Le regioni Arge Alp al lavoro per rafforzare le aree rurali e per spostare il traffico dalla gomma alla rotaia. Due le risoluzioni licenziate dalla 50esima conferenza dei capi di governo a Dobbiaco.

Con la 50esima Conferenza dei 10 capi di governo e rappresentanti delle regioni membro e dei Cantoni della Comunità di lavoro Regioni alpine (Arge Alp) oggi (5 luglio) a Dobbiaco si è concluso l’anno di presidenza dell’Alto Adige alla guida dell’organizzazione transfrontaliera. Il presidente Arno Kompatscher ha ceduto la presidenza al Landeshauptmann del Land Salisburgo Wilfried Haslauer.

I capi di governo si sono confrontati con una serie di temi considerati centrali per il territorio alpino e la sua popolazione. A conclusione di un anno dedicato allo “Sviluppo delle aree rurali”, i capi di governo hanno licenziato una risoluzione riguardante la mobilità attraverso le Alpi, facendo anche il punto sulla risoluzione deliberata lo scorso anno in tema di management del lupo nell’area alpina.

Cinque tesi per le aree rurali

Il confronto sulla gestione delle aree rurali ha portato all’approvazione di cinque tesi per la salvaguardia e lo sviluppo dell’area rurale come prezioso spazio di vita, lavoro, attività economica, cultura, ricreazione e come spazio naturale. Sul tema del lavoro ad esempio Arge Alp intende promuovere forme flessibili come lo smart working e il telelavoro alternato. Le pubbliche amministrazioni dovranno dunque assumere con i propri dipendenti un ruolo esemplare in questo senso. Per realizzare questi obiettivi tuttavia il requisito indispensabile è una rete a banda larga capillare.

I paesi alpini intendono inoltre potenziare l’economia circolare regionale, le attività produttive e sostenere il potere d’acquisto delle aree rurali, supportando specialmente le piccole e medie imprese di questi territori.

Un terzo punto fondamentale sottolinea la forza rappresentata dalla coesione delle comunità nelle aree rurali. Gli enti pubblici puntano perciò a una pianificazione strategica a lungo termine per rivitalizzare i centri abitati e gestirli in ottica conservativa, nonché per valorizzare l’impegno nel volontariato caratteristico di queste popolazioni.

In quarto luogo i capi di governo Arge Alp hanno sottolineato come l’ente pubblico debba garantire un’adeguata accessibilità senza barriere delle aree rurali, anche al loro interno grazie a servizi di mobilità moderni e multimodali e al potenziamento della green mobility.

L’ultimo punto riguarda la qualità della vita, adottando il principio delle “brevi distanze” e garantendo i relativi servizi, dall’accesso all’assistenza sanitaria ai servizi per l’infanzia e all’offerta formativa e culturale per tutte le età. I “centri secondari” devono essere potenziati, distribuendo le istituzioni pubbliche dove ciò risulti opportuno in base al bacino di utenza.

Su questi temi è stato realizzato anche un video che è stato proiettato per la prima volta nel corso della conferenza e sarà visibile sul nuovo sito di Arge Alp www.argealp.org.

Traffico: dalla gomma alla rotaia

La seconda risoluzione dei capi di Governo di Arge Alp si confronta con il delicato tema del traffico. Il presidente del Tirolo Günther Platter ha parlato di una “situazione drammatica del traffico pesante sull’asse del Brennero, dove i veicoli in transito sono aumentati e dove si contano più camion in transito che sugli altri 6 passi alpini messi insieme”. Platter ha lanciato ai colleghi un appello per passare “dal parlare al fare”, manifestando il proprio appoggio alla risoluzione.

Il ministro bavarese per gli affati europei Florian Hermann si è espresso per la necessità di “una distribuzione del traffico sui territori delle Alpi evitando le concentrazioni” ma ha messo in guardia dalle “fughe in avanti e da soluzioni isolate, che non garantiscono effetti adeguatamente efficaci”.

