Un traguardo memorabile, con un numero di medaglie d’oro mai raggiunte prima in questa competizione: Ferrari è anche quest’anno “Sparkling Wine Producer of the Year” al concorso internazionale The Champagne & Sparkling Wine World Championships.

Per la prima volta dall’inizio della competizione, l’Italia ha superato la Francia per numero di medaglie. La Casa Trentina ne ha ricevute ben 15 d’oro per i suoi Trentodoc, tra cui il Ferrari Brut e il Ferrari Maximum, primeggiando sulla Maison de Champagne Louis Roederer per la nomina al trofeo più prestigioso, il titolo di “Produttore dell’Anno”. Ad annunciarlo lo stesso ideatore Tom Stevenson, un’autorità internazionale nel settore, che ha definito come “unbelievable”, ovvero incredibile, lo straordinario successo di Ferrari.

The Champagne and Sparkling Wine World Championships è la più importante competizione internazionale dedicata solo al settore delle bollicine, un primato ottenuto soprattutto grazie al prestigio dei suoi tre giudici, Tom Stevenson, fondatore del concorso, Essi Avellan e Tony Jordan, tutti grandissimi esperti, in particolare di bollicine.

Fin dalla prima edizione, i Trentodoc delle Cantine Ferrari sono stati valutati tra le migliori bollicine al mondo. Basti ricordare che, oltre ad esser stato nominato Sparkling Wine Producer of the Year già nel 2015 e 2017, Ferrari si è aggiudicato il titolo di World Champion Sparkling Wine Outside Champagne con il Ferrari Perlé 2007 nel 2014 e, nel 2016, quello di Blanc de Blancs World Champion con il Ferrari Brut.

Questi risultati non fanno che confermare il valore dell’intera gamma dei Trentodoc Ferrari, nonché regalano ulteriore prestigio internazionale alla Casa trentina, che si conferma tra i migliori produttori di bollicine a livello internazionale, in grado di primeggiare su Maison de Champagne e altre importanti cantine di tutto il mondo.

“Siamo molto orgogliosi di questo titolo – commenta Matteo Lunelli, presidente delle Cantine Ferrari – in quanto testimonia una volta di più come il Trentino, grazie alla sua viticoltura di montagna, sia un territorio con una vocazione unica e straordinaria per creare bollicine di eccellenza. Non a caso la Trentodoc è la denominazione con il maggior numero di medaglie in questa competizione. Dedico, anche a nome di tutta la mia famiglia, questo successo a tutte le donne e gli uomini delle Cantine Ferrari che ogni giorno, da oltre un secolo, portano avanti il sogno di Giulio Ferrari mirando sempre ai traguardi più ambiziosi”.

La cerimonia di premiazione per l’assegnazione delle medaglie e del titolo di “Sparkling Wine Producer of the Year” avverrà il 4 novembre a Londra.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Patt in commissione per assestamento bilancio. Le proposte. La giunta ha indicato tre pilastri di questa manovra assestamento.
Natalita’, investimenti, e ripristino territorio dopo la tempesta.

Abbiamo chiesto se la giunta è disponibile a valutare proposte migliorative su ciascuno dei temi evidenziati.

Per quanto riguarda la natalita’ riteniamo necessario che le misure debbano essere strutturali e molto piu’ articolate rispetto alla sola previsione di un bonus per nuovi nati. In particolare vorremmo discutere della possibilita’ di estendere tale misura fino ai 18 anni di età, di costruire nuove e innovative misure nel campo delle coperture per maternità delle lavoratrici del settore privato, e di incentivare congedi parentali per i padri.

Con riferimento agli investimenti chiediamo di valutare una piu’ puntuale programmazione con allocazione di risorse certe per quanto riguarda la tangenziale di Rovereto e di poter approfondire una nostra proposta.
E nel contempo di valutare incentivazioni per imprese artigiane e agricole su imis.

Con riferimento al ristoro dei danni al nostro territorio, procurati dalla tempesta Vaia , chiediamo di approfondire le nostre proposte che valorizzano la possibilita’ di recuperare territorio agricolo tramite bonifiche di bosco distrutto.

Naturalmente ci sono molti altri aspetti di maggiore specificità sulle quali chiediamo che vengano esaminate alcune nostre proposte emendative.

