Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, martedì 11 giugno 2019, alle 16.49 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti.
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DECRETO SICUREZZA BIS
Disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica (decreto-legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’interno Matteo Salvini, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Il testo interviene, in particolare, in materia di:
– contrasto all’immigrazione illegale;
– potenziamento dell’efficacia dell’azione amministrativa a supporto delle politiche di sicurezza;
– contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive.

Tra le principali misure introdotte vi è l’attribuzione al Ministro dell’interno, nella sua qualità di Autorità nazionale di pubblica sicurezza, nell’esercizio delle funzioni di coordinamento dei controlli sulla frontiera marittima e terrestre italiana, nonché nel rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia, il potere di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, con l’eccezione del naviglio militare (nel quale rientrano anche le navi militari e le navi da guerra) e delle navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e di sicurezza pubblica, ovvero quando, in una specifica ottica di prevenzione, ritenga necessario impedire il cosiddetto “passaggio pregiudizievole” o “non inoffensivo” di una specifica nave se la stessa è impegnata – limitatamente alle violazioni delle leggi in materia di immigrazione – in una delle attività elencate dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Convenzione di Montego Bay – UNCLOS), ossia il carico o lo scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti. Il testo prevede che i provvedimenti limitativi o impeditivi siano adottati di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive competenze, e che ne sia data informazione al Presidente del Consiglio dei ministri.

Inoltre, attraverso una specifica modifica al Testo unico delle leggi sull’immigrazione, si prevede, in caso di inosservanza da parte del comandante della nave dei divieti e delle limitazioni imposti, il pagamento di una sanzione amministrativa variabile da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 50.000, fatta salva l’applicabilità di eventuali sanzioni penali. In caso di reiterazione della violazione, commessa con l’utilizzo della medesima nave, si applica, altresì, la sanzione accessoria della confisca amministrativa con sequestro cautelare immediato.

Si estende, poi, alle fattispecie associative realizzate al fine di favorire l’immigrazione clandestina, la competenza delle procure distrettuali e la disciplina delle intercettazioni preventive.

In materia di sicurezza pubblica, il testo introduce inoltre misure volte a sviluppare l’attività di cooperazione internazionale di polizia nel campo delle operazioni sotto copertura e a chiarire che la comunicazione alle questure, da parte dei titolari di strutture ricettive (hotel, pensioni, B&B, ecc.),delle persone alloggiate per un solo giorno vada effettuata “con immediatezza”.

Infine, si rafforza il quadro normativo a presidio del regolare e pacifico svolgimento delle manifestazioni in luogo pubblico e aperto al pubblico, nel contempo assicurando maggiore tutela agli operatori delle Forze di polizia impiegati in servizi di ordine pubblico, in particolare attraverso l’inasprimento delle sanzioni previste per chi contravvenga al divieto di fare uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona; la previsione della reclusione da uno a quattro anni per chi, nel corso delle manifestazioni, lanci o utilizzi illegittimamente razzi, oggetti contundenti o gas; l’introduzione di specifiche circostanze aggravanti per reati commessi nel corso delle manifestazioni quali violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità, nonché per le condotte di devastazione e saccheggio e di danneggiamento.

Al fine di velocizzare l’esecuzione di sentenze di condanna per reati anche gravi, si prevede il supporto di un contingente di personale, fino ad un massimo di 800 unità, appositamente assunto con contratti a tempo determinato di durata annuale.

Si prevede, altresì, l’incremento della durata del DASpo che, per i recidivi, passa dal minimo di sei al massimo di dieci anni, a fronte degli attuali cinque e otto anni. Per coloro che violano il divieto, il periodo massimo di durata della misura è innalzato dagli attuali otto a dieci anni.

Si estende l’applicabilità del fermo di indiziato di delitto ai reati commessi in occasione o a causa delle manifestazioni sportive e si rende permanente la disciplina dell’arresto differito per determinati reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

Si inaspriscono le sanzioni volte a colpire il fenomeno della rivendita abusiva di titoli di accesso alle manifestazioni sportive (il cosiddetto “bagarinaggio”), eliminando il riferimento ai luoghi di vendita, in modo da colpire qualunque condotta di vendita non autorizzata, anche se effettuata per via telematica.

