LANCIO D’AGENZIA

Il settimanale Chi rivela nel numero in edicola da mercoledì 22 agosto tutti i dettagli della ”luna di miele” segreta che Harry d’Inghilterra e Meghan hanno trascorso sul Lago di Como ospiti di George Clooney e Amal Alamuddin.

I duchi di Sussex sono sbarcati in gran segreto con un volo privato la sera di giovedì 16 agosto e si sono diretti verso Villa Oleandra scortati da un gruppo di agenti dei servizi segreti inglesi e da agenti della polizia italiana in borghese. Harry e Meghan non sono mai usciti da Villa Oleandra e hanno trascorso il loro tempo rilassandosi in piscina, dove Meghan si è divertita a fare da “tata” ai gemelli di Clooney e Amal.

Harry invece ha sfidato Clooney e altri ospiti a lunghe partite a basket. L’unico momento “ufficiale” della visita, rivela il settimanale diretto da Alfonso Signorini, è avvenuto la sera di sabato 18 agosto, quando nel parco della villa è stata allestita una cena di gala alla quale hanno partecipato una quindicina di ospiti. La cena si è protratta fino a notte fonda. I duchi di Sussex sono poi ripartiti domenica da Malpensa alle ore 18.

Si prospetta da record l’edizione 2018 della Lago di Ledro Running, il giro podistico della Valle di Ledro che domenica prossima (26 agosto) riproporrà il suggestivo tracciato di 10 chilometri ricavato attorno allo specchio d’acqua color cobalto, autentica perla alpina di un territorio inserito dall’Unesco nel progetto Riserva della Biosfera.

I numeri della gara organizzata dall’Atletica Alto Garda e Ledro con il supporto dell’associazionismo e del volontariato locale, parlano chiaro: le iscrizioni registrano un incremento di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, con la possibilità di arricchire ulteriormente la starting list fino alla vigilia della gara.

Già oggi la lista di partenza può mettere in vetrina atleti di spicco, come il mantovano Marco Salami (Esercito) ed il piemontese Stefano Guidotti Icardi, già capaci di conquistare il titolo di campioni italiani, ma gli organizzatori stanno ultimando gli accordi per avere al via altri atleti top del panorama nazionale. Oltre a Salami, recordman della gara con il 29’41 che dodici mesi fa gli ha regalato il successo, sarà presente al via anche la primatista femminile, la trentina Mirella Bergamo, vincitrice nell’edizione 2015 in 35’50.

Insomma, presenze qualificate che garantiranno un’altra edizione – la nona – di grande interesse, su un tracciato che può vantare ben pochi concorrenti al mondo. L’intera gara infatti si svolgerà a ridosso del Lago di Ledro, bacino celebre per la qualità dell’acqua e per aver ospitato sin dall’Età del Bronzo insediamenti preistorici e palafitticoli ancor oggi presenti e conservati a poche centinaia di metri dal traguardo, grazie al lavoro del Museo delle Palafitte di Ledro e del Muse di Trento.

Il quartier generale della Lago di Ledro Running sarà il parco dell’ex Colonia di Molina, sede della partenza ed arrivo di un tracciato di 9,350 chilometri realizzato sull’intero perimetro del lago. Si correrà in senso orario, proponendo dunque prima la riva meridionale con i fitti boschi di faggi che si specchiano nell’acqua, il passaggio per la suggestiva località Pur e l’ombreggiata camminata che porta al Lido di Pieve, all’estremità occidentale del lago. Da lì i concorrenti imboccheranno la scorrevole ciclopedonale che dopo aver toccato l’abitato di Mezzolago riporterà il gruppo a Molina, attraversando la spiaggia di Besta e costeggiando il sito palafitticolo.

Il programma della giornata prevede il ritrovo alle ore 8 con la partenza della gara competitiva prevista alle ore 10. In precedenza spazio alla sfida promozionale riservata ai piccoli podisti under 12.

