David Sassoli eletto Presidente del Parlamento europeo. Mercoledì pomeriggio, i deputati hanno eletto per due anni e mezzo l’italiano David Sassoli Presidente del Parlamento europeo.

David Sassoli è un deputato europeo italiano, ha 63 anni ed è stato rieletto nelle liste del Partito Democratico (gruppo S&D) nel maggio 2019. Guiderà il Parlamento fino a gennaio 2022. È stato eletto con 345 voti al secondo scrutinio.

In un discorso rilasciato in Plenaria a Strasburgo dopo la sua elezione, il Presidente Sassoli ha ringraziato i deputati della 9a legislatura per la fiducia riposta. Ha poi detto: “In questi mesi, in troppi, hanno scommesso sul declino di questo progetto, alimentando divisioni e conflitti che pensavamo essere un triste ricordo della nostra storia. I cittadini hanno dimostrato invece di credere ancora in questo straordinario percorso, l’unico in grado di dare risposte alle sfide globali che abbiamo davanti a noi”.

“Dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro processo di integrazione, cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo più forte alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento”.
Sassoli ha inoltre sottolineato le priorità che il Parlamento dovrà portare avanti nei prossimi anni. “Siamo immersi in trasformazioni epocali: disoccupazione giovanile, migrazioni, cambiamenti climatici, rivoluzione digitale, nuovi equilibri mondiali, solo per citarne alcuni, che per essere governate hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo d’audacia”.

Ha concluso dicendo: “L’Europa ha ancora molto da dire se noi, e voi, sapremo dirlo insieme. Se sapremo mettere le ragioni della lotta politica al servizio dei nostri cittadini, se il Parlamento ascolterà i loro desideri e le loro paure e le loro necessità.
Testo integrale del discorso del nuovo Presidente

Risultati
David Sassoli è stato eletto al secondo turno di votazione. I risultati delle due votazioni sono i seguenti:
Primo turno

I candidati
I 4 candidati che si sono presentati per l’elezione del Presidente del PE hanno esposto la loro visione per la presidenza in interventi di tre minuti, prima delle votazioni.
Ecco gli interventi dei candidati:
Ska KELLER (Verdi/ALE, AT)
Sira REGO (GUE/SE, ES)
David SASSOLI (S&D, IT)
Jan ZAHRADIL (ECR, CZ)

Regole per l’elezione
Ai sensi dell’articolo 15 del Regolamento del Parlamento europeo, i candidati alla presidenza possono essere presentati da un gruppo politico o da 1/20 di deputati, ossia 38 deputati (soglia minima). L’elezione si svolge a scrutinio segreto. Per essere eletto, un candidato deve ottenere la maggioranza assoluta dei voti validi espressi, ossia il 50% più uno (articolo 16 del Regolamento). Le schede bianche o nulle non vengono conteggiate per il calcolo della maggioranza richiesta.

Se nessun candidato è eletto al primo scrutinio, lo stesso o altri candidati possono essere nominati per un secondo turno, alle stesse condizioni. Questo può essere ripetuto in un terzo turno, se necessario, sempre con le stesse regole. Se al terzo scrutinio non viene eletto nessuno, i due candidati con il maggior numero di voti in quel turno passano al quarto e ultimo scrutinio, dove è eletto chi riceve il maggior numero di voti.
Prossime tappe

Le votazioni per la scelta di vicepresidenti e questori si svolgeranno rispettivamente mercoledì pomeriggio e giovedì mattina.
Procedura: elezione del Presidente del Parlamento europeo

Il consigliere del Partito Democratico del Trentino Luca Zeni ha depositato ieri una dettagliata interrogazione al presidente del Consiglio provinciale sulla mostra “Il Cuore divino di Gesù – Das göttliche Herz Jesu”, inaugurata nei giorni scorsi negli spazi espositivi di Palazzo Trentini.

“Non è in discussione la consolidata attività espositiva di Palazzo Trentini – analizza il consigliere Zeni – ma il merito, l’opportunità e le modalità di questa specifica esibizione”.

Alla base delle perplessità del consigliere Democratico, il punto di vista parziale e il pericoloso spirito celebrativo dell’esperienza pantirolese hoferiana, spacciata come fondamenta dell’edificio autonomistico quando è invece proprio con l’epoca napoleonica che vengono introdotte preziose riforme, e ancor più l’inedito e ideologico schieramento delle Istituzioni dell’autonomia speciale su un ambito di carattere confessionale.

