Femminicidio: Commissione parlamentare d’inchiesta in missione nella Provincia autonoma di Trento.

“La Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, sarà in missione ufficiale in Provincia autonoma di Trento il 10 e 11 luglio p.v. La delegazione sarà rappresentata dalla Presidente Senatrice Valeria Valente, dalla Vicepresidente Senatrice Donatella Conzatti e dalla Senatrice Isabella Rauti.

La missione, autorizzata e sostenuta dalla Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, vuole rappresentare e testimoniare un segnale di riconoscimento importante verso un territorio che ha messo in atto da tempo strumenti avanzati per prevenire e contrastare la violenza sulle donne.

Durante la due giorni, ci saranno alcuni incontri con i rappresentanti degli Enti e delle Istituzioni locali per un confronto sul percorso fatto e per sensibilizzare ulteriormente al contrasto di ogni forma di violenza di genere.

Sarà inoltre l’occasione per approfondire gli strumenti di prevenzione e protezione, con l’importante novità del sistema di rilevazione dei dati. Nello specifico, i temi della prevenzione e della formazione saranno al centro di un dibattito pubblico organizzato, a conclusione della missione, giovedì 11 alle ore 15.45 presso la Sala degli stucchi del Rettorato dell’Università degli Studi di Trento, cui la stampa è invitata.

In allegato il programma dettagliato degli incontri della missione”, lo rende noto l’Ufficio stampa della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio del Senato della Repubblica.

 

 

 

PROGRAMMA DEL SOPRALLUOGO A TRENTO per la stampa

Autonomia: Cgil, i diritti non possono essere variabili regionali.  “In attesa di poter vedere i testi, più volte annunciati e tutt’ora ignoti al dibattito pubblico per esprimere tutte le necessarie valutazioni di merito sull’ampio spettro di materie in discussione, non possiamo che considerare irricevibile ogni ipotesi che metta in discussione la garanzia dell’uniformità dei diritti civili e sociali dei cittadini e l’unitarietà dei principi fondamentali, a cominciare dall’unità del sistema di istruzione.” È quanto dichiara la Cgil in una nota in merito alla discussione in Consiglio dei Ministri sulle intese concernenti l’autonomia differenziata ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

“Siamo di fronte a un percorso che, se portato a termine – sottolinea la Cgil -modificherà radicalmente l’assetto istituzionale del Paese, creando disparità inaccettabili che aggraveranno le disuguaglianze esistenti. Siamo convinti che la Repubblica, invece, debba porsi l’obiettivo, non più differibile, di affrontare con soluzioni collettive e condivise le criticità presenti in Italia: l’efficienza, il benessere, l’uguaglianza dei diritti fondamentali non possono essere beni limitati, e la risposta a problematiche comuni a tutto il Paese non può essere l’attribuzione di maggiore autonomia ad alcuni territori, lasciandone indietro altri”.

In quest’ottica, prosegue la Confederazione “è necessario adottare una legislazione nazionale che definisca leggi inderogabili sui principi fondamentali e garantisca, in tutti gli ambiti, i Livelli Essenziali delle Prestazioni, con la realizzazione di un sistema perequativo che assicuri ai territori le risorse necessarie a raggiungere gli obiettivi di benessere ed equità sociale per tutti i cittadini. I diritti civili e sociali, e i servizi pubblici non possono essere variabili regionali”. “Infine – conclude la Cgil – è inaccettabile la messa in discussione dell’unità della contrattazione nazionale”.

 

In allegato il testo di una lettera sottoscritta da dieci realtà impegnate in Trentino nel settore della protezione ambientale (Amici della Terra Alto Garda e Ledro, Associazione Amici della Sarca, Associazione per il WWF Trentino, Associazione Rotte inverse Alto Garda, Comitato Sviluppo Sostentibile, ENPA, Italia Nostra, LAC, Mountain Wilderness e Pan-EPPAA) in merito ad alcune problematiche riscontrate sul LAGO DI CAVEDINE.

