LANCIO D’AGENZIA

Domani sera, martedì 2 giugno, in prima serata su Retequattro, nel nuovo appuntamento con “Fuori dal Coro”, il racconto dell’Italia a poche ore della riapertura tra vizi e difetti permanenti: dai vitalizi che invece di diminuire in questo periodo di crisi aumentano, ai persistenti ritardi nel pagamento della cassa integrazione fino agli sprechi che continuano a gravare sulla situazione del nostro Paese.

Nel corso della serata, Mario Giordano intervista il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia sui temi di più stretta attualità e con i professori Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, e Giuseppe De Donno, direttore della struttura di pneumologia e terapia intensiva dell’Ospedale di Mantova, si accende l’attenzione sull’attuale situazione sanitaria, che presenta ancora molte incognite: il virus è davvero mutato e meno aggressivo?

Infine, ampio spazio anche all’immigrazione: mentre dal 1° giugno è possibile presentare domanda per la sanatoria contenuta nel “Decreto Rilancio” voluta dal Governo, ci si domanda se ciò servirà a risolvere gli annosi problemi italiani. Inoltre, le telecamere della trasmissione ripercorrono ciò che accadeva nel “dietro le quinte” durante i fatti della nave Diciotti, alla luce delle recenti intercettazioni emerse dal caso Palamara.

Tra gli altri ospiti della serata anche Giulio Tremonti, Vittorio Feltri, Nicola Porro e Iva Zanicchi.

Covid: oltre 9 milioni dai Confidi per le PMI. Spinelli: il mese scorso 3,75 milioni in compensazione fiscale.

Azioni rapide e procedure semplificate. Sono strumenti necessari per contrastare i pesanti danni patiti dall’economia a causa del Coronavirus. “Un principio che aziona i meccanismi di tutti gli strumenti messi a disposizione dalla Provincia e che ha consentito nell’ultimo mese di erogare contributi nella modalità della compensazione fiscale per quasi 4 milioni di euro”.

A darne notizia è l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, che ricorda come la compensazione fiscale si affianchi alle misure previste da #ripartitrentino, come l’accesso al credito ed i contributi a fondo perduto pensati per gli operatori dei vari settori economici.

Giova ricordare che l’articolo 14 della legge provinciale 2/2020 promuove la semplificazione e l’accelerazione delle procedure di erogazione dei contributi concessi in compensazione fiscale tramite i Confidi trentini.

L’articolato di legge è stato poi tradotto in pratica dalla deliberazione 522 del 24 aprile scorso, seguita tecnicamente dai funzionari del Dipartimento Sviluppo Economico, ricerca e lavoro assieme a quelli di Apiae – Agenzia per l’incentivazione delle attività economiche.

Se attraverso queste azioni è stato possibile erogare nel solo mese di maggio contributi sotto forma di credito da utilizzare in compensazione fiscale per 3 milioni e 750 mila euro, va ricordato che attraverso lo stesso canale dall’1 febbraio è stato erogato un volume complessivo di 6 milioni 570 mila euro.

“Nei prossimi 2 mesi – aggiunge l’assessore Spinelli – sono attese ulteriori erogazioni per circa 6 milioni di euro. Ci rendiamo conto di quanto sia difficile la situazione e proprio per questo c’è il massimo impegno per assicurare a quante più imprese possibile quell’aiuto che in questo momento può risultare decisivo per assorbire il contraccolpo e reagire affrontando scenari giocoforza diversi”.

I contributi concessi da Confidi a favore delle piccole-medie imprese trentine nel periodo 1 febbraio-31 maggio, comprendendo anche gli strumenti ordinari che erogano risorse direttamente ai beneficiari, assommano complessivamente a 9 milioni e 61 mila euro.

 

Diaspro: «Fugatti la smetta di attaccare i dipendenti pubblici».  Con riferimento agli ultimi annunci da parte della Provincia, si trasmette la nota di Luigi Diaspro, segretario generale della Funzione pubblica Cgil del Trentino.

Il Pubblico sordo e indifferente all’uscita dalla fase dell’emergenza, da richiamare a cuore e coraggio e dunque al rientro negli uffici è l’ennesima rappresentazione distorta, parziale e ideologica della realtà da parte del presidente Fugatti, il quale ogni giorno alimenta nell’opinione pubblica trentina un ritorno ai luoghi comuni e agli stereotipi sui dipendenti pubblici, il nuovo nemico da mettere all’indice, secondo il consolidato copione che insegue il consenso elettorale.

È ormai evidente che quando questa amministrazione parla di semplificazione e di avanzamento tecnologico e digitale della “P.A.” trentina ha in mente in realtà un processo di riduzione del perimetro pubblico, che avrebbe assunto “spazi esorbitanti” come scritto nei documenti provinciali, e un ridimensionamento di diritti e retribuzioni, a partire dal negare il rinnovo del contratto con le risorse scippate sino al preannunciato allungamento degli orari di apertura degli sportelli sino alle 19.30 e anche di sabato, per favorire cittadini e imprenditori.