“Kaswalder ha scelto di invertire brutalmente una consuetudine condivisa e diffusa ovunque in questo Paese – conclude Zeni – quella per la quale le Istituzioni vanno mantenute in una dimensione di laicità super partes, seguendo la grande lezione degasperiana, ed evitando di posizionarsi in favore di un credo anziché di un altro. Con queste sue azioni, Kaswalder sembra dimostrare di non aver ancora capito che Palazzo Trentini rappresenta tutti i cittadini, siano essi religiosi, credenti o meno.”

Nell’interrogazione il consigliere del PD chiede infine conto delle spese e delle consulenza volute dal presidente del Consiglio Provinciale, spese che hanno fatto lievitare i costi della mostra fino a circa 50.000,00 euro

*In allegato il testo dell’interrogazione.

Trento, 3 luglio 2019

 

 

DOV’E’ FINITA LA LAICITA’ DELLE ISTITUZIONI AUTONOMISTICHE?

Inaugurata con bandiere e rappresentanze “piumate”, si è aperta nei giorni scorsi e negli spazi espositivi di Palazzo Trentini, una originale mostra plurilingue dal titolo “Il Cuore divino di Gesù – Das göttliche Herz Jesu”, fortemente voluta dal Presidente del Consiglio provinciale, come sottolinea una puntuale e dettagliata nota dell’Ufficio Stampa dello stesso, per “far conoscere ai trentini e ai giovani in particolare le loro radici, la loro storia e le fondamenta dell’edificio autonomistico stesso”.
Seppur lodevole nell’intento didattico, quest’esposizione, con il suo secco riferimento pantirolese all’esperienza hoferiana, offre anzitutto, più che un contributo di conoscenza alla storia locale, un punto di vista parziale e pericoloso, perché veicola, fra altri messaggi, anche una distorta lettura dell’epoca napoleonica che introduce in quasi tuttta Europa – e quindi anche qui – riforme preziose ed ancora attuali, come quelle legate all’anagrafe ed ai matrimoni civili; al nuovo ed omogeneo sistema di misurazione; alle riforme essenziali del Codice Civile ed allo sviluppo dell’agricoltura e dei commerci nelle zone alpine, tanto per citare alcune questioni non proprio irrilevanti. Quanto poi alle “fondamenta dell’edificio autonomistico”, giova rammentare come le stesse probabilmente poggiano sulla cultura dell’autogoverno delle risorse del territorio; su di una autonoma organizzazione sociale; su di una specificità etnico-culturale, concetti quasi del tutto anteriori all’epoca bonapartista ed alla relativa rivolta hoferiana e, buon ultimo, sull’inclusione del Trentino nel quadro regionale.
Fin qui alcune necessarie precisazioni.
Quello che più colpisce però, non è solo la pomposa cerimonia inaugurale e le retoriche dichiarazioni del Presidente, quanto piuttosto ciò che questa manifestazione rappresenta in termini appunto di inedito schieramento ideologico delle Istituzioni dell’autonomia speciale. Mai, fino ad oggi, il Consiglio provinciale aveva fatto una così netta e definitiva scelta di carattere confessionale, invertendo brutalmente quella condivisa consuetudine, diffusa un po’ ovunque in questo Paese, per la quale le Istituzioni in genere si sono sempre mantenute in una dimensione di laicità “super partes”, secondo la grande lezione degasperiana, evitando di posizionarsi in favore di un credo anziché di un altro, proprio perché esse rappresentano tutti i cittadini, siano essi religiosi, credenti o meno.
Si tratta evidentemente di una lezione che il Presidente del Consiglio provinciale ritiene del tutto superflua e superata, nel momento stesso in cui impone all’Istituzione consiliare non richieste esibizioni di confessionalità, peraltro pagate con denaro pubblico, richiamando come una sorta di “età dell’oro” il periodo della sollevazione antinapoleonica, quasi questo costituisse il crinale storico, religioso, politico e di appartenenza di un Trentino “prehoferiano” da dimenticare e da non iscrivere nel novero dei momenti formativi dell’identità plurale di questa terra ed un Trentino “posthoferiano” e leggendario, dedicato al Sacro Cuore, dove tutti vivono in armoniosa pace nel nome dei valori della restaurazione, della conservazione e di quell’immobilismo storico che, fra l’altro e con buon pace del Presidente del Consiglio provinciale, è una delle cause non secondarie della caduta del tanto vagheggiato impero asburgico.