Si proroga al 31 dicembre 2019 la scadenza per l’adozione, da parte del Governo, di uno specifico regolamento per individuare le modalità di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali in tema di trattamento dei dati effettuato per le finalità di polizia dal Centro elaborazioni dati (CED) del Dipartimento della pubblica sicurezza e da organi, uffici o comandi di polizia, con particolare riferimento agli adattamenti che si impongono nella parte in cui si prevede l’accesso al citato CED da parte del personale dei Corpi e dei servizi di polizia municipale per verificare eventuali provvedimenti di ricerca o di rintraccio esistenti nei riguardi delle persone controllate.

Si proroga, infine, al 31 dicembre 2019, il termine di applicazione delle norme in materia di intercettazioni introdotte dal decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216.

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MODIFICHE AL CODICE DELLA GIUSTIZIA CONTABILE
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174, recante Codice della giustizia contabile, adottato ai sensi dell’articolo 20 della legge 7 agosto 2015, n. 124 (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, ai sensi della legge 7 agosto 2015, n. 124, introduce disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016 n 174, recante il Codice della Giustizia Contabile.

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RATIFICA ED ESECUZIONE DI TRATTATI INTERNAZIONALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi, ha approvato otto disegni di legge di ratifica ed esecuzione di trattati internazionali. Di seguito l’elenco dei provvedimenti.
1. Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Roma il 25 novembre 2009;
2. Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Camerun, firmato a Yaoundé il 17 marzo 2016;
3. Protocollo di modifica della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dell’Ecuador per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, firmata a Quito il 23 maggio 1984, fatto a Quito il 13 dicembre 2016;
4. Ratifica ed esecuzione di:
a. Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia, fatto a Roma il 16 dicembre 2016;
b. Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia di assistenza giudiziaria in materia penale, fatto a Roma il 16 dicembre 2016;
c. Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Roma il 16 dicembre 2016;
5. Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all’esercizio di un impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi x riguardante l’adesione del Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, con Allegati, fatto a Berlino il 19 marzo 2018;
6. Protocollo di emendamento alla Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, fatto a Strasburgo il 20 ottobre 2018;
7. Accordo in materia di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dominicana, con Allegato, fatto a Roma il 14 febbraio 2019;
8. Convenzione istitutiva dell’osservatorio Square Kilometre Array, con Allegati, fatta a Roma il 12 marzo 2019.

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RIFORMA DEL SISTEMA PREMIALE DELLA POLIZIA DI STATO
Modificazioni al titolo IX del regolamento di servizio dell’Amministrazione della pubblica sicurezza di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 1985, n. 782 (decreto del Presidente della Repubblica – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’interno Matteo Salvini, ha approvato, in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che introduce modifiche al titolo IX del regolamento di servizio dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, anche alla luce delle novità apportate dal decreto legislativo 5 ottobre 2018, n. 126, recante “Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia”, che ha operato una completa riforma dell’istituto premiale della promozione per merito straordinario in favore degli appartenenti alla Polizia di Stato.
Il testo, in particolare, conforma ai nuovi criteri la disciplina relativa alle ricompense premiali diverse dalla promozione per merito straordinario (encomio solenne, encomio, lode, compiacimento e premio in denaro), superando le precedenti disposizioni, che consentivano, tra l’altro, di tributare l’encomio solenne solo per eventi o servizi connessi ad attività “operative”, e ampliando all’intero spettro dei compiti istituzionali demandati al personale della Polizia di Stato le attività suscettibili di assumere rilievo ai fini dell’attribuzione delle misure premiali. In tal senso, il provvedimento aggiorna anche la disciplina del procedimento di concessione delle ricompense.
Il testo tiene conto del parere espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato.