I cittadini e gli imprenditori che vogliono recarsi in Provincia devono sentirsi dire non che i pubblici dipendenti sono fannulloni e gli uffici sono chiusi causa loro, ma che i servizi sono erogabili on line, via telefono, per appuntamenti, e con modalità telematiche che proprio la pandemia ha mostrato essere a portata di mano. Si guardi alle amministrazioni più avanzate da questo punto di vista, come Inps e Agenzia delle Entrate. Il personale ha mostrato nell’emergenza di essere pronto a fare il salto di qualità bruciando le tappe per semplificare e innovare.

La politica no. La politica vuole i travet d’antan dietro gli sportelli fino a sera fonda e anche di sabato, così, a prescindere. Poi però facciamo le discussioni sull’estremo e urgente bisogno di nidi e materne e di servizi di welfare sul territorio per la conciliazione. Però evidentemente la questione riguarda solo imprenditori e lavoratori privati, si sa che i pubblici dipendenti non hanno né figli né genitori anziani né persone fragili da accudire. Lo si sa perché è proprio un requisito per l’assunzione, vero presidente Fugatti?
Se al momento le condizioni di sicurezza non consentono la presenza di tutto il personale in ufficio, ricordiamo che è vigente e legge dello stato la previsione dello smart working come modalità ordinaria di lavoro nella P.A., e questo almeno sino al 31 luglio e, nelle norme di cui al decreto rilancio, sino la 31 dicembre 2020. Quella è la strada, non i doppi turni come nelle scuole qualche anno fa! E in ogni caso, basta annunci e decisioni calate dall’alto: su queste materie è prevista la contrattazione coi rappresentanti dei lavoratori.
Ricordiamo poi al Dirigente Generale Nicoletti che nel periodo Covid hanno lavorato in modalità agile 3.181 dipendenti, non 2.600, e gli strumenti messi a disposizione dalla Pat non superavano i 600, quindi altri 2.581 hanno lavorato con propri dispositivi e proprie linee di connessione, a proprie spese, per le quali non risulta alcun rimborso, tanto per essere chiari rispetto quanto da lui sostenuto.

Lo abbiamo detto e ripetuto, questa pandemia deve essere l’occasione per mettere mano anche alla riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni, attraverso una analisi di quello che è avvenuto, dalla qualità dei servizi, alla conciliazione dei tempi, ai risparmi per la P.A., alla riduzione dell’inquinamento ambientale, alla tutela dei diritti di chi lavora. Quello che vediamo in Trentino è invece il tentativo ormai esplicito di declinare questo processo in senso punitivo per i pubblici dipendenti.

Le indagini della Procura della Repubblica di Pisa hanno permesso di eseguire in data odierna una ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Tribunale di Pisa – Ufficio del G.I.P – che prevede: 12 ordinanze di custodia cautelare (in carcere e ai domiciliari), 8 misure coercitive obbligatorie, di cui 7 obblighi di dimora e 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il sequestro n. 3 società, n. 20 conti correnti, nr. 103 tra auto, rimorchi, cisterne adibite al trasporto di carburanti, autovetture e motoveicoli per un valore complessivo di circa 14.000.000 di euro.

 

 

L’intensa attività investigativa, eseguita dal Nucleo di Polizia Economica Finanziaria della Guardia di Finanza di Pisa e dall’Ufficio Antifrode della Direzione VI – Toscana, Sardegna e Umbria dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la collaborazione dell’Ufficio delle Dogane di Pisa, ha consentito di sgominare una associazione a delinquere dedita al traffico di prodotti energetici per autotrazione, immessi sul mercato in evasione di accisa, all’autoriciclaggio dei relativi proventi illeciti, alla contraffazione di pubblici sigilli e alla falsità in atti pubblici.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa, hanno permesso di accertare che il prodotto petrolifero destinato ad autotrazione è stato ottenuto attraverso la miscelazione di olii e sostanze di varia natura con gasolio e benzina, al fine di celarne la presenza ed al contempo aumentare significativamente il volume del prodotto da immettere sul mercato.

Le investigazioni hanno appurato che le operazioni di miscelazione hanno previsto l’impiego di olio fino al 50% del quantitativo di ogni singolo carico.

Il prodotto così ottenuto, definito “olio” dagli accoliti proprio a causa dell’alta percentuale dei prodotti da “taglio”, è stato stoccato, a cura dei vari trasportatori dell’organizzazione, dapprima in un deposito commerciale sito nel pisano e, successivamente, in altri impianti simili dislocati nelle province di Verona e Mantova.

Tra l’altro, l’organizzazione ha gestito il deposito pisano per le proprie illecite attività anche dopo la dichiarazione di fallimento della società titolare della relativa licenza fiscale: condotta per la quale agli affiliati è stata contestata anche la fattispecie di cui all’art. 216, comma 2, della legge fallimentare.

