OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Luserna, il futuro cimbro parte dalle nuove imprese. La giunta approva la delibera del presidente Fugatti sul concorso per nuove idee imprenditoriali.

Il rilancio di Luserna e dell’intero Altopiano Cimbro passa anche attraverso nuove idee e progetti imprenditoriali. E’ questo il senso della delibera a firma del presidente Maurizio Fugatti, approvata oggi dalla giunta provinciale. Il provvedimento prevede l’attivazione nel 2020 del progetto “Per un nuovo futuro Cimbro” e del bando di selezione di nuove idee imprenditoriali, destinate ad aziende con sede nel Comune di Luserna. L’iniziativa nasce dalle sollecitazioni raccolte nel corso degli incontri degli Stati generali della montagna del giugno scorso. L’obiettivo del progetto è di sostenere, con iniziative concrete, i territori dove talvolta fatica ad emergere la qualità delle produzioni e le potenzialità delle piccole comunità locali.

“Per un nuovo futuro cimbro” è il laboratorio organizzato dall’UMST Coordinamento enti locali, politiche territoriali e della montagna della Provincia autonoma di Trento. L’obiettivo, ribadito stamani in occasione dei lavori di giunta dalla stesso presidente Maurizio Fugatti, è di contrastare lo spopolamento delle vallate trentine e favorire l’attrattività di Luserna, come luogo di residenza, facendo leva sullo sviluppo economico.

Il progetto intende, nello specifico, promuovere e formare le capacità di fare impresa, mettendo in rete nuovi imprenditori, che insedieranno le loro attività a Luserna. Le aziende che parteciperanno all’iniziativa, si impegneranno a fare di questa isola linguistica cimbra un modello di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Così questo territorio – prezioso per la specificità trentina di accogliere e valorizzare le minoranze – aggiungerà un ulteriore elemento di interesse, che andrà a sommarsi alla riconoscibilità turistica.

L’iniziativa di sostegno all’imprenditorialità locale rappresenta la prosecuzione ideale e la concretizzazione degli Stati Generali della Montagna, processo partecipativo realizzato a inizio anno, in occasione del quale gli abitanti di Luserna hanno identificato, con la giunta provinciali, nell’agricoltura e nel turismo gli assi principali dello sviluppo locale.

Il laboratorio vede la sinergia fra servizi provinciali e realtà private.

La prima fase sarà dedicata alla selezione delle idee di impresa. Il bando pubblico prevede, come requisito fondamentale, che le imprese individuino sede legale e operativa a Luserna. In questa fase verranno raccolte le idee e individuati i partecipanti alle attività di laboratorio

La seconda fase sarà il cuore del progetto. Le idee selezionate saranno sviluppat grazie al laboratorio intensivo di tre giorni a Luserna. Questo momento servirà a perfezionare le idee d’impresa selezionate e a creare la rete tra i nuovi attori economici. Le attività formative saranno organizzate con la collaborazione di Trentino Sviluppo, la Federazione trentina della cooperative, il dipartimento Agricoltura, foreste, difesa del suolo e con imprenditori trentini. Parte delle attività saranno dedicate a elaborare programmi con la comunità locale, così rendere Luserna un luogo della sostenibilità a tutto tondo.

La fase conclusiva sarà finalizzata al lancio dei progetti d’impresa. Entro tre mesi dal laboratorio, i partecipanti saranno invitati a realizzare in autonomia incontri e stage con imprenditori di attività simili che potranno permettere loro di perfezionare ulteriormente le idee imprenditoriali. L’evento di lancio sarà realizzato a Luserna e consisterà in un momento di incontro diretto dei neo-imprenditori con potenziali finanziatori e aziende interessate a generare sinergie imprenditoriali e business.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

A seguito della serata del 27 giugno 2019 realizzata a Nago Torbole dal titolo “ULTIMA CHANCE PER CHICO FORTI”, in ossequio al grande amore che Chico Forti aveva per l’Alto Garda, in cui sono stati proiettati alcuni video con novità di rilievo a discarico della posizione del surfer/imprenditore trentino ingiustamente detenuto nelle carceri USA da 20 annì, tra cui il servizio di giornalismo investigativo della CBS (rete americana) con sottotitoli italiani, sono sortiti in questi giorni alcuni lanci giornalistici di vari esponenti politici (tra cui il Ministro per i rapporti con il parlamento e la Democrazia Diretta on. Fraccaro) che chiedevano l’impegno dello Stato per risolvere una situazione incancrenita da troppi anni.