Parlare di “Sacro Cuore di Gesù”, con evidenti finalità ideologiche, necessita anche di un accenno al significato del simbolo religioso in oggetto. Va infatti rammentato come la devozione viene fatta risalire, dalla storiografia religiosa, al Vangelo di Matteo (11, 28 – 29) “Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore”, mentre la sua introduzione nella religiosità popolare è ascrivibile ad alcuni grandi mistici medioevali tedeschi come Matilde di Magdeburg, Gertrud di Helfta e Matilde di Hackerborn. L’adorazione del Sacro Cuore ha poi alterne vicende ed una grande fioritura soprattutto nell’area francese ed in età barocca, fino alla promulgazione dell’enciclica “Annum Sacrum” con la quale il Papa Leone XIII consacra il genere umano al Sacro Cuore di Gesù.
Nello scorrere della storia, il simbolo viene poi ad assumere significati particolari, come quelli legati all’insurrezione cattolica degli “Chuanes” nella Vandea francese o come elemento inserito nella bandiera del regno di Spagna, adottato dai “carlisti” durante la guerra civile o, ancora, come elemento distintivo delle onoranze funebri militari americane, le stesse che stanno tanto in uggia al Presidente del Consiglio provinciale.
Si tratta quindi di una simbologia molto diffusa nel mondo, al pari delle congregazioni religiose che allo stesso fanno riferimento e che sono tredici maschili ed oltre settanta femminili e quindi non è pensabile ascrivergli un’esclusiva funzione di distinzione religiosa del Tirolo storico, dove peraltro la devozione del Sacro Cuore di Gesù è soprattutto legata alla dimensione agreste nel mondo di lingua tedesca, ben più che in quello di lingua italiana.
Non volendo affatto esprimere comunque giudizi di merito sull’esposizione di oggetti ed icone riferite ad un così alto simbolo religioso, al suo significato culturale, etnografico e sociologico anche se colpisce il visitatore l’allestimento di una specie di altare profano nell’atrio di palazzo Trentini, qui ci si limita a richiamare, per l’ennesima volta, colui che dovrebbe essere il garante dell’imparzialità delle Istituzioni democratiche ad una concreta osservanza proprio di tale ruolo, evitando di mescolare, nel rispetto di entrambe, politica e religione dentro un appuntamento pubblico, finanziato peraltro con le risorse di tutta la comunità, perché ciò che sembra mancare, in modo macroscopico, è stata la valutazione circa l’opportunità di una simile operazione ideologica che forse tale non sarebbe stata se collocata in più consone sedi, come quella ad esempio del Museo Diocesano tridentino, ovvero in luoghi naturalmente deputati alla conservazione ed alla narrazione delle tradizioni religiose del Trentino, anziché in quella sede parlamentare dell’autonomia, chiamata per la sua natura a tutelare la laicità di sé stessa, ponendosi al di fuori delle differenze e dei dibattiti di natura religiosa e fideistica.
Cosa farà infatti il Presidente del Consiglio provinciale qualora in futuro gli venissero chiesti gli spazi espositivi per ospitare mostre sui simboli religiosi dell’Islam, dell’Ebraismo, dell’Induismo e via dicendo? Va da sé che dopo un simile precedente sarebbe del tutto impossibile negare tale concessione, aprendo però di fatto l’Istituzione a funzioni che non le competono e che non le spettano.
Ma se queste sono le obiezioni civili ad una pur sempre libera scelta, non può sfuggire ad una attenzione anche superficiale, il dispiegamento di consulenti e di costi che un tale evento ha comportato per le casse dell’Assemblea legislativa. Ben cinque consulenti diversi, quando nemmeno mostre più prestigiose ed ospitate anche in più noti musei si avvalgono di un così alto numero di collaborazioni consulenziali, per esporre oggetti, simboli e segni che, a detta degli stessi organizzatori, non hanno un grande valore economico, quanto solamente simbolico e rappresentativo. Ma, in quest’ambito, stupisce ancor più che, per esibire pubblicamente tutto questo, non si sia trovato qualche professionista in materia espositiva, capace di riassumere in sé alcune delle funzioni assegnate ai vari consulenti, costretti peraltro a quasi sovrapporre i loro ruoli per ottemperare al mandato ricevuto, come nel caso della “consulenza per l’elaborazione dei testi e ricerca delle tradizioni locali per la redazione del catalogo della mostra” e della “consulenza storica per la redazione del catalogo”, affidata peraltro ad un ex Consigliere della scorsa legislatura che, pur occupandosi professionalmente di ricerca storica, non risulta essere un esperto delle dottrine della fede, né delle tradizioni religiose, materia questa più da etnografi che da storici. E le perplessità non finiscono qui, se solo si rammenta che una delle attività non secondarie della Fondazione “B. Kessler” – già Istituto di Scienze religiose – come del Museo Diocesano tridentino è appunto quella dell’indagine e della ricerca delle tradizioni popolari in materia religiosa e che quindi tali organismi avrebbero potuto supportare scientificamente la mostra stessa, probabilmente a costo zero.