Come esempio positivo di soluzioni cindivise in questo settore il presidente altoatesino Arno Kompatscher ha citato il caso dell’autostrada del Brennero, ora interamente in mano pubblica. L’azionista di maggioranza può così “investire non solo sull’autostrada ma anche sulla rotaia e sulle infrastrutture intermodali”.

Al termine della discussione i capi di governo hanno approvato la risoluzione a larga maggioranza con l’astensione della Lombardia. I capi di governo chiedono innanzitutto la trasparenza dei costi tra i due vettori di trasporto, strada e rotaia, per rendere quest’ultima sempre più attrattiva. “Fino ad oggi sussiste un forte divario tra i modelli di prezzo delle due modalità di trasporto” sottolineano i capi di governo nella risoluzione.

Arge Alp non intende imporre all’economia una scelta di mezzi di trasporto piuttosto che un’altra, ma piuttosto “potenziare l’appetibilità del trasporto su rotaia in modo da offrire una vera alternativa alla strada”. Cinque sono gli obiettivi che si pone il gruppo di lavoro Arge Alp. Innanzitutto, affinché sia garantita la trasparenza dei costi tra i due vettori di trasporto, occorre che l’impatto ambientale sia inserito nel computo dei diritti d’utenza dell’infrastruttura. I due obiettivi successivi si rivolgono agli Stati: da un lato è emersa la richiesta di un maggiore impegno da parte dei governi nazionali affinché i gestori di infrastrutture ferroviarie nazionali compiano investimenti nelle stazioni di carico per incrementare l’appetibilità e la flessibilità dei trasporti ferroviari, dall’altro si preme perché i ministeri competenti rivedano i modelli di prezzo e i costi per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria, eliminando o armonizzando norme nazionali e oneri supplementari, eliminando così il vantaggio del trasporto su gomma. In quarto luogo l’Arge Alp invita l’UE ad ampliare il limite alle sovvenzioni per il trasporto di merci sulle tratte ferroviarie dell’arco alpino, per concludere auspicando un cambiamento di mentalità e anche in ambito turistico, con un significativo incremento dell’offerta di possibilità di trasporto con mezzi pubblici.

Strategie comuni contro il lupo

Al centro del confronto c’è stato anche il tema del lupo. L’assessore altoatesino all’agricoltura Arnold Schuler ha presentato la situazione e lo sviluppo della popolazione del lupo in Europa. La sua richiesta di misure e strategie comuni per il management dei grandi carnivori è stata sotenuta all’unanimità dai capi di governo di Arge Alp, che hanno lanciato un appello ai singoli Stati e all’Unione Europea per ridurre il livello di tutela della specie e per conferire più spazi di manovra alle singole regioni per gestire la presenza degli esemplari.

Nella sostanza i capi di governo Arge Alp hanno ribadito i contenuti della risoluzione sul “Management della popolazione dei lupi sul territorio alpino” presentata dall’Alto Adige e approvata lo scorso anno a Coira.

Il Parlamento dei ragazzi chiede una maggiore tutela del clima

Tema chiave della conferenza è stato anche il clima. Nel marzo scorso una sezione del Parlamento dei ragazzi (YPAC), composto da 80 studenti degli istituti 7 Paesi alpini, si è riunita a Merano. Il documento emerso dalla seduta, contenente le richieste per una maggiore tutela del clima, è stato consegnato ieri alla Conferenza dei capi di governo Arge Alp dalle giovani parlamentari Greta Holzner, Janka Wieder e Martina Patzleiner (da sinistra a destra nella foto allegata).

Nel corso della conferenza di oggi i rappresentanti di Arge Alp hanno anche mostrato la nuova release del sito web di Arge Alp www.argealp.org e consegnato il Premio Arge Alp 2019 (vedi comunicato a parte).

Oggi la Giunta provinciale si è riunita ad Albiano. Fugatti: “Vogliamo diminuire la distanza fra il centro e le valli”.