Per questo motivo gli stessi soggetti organizzatori rilanciano una serata “fotocopia” per il 6 settembre nella Sala Rosa della Regione TAA, Piazza Dante a Trento, a cui inviteranno tutti i consiglieri provinciali e regionali oltre alla cittadinanza auspicando che possa nascere una mozione che impegni il Governo provinciale/Regionale a sollecitare lo Stato/Governo nel muovere dei passi ufficiali nei confronti del governo degli USA (mai avvenuti).

Il Patrocinio è della Presidenza del Consiglio regionale, presidente Roberto Paccher che è molto vicino alla famiglia ed al “caso” da tempo.

Per memoria va ricordato che Enrico “Chico” Forti venne condannato all’ ergastolo senza condizionale, dopo un processo assolutamente indiziario e viziato da irregolarità (dichiarazione anche di avvocati americani oltrechè dello scomparso Sen. Ferdinando Imposimato, presidente emerito della Corte di Cassazione) per l’omicidio di Dale Pike con il cui padre, Forti stava trattando la cessione di un hotel a Ibiza (in realtà una truffa ordita ai danni di Forti). Unica cosidetta prova, un pugno di sabbia dentro il gancio di traino dell’auto di Forti della spiaggia in cui venne rinvenuto il cadavere, frequentata peraltro dai surfer e quindi anche da Forti…….si ascolteranno nel corso della serata testimonianze fortissime in merito all’accanimento giudiziario e della Polizia di Miami Dade che si fanno risalire al reportage di Forti sul suicidio (teorico) dell’omicida di Gianni Versace (Cunanan) che sembrerebbe la vera ragione di tutta la situazione. Lo stesso giudice nell’emettere la condanna affermò “non avendo prova alcuna che la identifichi quale responsabile dell’omicidio ho la sensazione che lei possa almeno essere l’ispiratore……,, ERGASTOLO SENZA CONDIZIONALE la pena!!!! Il tutto rimane allucinante a 20 anni di distanza!.

Forti perse tutto (lavoro, proprietà) inclusa la famiglia (moglie e 3 figli)!!! E da 20 anni attende che gli venga restituita la VITA.

Abbiamo trovato grande attenzione nel Presidente Roberto Paccher e proviamo a muovere la situazione partendo dal Trentino (Nago Torbole – Trento).

 

 

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Stefano Chelodi

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

A scopo informativo, comunichiamo che stiamo ricevendo numerose adesioni ai nostri comunicati che sono stati pubblicati circa la trasformazione di Malga Lagorai in un ristorante-rifugio, che riteniamo finalizzato all’espansione del parco-giochi che si sta costruendo intorno al Cermìs.

Tra gli aderenti, alcuni lasciano anche un commento personale di cui trasmettiamo il testo.

Per questioni di privatezza omettiamo i cognomi e gli indirizzi email, ma siamo comunque pronti a fornirli in via riservata per scopo di verifica giornalistica a campione.

Distinti saluti
Ruggero Vaia

 

 

