L’INTERVISTA

Intervista al fondatore e Segretario Generale della Fondazione Italia Usa, professore Corrado Maria Daclon (a cura di Luca Franceschi, direttore Opinione) –

https://www.italiausa.org

 

Professor Daclon, lei essendo fondatore e Segretario Generale della Fondazione Italia Usa certamente potrà fare capire al lettore quali sono le aree di azione della vostra organizzazione internazionale e -soprattutto- quali sono le “ricadute” per il Paese Italia…

Le iniziative sono sempre molte, incontri bilaterali, visite di studio, seminari di approfondimento e tanto altro. Possiamo ricordare tra le tante il nostro master online in global marketing comunicazione e made in Italy, organizzato per favorire l’internazionalizzazione dei giovani verso gli Stati Uniti. Per queste attività formative la Fondazione è anche membro del programma delle Nazioni Unite “United Nations Academic Impact”.
Poi abbiamo ogni anno il Premio America, un riconoscimento di grande valore civile ed istituzionale conferito alla Camera dei Deputati e il cui obiettivo è riconoscere e stimolare iniziative ed opere volte a favorire i rapporti tra Europa e Stati Uniti d’America. Vengono quindi premiate alte personalità di chiara fama, e di assoluta eccellenza nei rispettivi campi di interesse ed attività, che si siano distinte per il loro operato ed abbiano raggiunto importanti risultati a favore dell’amicizia transatlantica.
Riguardo il nostro master la Fondazione eroga ogni anno, ormai da sei anni, mille borse di studio a copertura totale destinate a neolaureati meritevoli, che ricevono anche un attestato di merito per il loro talento nell’ambito di una cerimonia che si tiene presso la Camera dei Deputati. E’ per noi un grande sforzo in termini di risorse umane ed economiche. Ma vediamo i risultati. Moltissimi dei nostri studenti ora sono all’estero e lavorano in importanti realtà, altri ci scrivono che sono riusciti a realizzare progetti e iniziative professionali, o hanno trovato una collocazione in importanti imprese. Ecco, questa per noi è la soddisfazione più significativa, la prova che abbiamo scommesso sul talento e sulla passione dei giovani, e abbiamo vinto.

 

 

Quali persone e personalità compongono la Fondazione Italia Usa e quali sono i criteri di “engagement”, di appartenenza e coinvolgimento?

La Fondazione è composta da oltre 120 tra le più alte e importanti personalità del mondo istituzionale, diplomatico, giornalistico, scientifico e culturale del nostro Paese. Il criterio di appartenenza è molto semplice, la nostra Fondazione ha come unico ed esclusivo scopo quello di promuovere l’amicizia tra i due Paesi e far conoscere la vera America in Italia, al di fuori delle tante distorsioni che spesso presentano gli Stati Uniti in modo errato. L’unico requisito dei nostri membri, se così possiamo chiamarlo, è quello di impegnarsi a promuovere questa amicizia che, nei secoli, è stata già confermata dalla storia. Nel nostro sito c’è la sezione delle persone che fanno parte della Fondazione ( link  https://www.italiausa.org/staff ).

 

 

Il presidente americano Donald Trump, anche in Italia, è spesso aprioristicamente criticato, con un pregiudizio che -sia da parte di alcuni media che dai cittadini- spesso è palese… Perché scatena tali istinti di avversione ?

Donald Trump è il primo presidente ad aver vinto contro i media, contro i sondaggi, contro il partito democratico e, va ricordato con chiarezza, anche contro il partito repubblicano che gli ha scatenato contro, durante le primarie e la campagna elettorale, un boicottaggio senza precedenti nella storia americana.
Dovremmo chiederci perché i media e i sondaggi non siano stati in grado, direi in molti casi non abbiano voluto percepire quanto invece a diversi osservatori appariva chiaro sin dalle fasi della campagna elettorale presidenziale. Come la totalità dei media americani non abbia avvertito il profondo malessere sociale che vive la popolazione americana è abbastanza curioso.
Continuare a pensare, come facciamo spesso in Italia con grande provincialismo, che quello che scrive il New York Times è quello che pensa l’America rappresenta il classico errore che porta a sottovalutare fenomeni come Trump. Se qualche migliaio di newyorkesi benestanti e spesso annoiati legge il New York Times, altri 300 milioni di americani leggono solo il giornale della loro contea, o meglio non leggono nulla, o guardano sporadicamente qualche canale televisivo, o ascoltano la radio locale. Purtroppo anche molti dei giornalisti americani, spiace dirlo, non hanno ancora compreso che Park Avenue non è l’America.

 

 

Siete mai stati sollecitati ad attivarvi per fare arrivare in Italia il detenuto trentino Chico Forti, da circa 20 anni in prigione negli Stati Uniti d’America? Se sì, quali azioni avete concretato?