L’introduzione nei depositi riconducibili all’associazione a delinquere di cui trattasi è avvenuta in assenza di documentazione giustificativa ovvero con la scorta di documenti (cosiddetti DAS) falsi, sui quali è stato apposto anche il timbro dell’Ufficio delle Dogane abilmente falsificato.

Per la commercializzazione del prodotto sottratto all’imposta e frutto della miscelazione di olio con gasolio e benzina, sono state utilizzate diverse società, risultate essere mere “cartiere”, aventi il solo scopo di consentire all’organizzazione di emettere fattura ai clienti ed incassare i pagamenti da essi disposti. I proventi dell’illecita attività sono stati reimpiegati nel traffico di prodotti energetici di “contrabbando”, per cui agli associati è stato contestato anche il reato di cui all’art. 648 ter c.p.

Le lunghe e laboriose investigazioni hanno permesso di individuare l’intera organizzazione, dal vertice ai contabili, dai responsabili in loco dei vari depositi ai numerosi trasportatori, dai molteplici prestanomi delle società ai compilatori dei documenti falsi.

E’, inoltre, emerso che uno dei principali clienti dell’organizzazione ha immesso in commercio il prodotto, nella piena consapevolezza dell’avvenuta sottrazione all’accisa e della reale natura dello stesso. Il soggetto è stato, pertanto, indagato in ordine al reato di cui all’art. 648 c.p. e nei confronti della società, nell’interesse e a vantaggio della quale è stato commesso l’illecito, è stata applicata la normativa sulla responsabilità amministrativa da reato in relazione alla predetta fattispecie delittuosa.

Allo stato delle indagini l’accisa evasa è pari a circa € 6.500.000, mentre il totale di prodotto fraudolentemente sottratto all’accisa ammonta a lt. 9.704.956,71.

Al danno erariale come sopra accertato, si deve aggiungere l’ulteriore mancato introito per le casse dello Stato dovuto alla mancata corresponsione dell’IVA, nonché il pericolo potenziale per l’ambiente ed i mezzi di trasporto derivante dall’immissione in commercio di prodotti energetici non a norma, che ignari consumatori hanno acquistato presso distributori di carburanti presenti sul territorio nazionale. L’attività illecita, considerato il volume di prodotto illegalmente commercializzato, ha causato anche un’inevitabile distorsione del mercato, penalizzando operatori onesti già provati dalla grave crisi che ha colpito il settore.

Anzi, è stato accertato che l’associazione a delinquere, all’indomani dell’emergenza nazionale legata all’epidemia da virus COVID 19, ha incrementato sensibilmente i traffici illeciti di prodotti da destinare ad autotrazione, sfruttando i prezzi concorrenziali del prodotto commercializzato e la libera circolazione dei beni di prima necessità, tra i quali rientrano anche i carburanti.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pisa, accogliendo le richieste del PM titolare del fascicolo, ha disposto 20 misure cautelari personali, di cui 12 custodiali e 8 provvedimenti ristrettivi della libertà personale di altra natura (obbligo di dimora e obbligo di presentazione alla PG), oltre a disporre il sequestro preventivo di 3 società, n. 20 conti correnti, nr. 103 tra auto, rimorchi, cisterne adibite al trasporto di carburanti, autovetture e motoveicoli per un valore complessivo di circa 14.000.000 di euro.

IL PRESIDENTE

Visto il proprio decreto 30 aprile 2020, n. 12, che dispone per il TRGA di Trento le misure per contenere gli effetti dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, emanato anche in attuazione del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19), successivamente convertito con modificazioni con l. 24 aprile 2020, n. 27;

Preso atto che le misure organizzative contenute in tale decreto nonché quelle del proprio decreto n. 9 del 20 marzo 2020 già a suo tempo emanato in materia, riprendono quelle già disposte per effetto del proprio precedente decreto n. 7 del 12 marzo 2020 e in ordine alle quali, ai sensi dell’art. 3, comma 2, del d.l. 8 marzo 2020, n. 11 è stato già espresso parere favorevole dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari con nota APPS prot. n. 42871 dd. 12/3/2020 ed è pervenuto il riscontro senza sostanziali rilievi da parte del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Trento (nota prot. in entrata TRGA-TN dd. 12/3/2020), nonché dall’Ordine degli avvocati di Rovereto (mail di data 12/3/2020) e dalla Camera amministrativa di Trento (mail di data 11/3/2020);

Considerato che gli uffici del TRGA – Sede di Trento sono regolarmente sanificati dal personale addetto alle pulizie dopo ogni giornata di apertura degli uffici, e che sono stati forniti gli strumenti di protezione personali (mascherine, gel disinfettanti), in modo da garantire al personale medesimo le idonee misure di sicurezza sanitaria e di prevenzione del contagio.
Gli utenti che accedono al TRGA devono rispettare le misure di sicurezza previste per l’accesso agli uffici (mascherina e distanziamento);

