento annuo superiore al 3%. Nonostante sia cresciuto nel tempo il peso di Paesi extracomunitari a partire dagli Stati Uniti che nel 2016 si collocano al terzo posto, Unione Europea – continua la Coldiretti – è stata e rimane determinante nella crescita del Made in Italy nel mondo.

Le esportazioni dei prodotti simbolo sono decuplicate nel corso del 60 anni conquistando i mercati mondiali dove l’immagine dell’Italia si è affermata con la dieta mediterranea che – sottolinea la Coldiretti – è divenuta sinonimo di salute e qualità della vita, tanto da ricevere il riconoscimento come patrimonio immateriale dell’Unesco nel novembre 2010. Un successo che è stato accompagnato anche da una crescita sul piano qualitativo con l’Italia che ha conquistato la leadership in Europa.

In Italia ci sono le regole produttive più rigorose nelle caratteristiche dei prodotti alimentari, dal divieto di produrre pasta con grano tenero a quello di utilizzare la polvere di latte nei formaggi fino al divieto di aggiungere zucchero nel vino che non valgono in altri Paesi dell’Unione Europea, dove si assiste ad un crescendo dell’uso di surrogati, sottoprodotti e aromi vari che snaturano l’identità degli alimenti. Senza dimenticare la decisione nazionale di vietare la coltivazioni di organismi geneticamente modificati (Ogm) fortemente sostenuta dalla Coldiretti e il primato europeo con oltre 50mila imprese agricole biologiche e la leadership nelle produzioni tutelate con 289 specialità a denominazione di origine (Dop/Igp).

“Con queste credenziali l’Italia è chiamata a svolgere un ruolo di leader nella tutela della qualità e della sicurezza alimentare in Europa dove purtroppo non mancano ritardi ed omissioni che minacciano la trasparenza e favoriscono l’omologazione al ribasso spinta dalle lobby” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “le contraddizioni che esistono tra l’altro nell’etichettatura di origine degli alimenti che nell’Unione è in vigore per l’ortofrutta fresca ma non quella trasformata, per la carne fresca ma non per i salumi, c’è per miele e uova ma manca per pasta e riso”.

 

 

 

 

 

 

 

Foto: da sito Coldiretti

(Pagina 689 di 873)