LANCIO D’AGENZIA

Aumentano le trasformazioni da contratto a tempo indeterminato a determinato. In calo i disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego e le ore di cassa integrazione. Occupazione, più 17 % delle assunzioni nei primi tre mesi dell’anno

A confermare un mercato del lavoro in concreto miglioramento il saldo positivo, per la prima volta, fra assunzioni e cessazioni Sulla scia del precedente anno continua, e anzi si rafforza, la crescita della domanda di lavoro delle imprese trentine. Nei primi tre mesi del 2018 il saldo, quale differenza tra assunzioni e cessazioni, vede le prime superare le seconde per 231 unità.

Si tratta di un dato molto positivo perché nei primi tre mesi dell’anno il saldo, a causa delle cessazioni nei pubblici esercizi per l’attività turistica stagionale che volge al termine, è quasi sempre negativo. Nei primi tre mesi del 2017, ad esempio, le cessazioni prevalevano sulle assunzioni per 3.302 unità. Il miglioramento quindi è netto.

“Sono dati importanti – sottolinea il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi – che ci convincono a spingere ancora di più sulle politiche per una crescita economica socialmente inclusiva. Sappiamo bene che la priorità ora è agire sulla qualità del lavoro.

Siamo convinti che il Trentino può essere di esempio anche per chi si accinge a varare annunciate nuove riforme economico-sociali”.

Per quando riguarda il lavoro stabile, l’aumento del tempo indeterminato è stato sostenuto: +404 assunzioni che corrisponde a un +18% in termini di variazione percentuale. A ciò si aggiunge +506 trasformazioni di lavoro a termine in tempo indeterminato per un +81% sui primi tre mesi del 2017.

Nei primi tre mesi del 2018, le assunzioni sono cresciute di ben 4.122 unità, per una variazione che sfiora il +17% rispetto all’anno prima. La crescita in questo primo scorcio di anno è stata quasi doppia rispetto alle 2.231 assunzioni in più registrate tra gennaio e marzo 2017 rispetto a gennaio – marzo del 2016. A certificare il positivo andamento dell’occupazione, che conferma la ripresa in atto, è l’Agenzia del Lavoro.

 

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1. Assunzioni gennaio – marzo 2018

Nel secondario le assunzioni rispetto al primo quarto del 2017 sono cresciute di 39 unità nell’estrattivo, ma di 263 per un +18% nelle costruzioni e di 470 e +14% nel manifatturiero.

Anche nel terziario la crescita rispetto a gennaio – marzo del 2017 è stata forte e generalizzata. Tra i comparti si segnala, grazie a un’ottima stagione invernale, soprattutto i pubblici esercizi-turismo, con ben 2.526 assunzioni in più per un +49% rispetto al precedente anno. Il fabbisogno di personale è tuttavia aumentato di 292 unità nelle imprese del commercio, di 296 nel comparto dei servizi alle imprese e di 272 nei rimanenti comparti del terziario. Le assunzioni in agricolturasono invece le sole a calare, ma di sole 36 unità.

La dinamica lavorativa delle imprese nei primi tre mesi del nuovo anno è stata migliore per gli uomini (+2.195 assunzioni e comunque più +1.927 per le donne), certamente per i lavoratori italiani (+3.237 e +885 quelle degli stranieri). Come per l’intero 2017, anche in questi primi tre mesi del 2018 molto positiva si mantiene la domanda di lavoro per i giovani (+1.666), benché in valori assoluti aumentino maggiormente quelle della fascia centrale d’età (+1.727 tra i 30-54enni) e comunque +729 anche nella fascia dei più anziani (55 e oltre).

La crescita delle assunzioni in questo primo trimestre del 2018 si è accompagna sicuramente a una maggiore stabilità lavorativa. Il tempo indeterminato, infatti, aumenta di 404 unità e del +17,5%. Sempre rispetto a gennaio- marzo 2017, confermando evidentemente un maggior clima di fiducia, aumentano all’interno delle stesse aziende i passaggi da lavoro a termine a lavoro in forma stabile, con le trasformazioni a tempo indeterminato che crescono di ben 506 unità per un +81%.