“Tenere le riunioni della Giunta provinciali sul territorio è davvero un modo per capire da vicino le problematiche di ogni valle e comprenderle nella loro essenza, oltre che naturalmente diminuire la distanza fra il centro e le valli”, è stato con queste parole che il presidente della Provincia Maurizio Fugatti oggi ha salutato e ringraziato il sindaco di Albiano, Erna Pisetta, affiancata dal vicesindaco Edj Ravanelli e dagli assessori comunali, nonché i rappresentanti dei Vigili del Fuoco e delle forze dell’ordine presenti.

Ad accogliere la tradizionale riunione del venerdì della Giunta provinciale è stato infatti oggi il Comune di Albiano. Fra le problematiche evidenziate dal sindaco, il tema delle gestioni associate e quello legato al comparto del porfido, motore di sviluppo della valle. “Alcune questioni – ha proseguito Fugatti – le conoscevamo e sono già alla nostra attenzione, come appunto il porfido e poi soprattutto le gestioni associate, argomento sollevato anche durante gli Stati Generali della Montagna. Per altre tematiche è stato importante ascoltarle proprio dalla voce degli attori del territorio”.

In apertura il sindaco Erna Pisetta ha illustrato le peculiarità del paese di Albiano, dove attualmente risiedono poco meno di 1.500 abitanti, un Comune in gestione associata con i paesi della sponda sinistra della Valle di Cembra. “Siamo un paese di emigrazione, poiché nella seconda metà dell’Ottocento molti se ne sono andati soprattutto verso il Sudamerica. Oggi siamo però un punto nevralgico della valle, grazie anche all’estrazione del porfido che ha portato benessere nei nostri territori, dove prima c’era abbandono. Siamo una popolazione laboriosa, come dimostrano anche i bellissimi terrazzamenti che caratterizzano la nostra valle”.

Sul fronte della scuola il Comune può contare dal 2010 sul nido d’infanzia, per il quale vi è anche una lista di attesa, nonché su una scuola d’infanzia, e sulla primaria e secondaria di primo grado che dipendono dall’istituto comprensivo di Civezzano. Fondamentale poi il mondo dell’associazionismo composto non solo dai Vigili del Fuoco, ma anche dall’associazione Stella Bianca, da alcune corali, da un corpo bandistico d’eccellenza, dalla Sat, anche se come sempre la difficoltà è quella del ricambio generazionale.

Fra le problematiche evidenziato dal sindaco poi la gestione associata, con le connesse carenze di personale: “Siamo senza segretario comunale, inoltre abbiamo grosse difficoltà organizzative legate al turn over dei dipendenti”. Sul fronte del porfido “ad inizio mandato siamo rimasti senza nessuno che si potesse occupare quotidianamente degli aspetti amministrativi legati al settore, che sono davvero quotidiani, inoltre abbiamo dovuto assumere una persona legata al mio mandato. Dobbiamo inoltre – ha proseguito il sindaco – mettere in pratica la normativa per dare risposte certe a questo comparto”. Infine altre questioni hanno riguardato la difficoltà di procedere con gli appalti delle opere pubbliche che quindi, di fatto, impediscono di spendere risorse che nel bilancio comunale sono presenti, come anche la locazione di immobili pubblici.

Marchio “Family in Trentino”: cambiano le regole per le “Attività culturali”. Ampliata la categoria dei musei, nuove regole nella direzione della corresponsabilità dei genitori.

Da un lato viene ampliata la categoria dei musei, comprendendo anche enti pubblici, compagnie di spettacolo e soggetti culturali, dall’altra si introducono nuove regole che vanno della direzione della corresponsabilità dei genitori, nonché per sostenere l’allattamento materno. Sono queste le principali modifiche approvate oggi dalla Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, al disciplinare per l’assegnazione del marchio “Family in Trentino” relativo alla categoria “Attività culturali”.

