INPS: 3.507 neoassunti, nuovi consulenti per la protezione sociale. Dichiarazione del Sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi

“Le mie congratulazioni ai primi 3.507 neoassunti in INPS, nuovi consulenti per la protezione sociale. Il rinnovato modello di welfare che l’Italia si sta dando potrà presto contare su circa 5.000 risorse totali, un fatto che allieta l’intero Paese”.

Lo dichiara il Sottosegretario per il Lavoro e le Politiche Sociali Claudio Cominardi nell’ultima delle giornate che INPS ha dedicato all’accoglienza del nuovo personale.
“La rigida selezione svolta dall’Istituto prova l’elevata qualifica dei giovani vincitori, che saranno capaci di interpretare il cambiamento in atto nel nostro sistema previdenziale e delle prestazioni sociali”.

“L’augurio che mi sento di fare ai neoassunti è quello di lasciarsi ispirare dai valori dell’Istituto, soprattutto nella tutela dei lavoratori in difficoltà e nel supporto alle famiglie. Grazie al loro contributo sarà più facile raggiungere l’obiettivo che il Ministero del Lavoro condivide con lNPS, l’aumento del benessere sociale in Italia”.

Nella conferenza stampa che ha voluto tenere oggi pomeriggio, il Presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti ha confermato quanto già affermato nei giorni scorsi dalla LAV e dalle altre associazioni: non c’è alcun dato concreto che possa sostenere la pericolosità dell’orso M49.

Secondo quanto riportato da fonti di stampa, infatti, Fugatti ha affermato che “le motivazioni dell’ordinanza sono quindi dovute alla forte sensazione di insicurezza delle persone” ammettendo così di avere deciso la condanna all’ergastolo un orso esclusivamente sulla base di sensazioni.

“Nessun riscontro scientifico, quindi, ma semplici sensazioni rilevate (da chi e in base a quali criteri?) in una non meglio precisata parte della popolazione. Una giustificazione inaccettabile, viste le pesantissime ricadute che avrà sulla vita di un animale che, una volta catturato, sarà costretto a vivere in un recinto delle dimensioni inferiori al mezzo ettaro, quando nella sua vita in libertà è abituato a frequentare superfici pari a 6.500 ettari!”, dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV, Area Animali Selvatici.

Che le persone percepiscano una “forte sensazione di insicurezza”, è diretta conseguenza di precise scelte politiche che continuano ad alimentare le preoccupazioni dei cittadini, al solo scopo di ottenere consenso, giungendo fino ad alimentare un costante ed ingiustificato allarmismo. Una linea in piena continuità con la precedente Giunta, di Centrosinistra, che il Presidente Fugatti ricalca e rispetto alla quale rilancia, andando allo scontro diretto con il Ministro dell’Ambiente Costa, che ha espresso più volte la sua completa contrarietà a questo tipo di gestione.

“La questione di M49 dimostra che il Trentino è del tutto incapace di favorire la convivenza tra orsi e cittadini, per questo chiediamo che il Ministro Costa intervenga con urgenza per rivedere il PACOBACE e togliere dalle mani dell’amministrazione Fugatti ogni possibilità di intervenire sugli orsi, riportandone la competenza esclusivamente allo Stato”, conclude la LAV.

La Giunta Fugatti ha affrontato la questione casa pubblica e l’emergenza affitto, particolarmente grave oggi nel capoluogo e nella zona della “busa del Garda”, concentrandosi fortemente sugli aspetti relativi alla “sicurezza”. Un tema validissimo per la propaganda, ma certo di non grande aiuto nell’affrontare appunto i problemi delle politiche abitative anche trentine.

Si prevede una stretta sulle regole di accesso agli alloggi pubblici per i cittadini non italiani, che si vogliono allungare fino addirittura a 10 anni di residenza, requisito irragionevole che, anche a detta del Prof. costituzionalista Toniatti molto difficilmente supererà, se adottato, il contenzioso giuridico che ne scaturirà, alla luce dei già diversi pronunciamenti avversi della Corte Costituzionale. Il tutto mentre le assegnazioni di alloggi a canone sociale, in forza della doppia graduatoria esistente fino ad oggi, riguardano cittadini stranieri provenienti da paesi fuori dall’Unione Europa solo nel 10 percento dei casi.