Tra le altre tipologie d’inserimento al lavoro, sono 165 i giovani in più con apprendistato, il lavoro somministrato è aumentato di 324 unità e poi +2.133 assunzioni con tempo determinato e circa 1.100 con lavoro a chiamata.

2. Iscrizioni al Centro per l’Impiego (dato di stock a marzo 2018)

Anche i dati degli iscritti ai Centri per l’Impiego sono in deciso e continuo migliorano: i disoccupati iscritti a fine marzo 2018 (35.659) sono, infatti, 2.841 in meno rispetto a marzo dell’anno prima, per un calo del 7,4% in termini percentuali.

3. La cassa integrazione (gennaio-aprile 2018)

Ottime notizie, anche sul fronte degli ammortizzatori sociali; nei primi quattro mesi del 2018, rispetto ai primi quattro dell’anno precedente, le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate sono diminuite di 309.092 unità e del 70%. In termini di lavoratori equivalenti (lavoratori sospesi a zero ore) si passa dai 225 del gennaio – marzo del 2017, ai 68 del 2018.

Disabilità: il progetto Ausilia prosegue fino al 2019. La Giunta ha stanziato 377mila euro per la fase due del laboratorio territoriale.

Proseguirà per tutto il 2019 l’attività di Ausilia-Assisted Unit for Simulating Independent Living Activities, il progetto nato nel 2015 con l’obiettivo di ideare soluzioni personalizzate di supporto alla disabilità motoria e cognitiva, attraverso soluzioni avanzate di domotica.

La giunta ha approvato oggi, su proposta del presidente Ugo Rossi, dell’assessora all’università e ricerca Sara Ferrari e dell’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni, la prosecuzione del progetto fino al 31 dicembre 2019 e ha assegnato ulteriori 377mila euro a favore dell’Università degli Studi di Trento, che ha realizzato il progetto in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

“Ausilia è una sfida altamente innovativa, che ha già dato risultati importanti. Questo perché – ha sottolineato l’assessora Sara Ferrari – vede lavorare fianco a fianco, in un’ottica di integrazione e coordinamento, risorse e saperi provenienti dal mondo della ricerca e della sanità”. “Questo rinnovo e l’ulteriore stanziamento economico in favore di Ausilia dimostrano quanto la Provincia creda in questo progetto, – ha aggiunto l’assessore Luca Zeni.

Abbattere le barriere negli ambienti pubblici e privati è fondamentale, al fine di garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone con disabilità”.

Ausilia integra un ambiente aperto di ricerca e innovazione con un servizio clinico ospedaliero unendo quindi le competenze mediche e le migliori tecnologie a favore della riabilitazione motoria e cognitiva. Il progetto si basa su un laboratorio – una infrastruttura progettata dai Dipartimenti di Ingegneria dell’Università in collaborazione con medici fisiatri e fisioterapisti – realizzato all’interno dell’Ospedale Villa Rosa, centro riabilitativo di Apss e punto di riferimento provinciale per le disabilità motorie e cognitive.

Il laboratorio Ausilia è diviso in due ambienti. Il primo è un laboratorio di analisi e progettazione, uno spazio-palestra in cui vengono testate le diverse soluzioni domotiche proposte, al fine di trovare formule personalizzate e in grado di rispondere alle esigenze abitative del singolo utente.

Il secondo è un appartamento, una vera e propria abitazione in cui le persone sperimentano le soluzioni provate in palestra in un ambiente realistico, trascorrendo alcuni momenti di vita quotidiana costantemente monitorati. L’obiettivo finale è fornire ad ogni paziente un protocollo con interventi personalizzati in funzione delle specifiche patologie, da realizzare poi nella propria abitazione, migliorando così la qualità di vita.

Con l’avvio di questa seconda fase del progetto Ausilia punta ad evolvere come polo di innovazione sulle fragilità, attraverso la gestione di progetti di ricerca, anche internazionali, e a intensificare i contatti con il tessuto imprenditoriale.