“L’obiettivo – spiega l’assessore Segnana – è quello di rendere il marchio sempre più qualificante, elevando lo standard di riferimento, per accrescere sempre più il benessere familiare. Uno dei punti fermi di questa amministrazione – prosegue l’assessore – è la natalità, come abbiamo anche dimostrato proprio all’interno dell’assestamento di bilancio approvato pochi giorni fa. Nella manovra, per rafforzare le politiche a sostegno delle nascite, abbiamo previsto l’attivazione di un contributo straordinario per i nuovi nati e un ulteriore abbattimento delle tariffe degli asili nido. Qui oggi invece lavoriamo sul fronte, fondamentale, del benessere familiare, pensiamo agli spazi obbligatori per l’allattamento nei musei pubblici, ma anche alla corresponsabilità con alcune azioni dirette ai padri come uno spazio per il fasciatoio che sia utilizzabile da entrambi i genitori all’interno dei musei pubblici, snodo fondamentale delle nostre comunità educanti”.

Nel dettaglio al primo punto il dispositivo prevede di integrare alcuni requisiti presenti nel disciplinare per l’assegnazione del marchio “Family in Trentino” alla categoria “Musei” con l’aggiunta anche delle “Compagnie di spettacolo, Enti pubblici gestori di spazi culturali” e dei “Soggetti Culturali qualificati ai sensi dell’articolo 16 della legge provinciale 15/2007”. In questo modo potranno richiedere il marchio anche organizzazioni al di fuori delle realtà museali.

Fra le modifiche poi vi è quella che prevede per tutte le organizzazioni, l’adesione alla carta di qualità familiare “EuregioFamilyPass” (ex Family Card). Un ulteriore requisito riguarda i musei pubblici, che devono mettere a disposizione uno spazio per il cambio dei più piccoli che sia utilizzabile da entrambi i genitori; infine, sempre per i musei pubblici, vi è l’obbligo di possedere la presenza di spazi per allattare secondo gli standard del Baby Pit Stop di Unicef, mentre per i musei privati e i soggetti culturali qualificati vi è la possibilità di offrire uno spazio di allattamento.

“Educare alle relazioni e alla cittadinanza”, il progetto per la legislatura. Approvato oggi dalla Giunta su proposta dell’assessore all’istruzione Mirko Bisesti.

Con una deliberazione proposta dall’assessore all’istruzione Mirko Bisesti è stato approvato oggi dalla Giunta il progetto “Educare alle relazioni e alla cittadinanza”, con l’intento di affrontare alcuni snodi fondamentali per il contesto scolastico provinciale, in un’ottica pluriennale che attraversa l’intera legislatura.

“Si tratta di un tema importante, che riguarda i rapporti che si instaurano a scuola tra i ragazzi, tra docenti e studenti, tra docenti e altri docenti, tra docenti e famiglie” ha detto l’assessore Bisesti. “Anche le cronache attestano che è un argomento delicato che, se trascurato, può rischiare di sfociare in situazione di disagio, forme di bullismo e cyberbullismo, criticità tra scuola e genitori. Al contrario, tutti i dati e le ricerche ci dicono che un clima di classe positivo e forme di collaborazione all’interno della scuola sono alla base del benessere degli studenti, dei loro livelli di apprendimento, della qualità del lavoro degli insegnanti: la proposta intende dare un contributo importante in questa direzione”, ha spiegato ancora l’assessore.

L’educazione civica e alla cittadinanza è un altro aspetto di cui si vuole occupare l’iniziativa approvata oggi. Come è noto, lo scorso maggio la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità un Disegno di Legge sull’insegnamento scolastico dell’educazione civica nel primo e secondo ciclo di istruzione. A livello provinciale il tema dell’educazione civica si lega in modo significativo a temi altrettanto fondamentali, come l’identità territoriale, gli aspetti di specificità storica e culturale del Trentino, la conoscenza delle istituzioni autonomistiche provinciali e regionali. La delibera intende, quindi, attivare delle azioni in questa direzione.