Considerato, inoltre, che per tutto il personale che rientra nella sede del Tribunale è stato riservato per la propria attività di servizio un ufficio con unica postazione di lavoro e che, come da avviso esposto nell’atrio di ingresso conformemente a quanto già disposto per tutti gli uffici della Provincia autonoma di Trento non è consentito l’accesso all’edificio al personale con una temperatura corporea superiore a 37,5° o che manifesta gli altri sintomi correlabili al COVID19, e che tale divieto si applica anche se sono state riscontrate analoghe sintomatologie nei confronti dei familiari conviventi;

Ritenuto di prescrivere a tutto il personale in servizio presso la sede del Tribunale, conformemente alle vigenti misure di ordine generale imposte per la prevenzione dei contagi, l’uso della mascherina protettiva per bocca e naso, l’altrettanto costante lavaggio delle mani o l’utilizzo dei guanti a protezione delle stesse, nonché il permanente rispetto della distanza di almeno un metro da tutte le altre persone presenti;

Ritenuto di poter consentire, a decorrere dal 3 giugno 2020, l’accesso ai propri uffici da parte dei magistrati in servizio presso il TRGA, Sede di Trento esclusivamente durante l’orario di servizio del personale amministrativo ivi in servizio e con l’obbligo di osservare tutte le prescrizioni di ordine generale per la prevenzione dei contagi vigenti per il personale medesimo, dianzi richiamate;

Ritenuta la necessità di confermare fino a nuove eventuali disposizioni l’attuale orario di apertura al pubblico degli uffici, delegando comunque al Segretario Generale, ove ne riconosca la necessità, ogni facoltà per una diversa organizzazione dell’ accesso all’edificio limitatamente alle maestranze che attualmente provvedono ai lavori di restauro delle opere d’arte in esso presenti, nonché al personale della Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento incaricati della vigilanza sui lavori medesimi e ai rappresentanti della Famiglia Lodron, proprietaria dell’omonimo Palazzo destinato a sede di questo Tribunale;

Ritenuta inoltre la necessità di confermare le vigenti prescrizioni impartite al fine di prevenire il pericolo di contagi durante l’accesso del pubblico agli uffici del TRGA – Sede di Trento nelle more della riattivazione della piena funzionalità della Sede stessa, e in particolare l’obbligo per tutti coloro che a qualsiasi titolo sono autorizzati ad accedere agli uffici di osservare le misure di sicurezza al riguardo stabilite (utilizzo della mascherina e rispetto del distanziamento dalle altre persone);

Ritenuta – altresì – la necessità, nel perdurante regime transitorio dei processi amministrativi attualmente in vigore, di conformare l’attività giurisdizionale al testo delle modificazioni e integrazioni allo stato apportate all’art. 84 del d.l. 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni dalla l. 24 aprile 2020, n. 27 per effetto dell’art. 4 del d.l. 30 aprile 2020, n. 28 e delle sue disposizioni applicative, provvedendo in particolare alla modifica degli orari di convocazione delle camere di consiglio e delle udienze pubbliche tenute secondo tali disposizioni eccezionali al fine di consentire ai magistrati con un ragionevole lasso di tempo, l’esame delle note di udienza eventualmente depositate dalle parti in via telematica entro il perentorio termine delle ore 09.00 stabilito dall’art. 4, comma 1, del predetto d.l. n. 28 del 2020;

Ritenuto di confermare le disposizioni precedentemente impartite per il funzionamento della Commissione per l’esame delle istanze di patrocinio a spese dello Stato con la precisazione che le sue sedute avvengono con modalità telematica con collegamento da remoto sino alla data del 31 luglio 2020, salva l’emanazione di ulteriori e diverse disposizioni.

Fatta per il resto salva la valutazione della situazione in relazione alla sua evoluzione al fine di eventualmente adottare ulteriori misure organizzative a’ sensi e per gli effetti dell’art. 84, comma 3, del d.l. 17 marzo 2020, n. 18, e fatto salvo comunque il necessario adeguamento alle ulteriori e diverse misure precauzionali che saranno eventualmente dettate in materia per effetto di ulteriori disposizioni di legge o di regolamento, ovvero di provvedimenti emanati dall’Autorità governativa, dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, dal Segretariato generale della Giustizia amministrativa, dalla Provincia autonoma di Trento e dalla competente Autorità sanitaria;

– Visto l’art. 87 del codice del processo amministrativo e l’articolo 11 delle relative norme di attuazione;
– Visti l’art. 31 legge n. 186 del 1982 (Ordinamento della giurisdizione amministrativa e del personale di segreteria ed ausiliario del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali) e l’art. 15 della delibera C 18 gennaio 2013;

– Visto l’art. 87, comma 3, del d.l. 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni con l. 24 aprile 2020, n. 27;
– Visto l’art. 4 del d.l. 30 aprile 2020, n. 28;
– Vista la l.p. 13 maggio 2020, n. 3;