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Concordo pienamente con i contenuti della lettera aperta sulla malga lagorai.
Il lagorai é rimasto una delle poche mete per escursioni estive. Le dolomiti sono inavvicinabili da giugno a settembre per la quantità di gente presente.
Grazie per l’impegno
Maura
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Grazie per il lavoro che fate!
Raffaella
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Il sottoscritto, Daniele Bozza, abitante a Trento, sottoscrivo e aderisco in pieno a quanto esposto da Ruggero Vaia. Ringrazio per l’impegno che profondete per resistere a questa tempesta tipicamente umana e perciò più pericolosa.
Daniele
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Buongiorno,
ieri mi è stata inoltrata, da una delle firmatarie, la lettera aperta predisposta per i mezzi di informazione sul progetto di ristrutturazione di Malga Lagorai e sottoscritta da 103 persone.
Oggi ho trovato lo stesso testo anche sul sito “www.agenzia giornalistica opinione.it”.
Nella lettera leggo l’invito a segnalare a questo indirizzo l’eventuale propria adesione.
Comunico – se non è troppo tardi – che anch’io intendo associarmi ai contenuti della lettera e sottoscriverla. Grazie, un cordiale saluto.
Marisa
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Condivido l’articolo
Cristina
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Sono perfettamente d’accordo con la lettera di Ruggero Vaia e 103 firme.
Dario
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Niente speculazioni sul lagarai. Teniamocelo stretto cosi com’è.
Paolo, SAT Rovereto
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Concordo con l’articolo
RUGGERO VAIA (SAT CAVALESE) E 103 FIRME * “PROGETTO TRANSLAGORAI” ? LETTERA APERRTA A SAT: « INCREDIBILE, SI È PRESTATA A FARE DA STAMPELLA ALLO SFRUTTAMENTO TURISTICO IN FAVORE DI PRIVATI »
Fabio
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Aderisco a quanto esposto sulla malga Lagorai.
Pierluigi
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Buongiorno, complimenti per la vostra iniziativa in favore di un Lagorai naturale e contro gli interessi miopi di pochi, la natura è un bene comune e pertanto da preservare e proteggere, grazie
Cinzia
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Sono d’accordo con la vostra iniziativa di difesa della malga.
Francesco
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Aderisco con tutto il cuore alla vostra iniziativa. No al luna park sul lagorai.
Giampietro
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Carissimi 121 persone responsabili,
condivido in toto il vostro comunicato pubblicato oggi sul Trentino in merito alla questione Lagorai; complimenti!!
E’ triste dover combattere per difendere i tesori del nostro bellissimo Trentino, meno male che esistono ancora cittadini responsabili e con visione futura come voi, vi ringrazio di cuore! Basta alla politica schiava dell’economia che se ne infischia della salute ambientale e dei cittadini in barba all’Agenda 2030, agli accordi di Parigi, alla “Laudato sì”, in barba al buon senso e alle evidenze.
Grazie!
Luigino
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Comunico la mia adesione alla lettera aperta alla SAT, condividendo in pieno i contenuti dell’appello.
Cordiali saluti
Pierluigi
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Sottoscrivo pienamente il documento pubblicato sul Trentino del 6agosto contro la ”valorizzazione della malga Lagorai
Erica
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sottoscriviamo in pieno il documento contro la “valorizzazione ” di malga Lagorai pubblicato sul giornale Trentino il 6 agosto
Erica Delugan
Vanzo
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CONCORDO CON QUANTO RIPORTATO NELL’APPELLO ALLA SAT.
ADRIANO
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Nota agenzia Opinione: per approfondimenti elenco notizie correlate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Comincia a delinearsi il profilo degli sfidanti maratoneti del nuoto che sabato 24 agosto prenderanno il via dal litorale di Lido Paina, al cospetto del suggestivo Castello Scaligero di Malcesine, per aggiudicarsi il podio della 4° edizione di Swim the Castle.

Ad un mese dall’evento sono già oltre un centinaio gli appassionati sportivi che hanno riservato il loro posto ai blocchi di partenza, in arrivo da tutto il centro-nord Italia, con alcune interessanti adesioni da parte di atleti provenienti da Germania, Paesi anglofoni e dell’area Est Europa. Una gara che coinvolge tutte le fasce d’età, tra le iscrizioni si spazia infatti dagli anni 50 al 2000, anche se la rappresentanza che insiste per la maggiore va dai 35 ai 45 anni, con alcuni significativi inserimenti al femminile anche sulla 6 km “Memorial Carlo”, la distanza più impegnativa.

Il percorso di gara si delinea lungo un tracciato unico a 2 km: da Lido Paina si prosegue verso nord fino a raggiungere località Retelino, ritorno in parallelo per arrivare a toccare idealmente la punta del Castello, quindi lungolago sino alla spiaggia, ripetendo successivamente il percorso per le versioni a 4 e 6 km. Con un totale di sette boe distribuite lungo il tragitto per permettere all’organizzazione di monitorare il passaggio dei singoli atleti rilevando le rispettive tempistiche intermedie.

Un sfida all’ultima bracciata arricchita quest’anno di una nuova sfida che alza ulteriormente il livello di difficoltà e le prestazioni attese, affidando alla manifestazione una duplice valenza. “Questo evento vuole essere prima di tutto un omaggio allo sport come strumento per favorire il benessere psico-fisico, ma anche come banco di prova per lavorare sulla propria forza di volontà e quindi sulla propria resilienza” ha sottolineato Matteo Andreis, presidente dell’associazione sportiva Algiz cui fa capo l’organizzazione dell’evento.

Proprio per volere del comitato, infatti, la nuova versione del tracciato è intesa come un omaggio all’amico scomparso Carlo Buniotto, ex capitano del veliero Siora Veronica ma anche grande appassionato di sport acquatici, sempre alla prova dal punto di vista atletico-sportivo, pronto a cogliere nuove imprese estreme per testate le proprie capacità e la propria resistenza. Gli amici di Carlo raccolgono quindi idealmente questo prezioso testimone per lanciare una nuova sfida ai maratoneti del nuoto, con l’accortezza di devolvere l’incasso delle relative iscrizioni alla De Leo Fund onlus (deleofund.org), associazione senza scopo di lucro nata per offrire sostegno umano e psicologico a persone che hanno subito lutti improvvisi e traumatici, che nel tempo ha saputo affiancare la famiglia con professionalità e competenza.