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RIORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO DELL’INTERNO
Organizzazione degli Uffici centrali di livello dirigenziale generale del Ministero dell’interno (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’interno Matteo Salvini, ha approvato un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che introduce norme relative all’organizzazione degli Uffici centrali di livello dirigenziale generale del Ministero dell’interno.
Il testo, che si introduce nella complessiva riorganizzazione del Ministero, prevede:
– l’accorpamento o la soppressione di alcune delle attuali Direzioni centrali, con la conseguente riduzione degli uffici di livello dirigenziale generale e la ridistribuzione delle relative funzioni;
– la riallocazione delle funzioni di “amministrazione generale” al Dipartimento delle politiche del personale, rinominato “Dipartimento per l’amministrazione generale, per le politiche del personale dell’Amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, e l’attribuzione allo stesso Dipartimento di nuove funzioni in materia di prevenzione amministrativa per la tutela della legalità e la trasparenza.

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DELIBERAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE
Il Consiglio dei ministri, facendo seguito alla prima delibera del 28 dicembre 2018 di deliberazione dello stato d’emergenza, ha deliberato un ulteriore stanziamento di 37 milioni di euro, a carico del Fondo per le emergenze nazionali, per la realizzazione degli interventi in conseguenza dell’evento sismico che ha colpito il territorio dei comuni di Aci Bonaccorsi, di Aci Catena, di Aci Sant’Antonio, di Acireale, di Milo, di Santa Venerina, di Trecastagni, di Viagrande e di Zafferana Etnea, in provincia di Catania, il giorno 26 dicembre 2018.
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FONDO PER I COMUNI MONTANI
Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani ha chiesto di attivare la procedura prevista dall’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 281 del 1997, al fine di procedere alla ripartizione del “Fondo nazionale integrativo per i comuni montani”, da destinare al finanziamento di 34 progetti di sviluppo socio-economico presentati dai Comuni montani per un valore complessivo pari ad euro 16.290.319.

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CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO
Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’autorizzazione al Ministro per la pubblica amministrazione all’espressione del parere favorevole verso l’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area istruzione e ricerca per il triennio 2016-2018, sottoscritta dall’ARAN e dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali di categoria il 13 dicembre 2018, nonché all’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto sanità – Sezione del personale della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria, per il triennio 2016-2018, sottoscritta dall’ARAN e dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali di categoria il 27 dicembre 2018.

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CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Salvini, ha deliberato, a norma dell’articolo 9, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, n.91, di attivare la procedura per il conferimento della cittadinanza italiana a:
– Rami SHEHATA, nato a Milano il 18 luglio 2005;
– Adam EL HAMAMI, nato a Crema il 1° luglio 2006;
– Nicolae CRACIUN, nato a Cocieri (Moldavia) il 14 giugno 1994.

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NOMINE
Il Consiglio dei ministri ha deliberato:
– su proposta del Presidente Giuseppe Conte, la nomina a Consigliere di Stato del generale di corpo d’armata della Guardia di finanza Giorgio TOSCHI;
– su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio, il conferimento dell’incarico di Segretario generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali al dott. Marco ROSSI, dirigente di II fascia dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri.