La Lago di Ledro Running rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’intensa stagione sportiva della Valle di Ledro, autentica palestra a cielo aperto che consente ed esalta la pratica di un’ampia varietà di attività sportive, dagli sport acquatici (Canoa, Vela e nuoto in prima fila) agli sport di montagna (arrampicata, trekking, mountain bike, canyoning) grazie alla profonda biodiversità e varietà territoriale garantita da una vallata che spazia dai 500 agli oltre 2300 metri e che negli ultimi anni ha meritato la ribalta internazionale proprio per essere sede di grandi eventi sportivi, come i Campionati Europei di vela, il triathlon sprint Ledroman, la Ledro SkyRace.

Valle di Ledro è sinonimo di sport ad alto livello e non è un caso se nel corso degli anni, alcuni dei maggiori protagonisti dello sport italiano l’hanno scelta per costruire i grandi traguardi delle rispettive carriere: tre nomi su tutti, i podisti Alberto Cova e Francesco Panetta ed il campione del mondo e vicecampione olimpico di fondo Federico Pellegrino.

Alla Fondazione Edmund Mach agosto è all’insegna delle tradizionali giornate tecniche. Si parte giovedì 2 agosto con le porte aperte a Maso delle Part di Mezzolombardo per la presentazione dei principali risultati della sperimentazione frutticola nel fondovalle.

La frutticoltura di montagna sarà invece protagonista giovedì 23 agosto a Maso Maiano di Cles, mentre il 9 agosto, tra San Michele all’Adige e Laimburg, ci si occuperà di agricoltura biologica. L’appuntamento sul frutteto pedonabile a Termon mercoledì 22 agosto e l’incontro pre-vendemmiale organizzato da AssoEnologi il pomeriggio di giovedì 23 agosto a San Michele all’Adige completano il calendario.

Gli appuntamenti con le porte aperte di Maso delle Part e Maso Maiano, giovedì 2 e giovedì 23 agosto, saranno dedicati alla frutticoltura, rispettivamente di fondovalle e di montagna. Dalle 8.30 verranno formati i gruppi per seguire le presentazioni dei tecnici.

Si parlerà di difesa nella frutticoltura biologica, con l’andamento della ticchiolatura e i primi risultati delle esperienze di gestione del patogeno. Inoltre verrà approfondita la situazione dei principali fitofagi del melo e sarà fornito un aggiornamento sugli scopazzi. Saranno presentate le prove sulle forme di allevamento, ovvero come ottenere una parete fruttifera partendo dal biasse fino al multiasse e al frutteto pedonabile a Guyot, per chiudere con la frutticoltura di precisione e le reti anti-pioggia.

Altri due gruppi saranno dedicati all’innovazione varietale e al diradamento dei frutti, con l’andamento dell’allegazione e la presentazione delle prove di efficacia di diverse miscele di prodotti diradanti. In questo caso saranno presentate alcune nuove varietà di melo, standard e dotate di resistenti genetiche, frutto del programma di miglioramento Fem e di altri programmi nazionali e internazionali. In aggiunta, a Maso delle Part, si parlerà anche di portainnesti e sistemi di impianto, con performance produttiva di genotipi alternativi a M9 e di distribuzione di agrofarmaci.

Per quanto riguarda la giornata tecnica biologica, in calendario il 9 agosto dalle 9 in aula magna alla Fondazione Mach, dopo la presentazione delle attività dell’Unità agricoltura biologica a cura di Enzo Mescalchin, verranno illustrate le prove di pieno campo condotte nel 2018 per il controllo di peronospora e oidio (Luisa Mattedi), soffermandosi sulla determinazione dei contenuti di rame su diversi organi della vite (Silvia Gugole).

Alle 10 sarà la volta dell’effetto del sovescio sulle dinamiche dell’azoto nel suolo e nella vite (Roberto Zanzotti) e della potatura Poussard e Curetage per contenere i danni da Esca (Marino Gobber). Alle 11 è in programma la visita alle prove sperimentali mentre il pomeriggio ci si sposterà a al Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale di Laimburg (Bolzano) per le prove di frutticoltura. L’evento della mattina sarà trasmesso in diretta streaming su live.fmach.it

Mercoledì 22 agosto a Termon, in Val di Non, alle ore 9, sarà dedicata all’aggiornamento sulle attività di sperimentazione sul meleto pedonabile sostenibile nell’ambito del progetto Meps in collaborazione con il Consorzio Innovazione e Frutta e APOT. Giovedì 23 agosto, alle ore 16, l’aula magna della Fondazione Mach ospiterà l’incontro pre-vendemmiale organizzato dalla sezione trentina di AssoEnologi.