Questa fase evolutiva passa anche da una definizione concreta delle modalità di erogazione dei servizi di Ausilia all’esterno, presso privati, Rsa e Case di Cura.

Trasferimento di competenze dal laboratorio al territorio che va necessariamente supportato da un’adeguata attività di formazione.

Approvato il disegno di legge per la gestione dei grandi carnivori. Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Trento derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018.

Attuazione dell’art. 16 della direttiva n. 92/43/CEE in materia di tutela del sistema alpicolturale.

ART. 1

Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori ai fini della tutela del sistema alpicolturale provinciale.

1. Al fine di conservare il sistema alpicolturale del territorio montano provinciale, il Presidente della Provincia, per proteggere le caratteristiche fauna e flora selvatiche e conservare gli habitat naturali, per prevenire danni gravi, specificatamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque e ad altre forme di proprietà, per garantire l’interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente, può, acquisito il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, limitatamente alle specie Ursus arctos e Canis lupus, autorizzare il prelievo, la cattura o l’uccisione, a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che il prelievo non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale.

La Provincia autonoma di Trento assicura le informazioni necessarie all’adempimento degli obblighi di comunicazione dello Stato alla Commissione europea.

Borghi (Lega): “Soros? Sarebbe bello chiedergli chi ha finanziato la campagna elettorale di +Europa. Russia? Qualche rublo ci avrebbe fatto comodo invece ci siamo dovuti autotassare.

Uscita dall’Euro? Purtroppo i nostri alleati non sono convinti, proverò a convincerli in Parlamento. Mi verrebbe quasi da sperare di trovare interlocutori non ragionevoli in Europa, in modo che la volontà di trovare una soluzione alternativa emerga. Flat tax? Metterla prima alle imprese è più semplice. Veto su Savona? Lo vivo ancora come una grande ingiustizia”

Claudio Borghi, deputato della Lega, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulle dichiarazioni di Soros sui presunti rapporti Lega-Russia. “Se la nostra campagna elettorale fosse stata finanziata dalla Russia vorrebbe dire che sono andati al risparmio, dato tutti i candidati si sono autotassati. Qualche rublo ci avrebbe fatto comodo, ma non è arrivato niente. Non avevamo né mega spot, né mega striscioni, che invece aveva +Europa. Sarebbe stato bello chiedere a Soros se avesse finanziato il partito +Europa”.

Sull’Euro. “L’Euro non si tocca, con mia grande tristezza. Le mie idee in merito sono abbastanza note. Sia se avessimo governato con il centrodestra, sia adesso con il M5S, il partner di coalizione non è ancora convinto sull’uscita dall’Euro, vediamo se in Parlamento riuscirò prima o poi a convincerli. Mi verrebbe quasi da sperare di trovare interlocutori non ragionevoli in Europa, in modo che la volontà di trovare una soluzione alternativa emerga. Invece credo che sia di loro interesse il dialogo su come cambiare l’Europa”.

Sulle critiche al governo M5S-Lega. “Sono state scritte cose dai mezzi di stampa, con una violenza e disonestà incredibili. Quella più vergognosa è quella dove dicevano che io avevo portato i soldi all’estero. Altra cosa vergognosa è stata la travisazione totale delle famose bozze del contratto. Non c’era mai stato scritto dell’uscita dall’euro neanche nella prima bozza, che veniva erroneamente attribuita a me. Non c’era scritto perché il M5S non vuole. C’era scritto che ci si sarebbe dovuti attivare in Europa, affinchè l’Europa prevedesse una procedura per gli Stati che decidono di uscire dall’euro. Nel M5S ho trovato persone leali, con voglia di fare, mi sbagliavo su di loro”.

Sul veto a Paolo Savona per il ministero dell’economia. “Mi sono molto indignato. Quella sera lì sono stato molto male, perché ho sentito forte il senso dell’ingiustizia. Sono ancora arrabbiato perché rifiutare un ministro sulla base delle sue idee per me è gravissimo. Tuttora la vivo come una grande ingiustizia. Adesso Savona è al ministero dei rapporti UE, sono contento di averlo in squadra”.