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LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani, ha esaminato tredici leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha deliberato:
– di impugnare:
1. la legge della Regione Umbria n. 2 dell’ 11/04/2019, recante “Disciplina delle cooperative di comunità”, in quanto una norma riguardante l’individuazione degli enti del terzo settore invade la materia dell’ordinamento civile in violazione dell’art.117, secondo comma, lett. l), della Costituzione;
2. la legge della Regione Marche n. 8 del 18/04/2019, recante “Disposizioni di semplificazione e aggiornamento della normativa regionale”, in quanto una norma, istitutiva di una professione medica, contrasta con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di professioni, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione;
3. la legge della Regione Toscana n. 17 del 16/04/2019, recante “Documento unico di regolarità contributiva. Modifiche alla l.r. 40/2009”, in quanto una norma, riguardante l’acquisizione del documento unico di regolarità contributiva delle imprese, incide sulla “tutela della concorrenza”, materia riservata alla competenza statale dall’art. 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione;
4. la legge della Regione Toscana n. 18 del 16/04/2019, recante “Disposizioni per la qualità del lavoro e per la valorizzazione della buona impresa negli appalti di lavori, forniture e servizi. Disposizioni organizzative in materia di procedure di affidamento di lavori. Modifiche alla l.r.38/2007”, in quanto una norma riguardante i contratti pubblici viola i principi di libera concorrenza e di non discriminazione, invadendo la competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione;
– di non impugnare:
5. la legge della Regione Campania n. 3 dell’ 11/04/2019, recante “Disposizioni volte a promuovere e a tutelare il rispetto ed il benessere degli animali d’affezione e a prevenire il randagismo”;
6. la legge della Regione Campania n. 4 dell’ 11/04/2019, recante “Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 2018, n. 58 (Interventi perequativi ambientali per il Comune di Castel Volturno)”;
7. la legge della Regione Lazio n. 4 del 12/04/2019, recante “Disposizioni per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”;
8. la legge della Regione Lazio n. 5 del 12/04/2019, recante “Modifiche alla Legge Regionale 26 Febbraio 2007, N. 1 (Disciplina del Consiglio delle Autonomie Locali) e successive modifiche”;
9. la legge della Regione Lazio n. 6 del 12/04/2019, recante “Disposizioni in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali”;
10. la legge della Regione Toscana n. 16 del 16/04/2019, recante “Nuove disposizioni in materia di commercio su aree pubbliche. Modifiche alla l.r. 62/2018”;
11. la legge della Regione Toscana n. 19 del 16/04/2019, recante “Interventi normativi relativi alla prima variazione al bilancio di previsione 2019 – 2021”;
12. la legge della Regione Toscana n. 20 del 16/04/2019, recante “Bilancio di previsione finanziario 2019 – 2021. Prima variazione”;
13. la legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 1 del 23/04/2019, recante “Abrogazione della legge provinciale 20 settembre 2012, n. 15, “Istituzione del repertorio toponomastico provinciale e della consulta cartografica provinciale” e altre disposizioni”.
Il Consiglio dei ministri, infine, ha deliberato la rinuncia all’impugnativa:
– della legge della Regione Puglia n. 28 del 29/06/2018, recante “Norme in materia di prevenzione, contenimento ed indennizzo dei danni da fauna selvatica. Disposizioni in materia di smaltimento degli animali da allevamento oggetto di predazione e di tutela dell’incolumità pubblica”;
– della legge della Regione Basilicata n. 18 del 20/08/2018, recante “Prima variazione al bilancio di previsione pluriennale 2018/2020”;
– della legge della Regione Toscana n. 86 del 20/12/2016, recante “Testo unico del sistema turistico regionale”.

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GIUDIZI DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE E CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha deliberato:
– l’accettazione della rinuncia, da parte della Regione BASILICATA, al ricorso per illegittimità costituzionale promosso avverso il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n.132;
– l’accettazione della rinuncia, da parte della Regione SARDEGNA, al ricorso per illegittimità costituzionale promosso avverso il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n.132.

Inoltre, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali Erika Stefani, ha deliberato:
– l’accettazione della rinuncia al ricorso per conflitto di attribuzione promosso dalla Regione Valle d’Aosta avverso il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 9 maggio 2017 recante “Riparto del contributo alla finanza pubblica previsto dall’articolo 16, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, tra le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano. Determinazione dell’accantonamento per l’anno 2017”;
– l’accettazione della rinuncia al ricorso per conflitto di attribuzione promosso dalla Regione Valle d’Aosta avverso il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 28 marzo 2018 recante “Riparto del contributo alla finanza pubblica tra le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano. Determinazione dell’accantonamento per l’anno 2018”

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Il Pulcino d’Oro è pronto a scendere in campo con le finali Internazionali. Nell’elegante cornice del Grand Hotel Imperial di Levico Terme, in una gremita sala Franz Josef, è stata presentata la quinta edizione del Torneo Internazionale Pulcino d’Oro.