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Gruppo consiliare PATT

LA BELLEZZA DI MISS ITALIA E FESTIVAL TALENT SHOW A SARNONICO

Domenica 14 luglio nell’accogliente località di Sarnonico, nel cuore della Val di Non, si svolgerà il consueto ed immancabile appuntamento con la bellezza e con l’elezione di Miss Sarnonico, evento che da oltre 15 anni viene apprezzato sia dai valligiani che dai numerosi turisti presenti in zona in estate. Nella stessa serata verrà anche ospitata la terza tappa del Festival Talent Show dopo il successo delle precedenti tappe di Mezzocorona e di Levico Terme.

La sfilata delle Miss, avrà luogo presso gli impianti sportivi di Sarnonico a partire dalle ore 21.15, grazie alla collaborazione del Comune di Sarnonico e della Proloco e di numerosi sponsor locali, e vedrà sfilare una ventina di future reginette, tra i 18 e i 30 anni, tutte residenti in Trentino Alto Adige, pronte a mettersi in gioco per riuscire a portare a casa la corona e il diritto di accedere alle Finali regionali.
Lo spettacolo, curato da Sonia Leonardi valorizzerà inoltre i giovani talenti della nostra regione che proporranno al pubblico movimentate ed emozionanti esibizioni di canto, ballo e arti varie cercando così di guadagnarsi, in base all’insindacabile giudizio della giuria, il lasciapassare per le fasi successive del talent che si volgeranno nel mese di agosto.
La serata si aprirà con la colorata sigla dedicata agli anni 80 per poi proseguire con la sfilata in abito da sera e il consueto passaggio davanti alla giuria in body istituzionale. Non mancheranno i momenti di gioco con i più piccoli, che sicuramente con la loro simpatia ed spontaneità, sapranno strappare sorrisi ed applausi al pubblico.
Durante la serata le ragazze, curate nel look dalla professionalità del Salone Lele di Monclassico che da oltre 10 anni segue il Tour Miss Italia in Regione, dando alle miss la giusta naturalezza, porteranno in passerella anche le creazioni dei giovani studenti del CMC di Trento, l’istituto di formazione per i futuri stilisti che da anni porta gli abiti degli studenti in un contesto di grande visibilità.
Miss Sarnonico, oltre alla corona Miluna vincerà numerosi premi offerti dai vari sponsor ed assieme alle altre 5 fortunate ragazze qualificate della serata, staccheranno il biglietto per le finali regionali, che si terranno a partire dal 3 agosto a Fiera di Primiero.
Tra gli sponsor della serata E-MAX di Mollaro, regalerà a due ragazze dei buoni omaggio che prevedono il noleggio di n 1 e-bike per 1 mese e un altro buono che prevede la partecipazione gratuita a dei tour guidati a scelta tra escursioni e-bike con discesa rafting, oppure un toru in alta Val di Non con merenda o colazione in malga. Un’opportunità per alcune ragazze di poter vivere un’esperienza emozionale a contatto con la natura e poter conoscere meglio il territorio noneso.
Le prossime tappe di selezioni provinciali del concorso di Miss Italia per tentare l’accesso alle Finali Regionali data saranno: 16 luglio Bar Spiaggia (Campolongo-Pinè), 17 luglio Hotel Solea Fai della Paganella, 18 luglio Cortina sulla strada del vino (BZ), 20 Lagundo Piazzale della Chiesa, 23 luglio Canazei, 26 luglio Avio, 29 luglio Blue Garden Riva del Garda, 30 luglio Storo, 1 agosto Ortisei (BZ) e il 2 agosto a Mezzano.
La finalissima Regionale del Concorso Nazionale Miss Italia per eleggere Miss Trentino Alto Adige quest’anno sarà ospitata per il sesto anno consecutivo in Alto Adige e precisamente nella suggestiva ed elegante Piazza Duomo di Bressanone domenica 18 agosto. In questa attesissima serata, voluta dalla Associazione turistica e dal Comune di Bressanone, dedicata alla moda e allo spettacolo, verrà eletta la ragazza più bella della nostra Regione, che prenderà la corona di Sophie Agnese Krause, e che per un anno intero veicolerà la bellezza della nostra Regione in tutta Italia.
Un grazie anche ai media partners, della serata che dedicano sempre molto spazio alle nostre iniziative: Radio Italia Anni 60, Trentino tv, Rttr, Bazar e Trentino Mese, ladigetto.it, Agenzia Giornalistica Opinione, Dolomiit.it, il Corriere del Trentino, la Gazzetta delle Valli, il quotidiano l’Adige e il quotidiano il Trentino.
Per chi volesse aderire e partecipare gratuitamente al Festival Talent Show (sia gruppi che singoli) in qualsiasi forma artistica, può contattare direttamente l’organizzazione Soleoshow per avere informazioni su soleo@soleoshow.com.
Se sei una ragazza di età compresa tra i 17 e i 30 anni con nazionalità o cittadinanza italiana, iscriviti gratuitamente al Concorso, o chiedi semplicemente informazioni a soleo@soleoshow.com oppure chiama lo 0461 239111
Sarai invitata a partecipare ad una sfilata e potrai così vivere un’esperienza divertente e unica!
Per partecipare alle nostre sfilate: soleo@soleoshow.com oppure chiama lo 0461 239111