Anche CGIL CISL e UIL ritengono il criterio dei 10 anni di residenza incostituzionale ed oltremodo punitivo per le persone, anche trentine, che dovranno assoggettarsene.

In una provincia con migliaia di alloggi sfitti la soluzione abitativa a carattere sociale non può essere solo quella di nuove costruzioni, ma va ricercata in accordi tra comuni, Itea, sindacati dei lavoratori e associazioni di costruttori per permettere di ampliare il patrimonio di alloggi popolari, a costi non proibitivi, partendo da quelli già esistenti e ampliando le agevolazioni fiscali per i contratti a canone concordato e soprattutto moderato. A questo proposito il Sindacato chiede alla Giunta di accelerare anche la riassegnazione ad una finanziaria (Finint?) o ad altro soggetto (Invest o qualche altra società in –house) del Fondo di Housing Sociale, che ha esaurito la propria capienza finanziaria e necessita di un nuovo mandato.

Il sindacato ha più volte  sollecitato l’Assessore Segnana all’apertura di una discussione sull’edilizia pubblica sociale  e sulla necessità di ripristinare, anche formalmente, la Commissione Sociale ITEA, unico organismo, seppur consultivo, di raccordo fra l’assessorato, la spa strumentale  Itea e gli stakeholders nelle politiche abitative pubbliche, previsto dalla legge “Dalmaso” del 2005 n.15 e purtroppo ingiustificatamente soppresso d’autorità, con generale disappunto,  nel 2017,  dalla scorsa  Giunta provinciale.

Il sistema ed il bisogno abitativo sono molto cambiati nell’ultimo decennio, le mutate condizioni di lavoro e familiari dei lavoratori, che hanno sì bisogno di un’abitazione, ma in affitto, non in proprietà, e l’esigenza che si rimetta in circolo il rilevante patrimonio privato abitativo “sfitto” anche in Trentino,  inducono la UIL a porre l’accento sulla necessità di una riforma profonda dell’edilizia pubblica e della “legge Dalmaso” in particolare, non più adeguata,  al cambio epocale subìto anche dalla società trentina.

La nuova Giunta proceda quindi al più presto a disegnare un nuovo Piano Casa coerente con e compatibilità dell’ambiente e del territorio coinvolgendo il Sindacato sia in fase di elaborazione della riforma, sia in quella, successiva, di controllo e verifica delle nuove politiche abitative pubbliche.

Un percorso di riforma da cui il Sindacato non può essere estromesso e per il quale chiede si proceda alla costituzione immediata dell’”Osservatorio provinciale del Sistema Abitativo”, organismo che l’Assessora Segnana  si era impegnata a costituire nelle settimane scorse, essendo venuta a mancare, ancora dal 2017, l’altro unico organismo consultivo in tema abitativo  previsto dalla Legge Dalmaso: La Commissione Sociale ITEA.

 

Alotti, Pomini e Grosselli ricordano infine alla politica e all’amministrazione che gran parte del patrimonio abitativo pubblico trentino è stato costruito con il contributo Gescal dei lavoratori trentini, oggi in parte pensionati, e delle imposte che i lavoratori dipendenti e pensionati hanno versato e continuano a versare, in misura predominante, rispetto anche alle altre categorie di contribuenti.

 

Orso M49: da marzo a ieri 16 tentativi di intrusione in abitazioni o strutture produttive. Il presidente Fugatti: “E’una questione di sicurezza pubblica”

Un orso incline ad avvicinarsi alle strutture produttive e alle case private, autore di 16 tentativi di intrusione in immobili da marzo 2019 a ieri, di cui 6 in abitazioni. Questi i dati relativi all’orso M49, per il quale è stata emessa un’ordinanza di cattura, presentati oggi dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, insieme agli assessori della Giunta provinciale e ai responsabili del Servizio foreste e fauna.

“Sono dati che dimostrano in maniera inequivocabile come questo soggetto – ha spiegato il presidente Fugatti – rappresenti una minaccia alla sicurezza di chi lavora o abita in questi luoghi. Firmando l’ordinanza, che rispetto al passato viene posta in essere prima che l’orso aggredisca delle persone, riteniamo di aver fatto, con responsabilità, quello era corretto e giusto fare per tutelare la sicurezza pubblica, anche nel rispetto di quanto previsto dal Piano PACOBACE, che regola, in accordo con il Ministero per l’Ambiente, la gestione dei plantigradi. C’è una forte situazione di disagio sul territorio per quanto sta avvenendo – ha aggiunto Fugatti – e siamo impegnati, grazie ad una struttura provinciale molto competente, che ringrazio a nome della Giunta, a gestire questo disagio”.