 

 

 

Quattro giorni all’insegna del calcio giovanile, alla presenza di 48 squadre, di cui 12 professionistiche, con autentici top club a livello mondiale, e 36 dilettantistiche, impegnate sui campi di quattro centri sportivi, con mille baby calciatori della categoria Pulcini, che daranno vita a 336 partite. Sono questi i numeri dell’ultimo atto dell’edizione 2019 del Torneo Internazionale Pulcino d’Oro che, da giovedì 13 giugno a domenica 16 giugno, animerà il Trentino, in particolare la Valsugana, con Levico Terme che sarà il cuore pulsante della kermesse.

Dopo la presentazione dell’intera manifestazione a Milano, alla sede della Gazzetta dello Sport il 7 febbraio, e quella nella sede di Trentino Marketing a Trento mercoledì 5 giugno, il comitato organizzatore ha presentato l’evento al territorio della Valsugana.

Il presidente dell’Unione Sportiva Levico Terme Sandro Beretta spiega: «Il Pulcino d’Oro è un grande Progetto, una grande sfida. È un progetto che ruota intorno alle tre parole chiave Sport, Bambini e Solidarietà. Quest’anno abbiamo appoggiato la causa della Fondazione Pupi di Javier Zanetti, campione sia in campo che fuori. Uno dei tanti obiettivi è quello di portare il mondo ad essere un posto migliore, nel nostro piccolo. Ci sono le scuole della zona, che ricoprono un ruolo davvero importante per la buona riuscita dell’evento». «Il Pulcino d’Oro ha una crescita super vivace, quasi difficile da gestire – conclude Beretta -. In soli quattro anni è diventato uno degli eventi sportivi di calcio per bambini più importanti in Italia e quest’anno ci sarà anche la diretta delle finali su Sportitalia. Noi non vogliamo tenerlo nostro, il Pulcino è di tutti cercando di fare rete».

Quest’anno la kermesse ha allargato i propri orizzonti con la grande novità del 2019: le fasi regionali. La forte richiesta di società, sempre più numerose (addirittura 224), ha portato il Pulcino ad un ulteriore, robusto, impegno sul piano organizzativo, cercando e scegliendo, per struttura e qualità, delle Società Partner in tutta Italia per realizzare i Tornei regionali. «La novità di quest’anno sono i Tornei Regionali e sono andati davvero molto bene – aggiunge Renzo Merlino, presidente del comitato organizzatore del Pulcino d’Oro -. Abbiamo girato tutta l’Italia per scegliere le società partner alle quali affidare lo svolgimento dei Tornei Regionali e non è stato facile.

Abbiamo dato l’opportunità a queste squadre di utilizzare il logo, il format del Torneo Regionale, tutto questo per portare più qualità alla fase finale di Levico Terme. Inghilterra? Il frutto di due anni di lavoro, siamo stati in un centro stupendo e la cultura dello sport inglese è davvero straordinaria, molto diversa da quello a cui siamo abituati noi».

Sport, Bambini e Solidarietà sono le parole chiave del Pulcino d’Oro, che ha l’ambizioso obiettivo di intrecciare all’adrenalina dell’agonismo e della sfida sportiva, anche e soprattutto la condivisione di valori positivi e lo spirito educativo del gioco di squadra.

Il nuovo sindaco di Levico Terme Gianni Beretta ha aggiunto: «Il Pulcino d’Oro è una realtà incredibile, con il volontariato che ricopre un ruolo fondamentale, in una macchina organizzativa incredibile, basata su valori positivi. I ragazzi saranno una delle componenti più importanti di questa manifestazione, sono la faccia più bella di questo evento. Sport, turismo e scuola: elementi importanti per tutta la comunità».

«Circa 6000 presenze dietro al Pulcino d’Oro in quattro giorni. Gli eventi sportivi si stanno confermando come uno dei tasselli fondamentali dell’offerta turistica della nostra valle, oltre che della sua promozione» commenta Roberto Crivellaro, vicepresidente dell’Apt Valsugana Laghi Lagorai.