 

LAVORI AL LAGO DI CAVEDINE: COSA STA SUCCEDENDO?

Il lago di Cavedine è sopravvissuto fino a oggi nel suo stato quasi naturale, ma ora cosa sta succedendo? Da diversi mesi le sue sponde sono interessate da lavori vari.

Sulla sponda est, nel Comune di Cavedine, un cartello spiega che sono in corso lavori di deposito temporaneo di inerti, ma in effetti, passando in zona, sono in corso lavori per un progetto di parco ricreativo compreso di mini piscina, parcheggi e altro, cosi come risulta da una documentazione dell’ufficio tecnico del Comune di Cavedine; solo che da un po’ di tempo un altro cartello spiega che i lavori sono sotto sequestro per ragioni a noi ignote.

A un’attenta verifica si nota come si sia scavato o stia stanno scavando vicinissimi al lago in piena fascia di rispetto. Da nostre informazioni la fascia di rispetto dovrebbe arrivare fino alla strada attuale. Non si capisce la necessità di un parco ricreativo in una zona poco antropizzata da un punto di vista turistico, con un lago che dovrebbe mantenere una certa naturalità e non diventare un attrattore di divertimenti con aumento di traffico (dove si mettono poi le automobili?) e relativo inquinamento.

Sulla sponda ovest del lago altri lavori interessano la costa; sul cartello in fondo al lago, nei pressi di una strada forestale , località Laghisol, si dice che sono in corso lavori forestali sulle latifoglie. Un cartello fuorviante, in quanto in comune di Dro, ci hanno comunicato telefonicamente che si tratta di lavori su un sentiero a scopo antincendio. Questi lavori, hanno interessato sì un pezzo di strada forestale già esistente nella zona, ma poi, finito il tratto di forestale (forse un chilometro) si sta costruendo un nuovo sentiero della larghezza di circa un metro e mezzo a poca distanza dalle rive e andrà a collegarsi, come da documentazione fornitaci successivamente dalla Forestale, alla ciclabile in comune di Cavedine a nord del lago. Questo sta comportando l’asportazione di tutta la vegetazione che ostacola il tragitto; infatti solamente per qualche tratto, il nuovo sentiero si sovrappone ad uno già presente da anni probabilmente usato dai pescatori. Questo tragitto, essendo vicinissimo al lago, incontra diverse difficoltà, fra cui grossi massi erratici da bypassare, rientranze a causa dell’aumento dell’acqua del lago, rive franose. Nella carta di sintesi provinciale della pericolosità la zona è classificata a media e alta penalità. Dal progetto non si capisce che tipo d’intervento si voglia fare nei punti critici, né la relazione tecnica spiega in dettaglio i vari interventi, varianti comprese.

Se lo scopo di tutto questo è quello di creare, con la scusa del sentiero antincendio, un percorso ciclo‐pedonale attorno a tutto il lago, facciamo presente che sul Gaggio ci sono da tempo, sia per i pedoni che per le biciclette, numerosi sentieri da utilizzare e pertanto questa costa dovrebbe essere lasciata nella sua integrità. La salvaguardia della vegetazione spondale è molto importante per la stabilità delle coste, per la creazione di piccoli habitat e per l’azione di autodepurazione delle acque. Forse in questi tratti, non tagliando un pendio boscato, perde anche la sua caratterizzazione di “tagliafuoco” (ha il lago su un lato) e lo sarebbe maggiormente spostandosi in più possibile all’interno e quindi allontanandosi dalla sponda.

Chiediamo pertanto delucidazioni alle autorità competenti dei comuni di Dro e Cavedine, alle Comunità di Valle, ai Servizi provinciali competenti in materia e alla Giunta provinciale di Trento in merito a questi due interventi.