Nel 2018 e nel 2019, come hanno spiegato il dirigente generale Romano Masè, insieme a Claudio Groff del Servizio foreste e fauna, tutti i tentativi di intrusione in immobili registrati in provincia sono attribuibili ad M49, nonostante in Trentino vi siano fra i 60 ed i 78 plantigradi. Inoltre, nel 2019, sempre ad opera di M49, si sono registrati danni ad 8 patrimoni apistici, 13 predazioni di animali domestici e 7 altri episodi di danneggiamento. “Per dare attuazione all’ordinanza di cattura – ha spiegato infine Giovanni Giovannini, dirigente del Servizio foreste e fauna – è stata scelta la modalità delle trappole a tubo, il sistema migliore sia in relazione alla sicurezza degli operatori che a quella dell’animale”.

Mettere a punto una nuova generazione di mangimi per i pesci da allevamento, sostituendo i convenzionali ingredienti dei mangimi commerciali con farine proteiche ottenute dai residui di macello avicolo, oppure da crostacei, microalghe e insetti, al fine di rendere l’acquacoltura maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, migliorare la qualità del prodotto, ed il benessere animale. E’ quanto si propone il progetto di ricerca AGER- Sushin. Oggi e domani alla Fondazione Edmund Mach si terrà il secondo incontro di progetto a cui interverranno gli operatori del settore.
Domani l’inizio dei lavori è previsto alle ore 9 con il saluto del presidente FEM, Andrea Segrè.

Si discuteranno i primi risultati ottenuti dai primi due anni di indagine. Sono ancora parziali, ma in qualche caso già individuano alcuni aspetti di rilievo, tra cui la buona qualità delle farine prodotte dagli sottoprodotti della macellazione avicola. Si discuterà poi del valore nutritivo sui pesci delle diverse alternative, valutando gli effetti sulla crescita, e sulla salute dei pesci alimentati con i nuovi mangimi. Le nuove proposte includono un insetto (la “mosca soldato”, Hermetia illucens), che aprirebbe la via all’espansione di un settore zootecnico quello entomologico, oggi particolarmente promettente, anche per il basso impatto sull’ambiente che comporta questa produzione. Naturalmente è di interesse conoscere la disponibilità del mercato ad accogliere pesce allevato con le nuove diete; le prime indagini mostrano un particolare interesse dei consumatori giovani per gli aspetti legati alla sostenibilità di questi nuovi mangimi.

L’acquacoltura è il settore zootecnico a più elevato tasso di crescita a livello globale. Con una produzione di oltre 90 milioni di tonnellate, il settore ha superato quello della carne bovina avvicinandosi alle produzioni avicola e suina. E’ soprattutto l’acquacoltura intensiva ad essere destinata a crescere nel prossimo futuro, generando una richiesta di mangimi prevista superare gli 87 Milioni di ton nel 2025, fatto che contribuirà ad aumentare la competizione per le risorse alimentari con altre produzioni animali e con la popolazione umana.

Pertanto, sostenibilità economica ed ecologica dell’Acquacoltura dipenderanno anche dalla capacità di economizzare risorse poco o nulla rinnovabili o fortemente depauperate vieppiù contese con altri settori, utilizzando nei mangimi nuove materie prime o ingredienti, ricchi di nutrienti ma attualmente poco studiati o valorizzati, ricercandoli possibilmente all’esterno della filiera alimentare umana. In questa direzione si inserisce il progetto AGER-Sushin, finanziato da un pool di fondazioni di origine bancaria (il consorzio “AGER”), rivolto appunto allo studio di nuovi ingredienti derivati da insetti e microalghe ed alla valorizzazione di altri alimenti ottenuti da sottoprodotti avicoli e da crostacei da utilizzare nella formulazione di mangimi per le principali specie ittiche allevate in Italia. Esso risponde alla necessità di ridurre la dipendenza del settore dallo sfruttamento di risorse naturali convertite in farine e oli di pesce, assicurando la sostenibilità delle produzioni e la qualità del prodotto ittico per il consumatore.