DECRETA

  1. 1)  A partire dalla data di sottoscrizione del presente decreto e sino all’emanazione di ulteriore e diverso provvedimento, gli uffici del TRGA di Trento restano aperti al pubblico dal lunedì al venerdì con consueto orario dalle 8.30 alle 12.00.
  2. 2)  Nell’orario di apertura al pubblico è garantita la presenza in sede del Tribunale del Segretario generale e di almeno due unità di personale, secondo la programmazione e le disposizioni di servizio disposte dal Segretario generale del TRGA di Trento.
  3. 3)  Non è consentito l’accesso all’edificio al personale con una temperatura corporea superiore a 37,5° o che manifesta gli altri sintomi correlabili al COVID19. Tale divieto si applica anche se sono state riscontrate analoghe sintomatologie nei confronti dei familiari conviventi.
  4. 4)  È fatto obbligo a tutto il personale in servizio presso la sede del Tribunale, di indossare la mascherina protettiva per bocca e naso, di provvedere al costante lavaggio o disinfezione delle mani o all’utilizzo di guanti a protezione delle stesse e di mantenere permanentemente la distanza di almeno un metro da tutte le altre persone.
  5. 5)  Il personale che non opera presso la sede svolge la propria attività lavorativa in modalità di smart working, secondo le disposizioni vigenti per il personale dalla Provincia autonoma di Trento, garantendo la propria reperibilità nella fascia obbligatoria oraria di servizio dalle ore 8.30 alle ore 12.30.
  6. 6)  Durante l’orario di apertura degli uffici del TRGA, Sede di Trento, è consentito l’accesso agli uffici medesimi da parte dei magistrati ivi in servizio, che sono tenuti all’osservanza delle prescrizioni di cui ai punti 3) e 4) del presente decreto.
    1. 7)  Sino all’emanazione di ulteriore e diverso provvedimento, si applicano le seguenti misure organizzative già disposte per effetto del proprio precedente decreto n. 9 del 20 marzo 2020 e in ordine alle quali, nella vigenza dell’art. 3, comma 2, del d.l. 8 marzo 2020, n. 11 è stato già espresso parere favorevole dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari con nota APPS prot. n. 42871 dd. 12/3/2020 ed è pervenuto il riscontro senza sostanziali rilievi da parte del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Trento (nota prot. in entrata TRGA-TN dd. 12/3/2020), nonché dall’Ordine degli avvocati di Rovereto (mail di data 12/3/2020) e dalla Camera amministrativa di Trento (mail di data 11/3/2020):
      1. a)  l’accesso agli uffici è consentito esclusivamente agli utenti che devono svolgervi attività urgenti, connesse con la coltivazione di un ricorso.
      2. b)  per l’accesso ai servizi del Tribunale, gli utenti devono previamente comunicare telefonicamente negli orari di apertura al pubblico o in via telematica le ragioni dell’urgenza; se la richiesta non può essere soddisfatta in via telematica, gli uffici fissano il giorno e l’ora di accesso al Tribunale e le misure ritenute necessarie per evitare forme di assembramento.
      3. c)  al Segretario Generale del TRGA, Sede di Trento, è delegata, ove necessario, ogni facoltà per una diversa organizzazione dell’accesso all’edificio limitatamente alle maestranze che attualmente provvedono ai lavori di restauro delle opere d’arte in esso presenti, nonché al personale della Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento incaricati della vigilanza sui lavori medesimi e ai rappresentanti della Famiglia Lodron, proprietaria dell’omonimo Palazzo destinato a sede di questo Tribunale.
    2. 8)  È fatto comunque obbligo a tutti coloro che accedono all’edificio del Tribunale di indossare la mascherina protettiva per bocca e naso e di mantenere permanentemente la distanza di almeno un metro da tutte le altre persone. È messo a disposizione dell’utenza appositi presidi per la disinfezione delle mani.
    3. 9)  L’accesso non è comunque consentito alle persone con temperatura corporea superiore a 37,5° o che manifestano gli altri sintomi correlabili al COVID19. Tale divieto si applica anche se sono state riscontrate analoghe sintomatologie nei confronti dei familiari conviventi.
    4. 10)  Di prendere atto che – allo stato – sino alla data del 31 luglio 2020 per la trattazione delle cause si applicano le disposizioni di cui all’art. 84, comma 5, del d.l. 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni dalla l. 24 aprile 2020 n. 27 e ulteriormente modificato

      dall’art. 4, comma 1, del d.l. 30 aprile 2020, n. 28, e che alle parti, nonché al Presidente del TRGA, Sede di Trento, competono le facoltà previste dal predetto art. 4, comma 1, seconda parte e seguenti del predetto d.l. n. 28 del 2020 e delle conseguenti misure applicative disposte con decreto del Presidente del Consiglio di Stato 22 maggio 2020, con allegati, recante “Regole tecnico-operative per l’attuazione del processo amministrativo telematico, nonchè per la sperimentazione e la graduale applicazione dei relativi aggiornamenti”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 135 del 27 maggio 2020.