Si tratta insomma di una operazione complessiva contrassegnata da forti tratti di originalità, come quelli dell’affido della curatela, dell’organizzazione e della direzione della mostra ad una persona che, per tale lavoro che è poi quello centrale di qualsiasi mostra e ne costituisce il cuore ed il motore, non percepisce alcun compenso, mentre per gli altri quattro consulenti, ai quali sono affidati incarichi diversi e comunque di minor rilievo, le casse pubbliche pagano una cifra pari ad euro 14.234,48.=. E ancora. Sempre nel contesto della voce “spese per prestazioni professionali e specialistiche”, cioè consulenze, il Consiglio provinciale paga la somma di euro 2.500,00.=, al netto dell’IVA, per il buffet inaugurale, unitamente ad altre spese per le traduzioni in tedesco dei testi del catalogo affidate ad una ditta extraprovinciale ed all’insegna della promozione delle aziende trentine, alla stampa del catalogo ed ai trasporti delle opere esposte per un totale indicativo di ulteriori euro 14.000,00.= circa. A queste voci vanno poi sommate quelle per le spese di comunicazione (Quotidiani “L’Adige” e “Corriere del Trentino” e Settimanale “Vita Trentina”) per un importo complessivo pari ad euro 3.040,75.= al netto dell’IVA, nonché quelle per la tinteggiatura dei locali destinati ad ospitare gli oggetti per un costo totale pari ad euro 8.750,00.= compresi gli oneri fiscali ed un totale generale pari ad euro 40.025,23.=, al quale si debbono aggiungere i versamenti delle tassazioni previste, il che porta a sfiorare la cifra notevole di circa 50.000,00.= euro per la mostra in oggetto.
Tutto ciò premesso, si chiede cortesemente di poter interrogare il presidente del Consiglio provincia per sapere:
– quali motivazioni artistiche e culturali, posto che la simbologia proposta in questa esposizione riguarda soprattutto quella realtà tirolese storica nella quale non si riconosce una parte consistente del Trentino e considerato che le ragioni in premessa degli atti amministrativi autorizzativi della mostra appaiono francamente piuttosto carenti di fondamento, sono alla base della scelta di ospitare a Palazzo Trentini un simile evento;
– quali valutazioni, in ordine al rapporto fra Istituzioni laiche e religioni, sono state poste a fondamento della scelta di cui al precedente quesito e se, qualora richiesto, la Presidenza del Consiglio provinciale fosse disponibile a concedere i medesimi spazi espositivi di Palazzo Trentini alla rappresentazione di oggetti di devozione di altre confessioni religiose, ivi comprese quella mussulmana, ebraica ed animista;
– per quali ragioni la Presidenza del Consiglio provinciale ha deciso di avvalersi di ben cinque consulenti organizzativi, posto che i compiti loro assegnati potevano essere riassunti tranquillamente in un paio di figure di professionisti esperti nel settore espositivo e posto che non di mostra d’arte in senso stretto si tratta, mostra che forse avrebbe potuto comportare qualche affido tecnico ulteriore, bensì di una esposizione di oggetti e di opere e della quale si chiede qui anche il calcolato valore economico complessivo;
– per quali ragioni si è poi deciso di affidare ad un’ex Consigliere provinciale, peraltro da anni in personali rapporti con il Presidente del Consiglio provinciale stesso e del quale sono noti alcuni lavori di ricerca storica sull’occupazione nazista e sul Canonico Gamper ma non risultano studi particolari sulla storia della religione e della devozione popolare, una consulenza storica sulla questione, posto che proprio su tali materie di carattere storico – religioso e senza nulla togliere alla preparazione del suddetto storico ben altre sono le competenze presenti in Trentino, come ricordato in premessa;
– quanti e quali preventivi di spesa per la varie voci sono stati raccolti prima di affidare i relativi incarichi;
– sulla base di quale scelta artistica si è deciso di allestire un simulacro di altare nell’atrio di Palazzo Trentini, posto che lo stesso nulla toglie o aggiunge all’esposizione in sé.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