Un altro snodo che viene affrontato in questa proposta-quadro di legislatura è il tema dell’imprenditorialità, aspetto richiamato con forza anche dalla Raccomandazione europea del maggio 2018 sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente e per la cittadinanza. Le rilevazioni nazionali e internazionali mostrano che gli studenti trentini sono particolarmente brillanti e ottengono degli ottimi risultati sul piano cognitivo, però da parte delle istituzioni – e della scuola in particolare – permane il dovere di sapere e capire cosa succede dopo aver concluso gli studi e qual è la direzione intrapresa dagli studenti al termine della loro formazione. Il progetto, in questo senso, parte dall’assunto che la scuola è un soggetto vivo e attivo, che vuole formare futuri cittadini responsabili e in grado di partecipare alla complessa vita della propria comunità e al suo sviluppo, garantendo agli studenti delle competenze che favoriscano l’inserimento nei contesti professionali e sociali.

Queste fondamentali sfide per il sistema educativo provinciale saranno affrontate intervenendo attraverso la leva dello sviluppo professionale dei docenti, ma anche e soprattutto mediante l’attivazione di laboratori in classe, coinvolgendo gli studenti all’interno delle proprie scuole. Inoltre, verranno messe in campo specifiche azioni di monitoraggio e accompagnamento delle iniziative attivate direttamente dalle scuole, sulla base di appositi bandi da parte dell’Assessorato all’istruzione, del Dipartimento istruzione e cultura e di IPRASE, al quale viene dato mandato di mettere a punto quanto necessario per l’attuazione del progetto.

La Stazione Carabinieri di Arco, dipendente dalla Compagnia di Riva del Garda, nell’attuazione di mirati servizi per il contrasto degli stupefacenti con perquisizioni sul posto e domiciliari hanno denunciato 1 uomo per coltivazione di cannabis e segnalato al Commissario del Governo per la Provincia di Trento 7 giovani (di cui 5 provenienti da fuori Provincia) per detenzione di stupefacenti.

L’Arma arcense nello scorso week end e nella giornata di ieri ha lavorato senza sosta eseguendo 8 perquisizioni di iniziativa sequestrando hashish, marjuana e MDMA (cd. ecstasy) in modiche quantità e tali da ritenersi per “uso personale” (complessivamente 3 gr di hashish, 6 gr di marijuana, 2 pasticche di ecstasy) nei confronti di 6 ragazzi ed 1 ragazza dell’età compresa tra i 23 e 37 anni che si trovavano nell’Altogarda per trascorrere qualche giorno di vacanza (tranne 2 ragazzi che sono arcensi e colti in possesso di hashish e marijuana).

Ieri mattina i Carabinieri hanno bussato alla porta di un uomo arcense di anni 50, già noto per alcuni trascorsi legati al mondo delle sostanze proibite, ove all’esito della perquisizione sequestravano 3 piante di cannabis della qualità FRISIAN DUCK e COOKIES KUSH (trattasi di sementi selezionati – 5 semi al costo di € 20 – geneticamente modificati per concentrare il principio attivo e dare un particolare gusto al prodotto finale) dell’altezza di cm.15; 2,5 gr di infiorescenze essiccate, materiale per la preparazione e consumo di crack (procedimento per trasformare la cocaina in cristalli per poi fumarli) deferendolo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovereto (TN).

L’attività di controllo dei Carabinieri di Arco è stata rivolta ai luoghi di aggregazione del mondo giovanile dell’area urbana e periferica della giurisdizione nell’arco serale/notturno controllando 15 mezzi e 46 persone, effettuando in totale 23 perquisizioni (di cui 4 nei confronti di minori).
Ora le sostanze saranno inviate al LASS (laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti) di Laives per le analisi e constatarne il principio attivo.