SUSHIN – SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients. E’ un progetto iniziato nel gennaio 2017 che si concluderà nel 2021 ed è finanziato da un pool di fondazioni di origine bancaria associatesi in AGER2 per promuovere la ricerca scientifica nell’agroalimentare italiano (grant n° 2016-0112). Il progetto vede la partecipazione di 7 partner: oltre alla Fondazione Mach, l’Università di Udine (capofila), quella di Firenze, l’Università Politecnica delle Marche, Ist. Sup. per la Protez. Ambientale (ISPRA), il Centro per la Ricerca in Agricoltura ed Economia Agraria (CREA), l’Ist. Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise

Le parole rivoltemi dalla Collega Coppola, in riferimento am tragico incidente accorso ieri in Val San Nicolò, lasciano basiti ed esterrefatti per alcuni motivi.

Il primo è che certa politica non ritiene di intervenire, di parlare nemmeno davanti alla notizia della morte di una persona.

Il secondo è quello di millantare conoscenza del territorio fassano alla pari di chi, come il sottoscritto, lo vive quotidianamente da 29 anni.

Il terzo è quello di paragonare quello che non solo il sottoscritto, ma un’importante parte della comunità fassana, ritiene un problema, il lupo, con una tragedia che conta la devastante scomparsa di una vita umana.

Non voglio dilungarmi oltre, se non per consigliare alla Consigliera Coppola, di ragionare meglio prima di scrivere certe atrocità che non colpiscono solo il sottoscritto, non solo la Valle di Fassa (che da fiero popolo di montagna apprezza ed esercita in questi casi il sacrosanto silenzio) ma anche chi ora e non è dato sapere sino a quando, dovrà convivere con un lutto, con un’assenza.

 

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Luca Guglielmi

Sacro cuore di Gesù, quando la storia ci ricorda da dove veniamo. L’elemento sul quale è costruita la pietra miliare della nostra Autonomia è sicuramente la storia delle nostre comunità. Una storia costruita sullo spirito indipendente e libero delle popolazioni di montagna: dei nostri avi. Ricordare e commemorare la nostra identità non deve essere visto come pericoloso spirito celebrativo, ma il giusto riconoscimento alle nostre radici. Senza spirito celebrativo o nazionalistico, ma come riconoscimento di un percorso; lo stesso percorso che ci ha permesso di essere una terra Autonoma all’interno dello Stato italiano.

Il ricordo del Sacro cuore di Gesù vuole anche essere un momento di riflessione per ricordarci la tenacia e lo spirito indipendente delle nostre montagne. Quel 1796 il Tirolo si unì per difendersi dall’invasione napoleonica. Lo stesso si ripeté anche nel 1809 con Andreas Hofer. Chi in questo vede un pericoloso spirito celebrativo probabilmente non ha molto chiara la storia del Trentino e le motivazioni che hanno portato al nostro Statuto d’Autonomia.
Noi Autonomisti abbiamo fatto molto affinché si arrivasse a far pace con il proprio passato non tanto con scopi separatisti o di presunta superiorità, ma affinché ci sia la comprensione profonda del nostro percorso identitario e delle ragioni che ci portarono ad essere Autonomi.

 

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Il Segretario Politico
Simone Marchiori

Due italiani su tre (68%) sono preoccupati dell’impatto di quello che mangiano sulla salute anche per effetto del ripetersi degli scandali alimentari. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione della presentazione del rapporto Ecomafie. Una reazione giustificata – sottolinea la Coldiretti – dalle con quasi 123 al giorno, per un totale di 44.795 illegalita’ nel settore agroalimentare, ai danni del Made in Italy , con un aumento rispetto al 2017 in cui se ne erano registrate 37mila e un valore dei prodotti sequestrati di 1,4 miliardi.

Dalla mozzarella sbiancata con la soda al pesce vecchio rinfrescato con un “lifting” al cafados, dalla carne dei macelli clandestini di animali rubati al pane cotto in forni con legna tossica fino al miele “tagliato” con sciroppo di riso o di mais, sono solo alcuni esempi di come la criminalità porti in tavola prodotti illegali, pericolosi o frutto dello sfruttamento dei lavoratori secondo l’analisi della Coldiretti. Si tratta di una realtà insidiosa con l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono sempre più pericolose le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite – continua la Coldiretti – con nuovi sistemi di indagine e un aggiornamento delle norme penali. In questo contesto è importante realizzare la riforma dei reati in materia agroalimentare per aggiornare le norme attuali, risalenti anche agli inizi del 1900. Un obiettivo – conclude la Coldiretti – sostenuto dalla importante decisione del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di chiedere la collaborazione di Giancarlo Caselli e dell`Osservatorio Agromafie proprio per procedere alla revisione delle leggi in materia.