Per chi intende mettersi in gioco è possibile iscriversi direttamente sul sito Endu.net, la community online dedicata al mondo delle discipline endurance, all’indirizzo https://bit.ly/2JKR7Z7.

La manifestazione si avvale inoltre dell’importante sostegno di alcuni sponsor di progetto: Funivia Malcesine-Monte Baldo, Gardapool, Troticoltura Armanini, Pescheria Viviani, Fraglia Vela Malcesine e MySDAM per le rilevazioni cronometriche.

 

 

Locandina_SwimtheCastle2019
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

La musica delle Stelle. Primo appuntamento, 2 agosto alle 21.00 alla Terrazza delle Stelle. La partecipazione è gratuita.

Torna, nell’estate del Monte Bondone, l’iniziativa astronomico-musicale che tanto appassiona trentini e turisti: l’ormai tradizionale “Musica delle Stelle”. Il ciclo di concerti e osservazioni astronomiche, proposto dal MUSE – Museo delle Scienze con il conservatorio Bonporti di Trento, quest’anno giunge alla dodicesima edizione.

Tre gli appuntamenti dell’estate 2019: il 2 e 9 agosto alla Terrazza delle Stelle e il 23 agosto al Giardino Botanico Alpino. Dopo l’esecuzione musicale, al calare della notte, l’evento proseguirà con l’osservazione del cielo grazie ai telescopi dell’osservatorio astronomico.

Si comincia venerdì 2 agosto alle 21.00 presso la Terrazza delle Stelle con un programma che spazia da Schumann a Brahms, a Friedman e Colombo, con le esecuzioni da parte di Gioele Andreolli e Francesco Negri al pianoforte, Filippo Pelucchi al vibrafono, Andrea Tunon e Christian Alberti al sax, Elena Di Marino soprano.

Sempre alla Terrazza delle Stelle, venerdì 9 agosto, spazio alle musiche di Ennio Morricone, A.Piazzolla, J. Ibert ed Edvard Grieg. Esecuzioni musicali a cura di Giovanni Lenardon alla chitarra, Sara Bolner e Aurora Asinari al flauto, Manuel Milesi al sax soprano, Matteo Trentini con la fisarmonica, Ginevra Frizzi al pianoforte.

Venerdì 23 agosto, infine, al Giardino Botanico Alpino, appuntamento speciale con “La musica da camera del tardo ‘800 in Germania e in Russia”. Il duo clarinetto e pianoforte compost da Argjent Bajrami (clarinetto) e Josef Mastroianni (pianoforte) eseguirà musiche di Johannes Brahms, mentre il quintetto compost da Daniele D’incà (flauto), Jessica Dalfovo (clarinetto), Augusto Palumbo (fagotto), Lara Eccher (corno), Enrico Rizzo (pianoforte) eseguirà una composizione di Nikolai Rimsky Korsakov per pianoforte e fiati.

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Assegno di cura per l’assistenza di minorenni: approvato l’emendamento di Claudio Cia (AGIRE) per evitare la sospensione dopo 90 giorni. E’ stato approvato nel corso dell’esame della manovra di assestamento del bilancio provinciale 2019-2021 l’emendamento del consigliere provinciale Claudio Cia (AGIRE per il Trentino) che va a modificare la legge provinciale sulla tutela delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie, in tema di assegno di cura.

La legge attuale prevede, in caso di permanenza presso strutture residenziali ospedaliere, socio-sanitarie o socio-assistenziali, un limite di novanta giorni complessivi nell’anno trascorsi i quali l’assegno di cura viene sospeso. Anche nel caso di inserimento definitivo in una struttura socio-sanitaria o socio-assistenziale, “l’assegno è sospeso dal trentunesimo giorno successivo a quello d’ingresso, o, se precedente, dal giorno successivo a quello di raggiungimento, nell’anno, dei novanta giorni complessivi di permanenza a qualsiasi titolo nelle predette strutture”.

L’emendamento, fortemente voluto dal consigliere Claudio Cia, prevede che la sospensione non venga applicata nei casi nei quali il superamento di detto limite riguardi uno o più ricoveri ospedalieri di un assistito minorenne e l’ospedale attesti formalmente, con riferimento almeno al periodo successivo al novantesimo giorno, la necessità della presenza continuativa di un genitore a supporto dell’assistenza e delle cure prestate.