 

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AMICI DELLA TERRA ALTO GARDA E LEDRO ASSOCIAZIONE AMICI DELLA SARCA ASSOCIAZIONE PER IL WWF TRENTINO ASSOCIAZIONE ROTTE INVERSE ALTO GARDA COMITATO SVILUPPO SOSTENIBILE

ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI ITALIA NOSTRA – SEZIONE TRENTINA
LAC – LEGA ABOLIZIONE CACCIA ONLUS MOUNTAIN WILDERNESS

PAN ‐ EPPAA

Facilitatori linguistici e dei mediatori interculturali in ambito scolastico: iscrizioni all’albo fino al 30 luglio. Lo rende noto Ufficio per le politiche di inclusione e cittadinanza.

Dal 1 al 30 luglio 2019 è possibile effettuare l’iscrizione agli elenchi provinciali dei facilitatori linguistici e dei mediatori interculturali in ambito scolastico e formativo. Gli interessati a ottenere o mantenere l’iscrizione potranno pertanto richiederla dal 1° al 30 luglio 2019, compilando l’apposito modulo scaricabile sul sito della scuola trentina all’indirizzo www.vivoscuola.it .

Per facilitare l’inserimento di alunni e studenti di origine straniera o di recente immigrazione la scuola si avvale di due figure specificatamente formate: il facilitatore linguistico e il mediatore interculturale. Il facilitatore linguistico agevola gli studenti di madrelingua non italiana nell’apprendimento dell’italiano, mentre il mediatore interculturale supporta l’istituzione scolastica e formativa nella fase di accoglienza e nei processi di integrazione.

Le scuole che accolgono studenti neo arrivati in Italia, possono attingere direttamente dagli elenchi provinciali dei facilitatori linguistici e dei mediatori interculturali per avvalersi della collaborazione di questi operatori specializzati nel settore. Gli elenchi provinciali sono aggiornati ogni due anni. Per il biennio 2019/2020 le iscrizioni sono aperte da lunedì 1° luglio a martedì 30 luglio presentando il modulo che è disponibile sul sito www.vivoscuola.it.

Ulteriori informazioni e chiarimenti possono essere richiesti all’Ufficio per le politiche di inclusione e cittadinanza, Servizio Istruzione (Claudia Filippi tel. 0461 499233 e email: claudia.filippi@provincia.tn.it).

Alfreider a Bruxelles: coordinamento Ue sull’asse del Brennero. Vertice a Bruxelles sul traffico lungo l’asse del Brennero. L’assessore Alfreider: “Ci vogliono misure coordinate fra tutti gli Stati”:

Confronto oggi a Bruxelles tra i rappresentanti di Italia, Austria e Germania, della Provincia di Bolzano e del Land Tirolo per affrontare il nodo della riduzione del traffico di transito lungo l’asse nord-sud. La Provincia era rappresentata dal vicepresidente e assessore alla mobilità Daniel Alfreider. Nell’incontro l’assessore ha sottolineato che “in futuro, sotto il coordinamento europeo, il traffico nella tratta Monaco-Verona andrà dosato.

La nostra richiesta – ha specificato – è che le regioni coinvolte, in accordo con l’Ue e gli stati nazionali, possano adottare misure concrete per favorire lo sviluppo della mobilità sostenibile e il trasferimento delle merci dalla gomma alla rotaia. Per tutto questo ci vogliono investimenti in molti ambiti e ci vuole però un nuovo tipo di offerta anche per ridurre anche il numero di automobili private sul’A22”. L’autostrada, è, infatti, già attualmente troppo spesso congestionata “e con il peggioramento dei livelli di inquinamento, peggiora anche la qualità della vita delle persone che vivono nei pressi del tracciato.

Già dal 2006 cerchiamo alternative, anche se allora il fronte dei contrari a qualsiasi intervento era molto ampio”, afferma Alfreider. Nell’incontro di Bruxelles i rappresentanti di Germania e Italia hanno sottolineato che quello del Brennero è l’asse principale per gli scambi di merci tra il Sud e il Nord dell’Europa e che l’Austria dovrebbe quindi allentare le misure restrittive.