La nostra Fondazione non può sovrapporsi ai governi e alle normali attività diplomatiche in merito a casi di questo tipo. Le faccio un esempio che vale esattamente anche per Chico Forti. Ci siamo occupati molto del caso di Amanda Knox. Io stesso ero nella vettura insieme a lei quando è stata scarcerata e ho curato personalmente tutte le fasi della partenza che l’hanno riportata finalmente a casa.
Ci siamo interessati al caso per verificare la sua condizione di detenuta in attesa di giudizio, anche alla luce della fortissima eco che ciò aveva avuto negli Stati Uniti. Un interessamento, quella per Amanda Knox, che andava al di là di qualsiasi considerazione sullo svolgimento e sugli esiti del processo: temi questi che competono unicamente alla magistratura giudicante del Paese. Per Chico Forti vale lo stesso criterio.

 

 

Dal vostro osservatorio privilegiato quali sono le caratteristiche primarie circa le alleanze politico-economiche dell’Italia su scala mondiale con Cina, Russia, Usa?

Le nostre alleanze sono ben chiare e delineate, e guardano all’Atlantico, non a oriente. Le derive a cui assistiamo da qualche anno in Europa, con alleanze economiche e non solo economiche che potremmo definire “à la carte” non portano molto lontano. Certo, l’esperimento europeo visto dall’esterno è molto più vicino al fallimento che ad un successo: non esiste una politica estera comune, non esiste una politica di difesa comune, non esiste una intelligence comune, tutte singolarità mai accadute nella storia. Ogni Stato pensava prima di tutto ad avere un proprio esercito e una diplomazia, prima di battere moneta.
E’ facile, in una posizione di tale debolezza geopolitica, l’infiltrazione di fenomeni come la Via della Seta. Ma chi decide di invertire delle alleanze storiche rischia di consegnare alla storia, suo malgrado, un’eredità devastante.

 

 

Segretario Generale, quali esperienze possiamo sviluppare dall’epidemia mondiale Covid, in previsione dei nuovi assetti sanitari futuri e le relative condizioni di circolazioni di persone e merci nel mondo?

Pur consapevoli di queste problematiche, la Fondazione da statuto ha come missione unicamente ed esclusivamente far conoscere l’America agli italiani. La Fondazione non si occupa, né da statuto può occuparsi, di temi che non afferiscano direttamente e nello specifico alla promozione della cultura americana in Italia. Non ci occupiamo di tematiche sociali o globali, che allargherebbero il quadro ad un approccio planetario troppo ampio.

 

 

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People who attended our events

 

Linda Lanzillotta
Valdo Spini
Fiamma Nirenstein
Antonio Martino
Luca Cordero di Montezemolo
Gerardo Sacco
Silvia Salemi
Vincenzo Scotti
Osvaldo Napoli
Alberto Bagnai
Pier Ferdinando Casini
Carlo Jean
Pina Picierno
Rosalia Misseri
Cinzia Th Torrini
Giancarlo Innocenzi
Giorgia Meloni
Paola Pelino
Franco Bassanini
Gabriella Carlucci
Alain Elkann
Justine Mattera
Clarissa Burt
Iva Zanicchi
Max Lazzari
Janet De Nardis
Claudio Velardi
Daria Baykalova
Edmondo Cirielli
Stefano Ceccanti
Elvira Savino
Alfredo Mantovano
Peter Secchia
Carlo Giovanardi
Deborah Bergamini
Alessandra Ghisleri
Lavinia Biagiotti
Jole Santelli
Benedetta Valanzano
Giorgio Tonini
Maria Rosaria Rossi
Roberto Arditti
Beatrice Lorenzin
Luisa Todini
Giorgio La Malfa
Laura Ravetto
Giorgio Lainati
Corrado Maria Daclon
Alfredo Mantica
Michele Cucuzza
Lanfranco Tenaglia
Ermete Realacci
Luca Palamara
Dorina Bianchi
Dario Franceschini
Fabrizio Cicchitto
Augusta Iannini
Franco Debenedetti
Pino Pisicchio
Giampiero Gramaglia
Giuseppe Roma
Nicola Rossi
Emilio Carelli
Luigi Zanda
Renato Brunetta
Sandro Bondi
Maria Stella Gelmini
Renato Calabria
Elisabetta Gardini
Emanuele Filiberto di Savoia
Mauro Fabris
Catia Polidori
Federica Mogherini
Olimpia Troili
Franca Sozzani
Paolo Nespoli
Marcello Foa
Melania Rizzoli
Enrico Mentana
Cesare Lanza
Brunello Cucinelli
Corrado Ocone
Manuel Agnelli
Romana Liuzzo
Maria Latella
Elena Bonelli
Curtis M. Scaparrotti
Anna Fendi
Paolo Limiti
Sara Marcozzi
Danny Quinn
Paolo Mazzanti
Nicola La Torre
Giuseppe Chiaravalloti
Fiorella Ceccacci Rubino
Federico Fazzuoli
Antonio Marini
Giovanna Melandri
Gabriella Pession
Laura Tecce
Simona Marchini
Cesara Buonamici
Luca Josi
Metis Di Meo
Maurizio Caprara
Gian Maria Fara
Lapo Elkann
Moreno Marinozzi
Joseph La Palombara
Lapo Pistelli
Gabriella Giammanco
Stefania Craxi
Paola Saluzzi
Giovanni Castellaneta
Luca Zaia
Veronica Maya
Massimo Ferragamo
Giulio Borrelli
Annagrazia Calabria
Lucio Stanca
Ubaldo Livolsi
Maria Laura Baccarini
Walter Veltroni
Igor Man
Ennio Morricone
Franco Frattini
Jo Champa
Uto Ughi
Mario Andretti
Luigi Ramponi