“Anche da noi ci sono casi che comportano la presenza pressochè continua dei genitori per assistere il proprio figlio in cura – spiega il consigliere Cia -, sono poche situazioni, ma estremamente pesanti, che spesso costringono uno o tutti e due i genitori a chiedere l’aspettativa – o adirittura licenziarsi – per assistere il proprio piccolo, con evidenti conseguenze devastanti per il nucleo familiare. Come AGIRE per il Trentino il nostro impegno è tenere alta la sensibilità del governo provinciale verso i temi del sociale, e con questa modifica alla legge provinciale – conclude Cia – dimostriamo a queste famiglie che siamo al loro fianco.”

L’emendamento, approvato nel corso del Consiglio provinciale, diventa quindi legge insieme all’assestamento del bilancio provinciale, garantendo che l’assegno di cura non venga sospeso anche superati i novanta giorni, nei casi in cui vi sia la necessità della presenza continuativa di un genitore a supporto dell’assistenza e delle cure prestate al minore.

 

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Cons. Claudio Cia – AGIRE per il Trentino

 

emendamento assegno di cura
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Quanto i cambiamenti climatici in atto influiranno sugli sport invernali? Il 2015, 2016, 2017, 2018 e parte del 2019 sono confermati come i più caldi di sempre sul pianeta; gli effetti del riscaldamento globale sono tangibili da tempo, e fra quelli già visibili, l’aumento delle temperature nelle zone montuose avvenuto nell’ultimo secolo che ha tardato l’arrivo delle nevicate e ne ha ridotto la durata. Lo stesso innalzamento delle temperature fa sì che le località sciistiche situate ad altitudini meno elevate debbano spendere sempre più soldi per attrezzare le proprie piste, in mancanza di nevicate abbondanti e temperature adeguate.

Secondo il “Rapporto Clima” del Centro di Ricerca Eurac di Bolzano, le montagne sono e saranno sempre più colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici. In particolar modo le Alpi. Qui, infatti, il riscaldamento medio misurato negli ultimi cento anni è doppio rispetto alla media europea di circa + 2 gradi.

La temperatura è in lento ma costante aumento a causa delle eccessive emissioni di gas serra con conseguenze disastrose anche per l’ambiente Alpino. Entro il 2050, gli scienziati prospettano un aumento variabile tra +1,2 e +2,7 gradi centigradi, con impatti negativi anche sul turismo invernale.
Se per il turismo estivo nelle Alpi il cambiamento climatico potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo visto che molte persone desiderano fuggire dal caldo delle città, non è invecela stessa cosa per il turismo invernale.

L’aumento delle temperature e delle precipitazioni piovose provocherà una riduzione dell’innevamento delle montagne con conseguenze dirette sia sul tradizionale paesaggio montano che sul turismo. Le aree innevate potrebbero diminuire dall’84% al 62,5% rispetto alle superfici attuali. Ovviamente le aree sciistiche a minore altitudine sono le più svantaggiate. Diversi studi dimostrano che già dal 2030 non si avranno precipitazioni nevose certe al di sotto dei 1300 metri.
Sino ad ora si è sopperito alla mancanza o scarsità di neve con l’innevamento artificiale.

La neve artificiale viene prodotta con mezzi che trasformano, in condizioni meteorologiche favorevoli, una certa quantità di acqua in neve. Il dibattito sulla eco sostenibilità di questa attività è ampio.

Questa pratica, innegabilmente vantaggiosa per le località sciistiche e per gli appassionati di sport invernali, ha però degli elevati costi ambientali.
Mettere in funzione i cosiddetti ‘cannoni sparaneve’ per imbiancare le piste da sci ha un costo non indifferente. Basti pensare che per produrre 2 metri cubi di neve artificiale occorrono circa 1.000 litri di acqua. Servono 20.000 metri cubi per innevare artificialmente una pista di medie dimensioni a 1.600 metri di lunghezza.

Uno dispendio di risorse idriche colossale, dunque, a cui si deve aggiungere l’energia elettrica necessaria ad alimentare i cannoni, l’inquinamento atmosferico generato dai camion che devono trasportare la neve ‘tecnica’ da una parte all’altra delle valli, nonché il massiccio utilizzo di additivi inquinanti che hanno pesanti ricadute sulla fauna e la flora alpina.
Sempre secondo il Dossier 2019 di Legambiente, in Trentino la superficie sciabile è di 1536 ettari di cui 1279 innevabili artificialmente. Tutto ciò è possibile con investimenti massicci di denaro pubblico.