Sulle parole di Bagnai: flat tax all’inizio solo per le imprese. “E’ prematuro parlarne perché non ci sono ancora le commissioni. Quella annunciata da Bagnai è un’ipotesi sul tavolo. Mettere la flat tax subito alle imprese è un lavoro semplice che si può fare in qualche mese. Rifare invece tutto il sistema del fisco che prevede anche i crediti d’imposta del passato, richiede più tempo. Riuscire a fare tutto entro la finanziaria di quest’anno è un obiettivo oggettivamente un po’ ambizioso. Quindi potrebbe essere logico, per una questione di tempi, mettere la flat tax prima per le imprese”

L’assemblea dei soci di alcuni giorni fa ha approvato i numeri di un bilancio che ha confermato lo stato di salute positivo della Cassa Rurale di Trento.

La prima seduta del consiglio di amministrazione ha nominato i due vicepresidenti e i componenti del comitato esecutivo e di tre commissioni (Lavori, Interventi sul Territorio e Amministratori Indipendenti).

Confermati i due vicepresidenti: Italo Stenico (vicario) e Claudio Battisti.

Il comitato esecutivo è formato da Giorgio Fracalossi, Italo Stenico, Claudio Battisti, Giulia Degasperi e Mariangela Sandri.

Tre le commissioni.

 

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Nel dettaglio.

La commissione Lavori è formata da Giorgio Fracalossi, Debora Cont, Gabriella Spagnolli, Fulvio Rigotti, Paolo Toniolatti.

Nella commissione Interventi sul territorio siedono Giorgio Fracalossi, Saveria Moncher, Maurizio Bottura, Paolo Frizzi, Corrado Segatta.

La commissione amministratori Indipendenti è formata da Paolo Frizzi, Debora Cont, Maurizio Bottura,. Supplente: Gabriella Spagnolli.

La Cassa Rurale di Trento è diretta da Giorgio Bagozzi, a capo di uno staff di 280 collaboratori a servizio quotidiano di soci e clienti nella sede di via Belenzani e all’interno di ognuna delle ventinove filiali.

I Carabinieri del Nas di Trento, al termine di lunghi mesi di accertamenti, hanno raggiunto il primo importante punto fermo nell’indagine che ha interessato l’irregolare gestione della cantina sociale “Mori – Colli Zugna”, – situata nell’omonimo centro della Val Lagarina – e quasi tutto il vino sequestrato il 24 gennaio 2018 è stato restituito alla cooperativa, previa operazione di declassamento e riclassificazione, ridimensionando cioè le caratteristiche d’indicazione e di produzione che inizialmente contraddistinguevano il prodotto.

Già nei mesi passati, nell’ottica di favorire la ripresa della regolare attività, dopo le prime positive verifiche, erano state dissequestrate alcune partite di vino, per un totale di oltre due milioni di litri, che la cantina sociale deteneva in conto lavorazione per altri produttori, e per le quali era stato rapidamente acquisito il riscontro che non vi fossero irregolarità.

Nei giorni scorsi è stata fatta chiarezza sull’esatto contenuto degli oltre 300 vasi vinari presenti nei sotterranei della cantina, per cui parte del vino, 300.000 litri circa, verrà probabilmente confiscato al termine del procedimento penale, 1.500.000 di litri circa potranno essere imbottigliati soltanto con l’indicazione Igp, previa rinuncia alla qualifica di Dop, 30.000 litri circa potranno essere commercializzati come vino da tavola, rinunciando a qualsiasi pretesa di etichetta Dop o Igp, 370.000 litri circa verranno venduti come “Dop delle Venezie” e non “Dop Trentino”.

Infine, per 1.000.000 di litri circa, è stata verificata la genuinità delle diverse indicazioni riportate e sono stati restituiti tali e quali alla cantina sociale, senza provvedimento alcuno.

L’operazione è stata resa possibile grazie ad un apposito decreto di dissequestro emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Rovereto (Tn).