      Si applica – altresì – il “Protocollo d’intesa udienze da remoto ex art. 4 d.l. 28/2020” stipulato in data 25 – 26 maggio 2020 tra la Giustizia amministrativa, l’Avvocatura dello Stato, il Consiglio Nazionale Forense, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e le Associazioni specialistiche degli avvocati amministrativisti e il cui testo è consultabile e scaricabile dal sito istituzionale della Giustizia amministrativa www.giustizia-amministrativa.it

      Per la rimessione in termini prevista dal medesimo comma 5, penultimo e ultimo periodo seguita a provvedere il collegio in camera di consiglio con ordinanza emessa ai sensi degli artt. 33, comma 1, lett. b) e 36, comma 1, cod. proc. amm.
      11) È assicurato ai sensi dell’art. 74 e ss. del t.u. in materia di spese di giustizia (d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115), l’esame delle istanze di patrocinio a spese dello Stato da parte dell’apposita Commissione istituita presso il TRGA, Sede di Trento, le cui sedute sino alla data del 31 luglio 2020 dovranno svolgersi – salvo diverse e ulteriori disposizioni – in modalità telematica con collegamento da remoto per il tramite della segreteria del Tribunale, la quale provvederà alla relativa verbalizzazione.

      12) Sino alla data del 31 luglio 2020 le camere di consiglio e le udienze pubbliche tenute con le modalità di cui al precedente punto 10) avranno rispettivamente inizio alle ore 9.30 e alle ore 10.00.
      13) Di dare atto che dalla data di sottoscrizione del presente del presente decreto cessa l’applicazione dei decreti presidenziali 20 marzo 2020, n. 9 e 20 maggio 2020 n. 15 che sono sostituiti dal presente decreto, con riserva di emanazione di ulteriori disposizioni ove imposte dall’autorità governativa, dal Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa e dalla competente autorità sanitaria.

      Ai sensi dell’art. 84, comma 3, del decreto legge n. 18 del 2020, questo decreto è trasmesso per il prescritto parere alla competente autorità sanitaria provinciale e al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trento, nonché per opportuna informazione e consultazione all’Ordine degli Avvocati di Rovereto e alla Camera amministrativa di Trento. Esso è comunque efficace dalla data del 4 maggio 2020.

      Il presente decreto è comunicato a cura della segreteria del TRGA al Commissariato del Governo di Trento, al Questore di Trento, alla Provincia autonoma di Trento, all’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ai Consigli degli Ordini degli avvocati di Trento e di Rovereto, all’Avvocatura distrettuale dello Stato di Trento, alla Camera amministrativa di Trento nonché al Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri preposto alla tutela dell’ordine pubblico durante le sedute del TRGA. Il presente decreto è, inoltre, pubblicato sul sito internet della Giustizia amministrativa e ne sarà data notizia anche agli organi di informazione locali.

      Trento/Trieste, 1 giugno 2020

      Il Presidente Dott. Fulvio Rocco

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Intervento alla cascata di Romagnano. Un minorenne del 2006 è stato portato all’ospedale Santa Chiara di Trento in ambulanza con un sospetto trauma all’arto inferiore dopo essere scivolato in acqua nei pressi della cascata di Romagnano. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 11.25 da uno dei genitori, allertato dagli amici che si trovavano in compagnia del ferito.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento di una squadra di terra della Stazione Trento-Monte Bondone. Gli operatori giunti sul posto hanno chiesto il supporto dell’elicottero poiché il minorenne si trovava da diversi minuti in acqua a rischio ipotermia. L’elicottero ha quindi verricellato sul luogo dell’incidente il Tecnico di elisoccorso e l’equipe medica che ha prestato le prime cure al paziente. Dopo essere stato stabilizzato, il minorenne è stato imbarellato e trasportato con la barella portantina fino alla strada forestale dove si trovava l’ambulanza, per essere poi trasferito in ospedale.
Hanno partecipato alle operazioni di soccorso anche i Vigili del Fuoco.

Dichiarazioni Zangrillo, parla il Prof. Andreoni: “In Cina il virus non si è indebolito. Quindi questo miracolo è accaduto in Italia? Ci auguriamo tutti di si però ci sono ancora troppi punti da chiarire. Non condivido l’espressione del Prof. Zangrillo. Sono invece fiducioso sul vaccino. La meta è più vicina di quella che possiamo pensare”.

Il Prof. Massimo Andreoni, primario di malattie infettive all’ospedale PTV di Roma, è intervenuto questa mattina nel programma condotto da Andrea Lupoli, Genetica Oggi, su Radio Cusano Campus, riguardo le dichiarazioni per Prof. Alberto Zangrillo. “Capisco che quando uno deve fare dichiarazioni – ha detto Andreoni – deve usare toni forti da una parte e semplici dall’altra ma in questi termini non condivido l’espressione del Prof. Zangrillo, nel senso che basterebbe vedere quello che sta succedendo nel Sud America per capire che dire una cosa del genere non è corretto. Il dato a cui si riferisce è un dato importante, nella virologia del San Raffaele su 200 campioni circa si è visto che c’è una riduzione della carica virale presente nella gola dei malati. Questo può voler dire due cose: la prima è che il virus possa essere meno aggressivo e si replichi meno. Questo è un dato che si è già visto in altre epidemie però c’è da capire se questo aspetto sia solo legato a Milano oppure a tutta Italia. Dal Niguarda, sempre di Milano, fanno sapere che su 400 campioni non hanno osservato modificazioni virali che lasciano intendere che il virus si sia attenuato. Quindi già nella stessa Lombardia ci sono dati differenti che devono essere capiti prima di fare affermazioni così forti. Bisognerebbe parlare per tutta la situazione in generale e non solo per il San Raffaele altrimenti il messaggio che arriva potrebbe essere frainteso.”