Bebe Vio
David Zed
Fulco Pratesi
Vincenzo Camporini
Roberta Pinotti
Debora Serracchiani
Boris Biancheri
Giorgio Mulè
Pippo Franco
Stefano Caldoro
Andrea Bocelli
Renato Balestra
Maria Grazia Cucinotta
Renzo Arbore
Santo Versace
Piero Fassino
Paolo Mieli
Maurizio Sacconi
Umberto Paolucci
Antonio Polito
Ferruccio Fazio
Souad Sbai
Eugenia Roccella
Angelo Maria Petroni
Jessica Polsky
Edward Luttwak
Antonio Campo Dall’Orto
Carlo Rossella
Raffaella Leone
Sforza Ruspoli
Maria Pia Garavaglia
Laura Biagiotti
Jeremy Rifkin
Roberto Mezzaroma
Carlo Toto
Amedeo Minghi
Sara Brusco
Alberto Bombassei
Roberta Lombardi
Annaelsa Tartaglione
Carlo Cracco
Luigi Contu
José Maria Aznar
Simona Agnes
Flaminia Bolzan
Sophia Galazzo
George G. Lombardi
Laura Cioli
Vittorio Zucconi
Antonio Di Bella
Nathalie Rapti Gomez
Ennio Caretto
Livia Azzariti
Carla Fendi
Simonetta Matone
Ombretta Colli
Rita Rusic
Antonella Mansi
Guido Bagatta
Benedetta Rinaldi
Paul Bremer
Nicoletta Mantovani
Enrico Vanzina
Elly Schlein
Oscar Farinetti
Gianni Riotta
Emma Bonino
Giuseppe Fioroni
Ernesto Carbone
Gianni Letta
Anna Coliva
Guido Damiani
Roberto Speranza
Stefania Giannini
Ginevra Elkann
Alan Friedman
Carlo Ferro
Giorgio Dell’Arti
Margherita Missoni
Mel Sembler
Myrta Merlino
Ivo Pulcini
Frank J. Guarini
Virginie Vassart
Umberto Veronesi
Rinaldo Petrignani
Lucia Annunziata
Armando Varricchio
Enrico Singer
Giuseppe Moles
Lucio Caracciolo
Umberto Vattani
Stefano Dambruoso
Chiara Moroni
Lucia Goracci
Mario Moretti Polegato
Antonio Marzano
Monica Maggioni
Marco Bianchi
Beatrice Trussardi
Jas Gawronski
Ronald Spogli
Christian De Sica
Alessandro Benetton
Giovanni Malagò
Tony Renis
Alessio Vinci
Gabriella Farinon
Simonetta Giordani
Attilio Romita
Alessandro Minuto Rizzo
Alberto Angela
Giovanni Allevi
Aurelio De Laurentiis
John Phillips
Anders Fogh Rasmussen
Gualtiero Marchesi
Nerio Alessandri
Guenda Goria
Giuseppe Consolo
Mario Calabresi
Joe Bastianich
Valentina Cervi
Alberta Ferretti
Silvio Garattini
Bruno Vespa
Tony Iwobi
Piero Antinori
Didi Leoni
Monica Marangoni

 

 

Kilimangiaro. Dalla Giordania ai Caraibi. Cultura, luoghi sconosciuti e incontaminati, avventura e curiosità con il Kilimangiaro, il programma di Rai3 condotto da Camila Raznovich, in onda domenica 2 febbraio, alle 15.55, in diretta dagli studi di Saxa Rubra. Si parte con l’ultimo episodio, girato in Giordania, dei filmaker Gabriele Saluci e Ludovico De Maistre, che saranno in studio con la conduttrice per raccontare le loro disavventure, ma anche la loro visita nei campi profughi dell’ UNHCR, in Libano e in Giordania, dove li ha accolti Francesca Ferrari dell’UNHCR, anche lei ospite della puntata.

Poi, collegamento dai Caraibi con la campionessa free style di kite surf, Francesca Bagnoli, e terza tappa a Cuba della Cuoca Rosa.

Mario Tozzi parlerà di un tema a lui caro, i fiumi più importanti, il loro stato di salute, e il loro peso negli equilibri del processo di inquinamento, mentre il linguista Giuseppe Antonelli esplorerà tre parole legate al Mahatma Gandhi. Viaggio a Basilea, hub internazionale di arte, con il filmato di Anna Pia Chico, filmaker del programma e un racconto speciale di Raffaello con il matematico Piergiorgio Odifreddi. Il professor Carlo Giovanni Cereti, del Dipartimento di Scienze dell’Antichità e l’archeologia della Sapienza, e la film maker Camilla Insom, invece illustreranno la missione archeologica italiana in Iraq. Non mancheranno le meravigliose “cartoline”, che questa settimana arrivano dalle Isole Azzorre, e la classifica da votare su Instagram intitolata “Regni ed Imperi”.