Risulta impossibile pensare che in futuro la neve artificiale possa sostenere adeguatamente il turismo invernale.

Le nostre montagne mai come oggi sono sotto assedio. Passi di montagna riaperti al traffico, senza più limiti dopo la rivolta popolare dell’anno scorso. Raduni di fuoristrada sui sentieri oltre quota duemila metri, anche in aree protette, concerti in alta quota.

Il rapporto ISPAT ci racconta che l’andamento della stagione invernale 2018-2019, pur restando nel complesso positivo, vede numeri in generale flessione. In diminuzione il settore alberghiero, in leggero aumento quello extralberghiero. L’andamento dei singoli territori è generalmente negativo, ma in crescita le zone di Trento, Monte Bondone e valle dei Laghi, Valsugana e Tesino, Valli di Sole, Peio e Rabbi, Altopiani di Pinè e Valle di Cembra, non a vocazione esclusivamente sciistica. Ciò dimostra che il turista sta cercando anche altre forme di vacanza.

A questo punto si ritiene indispensabile la programmazione dell’offerta turistica dei prossimi anni, cercando di proporre un’alternativa allo sci. Puntare sulle esperienze di benessere, di contatto con la natura, di scoperta culturale o enogastronomica dei territori, insomma proposte che siano sostenibili e autentiche.
Non possiamo dimenticare però che il nostro territorio sarà protagonista nel 2026 delle Olimpiadi invernali.

Se è indiscusso l’obiettivo del richiamo turistico e della redditività di questo grande evento, è altrettanto vero che bisogna scongiurare cementificazioni ulteriori, cercando di utilizzare strutture già esistenti e mantenere il più possibile intatto il grande patrimonio ambientale di pregio che la Natura ci ha regalato.
L’obiettivo dovrebbe essere “Olimpiadi ad impatto zero”. Sarà possibile? La grande sfida sarà trovare un equilibrio fra libertà di scelte anche innovative e sostenibilità.

 

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Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia di Trento per sapere:

se ritenga opportuno promuovere un dibattito scientifico sul tema del futuro degli sport invernali, tenendo conto degli effetti che i cambiamenti climatici produrranno sul nostro territorio e cercando di individuare degli obiettivi e delle soluzioni ambientalmente sostenibili;se ritengano opportuno iniziare a programmare per i prossimi decenni un turismo alternativo allo sci, puntando su esperienze che siano sostenibili e autentiche, di benessere, di contatto con la natura, di scoperta culturale o enogastronomica dei territori, in modo da trovarsi pronti quando ineluttabilmente il manto nevoso tenderà a sparire;

se ritengano sostenibile un uso smodato della neve artificiale per i prossimi anni, tenendo conto del dispendio di energia, acqua e denaro pubblico che questo richiede;

se l’obiettivo e impegno della Giunta sia arrivare ad “Olimpiadi 2026 ad impatto zero” e in caso di risposta affermativa come.

 

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Lucia Coppola
consigliera provinciale Futura 2018

Paolo Ghezzi
consigliere provinciale Futura 2018

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

E’ Marco D’Elia, 22enne di Verona il neo Mister Mondo Italia che rappresenterà il nostro paese a Manila (Filippine) alla finale mondiale del più celebre concorso di bellezza del mondo, in Italia abbinato a Mister Italia. Marco, che è alto 186 con capelli lunghi biondi e occhi castani, alla finale 2018 di Mister Italia, piazzandosi al secondo posto, si è aggiudicato la fascia di Mister Cinema. Grazie a questo piazzamento sarà lui che sostituirà Mirko Pividore – Mister Italia 2018 che ha rinunciato a questa opportunità per motivi di studio e per esami universitari inderogabili.

Il neo Mister Mondo, grazie al supporto della Santero wines, il 6 agosto partirà per Manila dove il 23 agosto si terrà lo show della finale mondiale al quale parteciperanno 100 concorrenti provenienti dai 5 continenti. Durante i circa 20 giorni in diverse località delle Filippine si terranno varie tipologie di prove e sfide, il concorso non prevede infatti solo valutazioni di bellezza in passerella e in momenti moda ma anche test di abilità, di resistenza fisica, di orientamento e addirittura una prova in un campo di addestramento dei battaglioni d’assalto militari. Marco D’Elia che è del segno dell’ariete oltre a lavorare come modello è iscritto a scienze della comunicazione. Si definisce determinato, ambizioso e positivo. La sua ambizione è diventare un attore negli USA.