“La seconda cosa è che sappiamo che i casi meno gravi dei pazienti con covid 19 hanno meno virus, con questo intendo dire che, come sta accadendo a Roma, arrivano dei casi alla nostra osservazione perché sono persone che hanno fatto il test perché sono del tutto asintomatici, dunque in seguito al test scoprono la positività e queste persone hanno meno virus che li rende appunto asintomatici. Lo stesso nei casi poco gravi, se al San Raffaele stanno analizzando questi casi allora è chiaro che hanno poco virus”.

“In Cina il virus non si è indebolito. Quindi questo miracolo è accaduto in Italia? Ci auguriamo tutti di si però ci sono ancora troppi punti da chiarire e sui quali andare cauti. Senza nulla togliere allo studio del San Raffaele.”

“Sulla seconda ondata possiamo dire che servono dai 14 ai 28 giorni successivi all’allentamento delle misure di restrizione preventiva. Più verso i 28 giorni che verso i 14. Il primo allentamento non ha portato ad un incremento dei casi. Vedremo poi nei prossimi giorni, in particolare fine giugno primi di luglio.” “Sul vaccino sono fiducioso, anche alla luce dei risultati ottenuti in Cina. Possiamo sperare che entro la fine dell’anno, inizio prossimo, ci possa essere un vaccino con una grande corsa a preparare le dosi. Sugli animali funziona, rifarlo sull’uomo è molto probabile. La meta è più vicina di quella che possiamo pensare”.

Martedì 2 giugno riaprono gli info-point dell’Apt Rovereto e Vallagarina.

Il sentiment degli operatori del settore ricettivo è buono.

C’è grande voglia di ripartire e soprattutto di accogliere i primi turisti negli infopoint dell’Apt Rovereto e Vallagarina, in centro città e a Brentonico.

La riapertura al pubblico è in programma per il 2 giugno, con l’avvio dell’attività museale.

Da sottolineare che sono già attivi i servizi da remoto come la chat online sul sito www.visitrovereto.it dove è possibile avere tutte le informazioni turistiche e il numero Whatsapp (+39 340 4138697) per rispondere in tempo reale alle richieste evitando agli ospiti di dover frequentare gli uffici.

Si sta lavorando anche per la riapertura del ciclo-point di Borgo Sacco per renderlo operativo appena si riattiverà il flusso del turismo delle due ruote dai paesi oltre il Brennero.

Si percepisce grande entusiasmo, voglia di ripartire tra gli operatori, molti dei quali in queste settimane si sono dedicati a migliorare la propria immagine e attrattività su web, ma anche partecipando ai corsi di formazione proposti da Trentino Marketing.

Da un sondaggio svolto tra gli operatori del settore ricettivo emerge che a fine maggio il 40% dichiara di aver già ripreso l’attività mentre il 55% prevede una riapertura a breve. Di questi il 66% considerano giugno come il mese della ripartenza, mentre il 18% predilige il mese di luglio, la percentuale aumenta poi nei mesi successivi.

Positivamente il 45% conferma di aver già ricevuto nuove prenotazioni in questi ultimi giorni, per il mese di agosto in particolare il 55%, seguito da luglio con il 50%.

Il presidente dell’Apt Giulio Prosser è molto fiducioso sulla riapertura della stagione, proprio per le caratteristiche della destinazione. “Preoccupa naturalmente il clima di incertezza, i protocolli e la situazione sanitaria ma, come evidenziato dagli operatori, Apt si impegnerà a favorire nuovi investimenti promozionali, specie rispetto alla clientela nazionale. Sarà definito un calendario di attività ed esperienze da poter fruire in autonomia sul territorio, così come saranno formulate nuove proposte vacanza adatte alle esigenze rinnovate del turista di oggi. L’azienda di promozione turistica, infine, si adopererà per garantire supporto rispetto alla divulgazione dei protocolli normativi post Covid19 definiti dalla Pat”.

Comincia un mese di giugno che si annuncia decisamente “rovente” dal punto di vista delle legittime prese di posizione degli infermieri italiani nei confronti di un Governo che ha dimostrato più volte di aver voltato alle spalle a quella categoria di lavoratori che non si sono mai risparmiati nella lotta contro la pandemia. «Noi abbiamo dimostrato ancora una volta, durante il Covid-19, esordisce Antonio De Palma Presidente del Sindacato Nursing Up, che i cittadini italiani possono contare su di noi. Perché noi siamo quelli che ci sono sempre stati e sempre lotteremo per tutelare la salute pubblica, più che mai nelle difficoltà estreme, nelle emergenze, mettendo a repentaglio la nostra vita, i nostri affetti, mettendo in gioco tutta la nostra professionalità e le qualità umane di cui disponiamo». E cosa fa la classe politica?