Nell’incontro di Bruxelles si è convenuto sul fatto che l’apertura del Tunnel del Brennero nel 2026 permetterà di fare significativi passi in avanti, ma anche sul fatto che sia necessario attuare misure urgenti. Sono state quindi analizzate varie possibilità per migliorare la situazione, come incentivi per l’acquisto di camion “puliti e silenziosi”, un forte programma di investimenti nelle tecnologie di carico, un aumento delle sovvenzioni per il trasporto merci su rotaia e un possibile pedaggio ambientale. “Coordinare le misure – conclude Alfreider – non significa che non vogliamo essere attivi in prima persona, ma che puntiamo ad avere un traffico sempre più scorrevole, con meno emissioni e orientato all’uso della rotaia al posto della gomma”.

Fondi per le imprese trentine, firmato accordo tra Provincia Autonoma di Trento e Banca Europea Investimenti.

L’assessore provinciale allo Sviluppo economico, Ricerca e Lavoro, Achille Spinelli e il direttore per l’Italia della BEI, Miguel Morgado hanno firmato oggi a Roma, presso l’Agenzia per la Coesione territoriale, un “memorandum of Understanding” che permetterà di individuare gli strumenti finanziari più appropriati per sostenere lo sviluppo del tessuto produttivo trentino e per attrarre investimenti privati. È il primo del suo tipo per la programmazione FESR e FSE 2021-2027 sottoscritto da una regione o provincia autonoma in Italia. La ricognizione della BEI si concluderà entro fine anno per poter dare il via alle gare necessarie ad individuare gli enti gestori dei fondi tra banche e private equity nel 2020 e iniziare le erogazioni nel 2021.

Un accordo che potrebbe risultare determinante per le possibilità di finanziamento future delle imprese trentine da qui al 2027. È quello che è stato sottoscritto oggi pomeriggio a Roma dal direttore di Bei per l’Italia e i Balcani Miguel Morgado e dall’assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli.

Il “Memorandum of Understanding”, firmato nella sede dell’Agenzia per la Coesione territoriale, è infatti il primo passo per consentire al tessuto imprenditoriale trentino di accedere agli strumenti finanziari in grado di sostenere lo sviluppo del territorio, nell’ambito della programmazione dei fondi FESR (Fondo europeo per lo sviluppo regionale), e FSE (Fondo sociale europeo) per il periodo 2021-2027.

“L’accordo stipulato oggi è importante perché fornisce al Trentino un nuovo strumento, che fino ad ora non era mai stato disponibile. E lo fornisce, come primo caso italiano sulla distribuzione dei fondi europei 2021-2027” spiega l’assessore Spinelli – “L’accordo con BEI ci permette di eseguire una prima analisi degli strumenti per poi proseguire nell’attivazione dei fondi e poter investire sulle imprese”.

I settori prioritari in cui si articolerà la collaborazione sono: ricerca e sviluppo, innovazione, interventi di efficienza energetica, investimenti ambientali utili a una riduzione delle emissioni di gas serra, interventi di contrasto al dissesto idrogeologico del territorio provinciale.

“Crediamo – prosegue Spinelli – che questo tipo di strumenti finanziari innovativi possa incentivare il volàno dell’economia derivante dalla ricerca, attirando nel contempo investitori privati”.

“Con l’accordo odierno – spiega Michele Michelini, dirigente del Servizio Europa della Provincia Autonoma di Trento – la BEI effettuerà una ricognizione per identificare quanti e quali tipi di strumenti finanziari sono più appropriati per lo sviluppo dell’economia trentina e per attrarre investimenti da parte di operatori finanziari”. Tra questi strumenti: mutui, garanzie sui prestiti e private equity. “Il vantaggio di questi strumenti è che i fondi erogati dalla Provincia autonoma produrranno un ritorno economico e maggiori effetti sul nostro territorio. Inoltre, con questa metodologia, si punta ad acquisire anche risorse private: verranno infatti realizzate delle gare per la selezione degli enti gestori dei fondi tra banche e soggetti operanti nell’ambito del private equity. Vincerà chi sarà disponibile ad affiancare risorse private a quelle pubbliche. In questo modo si incrementerà l’effetto leva dei fondi e, di conseguenza, il numero di soggetti che potranno beneficiarne”.