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona e Valle di Cembra, nella seduta di oggi, ha rinnovato i componenti degli organi sociali dell’istituto, nonché il referente dell’Internal Audit esternalizzato (link auditor) della nuova Cassa.

Il presidente del Consiglio di Amministrazione è confermato Giorgio Fracalossi, eletto direttamente dall’assemblea dei soci. Vice presidenti sono Ermanno Villotti (vicario) e Claudio Battisti.

Nel dettaglio la composizione dei comitati.

Comitato Esecutivo:
Presidente: Paolo Toniolatti (presidente), Chiara De Vescovi (vicepresidente), Maurizio Bottura, Saveria Moncher, Corrado Segata.

Referente Internal Audit: Paolo Frizzi

Commissione lavori: Giorgio Fracalossi, Ermanno Villotti, Debora Cont, Massimo Folgheraiter e Fulvio Rigotti

Commissione interventi sul territorio: Giorgio Fracalossi, Ermanno Villotti, Maurizio Bottura, Chiara De Vescovi, Corrado Segata.

Commissione amministratori indipendenti: presidente Paolo Frizzi. Componenti effettivi: Debora Cont e Fulvio Rigotti. Componente supplente: Massimo Folgheraiter.

Referenti Consulta dei Soci: Claudio Battisti (coordinatore), Paolo Frizzi, Paolo Zanolli.

Referenti Gruppo Giovani Soci: Debora Cont, Paolo Zanolli

VIDEOINTERVISTA PROCURATORE REGIONALE  CORTE DEI CONTI – DOTTOR MARCOVALERIO POZZATO

* Università Trento: « Affidamento incarichi professionali, richieste di restituzione per centinaia di migliaia di euro »

(a cura Agenzia giornalistica Opinione)

 

 

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INDAGINE –  “Affidamento incarichi professionali all’esterno dell’Amministrazione, per svolgere attività che dipendenti della medesima sono in grado di svolgere”.

 

Quali sono i risultati di questa indagine?

Sono state svolte articolate indagini con riferimento all’Università degli Studi di Trento, per quanto riguarda il conferimento di incarichi a ingegneri, architetti e geometri pur in presenza di tecnici ad alta qualificazione nel ruolo dell’Amministrazione.

Le indagini hanno riguardato importanti appalti dell’Università (fra gli altri, ristrutturazione della nuova sede del Rettorato e dell’immobile di Via Rosmini), nel cui àmbito sono stati attribuiti incarichi di progettazione, direzione lavori e contabilità ad alcuni professionisti esterni.

Una prima importante fase dell’istruttoria ha riguardato, anzitutto, la legittimità dei procedimenti di appalto. In base alle risultanze emerse a seguito di specifici approfondimenti della Guardia di Finanza (delegata alle indagini), sono emersi gravi e concordanti indizi di illecito frazionamento dei lavori, per ricondurli “sotto soglia” e per affidare singoli “microlotti” di lavori a varie imprese senza alcun confronto concorrenziale e quindi, evidentemente, senza alcuna gara.

Al fine di quantificare il pregiudizio economico patito dall’Università, in ragione dell’illecito frazionamento dei lavori e conseguente mancato confronto concorrenziale fra operatori economici (c.d. danno da concorrenza), questa Procura ha delegato funzionari pubblici, esperti in materia di appalti, affinché provvedessero a determinare il ribasso medio praticato, in caso di procedura di evidenza pubblica, sulle medesime lavorazioni oggetto di assegnazione diretta. È quindi emerso che, a causa del mancato confronto concorrenziale, l’Università ha rinunciato ad un risparmio pari a quasi il 20% dell’importo dei lavori direttamente affidati, con un indebito sacrificio economico nell’ordine di decine di migliaia di euro.

Nel quadro di tali lavori, un Dirigente dell’Università ha affidato incarichi professionali di progettazione, direzione lavori e contabilità, responsabile sicurezza, a ingegneri, architetti e geometri, sebbene vi fossero nell’Amministrazione molteplici figure professionali perfettamente in grado di svolgere le attività onerosamente affidate all’esterno.

Nel quadro delle risultanze sono stati acquisiti anzitutto gli elenchi dei professionisti di ruolo dell’Università; i medesimi sono stati altresì formalmente sentiti da questa Procura.

Tutti i soggetti sentiti hanno dichiarato di non essere stati interpellati dal Dirigente responsabile, in merito allo svolgimento delle attività dal medesimo affidate all’esterno dell’Università.

Uno, in particolare, ha formalmente dichiarato di essere stato sostanzialmente “mobbizzato” e volutamente accantonato dal Dirigente, in sostanza costretto all’inattività.