I programmi degli eventi sono disponibili sul sito www.fmach.it

 

 

 

 

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Comunicato Stampa Weekend del Gusto 2018

Crollo ponte: Unimpresa, in Italia mezzo milione di immobili in dissesto. In Italia c’è quasi mezzo milione di immobili in dissesto, parzialmente o totalmente inutilizzabili. Si tratta di 452.410 costruzioni classificate, secondo i parametri catastali, come degradati o, più dettagliatamente, collabenti.

Il rapporto rispetto agli edifici sani, che in totale sono 62.861.919, è pari allo 0,72% e il dato risulta assai preoccupante anche alla luce del crollo del ponte autostradale a Genova. Sono 10 le province più a rischio, la maggior parte situate nel Sud del Paese, ma spiccano alcune realtà del Nord Ovest (In Piemonte e Val d’Aosta): Frosinone, Cosenza, Cuneo, Benevento, Foggia, Aosta, Siracusa, Piacenza, Verbanio Cusio Ossola, Vibo Valentia. In tutto il resto del Paese si contano 345.848 costruzioni degradate e 58.393.439 edifici “sani”, con un rapporto dello 0,58%.

“Al di là delle preoccupazioni sul versante della sicurezza, l’area che abbiamo fotografato, ovvero degli immobili catastalmente rovinati, rappresenta una possibile fonte di sviluppo dell’economia, per il settore dell’edilizia e per tutto l’indotto, dall’arredamento agli accessori” commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara. “Bisogna insistere anche per quanto riguarda la valorizzazione di alcuni beni sul fronte artistico e culturale, con tutto quello che se ne può trarre anche per il turismo” aggiunge Ferrara.

Secondo l’analisi dell’associazione, basata su dati della Corte dei conti e dell’agenzie delle Entrate aggiornati al 2016, in Italia ci sono 452.401 immobili classificati, a livello catastale, come degradati (si tratta della categoria catastale “F”), da confrontare con un totale di 62.861.919 di altri immobili “sani”.

Il rapporto tra immobili degradati e immobili “sani” (categoria casuale da “A” a “E”) è parti allo 0,72%. Le 10 province con il maggior numero di immobili degradati sono: Frosinone (28.596 degradati e 410.813 “sani”, con un rapporto pari al 6,96%); Cosenza (15.188 degradati e 798.600 “sani”, con un rapporto pari all’1,90%); Cuneo (12.003 degradati e 870.155 “sani”, con un rapporto pari all’1,38%); Benevento (10.942 degradati e 259.589 “sani”, con un rapporto pari al 4,22%); Foggia (9.996 degradati e 679.060 “sani”, con un rapporto pari all’1,47%); Aosta (7.783 degradati e 270.043 “sani”, con un rapporto pari al 2,88%); Siracusa (7.123 degradati e 379.960 “sani”, con un rapporto pari all’1,87%); Piacenza (5.054 degradati e 370.657 “sani”, con un rapporto pari all’1,36%); Verbanio Cusio Ossola (5.046 degradati e 253.702 “sani”, con un rapporto pari all’1,99%); Vibo Valentia (4.822 degradati e 175.901 “sani”, con un rapporto pari al 2,74%).

 

 

Miglioramenti contrattuali per i lavoratori occupati nei lavori socialmente utili e novità per il Fondo territoriale”. Lavoro, il punto con il vicepresidente Alessandro Olivi.

 

 

Miglioramenti contrattuali per i lavoratori occupati nei lavori socialmente utili, novità per il Fondo territoriale, con il prolungamento della Naspi per i lavoratori stagionali e per quelli vicini alla pensione, formazione e sostegno all’Apevolontario, un primo bilancio sul Real e un progetto straordinario per la ricollocazione dei disoccupati di lunga durata: il vicepresidente e assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro, Alessandro Olivi, ha fatto il punto oggi sulle iniziative messe in campo dalla Provincia per contrastare la disoccupazione, in particolare quella di lunga durata, e per sostenere l’occupazione di qualità.