Distinti saluti.
– avv. Luca Zeni –

 

 

 

INTERROGAZIONME MOSTRA S. CUORE (1)

Il Palio di Siena 2 Luglio 2019.

 

 

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Storie maledette. St 2019 Quel colpo che arriva al cuore. Caso Vannini (II) – 02/07/2019.

Uno Speciale in due puntate dedicato a una delle vicende giudiziarie e umane che più hanno segnato nel profondo la pubblica opinione e hanno coinvolto le coscienze nella passione del giudizio. Marco Vannini, 20 anni di splendida giovinezza, muore a Ladispoli in una notte di maggio del 2015. A spegnergli il futuro, un colpo di pistola. Con negligenza, la impugna Antonio Ciontoli, sottufficiale di Marina distaccato ai Servizi Segreti, che è il padre di Martina, la bionda fidanzata di Marco Vannini. Condannato a 14 anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Roma, pena ridotta in Appello a 5 anni per omicidio colposo, Ciontoli è in attesa che si pronunci la Suprema Corte. Ma cosa accadde quella notte di tragedia, lo racconta, in esclusiva per Storie Maledette a Franca Leosini, Antonio Ciontoli, chiuso da 4 anni nel silenzio e nell’ombra.

 

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The Resident. St 1 Ep 4 Crisi d’identità. A causa dei forti tagli al budget l’accettazione del Pronto Soccorso finisce nelle mani di una infermiera inesperta che si dimostra subito incapace di gestire le emergenze…

 

 

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“Sulla trasmissione telematica dei corrispettivi, la moratoria introdotta in extremis nel Decreto crescita ha scongiurato le sanzioni a carico di migliaia di imprese. L’Agenzia delle Entrate infatti ha confermato l’interpretazione della norma da parte di CNA che dispone la moratoria sul primo semestre di applicazione dell’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi”. Lo evidenzia CNA Politiche Fiscali del Trentino Alto Adige.

L’Amministrazione finanziaria sottolinea che nel primo semestre di applicazione dell’obbligo per evitare le sanzioni è sufficiente inviare i dati dei corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, a prescindere dalle modalità di memorizzazione dei dati giornalieri.
“La circolare dell’Agenzia delle Entrate – Prosegue CNA Politiche Fiscali – chiarisce che coloro che ancora non hanno la disponibilità dei registratori telematici potranno adempiere temporaneamente all’obbligo di memorizzazione giornaliera dei corrispettivi mediante i registratori di cassa già in uso ovvero tramite ricevute fiscali”.

Inoltre chi ha la disponibilità dei registratori telematici già in funzione adempie all’obbligo della certificazione dei corrispettivi secondo le modalità previste dall’articolo 2 del D.Lgs n. 127/2015, evitando di tenere e compilare il registro dei corrispettivi, ferma restando la facoltà di inviare i dati entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
“Si tratta di una soluzione fortemente auspicata da CNA – prosegue l’Unione regionale degli Artigiani e delle Piccole imprese -. Il motivo è che molte imprese rischiavano di essere sanzionate a causa delle difficoltà del mercato nel soddisfare la domanda per l’installazione dei nuovi registratori telematici o per adeguare gli attuali misuratori fiscali.

Sarebbe stata una vera ingiustizia multare artigiani e commercianti per gli oggettivi problemi del mercato nel soddisfare, nei tempi dovuti, tutte le richieste. Tuttavia emerge ancora una volta che il legislatore, oltre a trasferire gli oneri dei controlli sulle imprese, non procede in via preliminare ad una analisi d’impatto delle nuove disposizioni sulla platea di soggetti tenuti ad applicarle e sugli intermediari che li assistono. Al tempo stesso non prevede un adeguato periodo di sperimentazione per dare il tempo a tutti gli operatori di abituarsi al nuovo obbligo”.