 

 

Quali elementi contestate?

La contestazione di questa Procura riguarda la causazione di un rilevante danno erariale, nel complesso. Per quanto concerne l’affidamento degli incarichi all’esterno dell’Università, quanto pagato dalla medesima a seguito della presentazione di fatture e parcelle dei professionisti.

L’accusa si fonda sui seguenti presupposti:

-effettivo danno erariale, in questo caso consistente in quanto inutilmente pagato dall’Amministrazione (giacché le medesime attività pagate a professionisti esterni rientravano nei compiti di ufficio dei tecnici universitari):

-violazione degli obblighi di servizio da parte del Dirigente che ha affidato gli incarichi, in quanto ha contemporaneamente disatteso ogni obbligo di leale salvaguardia del pubblico denaro e mortificato le risorse umane (tecnici universitari) a disposizione.

Opportuno precisare che fra la violazione degli obblighi di servizio da parte del Dirigente e il pagamento delle parcelle vi è un evidente nesso di causalità.  

 

 

Quali sono le richieste di restituzione?

Le richieste di restituzione riguardano (con riferimento agli incarichi professionali) gli interi importi versati per onorare fatture e parcelle presentate dai tecnici esterni. Nel complesso parliamo di centinaia di migliaia di euro.

 

Non ci sono parole nell’esprimere il mio disgusto nei confronti di quanto avvenuto a Ornella Dorigatti, cui hanno ucciso tutti gli animali nel corso della nottata. La ritengo personalmente un’azione realizzata da dei vigliacchi e che deve essere punita quanto più severamente possibile dalle autorità competenti . A nome della Lega Salvini Trentino e a nome mio vogliamo far sentire la nostra vicinanza e il nostro totale sostegno ad Ornella Dorigatti, delegata per il Trentino dell’OIPA.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Segretario della Lega Salvini Trentino, Mirko Bisesti

 

 

Foto: archivio Oipa

L’aggressione della Turchia e la tragica situazione dei curdi nel nord della Siria ci chiamano alla mobilitazione. Non possiamo stare a guardare una “pulizia etnica” del tutto simile a quella avvenuta nella guerra della ex Jugoslavia. La retorica del presidente Erdogan per cui occorre “ripulire il nord della Siria dai terroristi” cela una sola intenzione: distruggere la popolazione curda e sostituirla con l’etnia araba, non importa se costituita da profughi siriani o da terroristi veri. Il pericolo di genocidio è attuale.

L’attacco turco è una guerra contro una minoranza. E la democrazia vive sul rispetto delle minoranze. Ovunque. Per questo la situazione ci riguarda. La logica di soppressione delle minoranze etniche contrasta con qualsiasi istanza democratica, contrasta diametralmente con la nostra visione del mondo e della società. Dobbiamo schierarci con il popolo curdo, a prescindere dalla complessità e dall’instabilità di quello scacchiere geopolitico.

L’attacco curdo è una guerra contro le donne e i loro diritti. Vedere la guerra contro le donne desta sgomento e frustrazione. Nel contesto mediorientale l’esempio dei curdi di quella regione era ed è straordinario: non tanto perché le donne formano corpi militari (comunque di “protezione”) ma perché erano parte integrante di una società evoluta democraticamente, da cui anche noi possiamo imparare.

L’attenzione ai diritti delle minoranze e ai diritti delle donne rappresenta il discrimine per qualsiasi politica democratica ad ogni livello. È anche il fondamento dell’azione di Futura – Partecipazione e Solidarietà che scenderà in piazza domani 16 ottobre accanto ad altre associazioni e partiti. Fermiamo l’aggressione, facciamo vivere i curdi del nord della Siria!

 

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Il direttivo di FUTURA – Partecipazione e Solidarietà

Di Luca Franceschi – Intervista alla presidente del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, dottoressa Roberta​​​ Vigotti.

 

LESSICO & BUROCRATESE: come può un magistrato aiutare il cittadino a capire quello che viene scritto nelle sentenze?

Il linguaggio giuridico può essere definito come un linguaggio speciale, dotato, come tale, di un elevato grado di tecnicità. Come tale, non ne è possibile una sua integrale semplificazione, nel senso che i termini usati dal giudice non possono essere ridotti al linguaggio comune: penso a termini come “ricorso incidentale”, “interesse pretensivo”, “interesse oppositivo”, “legittimazione ad agire” o simili, di uso comune nei provvedimenti giudiziari. Tali termini tecnici, molto spesso frutto di una focalizzazione e specificazione sedimentata nel tempo, non si prestano ad una semplificazione, né ad una spiegazione del significato nel singolo testo in cui se ne fa applicazione, analogamente a quanto avviene per qualsiasi linguaggio tecnico: si chiederebbe ad un medico, ad un ingegnere, ad un architetto, la sistematica sostituzione di termini scientifici con altri di uso comune?