Se da una parte sono stati acquisiti fondamentali ed indiscussi elementi per dimostrare la sussistenza dei reati inizialmente contestati ai 7 indagati perquisiti nella mattinata del 24 gennaio 2018 e ritenuti responsabili in concorso tra di loro di frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche e denominazione di origine dei prodotti agroalimentari, d’altro canto si tratta di un’operazione che può essere definita dolorosa, soprattutto dal punto di vista economico, ma nonostante ciò assolutamente necessaria per salvaguardare gli interessi di tutti i consumatori (che devono avere sempre il diritto di poter conoscere con precisione le esatte caratteristiche del prodotto acquistato e di sapere se il prezzo corrisposto corrisponde effettivamente alla qualità pubblicizzata), quindi dei numerosi soci della cantina stessa (che pur di consegnare un prodotto di pregio hanno accettato in alcuni casi perdite economiche di una certa importanza, senza ricercare scorciatoia alcuna), a seguire degli altri produttori enologici (impegnati nel garantire la qualità dei loro prodotti) ed infine anche dei marchi Dop e Igp, garanzia e simbolo, da sempre, di qualità, affidabilità, genuinità, tracciabilità e serietà.

L’importante risultato, di assoluto rilievo anche a livello nazionale, è stato ottenuto attraverso un certosino lavoro di ricostruzione della partite di uva consegnate dai quasi 600 diversi soci residenti nei comuni di Mori ed Ala, nel corso delle campagne vendemmiali 2016 e 2017, attività svolta anche con la collaborazione dei funzionari dell’Icqrf di San Michele all’Adige (Tn).

Utilizzando sia tradizionali metodi d’indagine, sia innovative tecniche di analisi a livello documentale, nel corso di quasi 4 mesi di duro lavoro i Carabinieri del Nas, assiduamente presenti all’interno della cantina per consentire comunque, in maniera continuativa le necessarie lavorazioni delle diverse partite di vino sequestrate, sono riusciti a ricostruire, in diretto contraddittorio con gli enologi della cooperativa, il percorso dei singoli carichi, verificando, per ogni singolo socio, i quantitativi ed i giorni di consegna, l’esatta qualità di uva conferita, le tramogge utilizzate, i vasi vinari nei quali il mosto è stato raccolto.

L’attività di riscontro è stata in parte favorita dal rinvenimento, durante le perquisizioni effettuate, della contabilità parallela, aggiornata con precisione, a differenza dei registri ufficiali, da alcuni dipendenti della cantina sociale Le proposte formulate dal Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Trento sono state condivise dall’Autorità Giudiziaria che ha coordinato l’attività investigativa e gli attuali vertici preposti alla direzione della cantina sociale hanno già provveduto a riportare sul registro telematico certificato dei prodotti vitivinicoli, in vigore dal 01 gennaio 2017, i quantitativi di vino così come proposto, in maniera tale da poterli immediatamente e regolarmente commercializzare.

I Carabinieri del Nas dovranno adesso valutare con precisione ed in maniera dettagliata, riferendo successivamente all’Autorità Giudiziaria, la posizione di diversi singoli soci della cantina sociale, i quali, con le loro condotte, avrebbero contribuito attivamente all’ingente danno creato.

Assegno unico: fino al 31 luglio gli aventi diritto possono presentare la domanda di Rei. I nuclei familiari con Icef inferiore a 0,08, che hanno presentato la domanda di Assegno unico provinciale, hanno tempo fino al 31 luglio per regolarizzare la loro posizione presentando la dichiarazione Isee ai fini del Rei nazionale e, se in possesso dei requisiti, anche la domanda stessa per percepire l’intervento statale.

Ricordiamo che Assegno unico provinciale e Rei nazionale non sono incompatibili, ma non sono nemmeno cumulabili. Gli aventi diritto all’Assegno unico che hanno anche diritto al Rei sono quindi tenuti a presentare anche la domanda relativa a questa misura. Percepiranno inoltre dalla Provincia la differenza fra quanto fissato in sede nazionale e quando messo a disposizione dallo strumento provinciale di contrasto alla povertà.