All’incontro hanno partecipato anche la dirigente generale dell’Agenzia del Lavoro Antonella Chiusole e Andrea Grosselli, presidente del comitato che amministra il Fondo territoriale intersettoriale del Trentino. “In questi anni – ha sottolineato il vicepresidente Olivi – la Provincia ha investito molto nell’innovazione delle politiche per il lavoro, varando strumenti che rappresentano una assoluta novità nel panorama nazionale e che vanno dalla protezione sociale e dall’inclusione, perché nessuno si senta lasciato solo, alla riqualificazione, allo stimolo alla ricerca di nuove opportunità.

Stiamo guardando con molta attenzione agli effetti del Decreto dignità, per l’impatto che potrebbe avere, in tema di proroghe dei contratti a termine, nei confronti di un’esperienza particolare come sono i Lavori Socialmente Utili in Trentino”. “Quelli messi in campo – ha confermato Antonella Chiusole – sono strumenti veramente innovativi. In particolare il Real, iniziativa che premia chi si attiva per trovare un lavoro ed è stata pensata per essere valutata nei suoi effetti”.

 

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Lavori Socialmente Utili

“Questa mattina – ha spiegato il vicepresidente – ho incontrato le rappresentanze sindacali per varare alcuni miglioramenti contrattuali in favore degli occupati nei lavori socialmente utili”. Queste le novità: per gli impiegati con l’”Intervento 19”, in totale 2145 nel 2017, è previsto un incremento mensile di 116 euro netti, attraverso la concessione di buoni pasto usufruibili nei pubblici esercizi convenzionati. Ai lavoratori del “Progettone” che hanno maturato 72 mensilità verrà riconosciuta un’indennità di 702 euro all’anno per due anni.

 

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Il Fondo territoriale intersettoriale del Trentino

“Per il Fondo territoriale intersettoriale del Trentino – ha aggiunto Olivi – che è un esempio unico in Italia di uno strumento innovativo, bilaterale e intersettoriale, di sostegno dei lavoratori delle piccole e piccolissime imprese, autonomo rispetto ai fondi nazionali, è stato promosso un confronto con le parti sociali, per condividere alcune proposte di modifica che una volta ufficializzate dovranno essere integrate in un nuovo accordo territoriale, da presentare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’approvazione”.

Le principali modifiche riguardano: il prolungamento della Naspi (l’indennità di disoccupazione) per i lavoratori prossimi alla pensione e per i lavoratori stagionali del turismo; il finanziamento di programmi formativi, attraverso procedure di accesso semplificate; la semplificazione dell’accesso al Fondo.

“Ma la novità più interessante – ha sottolineato l’assessore – riguarda la proposta di introdurre una nuova prestazione che permetterà l’accesso più agevole alla pensione tramite l’APE volontario”. La proposta allo studio è quella di prevedere che il Fondo territoriale intersettoriale del Trentino possa versare i contributi mancanti, anche in concorso con il datore di lavoro, in modo tale che il beneficiario di Ape volontario riceva la pensione calcolata tenendo conto anche del periodo di anticipo pensionistico.

L’Ape volontario è uno strumento potenzialmente rivolto a tutti i lavoratori che consente di ricevere un assegno mensile prima della pensione, facendo ricorso al sistema bancario e assicurativo. Si tratta di un prestito erogato dalle banche tramite l’Inps che consente ai lavoratori già vicini alla pensione (minimo 63 anni di età, 20 anni di contributi e non più di 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia), di uscire anticipatamente dal mercato del lavoro.

Una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento, il lavoratore comincerà a rimborsare il prestito mediante trattenute alla fonte sulla sua pensione operate direttamente dall’Inps per i 20 anni successivi.

“Ci muoviamo – ha spiegato Andrea Grosselli – su tre direttrici: semplificare l’accesso al Fondo, incentivare la formazione e la tutela dei lavoratori stagionali e anziani che sono stati licenziati, sostenere l’Ape volontario”.

 

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Reddito di Attivazione al Lavoro

“Anche se con numeri parziali – ha proseguito il vicepresidente – possiamo fare un primo bilancio per quanto riguarda il Real, Reddito di attivazione al lavoro, strumento senza precedenti nel panorama nazionale ed europeo che la Provincia di Trento ha introdotto ad inizio anno allo scopo di incentivare le persone disoccupate residenti nel territorio ad attivarsi per la ricerca di un nuovo impiego”.