Beninteso, altra cosa è spiegare, per quanto possibile e in termini generali, il concetto sotteso alla parola, ma ciò non può avvenire nel testo della sentenza, volta a dirimere una concreta controversia e non alla didattica del linguaggio, riservata ai teorici del diritto. La specialità del linguaggio giuridico nel provvedimento giudiziario concretizza perciò, sul piano lessicale, una specialità necessaria, di cui il giudice non può fare a meno.

Altra cosa è la costruzione della frase giuridica, che non incida sul significato e si ponga quale frutto di una scelta meramente stilistica: in questo senso, nel senso cioè dello stile del provvedimento, è chiaro che il linguaggio deve tendere, per quanto possibile, alla semplicità e intellegibilità comune, ma qui entrano in gioco le propensioni individuali di chi redige il provvedimento. Peraltro, è proprio in questo settore della morfologia del linguaggio che è possibile, e auspicabile, una maggiore semplificazione, con abbandono di terminologie e di costruzioni della frase non necessarie e la loro sostituzione con forme di uso comune.   

 

 

SEMPLIFICAZIONE: come può l’organizzazione Tar migliorare le modalità di accesso e fruizione (anche on line) dei servizi nei confronti degli avvocati?

Come noto, dal 1° gennaio 2017 ha preso avvio il nuovo processo amministrativo telematico, cioè la completa informatizzazione del processo amministrativo, portando alla definizione di nuove e più funzionali modalità di lavoro e un più agevole accesso alla giustizia amministrativa. Il nuovo processo telematico ha comportato una serie di innovazioni tra cui il deposito telematico dei ricorsi introduttivi, delle memorie difensive e di tutti i documenti e la firma digitale di tutti gli atti processuali e l’effettuazione delle comunicazioni alle parti in forma telematica. In sostanza gli avvocati possono gestire dal loro ufficio il processo, avere accesso via internet a tutti i documenti e provvedimenti giudiziari, seguire le varie fasi del procedimento senza bisogno di recarsi presso gli uffici giudiziari, se non per comparire in camera di consiglio o in udienza pubblica.

Ci tengo a ricordare che il progetto del processo amministrativo telematico è vincitore del Premio Agenda Digitale, promosso per il terzo anno consecutivo dall’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, nella categoria “Attuazione dell’Agenda Digitale”.

Peraltro, la trasparenza e l’accesso devono essere rispettosi della normativa sulla privacy: in questo senso il coordinamento tra le due esigenze pone delicati problemi, fermo restando che la fruizione del servizio giustizia è garantita sia in via di principio sia, in pratica, dalla costante interazione degli avvocati con il personale di segreteria del nostro Tribunale.

 

 

TEMPI GIUSTIZIA: come reputa la Presidente i tempi di risposta della Giustizia amministrativa in Trentino?

Sul piano dei risultati, questo Tribunale si è contraddistinto, in questi ultimi anni, per la notevole rapidità della risposta giudiziale, rapidità che lo ha posto al vertice della classifica dei TAR per velocità di risposta e per l’azzeramento dell’arretrato, qui inesistente, con tempi di assoluta eccellenza rispetto alla media nazionale: poiché ritengo che solo una giustizia celere sia una giustizia effettiva, questo dato è di particolare soddisfazione per me e per i colleghi.

A titolo indicativo, per quanto riguarda l’anno 2018, nel settore ordinario i tempi tra deposito del ricorso e la pubblicazione della sentenza si sono attestati attorno ai 185 giorni, complessivamente con una generale cospicua riduzione rispetto agli anni precedenti, riduzione che ha determinato un apprezzabile saldo attivo tra ricorsi depositati e quelli definiti. Nel settore degli appalti, sempre nello stesso anno di riferimento, i tempi tra deposito del ricorso e deposito della sentenza sono intercorsi in media 93 giorni e, anche in questo caso, il dato evidenzia una notevole complessiva riduzione rispetto agli anni precedenti.

Più precisamente, in sintonia con le ragioni che hanno ispirato l’introduzione, nel codice del processo amministrativo, del rito accelerato per il contenzioso riguardante gli appalti pubblici, il Tribunale, laddove lo consentano le regole processuali tese ad assicurare il contraddittorio e, in generale, il diritto di difesa di tutte le parti, ha sempre privilegiato l’immediata pronuncia nel merito, già in esito alla fase cautelare.

Questo, della opportunità di celere definizione del contenzioso, è quindi uno dei criteri ai quali il Tribunale ha costantemente ispirato, e intende ispirare, i propri lavori, con l’ovvia consapevolezza che la rapidità non può procedere disgiunta dalla capacità di approfondimento dei temi e delle questioni affrontate.

 

 

COSTI GIUSTIZIA: come può la “macchina statale” comprimere gli eventuali sprechi e/o le spese accessorie e diventare più leggera per il contribuente?

Per “costo della giustizia” si intende dal lato dell’utente, il versamento del contributo unificato, cioè del tributo che deve pagare chi intraprende una causa civile, amministrativa o di lavoro, a meno che non acceda al patrocinio a spese dello Stato.