Mi unisco sentitamente e con profondo rispetto al cordoglio per la scomparsa della donna mancata ieri 3 luglio 2019 durante il temporale in Val San Nicolò, in Val di Fassa e al ringraziamento ai Vigili del Fuoco, al Soccorso Alpino e a tutti coloro che, con il loro lavoro, si sono prodigati per mettere in salvo i turisti bloccati in quota.
Ritengo tuttavia di dovermi rivolgere al consigliere Guglielmi che in merito all’evento ha affermato: “Quanto accaduto, si ritiene, non deve comunque portare ad un allarme generalizzato e ingiustificato sull’attuale situazione di sicurezza dei territori fassani”.

Pur non dubitando della sicurezza del territorio della Val di Fassa, che immagino sia costantemente monitorato, voglio evidenziare delle dissonanze su quanto espresso dal consigliere Guglielmi.

Proprio lui che nel corso della seduta del Consiglio provinciale del 6 febbraio 2019, durante la discussione della proposta di ordine del giorno n. 3 “Interventi riguardanti la presenza del lupo sul territorio provinciale tesi alla difesa della sicurezza dei cittadini ed alla tutela del comparto zootecnico”, rispondendo al mio intervento, ha affermato che la notizia dell’avvistamento di un lupo a Mazzin di Fassa “non sia un creare allarmismi ma sia avere prove concrete” sulla pericolosità dell’animale, nonostante lo stesso fosse solo stato segnalato e non avesse certo attaccato l’uomo.

Aveva inoltre affermato che “è giusto anche difendere il turismo” [a fronte delle notizie che erano apparse a livello nazionale, a causa degli allarmismi lanciati dalla Giunta, sulla sicurezza dello sci in Trentino vista la presenza dei lupi] perché, se da una parte la maggioranza di governo aveva lanciato l’allarme sulla presenza del lupo, avvertendo che però si stavano trovando delle soluzioni, dall’altra parte i social network avevano fatto la loro parte creando timori nei turisti.

“Allarmare” sulla presenza del lupo, che non ha mai attaccato l’uomo, è per il consigliere giustificato. Non ritiene invece di fare lo stesso sulla situazione idrogeologica della Val di Fassa, il cui momentaneo dissesto ha causato la morte di una persona, adottando quindi due pesi e due misure. Forse anche in questo caso in nome del turismo, che comunque ritengo vada sempre salvaguardato, consegnando ai turisti un territorio sicuro.

Concordo che non si debba creare un allarme generalizzato, un po’ meno che questo sia ingiustificato: è morta una persona e altre sono rimaste bloccate in alta quota.

Gli eventi atmosferici sempre più intensi e imprevedibili che caratterizzano il cambiamento climatico che stiamo vivendo giustificano e richiedono una sempre maggiore attenzione al monitoraggio, alla conservazione e alla messa in sicurezza dei territori montani. Questi eventi estremi purtroppo potranno ripresentarsi e dovremo farci trovare pronti nel gestirli, a tutela di residenti e turisti.

 

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Cons. Lucia Coppola

Concast Trentingrana ha messo a punto un nuovo servizio per gli allevatori soci dei caseifici basato sui chatbot, software che “dialogano” con gli esseri umani.

In buona sostanza, interrogando il telefonino è possibile conoscere in tempo reale i risultati personalizzati delle analisi su latte conferito, animali, mangimi. E un semaforo verde o rosso contrassegna il punteggio assegnato.

I particolari del nuovo servizio sono stati presentati nel corso della conferenza stampa di stamani a Spini di Gardolo, alla sede del Consorzio dei Caseifici Sociali del Trentini.