L’accordo appena siglato tra la Ue e i Paesi del Mercosur legittima la falsificazione di oltre il 93% dei prodotti agroalimentari Made in Italy in Sudamerica, compresi i prodotti più esportati all’estero, dal Prosecco al Parmigiano Reggiano che dovranno coesistere con le loro imitazioni locali per molto tempo. A denunciarlo è il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che ha consegnato al vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Dio Maio un cesto di prodotti tricolori taroccati, dal Caccio Cavallo brasiliano al Reggianito prodotto in Argentina, dalla Pomarola al Parmesao, dalla Mortadela al vino Bortolino, in occasione dell’inaugurazione del Villaggio #stocoicontadini a Milano al Castello Sforzesco, da Piazza del Cannone a Piazza Castello con oltre diecimila agricoltori.

Nel negoziato – denuncia la Coldiretti – su un totale di 297 denominazioni italiane Dop/Igp e di 523 vini riconosciute dall’Unione Europea ne saranno tutelati meno del 7% (appena 57 tra alimentari e bevande) che dovranno peraltro in molti casi convivere per sempre con le “brutte copie” sui mercati sudamericani, a partire dalla Fontina, dal Parmesan, Parmesano, Parmesao, Reggianito e Grana mentre per altri “tarocchi” come il Prosecco e l’Asti, il Marsala, il Gorgonzola, il pecorino Romano, il Taleggio, l’Asiago, la Mortadella Bologna o il Prosciutto di Parma, è stata concessa una moratoria che permetterà di commercializzarli ancora per molti anni. In questo modo si assicura di fatto il benestare Ue a una produzione locale del falso che è già tra i più fiorenti e che viene peraltro esportata in tutto il mondo

“Si tratta di un accordo doppiamente intempestivo, poiché oltre ad essere stato varato in piena fase di rinnovo delle Istituzioni comunitarie, rischia di avere un effetto dirompente con i nuovi dazi annunciati dal presidente Usa Donald Trump che aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano rendendo più competitive le falsificazioni provenienti da Paesi non colpiti dalle misure, proprio come quelli del Mercosur”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza che “i rappresentanti italiani nel Parlamento e nelle istituzioni europee votino ora contro un’intesa che, come nel caso degli altri trattati col Canada (Ceta), il Giappone, l’Australia e il Vietnam, penalizza il settore agricolo, usato come merce di scambio senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale e ambientale sui territori”.

Ma su molti dei prodotti provenienti dai paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) gravano – ricorda Coldiretti – anche pesanti accuse per i gravi rischi alimentari e per lo per sfruttamento del lavoro minorile secondo il Dipartimento del lavoro Usa.

A preoccupare – sottolinea la Coldiretti – sono, ad esempio, le agevolazioni concesse nell’accordo a prodotti come la carne di manzo e di pollo dal Brasile che si sono classificati, per i casi di Escherichia Coli-Shigatoxin, nella top ten dei cibi più pericolosi per il numero di allarmi alimentari che hanno fatto scattare in Italia nel 2018 secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Rasff per gli allarmi alimentari si è classificata nella black list dei prodotti più pericolosi in Italia. Per il manzo si parla di un contingente di 99mila tonnellate al 7,5% (più altre 45mila tonnellate di carne di tipo Hilton già previste dall’Omc per le quali il dazio sarà eliminato) che implica una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani e un abbassamento della qualità per i consumatori, considerato i Paesi del Mercosur non rispettano gli standard produttivi e di tracciabilità oggi vigenti in Italia e nel Vecchio Continente. Per il pollame l’Unione Europea è aumentata a 180mila tonnellate l’offerta attuale a dazio zero con gravi preoccupazioni per l’aspetto sanitario.

Ma i Paesi del Mercosur – continua la Coldiretti – hanno ottenuto maggiori concessioni nel settore dello zucchero con il dazio zero sul contingente di 180mila tonnellate che potrebbero aumentare le difficoltà della produzione comunitaria e lo stesso discorso vale per il riso, con l’arrivo di 60mila tonnellate esenti da dazi, per le carni suine (25mila tonnellate a dazio basso), il miele (45mila tonnellate a dazio zero), i formaggi (30mila tonnellate), oltre a latte in polvere, latte artificiale e granturco dolce.