Lo sport preferito è il nuoto a livello agonistico. Marco ha dichiarato … non vedo l’ora di partire, con la mente sono già la, credo che sarà un’esperienza che rimarrà nel mio cuore per tutta la vita, almeno questo è quello che mi hanno detto ragazzi che ci sono già stati e che, grazie a Mister Italia ho conosciuto in altri contest internazionali meno importanti …Mister Mondo è il “fratello” di Miss Mondo, il celebre concorso di bellezza femminile che in Italia è organizzato dalla ADM International di Lecce.

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Esprimiamo la nostra soddisfazione per la presentazione, durante la Manovra di Assestamento al Bilancio, di due emendamenti da parte della Giunta a nome del Presidente Fugatti (e condivisi con i gruppi di minoranza di PATT, PD e UPT) a sostegno della promozione del lavoro femminile e a favore della famiglia. Tematiche che confermano, ancora una volta, la sensibilità e la coerenza della nostra linea politica sempre a sostegno dei cittadini e della famiglia, lavorando sia sul fronte economico che su quello culturale, affinché si possa invertire concretamente il trend del calo demografico.

Una manovra che è iniziata con il piano per la natalità e che ha previsto un duplice aiuto: da una parte l’abbattimento delle rette dei nidi attualmente pagate dai nuclei familiari e, dall’altra, un’iniezione corposa di finanziamenti a sostegno dei nuovi nati, corrisposto fino ai tre anni del bambino. Due provvedimenti fortemente voluti dall’Assessore Bisesti e dall’Assessore Segnana, che hanno – da sempre – sostenuto le politiche a sostegno della natalità.

Con le nuove modifiche presentate nella giornata odierna si è voluto dare continuità a questo piano di investimenti per le famiglie. Con il primo emendamento all’articolo 36 ci si prefigge di equiparare il trattamento economico per le lavoratrici del settore pubblico e di quello privato, relativamente ai diritti spettanti in caso di maternità con l’obiettivo imprescindibile di favorire la natalità. Con il secondo si è voluto dare un forte segnale per la promozione dell’occupazione femminile incrementando la deduzione per i redditi del lavoro femminile con riguardo per quelle famiglie con i figli di età compresa tra zero e tre anni.

Abbiamo scelto di sostenere le politiche familiari perché, a nostro avviso, sono politiche di sviluppo economico, con la piena convinzione che il territorio attrattivo è anche quello dove poter crescere la propria famiglia.

E’ QUESTO QUANTO DICHIARATO IN UNA NOTA STAMPA DAGLI ESPONENTI DELLA MAGGIORANZA PROVINCIALE.

Lega Salvini Trentino
La Civica
Progetto Trentino
Forza Italia
Agire per il Trentino
Fassa
Autonomisti Popolari

 

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Maggioranza – Pd, Patt, Upt. Prove di dialogo. Passa, con il sì di Pd, Patt e UpT, l’emendamento della Giunta che recupera le proposte Patt e Pd su bonus bebè e l’estensione del trattamento delle dipendenti provinciali alle mamme che lavorano nel privato. Futura si astiene e 5 stelle non partecipa al voto. Solo il Patt ha ritirato 80 emendamenti. Si va avanti con le votazioni ad una media di 130 all’ora. Dura presa di posizione di Ghezzi sull’articolo sulla cooperazione internazionale.å

In apertura della seduta pomeridiana il presidente Fugatti ha preso la parola per comunicare all’aula che la Giunta aveva preparato un emendamento con il quale avrebbe accolto, nella sostanza, le richieste della minoranza sull’allargamento dell’esenzione della quota di reddito da lavoro femminile per il calcolo dell’Icef per ottenere il bonus bebè, richiesta avanzata dal Pd, e sull’estensione delle agevolazioni per la maternità dei dipendenti Pat ai lavoratori privati, proposta contenuta in un emendamento Patt. Fugatti ha presentato l’emendamento, ai capigruppo. Successivamente i consiglieri di minoranza si sono riuniti per valutare l’emendamento che è stato accettato da Pd, Patt, UpT e respinto da 5 Stelle e Futura.

Al rientro in aula, dopo una sospensione di circa un’ora, il presidente Fugatti ha affermato che la Giunta ha voluto presentare questo emendamento (è stato sottoscritto per la minoranza da Rossi del Patt; Olivi e Tonini del Pd, De Godenz dell’UpT) che, ha ricordato, va nella direzione di accogliere due tematiche già poste nella trattativa nei giorni scorsi che l’opposizione, ha aggiunto, non ha accolto mantenendo quindi gli emendamenti ostruzionistici. Ritiro degli emendamenti che, sia nell’incontro con i capigruppo che in aula, Fugatti non ha comunque chiesto.