Le risorse saranno utilizzate, oltre che nell’ambito del FESR (Fondo europeo per lo sviluppo regionale), anche per gli obiettivi del FSE (Fondo sociale europeo), per promuovere corsi di formazione e il potenziamento del capitale umano: borse di studio, voucher, finanziamenti per giovani e adulti per iniziative di life long learning e di accrescimento delle competenze in favore di chi ha perso il lavoro.

La Banca Europea per gli Investimenti è l’istituzione dell’Unione europea che eroga finanziamenti a lungo termine finalizzati a sostenere la crescita e l’occupazione negli Stati membri dell’UE e in Paesi extra UE. I suoi obiettivi prioritari consistono nel sostegno all’innovazione, allo sviluppo delle competenze e nell’operare a favore del clima e dello sviluppo di infrastrutture strategiche. Per garantire il maggiore impatto possibile della propria attività, la BEI investe in progetti sostenibili combinando i propri prestiti con fondi dell’UE e fornendo consulenza su aspetti tecnici e finanziari. “Tra i pilastri della nostra attività c’è il sostegno alle Pmi. Abbiamo erogato 8-10 miliardi all’anno in favore di moltissimi settori produttivi. Inoltre, con finanziamenti a lungo termine e a tassi molto contenuti, abbiamo finanziato le più importanti infrastrutture nazionali di trasporto, energetiche, digitali, idriche e dei servizi, sostenendo sia le amministrazioni centrali che locali”. spiega il direttore per Italia, Balcani e Malta della BEI, Miguel Morgado. “Nel memorandum con la Provincia Autonoma di Trento si vogliono utilizzare i fondi strutturali insieme ad altre forme di finanziamento per massimizzare l’impatto sul territorio e sugli obiettivi perseguiti dall’Unione europea”.

Alla firma dell’accordo si è arrivati anche grazie al ruolo di intermediazione dell’Agenzia per la Coesione territoriale: “Il nostro ruolo – spiega il direttore generale, Antonio Caponetto – è stato quello di facilitare l’incontro tra la Provincia Autonoma di Trento e la BEI. Per la nostra Agenzia, questi accordi sono strumenti importanti nell’ottica di ottimizzare l’uso delle risorse da parte dei territori italiani. Non possiamo che sperare che questa sia la prima di una serie di firme di intese analoghe”.

Tra un allenamento, una riunione tecnica e una seduta in palestra l’Italrugby del coach Conor O’Shea, in ritiro premondiale a Pergine Valsugana, ha trovato il tempo per visitare il Centro di protonterapia di Trento, la struttura altamente specialistica dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari per la cura dei tumori attraverso l’utilizzo di tecnologia sofisticata e innovativa. La seconda linea Marco Fuser e il mediano di mischia Marcello Violi insieme all’allenatore O’Shea hanno incontrato i piccoli pazienti del Centro e visitato la struttura di via al Desert.

I medici e i fisici dell’Unità operativa di protonterapia hanno accompagnato la delegazione dell’Italrugby a visitare i diversi spazi del Centro, in particolare il gantry, la camera di trattamento, e il ciclotrone, l’enorme sistema che trasporta e rilascia il fascio di protoni. Gli atleti hanno mostrato grande interesse per l’attività del centro e in particolare per quella dedicata ai bambini. La protonterapia è infatti un trattamento particolarmente utile nel caso di tumori in età pediatrica, perché rispetto al trattamento tradizionale ai raggi X riduce il rischio di difetti nella crescita e di problemi nello sviluppo. Dopo aver visitato le varie sale della struttura, i ragazzi dell’Italrugby hanno voluto incontrare i piccoli pazienti per regalare loro qualche momento di spensieratezza, prima di tornare in ritiro a Pergine.