L’invito della Provincia è contenuto in una delibera varata oggi dalla Giunta provinciale, su proposta del vicepresidente Alessandro Olivi. La delibera consentirà ai nuclei che non hanno ancora adempiuto all’obbligo di presentare la domanda di Rei entro tre mesi dalla presentazione di quella di Assegno unico, di regolarizzare la loro posizione.

La stima è che gli interessati siano circa 800 e che la mancata presentazione della domanda di Rei sia dovuta perlopiù alla difficoltà di orientarsi nel complesso quadro normativo di riferimento.

Si rinnova il protocollo con Anpi. Ha l’obiettivo di offrire un sostegno alla formazione storica per lo sviluppo di un modello di cittadinanza attiva.

Ha l’obiettivo di offrire un sostegno alla formazione storica per lo sviluppo di un modello di cittadinanza attiva, il protocollo di intesa fra Provincia e Anpi del Trentino approvato oggi dalla Giunta, su indicazione del presidente Ugo Rossi.

Fra le azioni previste vi sono la promozione di attività nelle scuole rivolta a divulgare i valori espressi nella Costituzione e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale, nonché la promozione di percorsi tematici di riscoperta dei luoghi della memoria. La durata del protocollo è triennale.

L’intesa, che sarà sottoscritta nei prossimi giorni, riprende un analogo protocollo di durata triennale che era stato sottoscritto nella primavera del 2015, sulla base anche di un documento sottoscritto a livello nazionale fra l’Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia e il Miur – Ministero Istruzione Università Ricerca.

Fra gli impegni della Provincia: favorire momenti di formazione sulla storia contemporanea rivolti a tutti gli insegnanti che possono portare un contributo di conoscenza sulle vicende che hanno attraversato la nostra provincia e, più in generale, l’Italia e l’Europa, promuovere iniziative di formazione dell’Anpi rivolte a studenti e insegnanti, con il coordinamento della Fondazione Museo storico del Trentino.

All’Anpi del Trentino il compito di mettere a disposizione il proprio patrimonio storico e culturale e i materiali elaborati in specifico per le scuole, nonché promuovere iniziative di approfondimento rivolte a studenti, insegnanti, istituti.

Educazione degli adulti: aggiornata l’offerta scolastica. Lo ha stabilito la Giunta provinciale su proposta del presidente Ugo Rossi.

I rapidi mutamenti economici, sociali, demografici e culturali del nostro tempo richiedono una manutenzione costante dell’offerta formativa per rispondere adeguatamente alle esigenze lavorative e sociali non solo dei giovani, ma anche degli adulti che decidono di intraprendere o completare un percorso scolastico.

Il nuovo quadro provinciale dell’offerta scolastica rivolta all’istruzione degli adulti prevede l’introduzione del percorso di “Elettronica e elettrotecnica” rispettivamente presso gli Istituti tecnico economico e tecnologico “G. Floriani” di Riva del Garda e “Buonarroti-Pozzo” di Trento. Inoltre, presso gli Istituti “L. Guetti” di Tione e “Buonarroti-Pozzo” di Trento viene introdotto il percorso di “Informatica e telecomunicazioni”. Sono confermati i centri EDA presenti sul territorio, mentre i percorsi liceali saranno svolti presso il liceo “Rosmini” di Trento.

Il nuovo quadro provinciale dell’offerta scolastica per l’istruzione degli adulti sarà in vigore già dal prossimo anno scolastico e prevede:

– per quanto riguarda i percorsi di primo livello (alfabetizzazione – medie) articolati in due periodi didattici, vengono confermati i centri Eda attualmente collocati presso gli istituti “Rosmini” Trento, “Rosa Bianca” Cavalese, “Marie Curie” Pergine, “don Guetti” Tione, “Pilati” Cles, “Alcide Degasperi” Borgo Valsugana, “Floriani” Riva del Garda, “Martini” Mezzolombardo e “Don Milani” Rovereto,

– per ciò che concerne i percorsi formativi di secondo livello (scuole superiori) articolati in tre periodi didattici, nella maggior parte dei casi, viene confermata l’offerta formativa approvata nel maggio 2012, anche se in alcune situazioni specifiche risulta modificata al fine di dare risposta aggiornata alla domanda formativa proveniente dai territori e dalle istituzioni scolastiche.