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

io non la conosco, ma neanche lei credo che mi conosca. Leggo le sue dichiarazioni (https://www.legatrentino.it/paoli-tagli-allaccoglienza-prima-i-trentini/?fbclid=IwAR3M1MMO33ie2Ilefs8qMQl5w9E9JcipDXr2klM2maXJlb8i45fAt3O5F3w) rivolte a Futura 2018. Faccio parte di quella sinistra che non ha capito che il vostro slogan “prima i trentini” è un programma politico (accidenti, come siete bravi a semplificare). Quella sinistra che, cito le sue parole, “sarà credibile nel denunciare le condizioni in cui vivono i migranti dopo che avrà fatto lo stesso occupandosi delle condizioni in cui vivono gli anziani, i poveri e i disabili del nostro territorio”.

Peccato che anch’io rientri nella categoria dei disabili e che proprio oggi abbia scritto in merito una lettera su un quotidiano. Quindi, prima di parlare, gli esponenti leghisti come lei, non dovrebbero ripetere, adattandoli con poca fantasia, come pappagalli slogan del truce vostro leader. Voi dite “prima i trentini” ma purtroppo bisogna aggiungere altre 6 parole “che la pensano come la Lega”. Arriviamo a 10 parole… forse troppo per un programma politico.

Sappia che sono trentino anch’io e che la vostra miope politica danneggia anche me. Dividere la società tra trentini e non trentini (un giorno vorrei capire però quali sono i requisiti per essere definiti “trentini”), tra migranti e autoctoni finisce per colpire i più poveri e chi ha più bisogno. Come me che sono disabile non autosufficiente. Lei lo sa che gli stranieri contribuiscono in maniera altissima nell’assistenza ai disabili e agli anziani? E lei sa che se non ci fossero io non potrei gridare “prima i trentini” perché in pochi risponderebbero? Non credo proprio.

Link trasmissione raio 1 rai 11/7/2019 , ore 10.30

https://www.raiplayradio.it/audio/2019/07/CENTOCITTAapos-bd85cafc-d8fc-4bbc-a4fb-6338d1237dc3.html

Prove tecniche di Olimpiadi

Giancarlo Giorgetti, sottosegretario allo Sport

Maurizio Fugatti, Presidente Provincia autonoma di Trento

Arno Kompatscher, Presidente Provincia autonoma di Bolzano

Grande Fratello Dolomitico e passi chiusi

Leandro Grones, Sindaco di Livinallongo del Col di Lana

Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Il PATT Alense è confuso e poco credibile come sempre sul tema dei grandi carnivori e nello specifico sul tema lupi canta vittoria in quel di Ala per l’approvazione di una mozione che non chiarisce sicuramente alla comunità Alense quale posizione intenda tenere il PATT che in questi anni di governo in giunta comunale ha completamente taciuto sulla questione se non occupandosi di promuovere serate sull’importanza della presenza del lupo nei nostri territori.