I due emendamenti, che sono diventati l’articolo 36 bis (ha ricevuto i voti di maggioranza, Pd, Patt, Upt, l’astensione di Futura, 5 stelle non ha partecipato al voto), come ha ricordato il presidente della Giunta, riguardano, il primo la conciliazione famiglia – lavoro con l’obiettivo che le donne in gravidanza del settore privato abbiano la possibilità di avere le fattispecie economiche di quello pubblico; il secondo la possibilità di portare la detrazione da 3 a 4 mila per famiglia per i bambini da 0 – 3 anni. Sceglierà poi della giunta, ha continuato Maurizio Fugatti, se estendere la detrazione a tutte le famiglie con figli. Rossi a nome del Patt ha ringraziato Fugatti per questo emendamento programmatico sulla conciliazione famiglia – lavoro che, ha ricordato, era stato caldeggiato dal suo gruppo.

Rossi ha sottolineato il fatto che aver posto problema ha aperto una strada sul tema della conciliazione famiglia – lavoro. Il capogruppo Patt ha annunciato il ritiro di 80 emendamenti di Dallapiccola sull’ articolo 42. Olivi del Pd ha detto che il passaggio è rilevante. L’esponente dem ha affermato di essere soddisfatto del fatto che nell’assestamento entra un principio al quale il Pd è legato, non per mettersi una “patacca” sulla giacca, ma perché il contrasto alla crisi demografica deve affrontare il tema del lavoro femminile. Alessandro Olivi ha affermato che la battaglia del Pd è stata fatta in modo serio e costruttivo, senza aggredire il bonus bebè, ma accompagnandolo con una norma a favore del lavoro delle mamme. Olivi ha però aggiunto che il Pd non è soddisfatto della cifra messa a disposizione (500 mila euro) e confida che si possano mettere in bilancio ulteriori risorse per rendere questa norma efficace.

Ghezzi: Fugatti ha voluto mostrare il trofeo della cooperazione internazionale.

Si è poi passati all’articolo 38 sulla cooperazione internazionale. Paolo Ghezzi ha esordio riportando alcune affermazioni dell’ex consigliere e assessore all’istruzione Luigi Panizza, volontario e conoscitore dell’Africa, il quale ha ricordato quanto bene è stato fatto alle popolazioni afflitte dalla povertà grazie ai fondi sulla solidarietà internazionale. Anche di fronte ad appelli come questi, ha affermato Ghezzi, Fugatti non si è fermato perché, ha aggiunto, il presidente della Giunta cercava un suo nuovo trofeo: lo 0,25 per la cooperazione internazionale. Obbediente, secondo l’esponente di Futura, al salvinismo che “è la via pugilistica alla politica”, quindi, come luogotenente di Salvini, il governatore trentino ha il bisogno di esibire i suoi trofei. “Lei cerca – ha affermato il capogruppo di Futura – una testa tagliata da esibire in cima alla lancia, come gli antichi popoli bellicosi. La prima testa è stata quella dei richiedenti asilo, i primi esseri umani tagliati da quando lei è andato al governo. Altre ne sono rotolate.

L’ultima testa è lo 0,25%” . Non è una colpa essere nati a Korogocho, baraccopoli di Nairobi nel Kenya, anziché in una villetta di Vermiglio o di Avio. Noi siamo stati solo immensamente più fortunati. Essendosi perso M49, lei presidente non può esibire né la testa né la pelle dell’orso. E allora esibisce il totem dello 0,25 abbattuto, la testa della cooperazione internazionale, come il suo trofeo del luglio 2019, il coronamento della sua missione, la vittoria del forte contro il debole”. Una politica quella di Fugatti, ha aggiunto Ghezzi, che non è tutta “sanguinaria”, che, con questa manovra, mostra anche qualche versante sociale; che invia i trentini a fare più bambini ma che al tempo stesso rende alcuni bimbi più “eguali” di altri. Quindi, una manovra a socialità limitata. Una politica da “ring reazionario” e non da destra popolare autonomista e riformista. Una politica, ha continuato il capogruppo di Futura, che è passata dall’”aiutiamoli a casa loro” a l“non aiutiamoli nemmeno a casa loro”. Una scelta, ha concluso, esibendo con Lucia Coppola un ingrandimento di una monetina di 5 centesimi (quanto costa ai trentini al giorno la cooperazione internazionale), che rende il “Trentino più piccolo, più avaro, più solo”.

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