Ci volta le spalle, ci denigra, ignora da tempo le nostre richieste, si dimentica di noi quando c’è da integrare i nostri stipendi e dare dignità al nostro lavoro. Dopo tutto l’impegno profuso, ci mette all’ultimo posto. Ci sentiamo presi in giro, esclusi da qualsiasi possibilità di crescita contrattuale e lavorativa. Adesso più che mai, sottolinea De Palma, è il momento di sostenere i colleghi nelle piazze. In queste ore, infatti, la Consulta di Coordinamento territoriale del nostro sindacato si sta riunendo in video conferenza per valutare le modalità idonee per dare voce alle istanze degli infermieri che giungono da ogni dove. Saremo con loro, saremo la voce delle loro richieste all’attenzione dei cittadini. Saremo il “trait d’union” tra il personale sanitario e la gente comune. Nursing Up sarà presente a fianco degli infermieri, nei prossimi giorni, nei loro flash mob.

Saremo assieme ai professionisti interessati che ci chiamano per dar loro voce e per rappresentare il disagio, il dolore, le aspettative disattese. Come sindacato, continua De Palma, chiediamo il contributo di tutti i colleghi interessati, siamo disposti a lottare per dare concretezza alle richieste di tutti gli infermieri italiani che vogliono partecipare a questo movimento di denuncia e di sensibilizzazione che si muove dalla base, e che si sentono vessati e non valorizzati da questo sistema sanitario. Invitiamo tutti i colleghi delusi e risentiti per il trattamento che Governo e Regioni ci hanno riservato a contattare le nostre segreterie territoriali. E’ tempo di chiedere all’ Italia di comprenderci, di ascoltarci e di abbracciare la nostra causa. Inoltre nei prossimi giorni Nursing Up invierà nelle caselle PEC dei Ministeri competenti, le richieste per un ultimo tentativo di conciliazione in sede Ministeriale, come la legge vuole, ma se fallirà allora lo sciopero nazionale sarà inevitabile».

 

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Nursing Up – Roma

«Gina Junior rappresenta il futuro. È stata una bella sorpresa, che mi ha riempito di gioia. Arriva dopo tanti colpi duri che ho ricevuto, per fortuna ci sono ancora cose belle che mi riserva la vita. La stessa vita che da una parte ti leva, ma dall’altra ti dà. Ed è arrivata proprio poco prima del mio compleanno. Ma Il regalo più bello sarebbe che mio figlio e mio nipote si rendessero conto degli errori che hanno fatto, smettessero di farmi la guerra e venissero ad abbracciarmi. Ne sarei felice».

Così Gina Lollobrigida commenta in esclusiva per il settimanale Chi (in edicola da mercoledì 3 giugno) la nascita della figlia di Andrea Piazzolla, il suo fedele segretario, e della sua compagna Adriana Prestipino Giarritta, bambina alla quale è stato dato il nome di Gina junior. La diva ha posato in esclusiva per Chi con i neo genitori e la bambina, la cui nascita ha sorpreso tutti perché pochissimi sapevano che Piazzolla avesse una compagna né tantomeno che lei fosse in attesa di una bambina. Nell’intervista esclusiva rilasciata a Chi Gina Lollobrigida tende però un ramoscello d’ulivo alla sua famiglia, al figlio Milko e al nipote Dimitri con i quali ha in corso una lunga contesa giudiziaria che ha visto Piazzolla rinviato a giudizio per circonvenzione di incapace.

«La mia famiglia sono Milko e Dimitri, Andrea è come uno di famiglia”, spiega la Lollo a Chi. «In sostanza voglio bene a tutti, ma certo è che se mio figlio e mio nipote invece di lasciarsi imbambolare da certa gente si fossero concentrati di più su di me non mi sarebbe dispiaciuto. È un peccato che stiano perdendo così tanto tempo a farmi una guerra senza neanche avermi chiesto nulla sui fatti. Si sono messi nelle mani di certa gente ignobile». Alla domanda su come pensa che reagiranno il figlio e il nipote alla nascita di Gina Junior, l’attrice risponde: «Una bambina è un dono. Io mi auguro per lei, come per tutti i bambini, che possa affrontare la vita con serenità, qualsiasi cosa accada. Sarà un percorso duro e molte volte farà male.

Si chiama crescere. Io mi auguro per lei, come per tutti i bambini, che possa affrontare la vita con serenità, qualsiasi cosa accada. Sarà un percorso duro e molte volte farà male. Si chiama crescere. Lei ora è tanto piccola e io molto grande… Però desidero godermela il più possibile. Era molto tempo, per esempio, che non cantavo. Ora mi diverte farlo per aiutarla ad addormentarsi».

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