Ricordiamo infatti che l’ex assessore provinciale del PATT Dallapiccola rispondeva ad un’interrogazione provinciale a gennaio dello scorso anno ricordando di come fosse economicamente rilevante per il turismo Trentino la presenza del lupo. Ora che il PATT non è più al governo provinciale perla prima volta in consiglio comunale di Ala sul tema presenta una mozione, quando la Lega di Ala è già intervenuta più volte in consiglio comunale sia con interrogazioni sia con una mozione sui grandi carnivori. La LEGA al governo oppure non al governo sul tema dei grandi carnivori ha sempre sostenuto un’unica linea ovvero che è palesemente dimostrata l’impossibile convivenza tra illupo e le attività di alpeggio e agro-zootecnica, che è fondamentale preservare la sicurezza dell’uomo e dell’attività economica esercitata in altura per evitare lo spopolamento delle montagne e la perdita di questo importante patrimonio che a parer nostro deve essere salvaguardato e tutelato. Il PATT Alense che posizione ha in merito? Parla nella mozione di momenti informativi per sensibilizzare la comunità sulla presenza del lupo, propone a tutti di attivarsi a fare dei censimenti esclusivamente localistici senza aver consapevolezza, forse, di come debbano esser fatti dei censimenti scientifici insomma approva una mozione squisitamente propagandistica che apre la campagna elettorale del PATT Alense con “la volontà da parte della politica di stemperare il clima di allarme sociale che si sta creando e che tanto timore sta incutendo alla gente favorendo una narrazione che si basi su risultanze scientifiche”. Invitiamo il
PATT Alense a parlare di più con gli allevatori e con i frequentatori abitudinari della montagna sia sulla convivenza tra attività d’alpeggio e lupi e sia in merito alle “risultanze scientifiche” di perdite di bestiame quotidiano. Ovviamente a riprova della strumentalizzazione della questione ricordiamo che nel comunicato del PATT Alense non è stata citata la proposta emendativa alla mozione presentata dalla Lega Alense.
Come Sezione Lega di Ala evidenziamo l’incoerenza del PATT Alense e soprattutto la mera strumentalizzazione della “questione lupi” visto e constatato che, dal momento in cui il PATT ha perso l’egemonia del governo provinciale, la rappresentanza locale ha iniziato a trattare tematiche mai affrontate prima. Vi mettiamo a confronto i primi tre punti del testo della mozione del PATT e del testo emendativo proposto dalla LEGA e votato contro da tutta la maggioranza e della Bussola.IMPEGNO PUNTO 1. MOZIONE PATT:

“a promuovere in seno al Comitato per la Sicurezza misure di gestione della presenza dei lupi più sicure ed efficaci ovvero: sollecitare la Provincia a predisporre sufficienti risorse per sostenere i danni subiti dagli allevatori; chiedere alla stessa di ripristinare il report annuale di presentazione dei dati sul monitoraggio dei lupi al Muse; chiedere la possibilità di affiancare alle fototrappole dislocate nelle pertinenze comunali anche l’attivazione dell’attività di radiocollaraggio su esemplari accuratamente selezionati”.
Astenuta la LEGA! IMPEGNO PUNTO 1. PROPOSTA EMENDATIVA LEGA:

“a chiedere alla Provincia di continuare ad erogare le risorse per sostenere i danni subiti dagli allevatori, ad informare i cittadini circa il monitoraggio sui lupi e a chiedere la possibilità di affiancare alle fototrappole l’attivazione dell’attività di radiocollaraggio su alcuni esemplari”.
A favore Lega e 5 stelle CONTRARI maggioranza e Bussola.

Se qualcuno spiegasse ai cittadini il voto contrario ad un proposta che nel contenuto, corretto e reso meno strumentale, rispecchiava l’impegno proposto ne saremo lieti: è come se avessero votato contro alla loro stessa proposta….ovvio è un metodo scientificamente strumentale e propagandistico!
IMPEGNO PUNTO 2. MOZIONE PATT: “a incrementare il coinvolgimento della comunità tramite quelle associazioni che caratteristicamente frequentano il territorio montano, nell’attività di rendicontazione degli avvistamenti; vale a dire coinvolgere associazioni venatorie, di alpinismo che si occupano anche di formazione e informazione, fotografico/naturalistiche, ambientali presenti sul territorio che nell’ambito della loro attività si approcciano abitualmente con ia fauna selvatica e quindi possono fornire un contributo attivo ed appassionato all’attività di monitoraggio e censimento della popolazione di lupi locale, ognuna secondo le proprie possibilità, capacità, e strumentazione”.
Astenuta la LEGA!