«La nostra valle ha bisogno di picchi di eccellenza, per far da traino a tutto il contesto. Il Pulcino d’Oro fa questo» ha sottolineato Franco Senesi presidente della Cassa Rurale della Alta Valsugana. «Noi accompagniamo le iniziative che hanno dimostrato nel tempo valori importanti e serietà. Ci teniamo che il Pulcino d’Oro abbia successo perché riflette i valori che noi solitamente esportiamo» ha rimarcato Rudi Oss, presidente di Dolomiti Energia.

Roberto Paccher, presidente del Consiglio Regionale, ha concluso: «Quello del Pulcino d’Oro è un modello da seguire, non solo a livello locale. È una vetrina che ci permette di avere grandi squadre, che permette ai nostri giovani di vedere le grandi società come Juventus, Inter e Roma da vicino»

 

 

 

Oggi l’incontro con la Giunta provinciale. Programma di sviluppo provinciale all’esame delle categorie economiche.

Dopo l’incontro di ieri con i sindacati, è toccato oggi ai rappresentanti delle categorie economiche aprire un primo confronto con la Giunta provinciale sulle Linee guida del Programma di sviluppo provinciale. Apprezzamento da parte degli industriali, artigiani, albergatori, cooperatori e le altre categorie rappresentate nel Coordinamento degli imprenditori trentini per il metodo propositivo con il quale la Giunta provinciale, in parallelo con l’iter seguito dagli Stati generali della Montagna, ha aperto il percorso di condivisione che porterà all’approvazione del Programma di sviluppo provinciale, ma forte anche la richiesta alla squadra di governo guidata dal presidente Fugatti (all’incontro di oggi pomeriggio erano presenti anche gli assessori Spinelli e Failoni), di imprimere una accelerazione sul piano della semplificazione amministrativa e delle infrastrutture.

 

Lo sviluppo delle reti digitali (fibra ottica) ma anche fisiche (nuovi collegamenti stradali e mobilità su rotaia) è la premessa avanzata da ogni categoria: non c’è possibilità di sviluppo – questo il ragionamento delle categorie economiche – senza un territorio completamente cablato e fisicamente connesso con il resto d’Italia e d’Europa. Ma tutto ciò non sarebbe di per sé ancora una sufficiente garanzia di progresso: ciò sul quale il Trentino deve puntare è il recupero del gap che lo vede un passo indietro rispetto ad altre realtà, vedi la vicina provincia autonoma di Bolzano, rispetto alla attrattività del proprio territorio.

Forte è a questo proposito la richiesta di rendere “più attraente” il nostro paesaggio urbano, più belli e curati i nostri centri storici, sapendo anche che l’attrattività di un territorio si misura anche con la sua capacità di essere “facile” per chi ci vive e lavora, vale a dire con un minor peso della burocrazia, e “sicuro” per tutti.

Fondamentali, tra gli argomenti toccati, anche quelli dell’internazionalizzazione delle imprese trentine e dell’innovazione, da applicare sia ai prodotti sia ai processi produttivi. Direttamente collegato a questo tema è quello della formazione – problema assai sentito dalle aziende che sempre più trovano difficoltà a reperire la manodopera necessaria. La scuola dovrà dunque essere, per le categorie economiche, un capitolo strategico nel prossimo Programma di sviluppo provinciale.

L’incontro di oggi non esaurisce naturalmente l’agenda dei confronti aperti dalla Giunta sul Programma di sviluppo provinciale. Rispondendo all’invito del presidente Maurizio Fugatti – “Abbiamo bisogno che voi ci illustriate puntualmente la vostra visione” – le stesse categorie economiche presenti oggi al tavolo hanno preannunciato documenti settoriali per meglio illustrare al governo provinciale le specifiche istanze e proposte di ogni categoria.

In Trentino ogni anno cresce il numero degli amanti della mountain bike che salgono in quotaper lanciarsi in discese spettacolari.Appassionati di downhill e freerideprovenienti da tutto il mondo scelgono di venire in Trentino dove trovano bike parks con sentieri di diverse difficoltà, servizi di BiciBUS,shuttle, noleggi, impianti di risalita epunti di ristoro.