Da qui la necessità – continua Prandini – di rivedere il meccanismo degli accordi dove vanno applicati tre principi fondamentali: parità delle condizioni, efficacia dei controlli, reciprocità delle norme. Solo così sarà possibile assicurare che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro e la salute.

Ma per fare ciò occorre anche eliminare una volta per tutte il segreto di Stato su tutti i cibi importati facendo rispettare la storico pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati dei flussi commerciali detenuti dal Ministero della Salute e fino ad ora preclusi per ragioni pretestuose. Ciò consentirà – conclude Prandini – di mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani ma anche di consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti”.

Arge Alp chiede all’Europa di sostenere le aree rurali dell’arco alpino. Il vicepresidente Mario Tonina: “I territori di montagna possono garantire il futuro anche della pianura”.

Per garantire lo sviluppo e il futuro delle aree rurali nelle regioni alpine è necessario che gli Stati nazionali e l’Unione Europea mettano a disposizione di queste zone misure e finanziamenti adeguati. E’ quanto chiedono i capi di governo di Arge Alp, la comunità di lavoro dei territori dell’arco alpino, riuniti oggi a Dobbiaco in Alto Adige per la 50^ conferenza della comunità, nata nel 1972. “Dobbiamo far capire all’Europa – ha detto il vicepresidente della Provincia Mario Tonina presente per il Trentino – che il futuro dei territori di montagna riguarda anche la pianura e le città e che la montagna vive solo se rimane popolata. Dobbiamo lavorare congiuntamente – ha aggiunto – per far comprendere alle istituzioni europee, appena rinnovate, cosa significhi vivere e abitare i territori dell’arco alpino”. Con la conferenza è stato sancito anche il passaggio della guida di Arge Alp dall’ Alto Adige alla regione di Salisburgo.

Due le risoluzioni approvate dalla conferenza dei capi di governo di Arge Alp, una sullo sviluppo delle aree rurali ed un’altra sul tema della riduzione del traffico. Nella prima Arge Alp rivendica l’obiettivo di salvaguardare e sviluppare l’area rurale come prezioso spazio di vita, lavoro, attività economica, cultura e come spazio naturale. L’altra risoluzione ribadisce l’impegno a trasferire parte del traffico dalla gomma alla rotaia, senza tuttavia imporre all’economia la scelta del mezzo di trasporto. Occorre piuttosto potenziare l’appetibilità del trasporto su rotaia, in modo da offrire una vera alternativa alla strada.

Nella riunione di Arge Alp, su input del vicepresidente Tonina, si è parlato anche della gestione dei grandi carnivori, oggetto di una risoluzione approvata nel 2018. E’ stata ribadita la necessità di sostenere le realtà regionali rispetto alla richiesta di aver riconosciuta da parte degli Stati una maggiore responsabilità ed autonomia nella gestione dei grandi carnivori, nell’ambito del quadro normativo generale vigente.
Nell’ottica della complessità e dell’importanza delle tematiche e delle attività di Arge Alp, è stata anche adottata una delibera con cui si intende rafforzare l’attività di Arge Alp nei campi della comunicazione e delle pubbliche relazioni, al fine di potenziare l’immagine comune di Arge Alp verso l’esterno.

7.360 tonnellate di metalli di provenienza illecita recuperate, 1.682 persone controllate, di cui 2 arrestate e 8 denunciate, 5 sanzioni amministrative elevate per un importo totale di circa 9.630 euro: questo il bilancio dell’operazione “Oro Rosso” organizzata dalla Polizia Ferroviaria in tutto il territorio nazionale per il contrasto al fenomeno dei furti di rame in ambito ferroviario.

L’attività ha visto l’impiego complessivo di 612 operatori e si è tradotta in 280 controlli ai rottamai, 159 sevizi di pattugliamento lungo le linee ferroviarie e 57 su strada.