IMPEGNO PUNTO 2. PROPOSTA EMENDATIVA LEGA: “ad aiutare la Provincia, per quanto possibile e di competenza, a monitorare gli esemplari anche grazie al coinvolgimento di soggetti locali interessati”.

A favore Lega e 5 stelle CONTRARI maggioranza e Bussola. Se qualcuno spiegasse ai cittadini il voto contrario ad un proposta che nel contenuto corretto e reso meno strumentale rispecchiava l’impegno proposto ne saremo lieti: è come se avessero votato contro alla loro stessa proposta….ovvio è un metodo scientificamente strumentale e propagandistico!
IMPEGNO PUNTO 3. MOZIONE PATT:

“ad istituire un periodico momento assembleare {annuale} presso cui convergere le risultanze circa presenze e spostamenti degli esemplari, momento che prevede il coinvolgimento sia del personale addetto provinciale sia gli allevatori locali sia di quelle associazioni locali che intendono portare il loro contributo. Ci si impegna quindi ad informare la popolazione consegnando un report con i dati rilevati e incrociati coinvolgendo le suddette associazioni territoriali nella consegna ed esposizione dei dati elaborati , così da promuovere la buona pratica di collaborazione fra cittadinanza attiva, associazionismo, Comune e Provincia nell’approccio alla gestione lupo, aspetto indispensabile per ABBASSARE LA SOGLIA DI ALLARME SOCIALE SULL’ARGOMENTO”.
Astenuta la LEGA!
IMPEGNO PUNTO 3. PROPOSTA EMENDATIVA LEGA:

“a istituire incontri con la comunità Alense con il coinvolgimento del personale forestale provinciale presentando, se ritenuto, anche il rapporto Grandi Carnivori annualmente predisposto e reso consultabile sul sito istituzionale del SERVIZIO FORESTE E FAUNA DELLA PAT, nonché eventualmente ad informare la popolazione attraverso il giornalino comunale”.

A favore Lega e 5 stelle CONTRARI maggioranza e Bussola.
Se qualcuno spiegasse ai cittadini il voto contrario ad un proposta che nel contenuto corretto e reso meno strumentale rispecchiava l’impegno proposto ne saremo lieti: è come se avessero votato contro alla loro stessa proposta….ovvio è un metodo scientificamente strumentale e propagandistico!

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La Sezione Lega Ala.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Conclusa alla presenza del Generale di Corpo D’Armata Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore dell’ Esercito, la “Lavaredo 2019” l’esercitazione alpinistica internazionale che ha portato sulle montagne venete 700 soldati di 6 nazioni ed un comando NATO coordinati dalle Truppe Alpine dell’Esercito.

Sulle Tre Cime di Lavaredo, montagna tra le più famose delle Dolomiti, patrimonio mondiale UNESCO, oltre 200 alpini hanno arrampicato lungo 14 vie dalle più accessibili fino alle più dure con un VIII grado di difficoltà. Protagonista il personale delle brigate Julia e Taurinense, gli istruttori del Centro Addestramento Alpino e gli atleti del Centro Sportivo dell’Esercito. Assieme a loro, sulle cenge dolomitiche hanno operato colleghi cileni, omaniti, spagnoli, sloveni e francesi, soldati di eserciti stranieri che da anni si addestrano al movimento in ambiente montano sulle Alpi, insieme alle truppe da montagna italiane, le più antiche, articolate e numerose del mondo occidentale.

L’evento addestrativo condiviso con l’amministrazione locale e dal sindaco di Auronzo Dott.ssa Pais Becher, ha avuto luogo in un ambito paesaggistico conosciuto ed apprezzato, in cui le Truppe Alpine hanno operato con massima attenzione azzerando l’impatto antropico al contesto naturalistico. Sono state poste in essere, infatti, una serie di regole, accortezze, indicazioni e modi di operare redatte da un ingegnere ambientale della riserva selezionata appositamente impiegato per il suo specifico expertise. Una serie di attenzioni quasi naturali per chi, come “l’alpino”, è abituato per tradizione o per formazione, ad operare in montagna.

E la montagna, non solo per il suo splendore, è stata la protagonista del momento addestrativo, in cui la verticalità delle pareti dolomitiche sono state affrontate dal personale, del 2° reggimento alpini nell’atto tattico che ha visto l’impiego di numerosi assetti specialistici provenienti tra l’altro, dalle forze speciali e l’aviazione dell’Esercito.