Gara Trento-Bondone, tutte le modifiche alla viabilità. Divieti di transito e di sosta sulla strada provinciale 85 e sul parcheggio Zuffo.

Dal 4 al 7 luglio si svolge la gara automobilistica Trento-Bondone, arrivata quest’anno alla sessantanovesima edizione. Per la manifestazione, seguita da un folto pubblico di appassionati, sono stati disposti alcuni provvedimenti di modifica della viabilità. Nello specifico, saranno vietati il transito e la sosta sulla strada provinciale 85 del Monte Bondone; inoltre sarà interamente occupato il piazzale ex Zuffo, dove sono previsti il parcheggio di attestamento e l’assistenza per le auto in gara.

Di seguito si riportano i provvedimenti per i prossimi giorni:
• dalle 7 di giovedì 4 luglio e fino alle 24 di domenica 7 luglio vige il divieto di sosta su tutta l’area Ex-Zuffo (compresa quella riservata ai camper), è sospeso il servizio di bus navetta per la città, sono liberi (non soggetti a pagamento o a disco orario) tutti gli stalli di sosta del parcheggio Ex-Sit di via Canestrini e piazzale Sanseverino.
• Dalle 7 alle 19.30 di venerdì 5 luglio vige il divieto di transito e sosta con rimozione su ambo i lati di piazza Dante dall’intersezione via Torre Vanga a via Gazzoletti per consentire il passaggio dei veicoli che effettuano le verifiche in piazza Dante. È comunque garantito il transito del servizio di trasporto pubblico.

• Su tutte le aree e i parcheggi che costeggiano la strada provinciale 85, da Montevideo fino alla località Rocce Rosse, è in vigore un divieto di sosta con rimozione a partire dalle 00 di sabato 6 luglio fino alle 24 del 7 luglio.

• Chiusure notturne della strada provinciale 85: per quanto riguarda il tracciato di gara, oltre alla chiusura prevista per la manifestazione, è vietato il transito in orario notturno sulla provinciale (da Montevideo a Vason) così regolamentato: dalle 22 di venerdì 5 luglio fino alle 5 di sabato 6 luglio; dalle 22 di sabato 6 luglio fino alle 5 di domenica 7 luglio. Durante la chiusura notturna sono autorizzati a transitare, in deroga al divieto, per raggiungere esclusivamente la propria destinazione: i residenti di Sardagna, Candriai e delle zone del Monte Bondone; gli operatori alberghieri della zona (comprese le Viote); i proprietari di immobili che, per accedere alle proprietà, debbono transitare sulla strada provinciale 85; i clienti degli alberghi di Candriai o del Monte Bondone purché dimostrino di alloggiare presso la struttura; i possessori del Pass Residenti.

• Chiusure diurne della strada provinciale 85: nelle giornate del 6 e 7 luglio, interessate dalle prove e dalla gara, la strada rimarrà chiusa dalle 8 a fine manifestazione. Nel prospetto sotto riportato sono indicati orari e luoghi oggetto dei vari divieti di transito in occasione della chiusura notturna (per limitare l’afflusso sul percorso) e della chiusura effettiva per la gara.

La statale 45 bis della Gardesana da e per Riva del Garda rimane sempre percorribile. Potranno verificarsi dei rallentamenti, in direzione Riva del Garda, dalla rotatoria di via Berlino fino a Montevideo, durante le operazioni di trasferimento dei veicoli dei concorrenti che, scortati dalla Polizia Locale, dal piazzale Ex Zuffo si portano in zona della partenza. Il traffico in discesa non viene mai interrotto.

Polizia locale. “Scuole sicure”, un progetto per prevenire e contrastare lo spaccio di stupefacenti. La somma di 48 mila euro richiesta per un veicolo attrezzato, ore di servizio
e la formazione per gli agenti impegnati nella sensibilizzazione degli studenti.

Il Comune di Trento ha chiesto al Ministero dell’Interno il finanziamento del progetto “Scuole sicure 2019/2020” dedicato alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli Istituti scolastici. Il progetto è stato approvato dal Commissariato del Governo della Provincia di Trento lo scorso 13 giugno.
Già dal 2018 sono state messe in campo azioni sinergiche, anche con l’ausilio di unità cinofile, al fine di assicurare la presenza degli agenti di Polizia locale a supporto delle forze di Polizia statali, deputate in via primaria al contrasto dello spaccio di droga.