A partire dal 2002, il contributo unificato ha sostituito ogni altro tributo a carico del cittadino per l’accesso alla giustizia, semplificando in un unico pagamento i relativi costi, ma incidendo notevolmente sulla onerosità della domanda di giustizia.

La mia posizione in merito è nota e totalmente negativa. Per il resto, è evidente che eventuali misure contro “sprechi e spese accessorie” dipendono da scelte non del singolo Tribunale, ma di competenza centrale e politica, fermo restando che gli sprechi sono in parte ascrivibili anche alla lentezza della risposta da parte del giudice, lentezza che qui a Trento è radicalmente nulla come ho detto prima.

 

 

VISITE PALAZZO: la Presidente individua delle nuove modalità di accesso e visite guidate nel Palazzo storico di via Calepina da parte dei trentini?

Per quanto riguarda la valorizzazione di palazzo Lodron, di particolare importanza storica e artistica, l’apertura al pubblico è sempre stata garantita ad associazioni culturali e a turisti interessati che ne facciano richiesta, con la possibilità anche di visite guidate.

Un’ulteriore apertura del Palazzo storico ai giovani trentini è avvenuto in occasione della partecipazione del Tribunale al Tavolo della legalità, a cui accennerò a breve, dove alle classi di studenti partecipanti all’iniziativa formativa promossa dal Tribunale stata garantita una visita guidata all’interno del Palazzo Lodron alla scoperta delle sue sale e dei suoi affreschi.

Inoltre, in una occasione che mi piace ricordare, la valorizzazione è avvenuta mediante una rappresentazione storica che ha preso spunto dalle vicende della famiglia dei nobili Lodron, nell’ambito della quale si sono alternate visita alle stanze del palazzo, illustrazione degli affreschi e momenti di riflessione sugli importanti temi della giustizia. Questa iniziativa è stata curata con la regia artistica di Renzo Fracalossi e il sostegno organizzativo del FAI con il titolo “Palazzo Lodron. Una storia di ieri e oggi. (Studio per un teatro itinerante fra le mura di Palazzo Lodron a Trento e fra le leggi che esso contiene)”, e ha riscosso notevole interesse e positivo apprezzamento da parte dei partecipanti.

Una replica della rappresentazione è prevista sabato 12 ottobre 2019, ad ore 15.30 sempre presso Palazzo Lodron, in occasione del convegno, organizzato dal Tribunale e dedicato all’illustrazione del patrimonio culturale della città e della Provincia. Più precisamente, nelle giornate dell’11 e 12 ottobre 2019 presso il Castello del Buonconsiglio si terrà una convegno dal titolo “Uso, conservazione e valorizzazione del bene culturale. In particolare, l’esperienza nella provincia di Trento” che vedrà la partecipazione di illustri nomi delle Istituzioni, del mondo accademico ed esperti in tema di patrimonio culturale. E’ previsto anche un intervento dell’architetto Michelangelo Lupo sugli immobili cinquecenteschi a Trento, compreso il Palazzo Lodron.

 

 

LEGALITÀ E SCUOLE: quali saranno i nuovi appuntamenti per la formazione dei giovani alla cultura della legalità (anche in campo amministrativo) in Italia?

In generale, il Tribunale ha sempre cercato di garantire una costante apertura verso la società. In particolare, ciò si esplica sia nel seguire la formazione dei giovani laureati, sia nel favorire in vari modi la conoscenza del Palazzo Lodron.

Presso il nostro Tribunale ormai da alcuni anni giovani neo laureati in giurisprudenza vengono a svolgere un periodo di formazione teorico pratica. Sono in atto accordi con l’Università degli studi di Trento per lo svolgimento di periodi di formazione teorico pratica degli iscritti alla Scuola di specializzazione per le professioni legali delle Università di Trento e Verona, e periodi di formazione più lungi (anche un anno e mezzo e oltre) per candidati ammessi al tirocinio formativo dopo aver superato un selezione a seguito di pubblicazione di apposito bando. In quest’ultimo caso, la formazione presso il nostro Tribunale è sostitutiva del periodo di pratica forense e l’esito positivo della formazione teorico pratica costituisce titolo di accesso o di preferenza per determinati, rilevanti concorsi pubblici.

Importante è anche la partecipazione del Tribunale al Tavolo della legalità, promosso dalla Provincia autonoma di Trento su iniziativa del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che riunisce i rappresentanti delle diverse istituzioni chiamate a vario titolo ad occuparsi dei temi della legalità, con l’obiettivo di organizzare interventi informativi e formativi per promuoverne la cultura tra gli studenti della provincia di Trento.

In particolare, l’iniziativa svolta dal nostro Tribunale si è concretizzata in una serie di incontri con docenti e alunni, presso la sede del Tribunale, ciascuno suddiviso in tre parti: una prima parte, caratterizzata dalla presentazione del ruolo affidato dalla Costituzione al giudice amministrativo, nel quadro delle garanzie e della tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi dei cittadini nei rapporti con le pubbliche amministrazioni; una seconda parte, basata sulla partecipazione attiva degli studenti a un’udienza simulata su un caso di interesse generale; infine, una terza parte consistente in una visita guidata all’interno del Palazzo Lodron alla scoperta delle sue sale e dei suoi affreschi.