Mettendo in pratica la dottrina del mountain warfare, con immissioni in fast rooped esfiltrazioni con velivoli, gli alpini hanno portato in Cadore anche un pezzo di storia della specialità che oggi, con spirito nuovo, sta trovando collocazione tattica. Il 105/14, un pezzo d’artiglieria in uso dagli anni 60 fino agli inizi del 2000 è stato impiegato in sperimentazione per un impiego in particolari situazioni tattiche.

“La montagna è nel DNA degli alpini, oggi come ieri le sue esigenze e le sue regole dettano l’addestramento, così selettivo da fare dei soldati di montagna dei “militari al quadrato” –ha sottolineato il Generale Berto, comandante delle Truppe Alpine, proseguendo – l’addestramento che la montagna permette è irrinunciabile per l’alpino”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Il 12 luglio è l’anniversario della morte di Cesare Battisti, impiccato nel 1916 nella fossa del Castello del Buonconsiglio in quanto accusato dalle autorità austriache, nel corso della Prima guerra mondiale, di alto tradimento. Cesare Battisti, giornalista, geografo, politico socialista e irredentista italiano, nella sua vita fu anche direttore di alcune testate giornalistiche nella Trento asburgica e deputato al Parlamento di Vienna. Quando scoppiò la Prima guerra mondiale, scelse di combattere per la parte italiana, tra gli alpini.

Dopo la cerimonia di domenica scorsa su Corno Battisti di Vallarsa, dove venne catturato, domani – in occasione del 103esimo anniversario della sua morte – gli alpini trentini saranno chiamati a raccolta al Mausoleo a lui dedicato sul Doss Trento dove, alle ore 18, si terrà la deposizione della corona da parte dei vertici degli alpini e delle autorità civili e militari.
Alla cerimonia sarà presente il comandante del 2º Reggimento genio guastatori alpino Colonnello Gaetano Celestre, il Sindaco di Trento Alessandro Andreatta, i famigliari di Cesare Battisti e i vertici della Sezione Ana di Trento.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Il Consiglio di Amministrazione di Autostrada del Brennero SpA nominato questa mattina dall’Assemblea dei Soci si è riunito questo pomeriggio e ha indicato in Diego Cattoni il nuovo Amministratore Delegato.
Nato a Trento nel 1965, laureato in Economia e Commercio all’Università di Trento, dottore commercialista, è stato Ufficiale della Guardia di Finanza, Direttore Generale e Amministratore Delegato della holding di partecipazione della Famiglia Lunelli (Ferrari Spumante), Vice Presidente di Dolomiti Energia Holding SpA, Consigliere Delegato di FT Energia SpA, fondatore e Amministratore Delegato di Oikos Gmbh a Berlino, membro del board di Coster Tecnologie Speciali SpA e Amministratore Delegato di Aquila Basket Trento. “Assumere l’incarico di Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero rappresenta per me un onore e, al contempo, una sfida stimolante – ha commentato Cattoni -. Parlo di onore non per gusto retorico, ma perché non credo esista, tra il Brennero e Modena, una società che abbia contribuito così tanto allo sviluppo economico e sociale dei nostri territori. Se, oggi, guardiamo la mappa del Pil europeo su scala regionale, osserviamo che i mercati attraversati dal Corridoio Scandinavo-Mediterraneo sono quelli più ricchi, ma non è stato sempre così. Non serve scomodare i secoli, basta parlare con i nostri genitori. Quella di Autostrada del Brennero è una storia di cui andare orgogliosi, tanto più se si ricorda che l’idea e la realizzazione della A22 le dobbiamo agli amministratori pubblici dei comuni capoluogo, delle province e delle Camere di Commercio di Modena, Reggio Emilia, Mantova, Verona, Trento e Bolzano, nonché della regione Trentino – Alto Adige/Südtirol. Ho parlato anche di sfida stimolante – ha aggiunto il nuovo Amministratore Delegato -, perché questa società, così importante per i territori che attraversa, per l’Italia e per l’Europa, sta vivendo una fase nuova della sua vita; basti pensare al rinnovo della Concessione autostradale che rappresenta un passaggio decisivo per procedere poi alla considerevole implementazione della rete autostradale e alla realizzazione di rilevanti opere per il miglioramento della viabilità ordinaria utili alle Comunità locali. La concessione permetterà, inoltre, di dare continuità al finanziamento del tunnel del Brennero e delle tratte di accesso, così da poter costruire un futuro in cui la mobilità sia sempre più intermodale. Penso anche alla tutela dell’ambiente con particolare riguardo alla riduzione delle emissioni e dell’inquinamento acustico.
Faccio il mio ingresso in una Società con una storia e un presente importanti, non mancherò di spendere con determinazione le mie energie e le mie competenze per fare in modo che ogni futura opportunità si traduca in un miglioramento per gli utenti e per i Soci”.
Diego Cattoni subentra a Walter Pardatscher – Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero dal 2013, Presidente nel triennio 2010-2013 e membro del CdA fin dal 2004. “Non amo i grandi discorsi – ha ricordato nel suo breve saluto -, ma mentirei se mi mostrassi indifferente a un passaggio di testimone che segna una data importante nella mia vita. In questi anni, ho cercato di ricambiare la grande responsabilità affidatami avendo l’eccellenza della Società come obiettivo, il rigore come metodo di lavoro. Non sta a me dire se ci sono riuscito, posso però garantire di avercela messa davvero tutta. Autostrada del Brennero non è una società qualsiasi. Non lo è per l’impatto che ha per l’economia, locale e nazionale. Non lo è per la sua storia. Non lo è per il legame diretto che ha con le Comunità che attraversa, i suoi azionisti di maggioranza. Come ha detto l’attuale Amministratore Delegato, si sta per aprire una fase nuova. Le sfide che offre il futuro sono molte: infrastrutturali, tecnologiche, culturali. Sono certo che il nuovo board le saprà affrontare tutte con competenza e visione, supportato da tutti i collaboratori della Società, il principale patrimonio di Autostrada del Brennero, ai quali va la mia riconoscenza per quanto fatto in questi anni”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