Questi i numeri: alla data del 16 agosto 2018 sono state 200 le domande presentate e 134 i pagamenti autorizzati per un totale di 334.000 euro.

Le domande sono state presentate da lavoratori maschi per il 45% e lavoratrici femmine per il 55%, equamente distribuite tra le fasce di età over 40 e over 50, con una netta prevalenza di domande presentate da lavoratori italiani – circa l’80% – rispetto alla componente straniera e comunitaria. Tra le prime 134 domande autorizzate prevalgono quelle a favore di lavoratori provenienti dalla zona di Riva del Garda (circa il 65%).

La maggior parte dei 134 lavoratori si è rioccupata in attività del medesimo settore di provenienza (il 85%), ed in particolare in attività legate al turismo. Dei 134 lavoratori cui è stato autorizzato il Real circa 1/3 ha trovato lavoro prima della fine della Naspi, il 33% ha trovato occupazione presso un datore di lavoro diverso rispetto a quello di provenienza e 2 lavoratori hanno utilizzato il Real per l’avvio di un’attività di lavoro autonomo.

 

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Progetto straordinario per la ricollocazione di disoccupati di lunga durata

“Il nostro intervento – ha concluso Olivi – comprende anche chi ha maggiori difficoltà a trovare un’occupazione. Per il sostegno ai lavoratori più deboli, nelle prossime settimane verrà quindi sottoposta alla Giunta provinciale una seconda edizione del progetto straordinario per la ricollocazione dei disoccupati da più di 12 mesi”.

Sono previste la concessione di un incentivo all’assunzione (per ogni assunzione che avverrà entro il 31/12/2020) pari a 15.000 euro all’anno per due anni, se il rapporto di lavoro è a tempo indeterminato o a 10.000 euro all’anno se è a tempo determinato di almeno 12 mesi e inoltre l’attivazione di un progetto di inserimento in lavori socialmente utili presso enti pubblici per la durata massima di 12 mesi, per coloro che nei 5 mesi precedenti non sono riusciti a trovare un’occupazione.

Il costo a carico del bilancio di Agenzia del Lavoro è di circa 380.000 euro, per una durata del progetto da settembre 2018 a dicembre 2020.

L’iniziativa si rivolgerà a persone, che abbiano compiuto i 45 anni di età, che siano disoccupate da più di 12 mesi (non sono computati i rapporti di breve periodo inferiori a 6 mesi) che abbiano perso il posto di lavoro per riduzione di personale, cessazione dell’attività produttiva dell’impresa o cessazione di un’attività di lavoro autonomo e che abbiano rispettato gli impegni concordati nel Patto di servizio personalizzato.

Il 17 agosto è iniziata la vendemmia dei vigneti alle pendici dei monti che producono le uve Chardonnay alla base dei Trentodoc Ferrari.

 

 

Una data piuttosto anticipata rispetto alla media, ma in linea con l’anno passato, quando il clima caldo aveva ugualmente portato le uve a un buon equilibrio tra zuccheri e acidità ed un’ottima concentrazione aromatica già a metà agosto.

“L’annata 2018 si preannuncia qualitativamente molto buona, nonostante una stagione impegnativa dal punto di vista viticolo e a livello quantitativo superiore al 2017, ritornando quindi nella media degli ultimi dieci anni”, ha commentato Marcello Lunelli, Vice Presidente delle Cantine Ferrari e Responsabile Tecnico del Gruppo Lunelli.

La viticoltura di montagna, unita al lavoro in vigna con metodi di agricoltura sostenibile, ha quindi permesso di ottenere piante in ottimo stato vegetativo, garantendo in questo modo una buona resa dei vigneti, che hanno regalato anche quest’anno uve di grande complessità e finezza di aromi.

Si è iniziato con i vigneti di Chardonnay più a bassa quota e, in un mese circa di vendemmia, si arriverà fino alle vigne più in alta quota, sia di Chardonnay che di Pinot Nero.

Come ogni anno la vendemmia sarà rigorosamente manuale per potere preservare l’integrità dei grappoli e per permettere un’adeguata selezione delle uve sotto l’attento controllo degli agronomi Ferrari.