 

 

 

Foto: archivio Consiglio provinciale Trento

Opinione ha intervistato oggi il Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, riguardo un recente bando di gara organizzato dall’Ufficio stampa del Consiglio provinciale di Trento e vinto da una collega che si trova a lavorare con un compenso orario di 3.43 euro netti (calcolando che la metà circa del fatturato il possessore di Partita Iva lo paga in imposte).

 

Presidente Verna, lei in qualità anche di giornalista Rai ed avvocato, come reputa tale trattamento economico relativo all’istituzione Provincia autonoma di Trento che -solo nel 2019- può contare su un budget di 5 miliardi e 750 milioni di euro? L’Ordine e il Sindacato regionale da pochi giorni hanno appreso della situazione.

«Non è assolutamente possibile che la Provincia di Trento paghi queste cifre un giornalista esterno al Palazzo. La situazione la porterò sicuramente al tavolo del Ministro e dei suoi collaboratori per denunciare come emblematica questa situazione trentina. È il momento nel quale noi alziamo la testa e rimandiamo al mittente tutta una serie di provocazioni».

 

 

Un bando di gara così come quello di Palazzo Trentini -la sede del Consiglio provinciale- rischia di creare un precedente retributivo, e va fermato?

«L'”Indicatore di equità” è un progetto che io come presidente dell’Ordine ho fortemente voluto in questi mesi, visto l’articolo 36 della Costituzione che recita «Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa». Pagare chi lavora non è una variabile indipendente, di qualunque attività imprenditoriale. Non posso pensare che i costi siano ridotti all’osso a carico di qualcuno che subisce la proposta».

 

 

Il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha recentemente ipotizzato di fissare a 9 euro orari il “Salario minimo”…

«Un importo orario verrà definito prossimamente, ma se è vero che il Ministro del Lavoro parla di 9 euro all’ora di “Salario minimo” penso assolutamente che l’importo per gli iscritti dell’Ordine dei giornalisti sarà superiore».

 

 

L’Ordine e il Sindacato come affrontano il tema della retribuzione minima?

«Per la settimana prossima, il 24 luglio, sono stato convocato al Ministero di Giustizia per la questione dell’Equo compenso e sono stato dall’avvocato Pietro Gancitano consulente del Ministro vigilante Alfonso Bonafede. È un tema prioritario».

 

 

Come si sta evolvendo la professione?

«Il lavoro si sta trasformando da lavoro che una volta era prevalentemete subordinato ad attività fortemente autonomo. Data anche l’immaterialità delle redazioni che le nuove tecnologie portano».

 

 

Dal punto di vista normativo come si muoverà l’Ordine nazionale?

«Approfondiremo le proposte che sono praticabili nella nostra professione giornalistica, dato che c’è una Legge specifica che è la 103 del 2012 proprio relativa all’Ordine dei giornalisti. Poi cè la Legge 233 del 2012 relativa all'”Equo compenso”».

 

 

Qualcuno contesta la tipologia della fornitura del notiziario Opinione per il fatto che mancando un lavoro redazionale nel testo (l’agenzia di stampa diffonde integralmente i comunicati stampa per scelta e per evitare manipolazioni), ci sarebbe “poco di giornalistico”. Ma a nostra cura vi sono la creazione dei contatti con centinaia di fonti, la selezione delle notizie, la redazione dei titoli con estratti virgolettati delle citazioni…

«È assolutamente attività giornalistica, da come viene descritta non ho dubbi. Se c’è la selezione delle fonti mi pare proprio sia difficile contestare la vostra attività di agenzia Opinione. L’importante è che vi sia il lavoro di redazione circa il titolo, che è la sintesi della notizia».

 

 

 

 

PROFILO PRESIDENTE NAZIONALE ORDINE DEI GIORNALISTI

Giornalista Rai della sede regionale della Campania, dopo esser stato per vari anni giornalista pubblicista dal 1977, dopo aver concluso gli studi classici, diplomandosi al liceo classico Genovesi di Napoli col massimo dei voti e nel 1981 si è laureato, con 110 e lode, in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Si occupa in particolare di sport ma è anche conduttore del telegiornale regionale della Campania. È inoltre una delle voci di “Tutto il calcio minuto per minuto” e segue dagli inizi degli anni 90 per il Giornale Radio Rai i campionati mondiali ed europei (e le Olimpiadi) di nuoto, pallanuoto, tuffi e nuoto sincronizzato.

In televisione nella prima metà degli anni novanta ha condotto la rubrica “C Siamo”, rotocalco della domenica pomeriggio di Rai 3 dedicato alla serie C di calcio.

È attualmente segretario dell’Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai.In occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008 sono state sue le radiocronache delle 8 medaglie d’oro conquistate da Michael Phelps, che ha cancellato il precedente primato stabilito da Mark Spitz a Monaco nel 1972.

 

 

 

 

 

 

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