A Sant’Anna di Sopramonte la Summer School in Antropologia Fisica.Giovedì 18 luglio la presentazione delle ricerche in corso.

Il complesso monumentale di Sant’Anna di Sopramonte, a pochi chilometri da Trento, ospiterà nei prossimi giorni la “Summer School in Antropologia Fisica” del Dipartimento di Biologia e Museo di Antropologia dell’Università di Padova e della Appalachian State University del North Carolina (USA). Dal 15 al 19 luglio dieci studenti, sotto la guida di docenti e tecnici, saranno impegnati nell’attività di ricerca e studio del contesto archeologico. Giovedì 18 luglio, alle ore 18, presso il Monastero di Sant’Anna, gli studenti con i propri docenti presenteranno al pubblico i risultati delle attività, i temi affrontati, le metodologie applicate, i dati e le informazioni ricavate. All’incontro prenderanno parte Nicoletta Pisu, archeologa della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, Nicola Carrara del Museo di Antropologia Università degli Studi di Padova e Gwen Robbins della Appalachian State University.

L’iniziativa si inserisce, ampliandolo, nel progetto di indagine e conoscenza del sito monumentale, nato dalla collaborazione fra la Soprintendenza provinciale (Ufficio beni architettonici e Ufficio beni archeologici) e l’ASUC di Sopramonte, proprietaria dell’area. Oltre ad una prima lettura dei prospetti murari, con le recenti indagini archeologiche condotte all’esterno del complesso monumentale è stata scoperta una parte significativa degli edifici e delle strutture che componevano il monastero medievale, documentato per la prima volta nel 1234. Sono state inoltre individuate alcune tombe facenti parte di un cimitero che resta da indagare. Su tale contesto verteranno le ricerche degli antropologi dell’Università di Padova e della Appalachian State University, nell’ambito di un protocollo d’intesa siglato con la Soprintendenza.
I partecipanti affronteranno dapprima lo scavo di alcune sepolture con l’assistenza degli archeologi della ditta Arc-Team e la direzione scientifica dell’Ufficio beni archeologici. Gli scheletri prelevati saranno poi analizzati in laboratorio secondo le più recenti metodologie disponibili. Fra queste, ad esempio, un nuovo sistema di preanalisi all’infrarosso – minimamente invasivo – per verificare la presenza di collagene e quindi DNA prima di procedere alla vera e propria analisi dello stesso DNA.

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