Sarà un periodo di lavoro festoso che porterà in cantina le uve migliori, che, anche in questa annata, il lavoro degli enologi Ferrari trasformeranno in bollicine Trentodoc di grande eleganza.

 

L’inizio della prossima stagione invernale vedrà la piena funzione di tutti gli impianti. Al via i lavori di ammodernamento dell’impianto sciistico della Panarotta.

La stazione sciistica della Panarotta sarà resa più confortevole e sicura, grazie agli imminenti lavori di ammodernamento che prevedono l’installazione di una seggiovia triposto sul tracciato del vecchio impianto Malga Montagna Granda – Cima Esi, un nuovo skiweg e altre migliorie che saranno già pienamente fruibili con l’inizio della prossima stagione invernale.

Un focus sui lavori è stato fatto questa mattina a Malga Montagna Granda dall’assessore provinciale al turismo Michele Dallapiccola e dal vicepresidente di Trentino Sviluppo Fulvio Rigotti.

“La progettualità relativa alla Panarotta sta andando avanti: non si torna indietro con le decisioni sul suo futuro turistico e sulla fruibilità per la comunità locale” ha detto l’assessore Dallapiccola.

“Oggi abbiamo dato prova che stiamo costruendo qualcosa di importante. Il Lagorai può distinguersi rispetto ad altri modelli di sviluppo e offrire ai 300 milioni di abitanti dell’Unione Europea che possono essere raggiunti con il digitale una montagna che rispetta la natura ed è comunque dotata delle infrastrutture necessarie”.

Rigotti è entrato nei dettagli dell’intervento, grazie al quale l’impianto sarà maggiormente confortevole rispetto al precedente, a fronte di minori consumi, con una portata di 1.500 persone all’ora, contro le 900 persone/ora dell’impianto preesistente, con un incremento di oltre il 50%.

Oltre all’installazione dell’impianto, sarà adattata e ampliata nei punti di accesso la pista e implementati i cannoni per l’nnevamento.

Un investimento che permetterà a tutti – e in particolare alle centinaia di bambini che frequentano ogni anno la stazione per l’avviamento allo sci – di trascorrere momenti di intrattenimento e di sport con maggiore sicurezza ed affidabilità.

Nel programma di finanziamento, come ha ricordato l’assessore Dallapiccola, è prevista anche la realizzazione di una pista di slittino, un’opera la cui modalità di appalto è in capo ai comuni di zona.

I lavori rientrano nel quadro degli interventi previsti dal protocollo d’intesa siglato nel 2013 fra Provincia autonoma di Trento, Trentino Sviluppo e Comuni di zona e danno attuazione alla volontà della Provincia di sostenere le stazioni sciistiche “minori”, considerate importanti per l’avviamento allo sci di ragazzi e famiglie e al contempo perno di un tessuto economico locale fortemente centrato sull’indotto turistico.

Il citato protocollo d’intesa e il successivo accordo quadro del 2015 prevedono per la Panarotta, oltre al sostegno della provincia tramite Trentino Sviluppo, il supporto dei Comuni di ambito, l’apporto di lavoro e di capitale di soggetti privati e la disponibilità degli istituti di credito locali.

Il budget per la realizzazione degli interventi consiste in 1 milione e 700mila euro, messi a disposizione dalla Pat per tramite di Trentino Sviluppo.

Gianni Baldessari, direttore Area Impianti Turistici di Trentino Sviluppo ha annunciato che i lavori cominceranno nella prima decade di settembre e che ci saranno 90 giorni di tempo per realizzare l’impiantistica e 60 per lo skiweg, così che fra tre mesi le stazioni a valle e a monte potranno essere operative.

Con la fine vita tecnica della seggiovia Malga, che dopo 46 anni di servizio si mostrava non più idonea a continuare l’attività, neppure con una massiccia revisione generale, l’unico modo per garantire l’apertura nella prossima stagione invernale consisteva nel riposizionamento di un impianto esistente.

La seggiovia triposto che è già stata consegnata e che sarà installata nelle prossime settimane proviene dalla stazione sciistica di Klausberg a Cadipietra (Bz), in Valle Aurina.