La nazionale italiana di rugby è a Pergine Valsugana tutta la settimana per prepararsi al meglio in vista dei prossimi campionati mondiali che si giocheranno in Giappone a settembre. Una partnership tra la Fir – Federazione italiana rugby e Trentino Marketing prevede infatti quattro raduni estivi a Pergine Valsugana in preparazione alla rassegna iridata.

La rinascita della foresta di Paneveggio parte dai violini. Sabato 13 luglio concerto in Val Venegia promosso dall’euroregione Eusalp.

I violini nel bosco ferito dal maltempo. Quella in programma il prossimo 13 luglio nel Parco di Paneveggio è un’iniziativa simbolo di speranza e di rinascita, dopo la tempesta che si è abbattuta sulle foreste del Trentino a fine ottobre 2018. A promuoverla è Eusalp – la macroregione che comprende 48 territori di sette Paesi dell’arco alpino – in collaborazione con Provincia autonoma di Trento, Regione Trentino Alto Adige e Regione Lombardia che coordina l’organizzazione.

La location scelta per questo straordinario evento è la Val Venegia, dove nascono gli abeti rossi di Stradivari utilizzati dai liutai per la fabbricazione dei violini. Un luogo simbolo della devastazione provocata da Vaia. Ad esibirsi sarà un’orchestra d’archi composta dai giovani dell’Istituto superiore di studi musicali “Claudio Monteverdi” Conservatorio di Cremona con la collaborazione del Museo del violino della città lombarda. In Val Venegia ci saranno anche gli artigiani della liuteria di Cremona (bene immateriale riconosciuto dall’Unesco).
Numerosi sono gli obiettivi di questa iniziativa. In primis si vogliono promuovere i temi che stanno al centro dell’azione della presidenza italiana Eusalp con la green economy che vede nell’artigianato – soprattutto quello artistico – un grande motore di sviluppo per l’intero territorio alpino. Gli organizzatori intendono inoltre mettere in luce il contributo che un’economia circolare forte può dare allo sviluppo di tutta l’area montana e padana.

L’evento servirà dunque a tenere alta l’attenzione sugli effetti della tempesta Vaia nei boschi del Trentino ed in particolare a Paneveggio dove crescono pregiati abeti, le cui caratteristiche vengono ritenute eccellenti per la costruzione dei violini. Il suono degli archi si diffonderà dunque nella natura in un territorio in cui gli effetti degli schianti di alberi sono ancora molto forti.

L’appuntamento è per sabato 13 luglio alle 14.45 a malga Venegia. Alle 15 interverranno le autorità per i saluti istituzionali, quindi avrà inizio il concerto dell’Orchestra d’archi dell’Istituto superiore di Studi musicali “Claudio Monteverdi” (Conservatorio di Cremona) diretta dal maestro Francesco Fiore con musiche di Vivaldi, Bach, Pachelbel e Mozart. Dell’orchestra fanno parte anche i giovani allievi della scuola di liuteria di Cremona. Al termine del concerto il presidente di Ersaf Lombardia donerà alla Provincia autonoma di Trento alcune piante di abete rosso provenienti dal vivaio di Regione Lombardia di Curno. Nel corso della giornata sarà possibile visitare la Bottega del Liutaio al bordo della foresta, con una dimostrazione del maestro Sandro Asinari, vicepresidente del Consorzio liutai “A. Stradivari” di Cremona.