 

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Queste le novità:

– RIVA DEL GARDA Istituto Tecnico Economico e Tecnologico“ G. Floriani” – viene stralciato il percorso Costruzioni,ambiente, territorio, ed introdotto Elettronica e elettrotecnica

– TIONE DI TRENTO Istituto di Istruzione “L. Guetti” viene stralciato costruzioni,ambiente, territorio ed introdotto Informatica e telecomunicazioni(articolazione Informatica)

-TRENTO Istituto Tecnico Tecnologico“M. Buonarroti-Pozzo, viene introdotto Elettronica, Elettrotecnica – Informatica e Telecomunicazioni (articolazione informatica), mantenendo il percorso Costruzioni,ambiente, territorio.

Infine il documento approvato oggi stabilisce che i percorsi liceali saranno svolti dal Liceo “Rosmini” di Trento, mentre successivi provvedimenti regolamenteranno l’offerta formativa da attuare presso la casa Circondariale e presso i Centri di formazione professionale.

Accordo tra Provincia e Consiglio delle autonomie. Maggiori risorse per il presidio del territorio. L’attivazione di una quota specifica del fondo enti locali destinata a progetti di sicurezza urbana e risorse aggiuntive per consolidare l’unità anti degrado del Comune di Trento.

Lo prevede l’integrazione del Protocollo di finanza locale per il 2018 oggi sottoscritta tra il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, l’assessore provinciale Carlo Daldoss e il presidente del consiglio delle autonomie, Paride Gianmoena.

L’obiettivo è quello di attivare un nuovo canale di finanziamento per consolidare i progetti di sicurezza urbana per la prevenzione e il presidio del territorio già avviati dai comuni e finanziati dalla Provincia (legge provinciale sulla polizia locale n. 8 del 2005). Le risorse aggiuntive previste per il progetto attualmente attivo del Comune di Trento ammontano a 99.907 euro per il 2018 (a decorrere dal 3 ottobre 2018) e 405.180 euro per il trasferimento annuo a regime a partire dal 2019.

La legge provinciale prevede che la Provincia autonoma di Trento ed i Comuni concorrano, con interventi integrati con lo Stato, alla sicurezza urbana, intesa come bene pubblico da cui dipendono vivibilità e decoro della città. Il tema della sicurezza – come osserva la delibera – assume sempre più importanza per garantire la qualità della vita dei cittadini.

Da qui la possibilità per la Provincia di finanziare progetti a termine, realizzati dai Comuni, per la sicurezza urbana nelle aree più interessate da fenomeni di degrado urbano, con la possibilità – qualora i fenomeni non si fossero risolti – di dare continuità alle attività.

Partendo da questi quadro normativo, l’accordo tra Provincia autonoma di Trento e Consiglio delle autonomie – oggi sottoscritto tra il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi; l’assessore provinciale Carlo Daldoss; e il presidente del consiglio delle autonomie, Paride Gianmoena -, prevede che una quota del “Fondo specifici servizi comunali” sia destinata al consolidamento di progetti di sicurezza urbana per la prevenzione e il presidio del territorio.

Attualmente solo il Comune di Trento ha attivo un progetto per la sicurezza, il quale prevede – tra l’altro – l’impiego dell’unità anti degrado della polizia locale. Il progetto avviato nel 2016 godeva di copertura finanziaria fino al prossimo ottobre.

Il nuovo accordo tra Provincia e Comuni destina ulteriori risorse al Fondo specifici servizi comunali per il 2018. In particolare, il fondo sarà integrato dal prossimo ottobre di ulteriori 99 mila euro, così da dare continuità al progetto del Comune di Trento. Il trasferimento annuo a regime, derivante dal consolidamento del progetto sicurezza, sarà pari a 405 mila euro, mentre l’importo complessivo del Fondo specifici servizi comunali 2018 supererà i 64 milioni di euro.

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