Grazie alla corrispondenza tra le caratteristiche di servizio e quelle tecniche dei due impianti, dopo una completa revisione, la seggiovia verrà installata subito: un vantaggio che l’acquisto di un impianto del tutto nuovo non avrebbe consentito, a causa dei tempi necessari ad indire un apposito bando di gara.

Con il riposizionamento del nuovo impianto sarà rivista anche la parte finale della pista Malga, consentendo un imbarco migliore agli sciatori.

La soluzione proposta per lo skiweg permetterà di collegare due piste esistenti (Pista Storta e Rigolor) per ottimizzare l’offerta turistica e nel contempo consentirà l’apertura del collegamento viario diretto con la valle dei Mocheni, finora in inverno precluso in quanto la strada forestale veniva utilizzata per il collegamento con gli sci tra le due piste.

La stessa strada forestale, che per quarant’anni è stata utilizzata in inverno per il collegamento delle due aree sciistiche, potrà così rimanere a disposizione per il collegamento viario.

Le gare d’appalto per i lavori necessari hanno portato all’affidamento delle commesse ad imprese locali, che hanno presentato le offerte migliori.

Accanto alla seggiovia triposto, allo skiweg e ai nuovi generatori di neve programmata, la stazione della Panarotta avrà anche nuovo tappeto per il campo scuola, così da presentarsi al meglio per l’inizio della prossima stagione invernale.

 

I giovani del Patt rafforzano la collaborazione nell’Euregio. È stato sottoscritto domenica 19 agosto 2018 al Forum Europeo di Alpbach, in occasione della Giornata del Tirolo, il memorandum tirolese tra le organizzazioni giovanili di Patt, Svp e Volkspartei austriaca del Tirolo.

Mauro Agosti, referente internazionale dei giovani del Patt, ha sottoscritto la dichiarazione di intenti per sostenere il rafforzamento della cooperazione tra i mondi giovanili di Trentino, Alto Adige e Tirolo.

Sulla base degli attuali rapporti politici e d’amicizia tra i giovani del partito popolare austriaco Övp, della Junge Generation della Svp e dei giovani del Patt è stato segnato l’accordo con l’obbiettivo di ampliare la collaborazione in ambito politico e sociale.

Nel paese tirolese di Alpbach, che ospita dal 1945 il Forum europeo, si sono poste le basi per la futura collaborazione tra le organizzazioni giovanili dei tre territori dell’Euregio.

“Questo accordo – afferma Agosti – racchiude in sé un valore che va ben oltre quello dei punti inseriti nel suo testo. Esso dimostra come i giovani dei tre territori dell’Euregio siano pronti a collaborare in questo progetto europeo e transfrontaliero che mira a costruire politiche comuni.

Sviluppare relazioni ed affrontare in uno spirito di collaborazione i problemi del nostro territorio alpino sembra essere la chiave per affrontare il futuro.

Il Patt i suoi giovani –conclude Agosti- vogliono quindi essere partecipi in questo processo dove la nostra provincia autonoma è sempre più europea”.

Attraverso l’incentivazione dei rapporti nell’Euroregione è anche possibile tutelare la funzione di protezione austriaca dell’Autonomia delle province di Trento e Bolzano.

Sul piano partitico le tre organizzazioni giovanili puntano a lavorare di comune accordo sui contenuti per la formulazione di posizioni unitarie nelle organizzazioni dei giovani del Partito popolare europeo (Yepp).

Soddisfazione anche da parte del Segretario dei Giovani del Patt Lorenzo Paoli. “Attraverso questo accordo –afferma Paoli- viene ulteriormente sottolineata la volontà di essere parte integrante nel progetto di formazione e strutturazione dell’Euregio.

Noi giovani dobbiamo lavorare insieme affinché si arrivi in breve tempo allo sviluppo di un’Europa dei popoli. Solo cosi si potrà tutelare –conclude Paoli- la nostra autonomia speciale nel solco del sogno dei padri fondatori della Comunità europea”.

 

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Nella foto:

Mauro Agosti, Sonja Plank, vicepresidente dei giovani della Svp, e Dominik Schrott, membro della commissione per il Sudtirolo nel Parlamento austriaco e presidente dei giovani della Volkspartei del Tirolo.

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