Premesso che: più articoli del quotidiano online “il Dolomiti” del 6 e 7 luglio 2019 hanno rivelato che quella di Trento è risultata essere l’unica Regione o Provincia autonoma d’Italia a non ottenere i finanziamenti statali per la mitigazione del dissesto idrogeologico, nonostante il ministero avesse già stanziato 5.192.303,43 euro anche per il Trentino nell’ambito del Piano nazionale per la mitigazione del dissesto idrogeologico – Piano stralcio 2019;
il mancato stanziamento dei fondi pare è da ricondurre alla richiesta di proroga al ministero da parte della Provincia in attesa della riprogrammazione degli interventi dopo la tempesta Vaia, secondo un comunicato dell’ufficio stampa della Provincia;
il Ministero competente non avrebbe risposto alla richiesta di proroga e anzi ha ufficializzato le assegnazioni a Regioni e Province autonome: il Trentino è così rimasto l’unico territorio senza fondi statali destinati per la mitigazione del dissesto idrogeologico;

SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PER SAPERE:

quale sia la ragione della richiesta di proroga al ministro dell’ambiente e perché non si sia riusciti a completare la revisione della programmazione degli interventi post Vaia in tempo per l’assegnazione dei finanziamenti statali per la mitigazione del dissesto idrogeologico, come hanno fatto tutte le Regioni d’Italia e la Provincia Autonoma di Bolzano;
se non ritenga che vada intrapresa un’azione di dialogo migliore, più intensa, più frequente, più coordinata, più efficace con i ministeri, al fine di non perdere finanziamenti preziosi;
se abbia intenzione di procedere ad una migliore programmazione e gestione dei rapporti con il governo nazionale al fine di evitare il ripetersi di simili “inconvenienti” che possono danneggiare le risorse dell’autonomia provinciale trentina.

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Paolo Ghezzi

Lucia Coppola

consiglieri provinciali Futura 2018

Nella proposta di legge di assestamento di bilancio, che sarà discussa prossimamente sia in Commissione sia in Consiglio provinciale, mancano veri elementi di innovazione e di coinvolgimento delle comunità nelle politiche di welfare, mentre figurano due dispositivi che hanno unicamente il sapore della propaganda sui temi tanto cari ai governi guidati dalla Lega.

I 10 anni di residenza (di cui 5 in Trentino) e la dimostrazione di non possedere beni immobili o redditi nel paese di provenienza che saranno richiesti ai cittadini extracomunitari per l’accesso a molti servizi pubblici, secondo le Acli, sono pura propaganda.

La Giunta infatti è sicuramente a conoscenza del fatto che provvedimenti simili sono già stati bocciati dai tribunali Lombardi. Inoltre la stessa amministrazione provinciale, così come l’INPS, in altre occasioni hanno ammesso l’impossibilità di gestire in modo realistico la burocrazia derivante da tali misure e la verifica della eventuale documentazione prodotta per dimostrare possesso o assenza di beni o valori in altri paesi, soprattutto in quelli più poveri.

La scelta di rendere la vita più difficile agli stranieri è ancora meno comprensibile se riportata al contesto Trentino, caratterizzato da numerosi esempi di buone pratiche sociali e per l’alto livello di trasparenza e di correttezza da parte della pubblica amministrazione nei confronti di tutta la popolazione e gli aventi diritto.

Le inutili complicazioni, l’eccesso ed il puntiglio burocratico previsti nella nuova legge di assestamento hanno il chiaro obiettivo di scoraggiare le richieste di intervento pubblico e creano di fatto una situazione di palese discriminazione, di ingiustizia, di erosione dei diritti e di diseguaglianza che impediscono una sana integrazione, oltre a danneggiare i cittadini stranieri extracomunitari che vivono e lavorano nella nostra terra e che, come tali, rappresentano una risorsa fondamentale per il nostro futuro.

Chiudere il Trentino dentro un orizzonte di omologazione tipico delle vicine regioni veneta e lombarda, riferendoci a modelli sociali che nulla centrano con le nostre tradizioni democratiche, mutualistiche e solidaristiche è proprio il contrario di quanto serve oggi per dimostrare il valore e l’utilità della nostra Autonomia.

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