Le caratteristiche di “Concastbot” sono stata illustrate da Andrea Merz, il direttore del Consorzio, e da Enrico Fronza, responsabile dei sistemi informativi del Concast guidato dal presidente Renzo Marchesi. Sono intervenuti anche l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli (“Un progetto che dimostra quanto sia importante fare rete, fare squadra. Iniziativa destinata ad aumentare la qualità dei nostri prodotti”) e Achille Spinelli, assessore provinciale a sviluppo economico, ricerca e lavoro (“Chi innova resta sul mercato. Oggi non si può restare fermi. Questo progetto è uno stimolo alla creazione di filiera della qualità”).

L’utilizzo sempre più diffuso “di cellulari evoluti, i cosiddetti smartphone, nell’era della comunicazione digitale – spiega Enrico Fronza – ha permesso al Consorzio di condividere le informazioni in modo semplice e veloce, realizzando un’applicazione operativa (chatbot) che, all’interno di Telegram (app di messaggistica) invia automaticamente i dati all’allevatore una volta disponibili”.

“La vera novità – afferma il direttore di Concast Andrea Merz – è la possibilità di sfruttare le nuove tecnologie per un servizio a valore aggiunto. Il socio conferitore con questo sistema non solo conosce i risultati delle analisi del proprio latte in tempo reale, ma questi dati vengono elaborati mettendoli a confronto con quelli degli altri allevatori dello stesso caseificio, così che ognuno possa conoscere la propria posizione in classifica.

La classifica che viene ricalcolata ogni mese sulla base dell’ultimo punteggio ponderale ottenuto, vuole dare all’allevatore un riferimento per migliorare la qualità del latte conferito.

In tal modo, riteniamo, si possono innescare comportamenti virtuosi da parte dei soci e una sana competizione per elevare costantemente la qualità”.

In Trentino il latte conferito ai caseifici viene infatti pagato in base alla qualità e, a ogni prelievo analizzato ed elaborato dal laboratorio del Consorzio, corrisponde un punteggio totale e un punteggio ponderale (la media dei punteggi totali di tutte le analisi effettuate sui campioni di latte prelevati e analizzati all’allevatore).

Il nuovo sistema contrassegna con un simbolo verde il parametro che ha un punteggio positivo o rispetta determinati limiti, rosso negli altri casi.

L’interfaccia, di semplice utilizzo, propone la scelta dei vari menu per poter visualizzare le informazioni associate. In realtà essendo una chat robotizzata, all’arrivo di una nuova informazione apparirà un messaggio di notifica che, cliccando sullo stesso, aprirà automaticamente il chatbot per la consultazione delle informazioni.

Il servizio è pienamente operativo e, oggi, conta 350 allevatori iscritti. Al chatbot “Concastbot” possono accedere solamente gli allevatori soci dei caseifici associati.

Entro il prossimo anno l’obiettivo è di raggiungere la quasi totalità degli allevatori conferenti ai caseifici associati e sviluppare ulteriori novità.

I bots sono “nuove” app, in possesso di un’interfaccia semplificata, una velocità di risposta praticamente istantanea. Inoltre non necessitano di interventi da parte dell’utente nel caso di aggiornamenti e hanno uno sviluppo più semplice ed economico.

Il supporto tecnico per sviluppare il progetto è stato affidato a Hi Logic di Trento rappresentata stamani dal titolare Maurizio Bezzi e da Valentina Albasini componente del team di lavoro.

Quali informazioni possono ricevere gli allevatori

Gli allevatori soci che aderiscono al servizio possono ricevere comunicazioni sui dai del latte, dell’allevamento e dei mangimi. Di seguito il dettaglio.

Qualità Latte. Dati riguardanti i risultati delle analisi effettuate sui campioni di latte relativi a lle analisi PLQ (analisi effettuate dal laboratorio Concast per il pagamento latte qualità per ogni singola azienda zootecnica); analisi extra (analisi effettuate dal laboratorio Concast per autocontrollo aziendale per ogni singola azienda zootecnica);

Allevamento. Dati riguardanti i risultati delle analisi effettuate sulla mandria ed in particolare analisi sulle singole vacche effettuate dal laboratorio della Federazione Provinciale Allevatori di Trento e Bolzano con eventuali valori fuori limite riferiti alle cellule.

Mangimi. Dati riguardanti i mangimi ed in particolare la tipologia, nome prodotto, quantità e lotto dei mangimi consegnati/utilizzati ad ogni allevatore; l’elenco dei mangimi autorizzati dal Consorzio con relativa ricerca per nome prodotto, nome mangimificio o nome prodotto + mangimificio.

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