Da settembre a dicembre 2018, l’operazione “Scuole sicure” ha visto impegnate la pattuglie della Polizia locale unitamente a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza a presidio dell’entrata e dell’uscita degli studenti in numerose scuole della città: sono stati controllati 9 istituti scolastici superiori, in 6 interventi, con l’impiego di 24 agenti e 120 ore di servizio. Nel 2019 l’attività di prevenzione e contrasto è proseguita nei parchi pubblici con 10 controlli interforze, unitamente a Questura e Guardia di Finanza, per un totale di 64 ore di servizio e 14 agenti impiegati.

Il progetto “Scuole sicure 2019-2020” si propone di integrare gli attuali investimenti in termini di risorse materiali e umane già messe in campo dall’Amministrazione comunale e di fornire un supporto operativo alle Forze di Polizia dello Stato all’attività di prevenzione e contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli Istituti scolastici, proseguendo nel contempo nell’opera di sensibilizzazione ed educazione alla legalità nelle scuole del territorio comunale.

In coerenza con le linee guida fornita dalla circolare del Ministero dell’Interno, si prevede di orientare il finanziamento su tre direttrici. In primo luogo, si provvederà all’acquisto di mezzi e attrezzature per il potenziamento delle dotazioni dalla Polizia locale: in particolar modo si pensa di acquistare un nuovo veicolo attrezzato con specifica cella per il trasporto in sicurezza di persone in stato di fermo o che comunque necessitano di controlli per identificazione o altro presso il Comando.

In secondo luogo, il finanziamento coprirà le spese per il personale: si prevede la copertura dei costi per il pagamento delle ore per le prestazioni straordinarie del personale di Polizia locale impiegato nel servizio di presidio delle scuole. Infine il progetto sostiene l’attività di promozione e sensibilizzazione per la prevenzione dei fenomeni di illegalità: si prevede di ricorrere a specifiche azioni formative rivolte al personale impiegato nell’educazione nelle scuole o nell’attività di contrasto all’uso di sostanze stupefacenti, che consentano di apprendere tecniche comunicative idonee per migliorare l’efficacia degli interventi educativi.

Le spese ammontano a 48 mila euro per gli anni 2019/2020.

In un’intervista che il settimanale OGGI pubblica nel numero in edicola da domani, dice Al Bano: «Sì, vorrei condurre Sanremo. Posso farcela da solo. Ma se chiudo gli occhi vedo una donna al mio fianco… Al Bano e Mina. Sono sicuro. Faremmo un botto pazzesco».

Mina o Romina? «Troppo scontato, con le nostre canzoni, che dal Festival sono arrivate in tutto il mondo, io e Romina abbiamo fatto la storia di Sanremo e della canzone italiana… Sarebbe bello ma non può funzionare. Romina non ha mai amato il Festival. Lei è e rimane americana, Sanremo è italiano al cento per cento, non è il suo genere».
E a OGGI annuncia il suo ultimo progetto: «A luglio dovrei cominciare un film, una produzione italo-turca, dove interpreto un mafioso che alla fine del film si redime, diventa un sant’uomo e salva due innamorati da morte sicura».

 

Cover OGGI 27

 

Giovedì 4 luglio, in prima serata su Retequattro, la striscia di approfondimento “Fuori dal Coro”, condotta da Mario Giordano, conquista la prima serata.
In apertura, il “faccia a faccia” tra il conduttore e il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini sui temi di politica e stretta attualità.

Al centro della puntata l’accoglienza: un collegamento con lo stabile romano dove l’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, è intervenuto per riallacciare la corrente, aprirà il dibattito sulla difficile gestione e ricollocazione degli immigrati che risiedono nel nostro Paese.

E ancora, ampio spazio al tema dei vitalizi: ex deputati e senatori sono insorti contro i tagli e hanno attaccato altre categorie di “privilegiati”. Nel mirino i “pensionati d’oro”, ex lavoratori pubblici e privati con assegni sopra ai 100 mila euro, a cui di recente il governo ha dato un colpo di forbice. Se ne discuterà, in studio, con l’ex parlamentare Ilona Staller.

Non mancheranno, inoltre, analisi, commenti e valutazioni sul “caso della settimana” che ha scosso l’opinione pubblica.

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