Nella provincia di Catania, in particolare, il personale della Polizia Ferroviaria per la Sicilia ha denunciato un uomo di 45 anni per i reati di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e ricettazione ed il sequestro di un’area all’interno della quale sono stati rinvenuti 7 t di rame – per un valore commerciale di circa 32.000 Euro, 22 carcasse di auto e parti di esse e sono stati scoperti dei macchinari per sguainare e polverizzare le trecce di rame.

E’ stato possibile appurare che gran parte del rame ritrovato è in uso alle ferrovie ed utilizzato per alimentare i passaggi a livello e collegare le garitte e le stazioni. In particolare alcuni spezzoni sono risultati compatibili con quelli asportati recentemente sulla tratta ferroviaria Vizzini-Grammichele, furto che ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria nel sud.est della regione.

Al riguardo, si può ipotizzare, sulla base della quantità di oro rosso rinvenuto e dell’organizzazione dell’impresa illegale, che il luogo sequestrato era punto di riferimento per i predatori di rame per piazzare il metallo depredato nella Sicilia Orientale.

 

Rai 2. 07 lug 2019, 16:45. USA-Olanda. Mondiale femminile, ultimo atto, live da Lione.

Le campionesse del mondo da una parte, a caccia dellla conferma (e della quarta stella), le campionesse d’Europa dall’altra, alla ricerca della consacrazione e di un primo, storico successo.

La finale del Mondiale di Francia 2019, in programma domenica 7 luglio, alle 17.00, vedrà in campo il meglio, in questo momento, del calcio femminile: la tradizione degli Stati Uniti, sorretti dalle parate di Alyssa Naeher e trascinati da Alex Morgan, sei gol in cinque partite e il sigillo in semifinale alle inglesi, nel giorno del trentresimo compleanno e con tanto di polemiche per l’ “esultanza del tè”, contro la potenza giovanile dell’Olanda, fenomenale nel gioco aereo, come l’Italia ha, purtroppo, imparato a proprie spese nei quarti.

Le arancioni arrivano alla finale con un giorno in meno di riposo e con le scorie nei muscoli dei supplementari giocati contro la Norvegia in semifinali, le statunitensi sono le logiche favorite ma, come quesa straordinaria edizione iridata ha dimostrato fin dal primo giorno, i pronostici sembrano fatti apposta per essere smentiti.

USA-Olanda sarà trasmessa in diretta, domenica 7 luglio, su Rai2, subito dopo la conclusione della seconda tappa del Tour de France, a partire dalle 16.45: telecronaca di Tiziana Alla e Patrizia Panico.

 

Le condizioni di instabilità atmosferica possono favorire l’insorgenza di temporali anche molto intensi nel week end (6 e 7 luglio).

Sono attesi temporali

Le condizioni di instabilità atmosferica dei prossimi giorni possono favorire l’insorgenza di temporali, localmente anche molto intensi. Per questo la Protezione civile del Trentino ha emesso un messaggio mirato.

Domani, sabato 6 luglio, specie nel pomeriggio-sera, l’eventuale insorgenza di temporali può indurre fenomeni isolati o sparsi particolarmente intensi con grandine e forti raffiche di vento.

Domenica 7 la probabilità di rovesci e temporali tende ad aumentare con fenomeni potenzialmente più diffusi sul territorio.

Lunedì 8 e martedì 9 si protraggono le condizioni di instabilità atmosferica con conseguenti possibili rovesci e temporali specie nelle ore pomeridiane.

La previsione di temporali e rovesci è caratterizzata da notevole incertezza e quindi si raccomanda di seguire gli aggiornamenti del Bollettino Probabilistico pubblicato quotidianamente alle ore 10.00 sul sito https://www.meteotrentino.it di Meteotrentino, che per la giornata di oggi prevede tempo soleggiato con al più una limitata formazione di cumuli pomeridiani localmente associati a possibili isolati rovesci o temporali.

 

messaggio mirato temporali

 

 

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