Il downhill e il freeride sono attivitàche, se affrontate con coscienza e con tutte le precauzioni del caso, si trasformano in un buon modo per stare a contatto con la natura e all’aria aperta.

La crescente presenza di praticanti di questi tipi di sport comporta quindi indubbi benefici per il turismo ma anche criticità per l’ambiente, poiché l’usura dei sentieri dovuta al transito di un certo tipo di bici è molto più elevata rispetto al transito di una normale mountain bike e dunque c’è un maggiore bisogno di intervento manutentivo e di ripristino.

Le sezioni Sat di Arco, Riva del Garda e Ledro, nel documento di sintesi finale per gli Stati generali della montagna, hanno sottolineato i «ritardi nell’applicazione generale degli impegni presi con la determina del marzo 2016» con la quale si individuavano una serie di tracciati e di sentieri sui quali apporre i divieti di transito per le mountain bikes, per questioni di sicurezza e di tutela ambientale.

Secondo quanto affermato i cartelliche dovrebbero regolamentare i sentieri praticabili e quelli dove vige il divieto per le due ruote sarebbero dovuti essere posizionati da tempo ma così non è stato fatto. Secondo lesezioni della Sat di Arco, Riva del Garda e Ledro qualcosa non ha funzionato nella macchina degli interventi previsti e condivisi a tavolino da una delibera provincialedi fine 2015 e dalla successiva determina provinciale del marzo 2016.

Ad oggi l’implementazione dei cartelli è stata solo parziale e non soddisfacente “La segnaletica per le mountain bikes è stata subito posizionata ma quella di divieto è stata posizionata solo parzialmente e discrezionalmente, alcuni segnali di divieto sono stati posati solo dopo sollecitazioni e spesso in modo precario e la segnaletica di divieto posizionata è stata spesso rimossa da qualche utente infastidito e nonostante le segnalazioni non è stata più riposizionata o lo è stata solo parzialmente». Inoltre “ lasegnaletica di divieto non viene fatta rispettare e i bikers scendono tranquillamente sui percorsi vietati, nonostante l’impegno politico preso al tavolo di coordinamento di provvedere seriamente a fare rispettare i divieti».

Dall’altro lato l’Unione Bikers trentini lamenta una situazione di stallo ed incertezza fra ciò che si poteva e si doveva fare e ciò che si è fatto (secondo il loro parere poco o nulla) e il fatto che non sia mai stato apposto un solo cartello informativo (sulle caratteristiche del tracciato e di attenzione o di pericolo, nel caso) su nessun sentiero.

Se da un lato i turisti vengono sul nostro territorio per trovare spazi naturali, un ambiente di rigenerazione, da percorrere anche con la mountain bike, va ribadito con forza che deve essere sempretutelato il bene primario della sicurezza, della tranquillità di chi vuole andare nei boschi anche apiedi, come pure quello dell’integrità dell’ambiente, in taluni casi messo a repentaglio da un utilizzo troppo intensivo delle stesse due ruote.

Il turismo sostenibile deve guardare al futuro, porre in essere una serie di pratiche e scelte che non danneggino l’ambiente. Economia, etica eambiente sono i princìpi fondamentali su cui deve basarsi il turismo sostenibile.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia autonoma di Trento e l’assessore competente per sapere:
se è stato quantificato il numero di persone che praticano il downhill e il freeride all’interno degli otto bike parks presenti sul territorio provinciale;
se, dopo la denuncia di usura del territorio da parte delle tre sezioni Sat di Arco, Riva del Garda e Ledro, riportata nel documento di sintesi finale agli Stati generali della Montagna, si intendano accertare i danni causati su quel territorio dalla pratica del downhill e del freeride;
se si intende eseguire lo stesso tipo di ricognizione sui sentieri e tracciati di tutti i bike parksprovinciali;
chi è deputato alla manutenzione ed al ripristinodei sentieri eventualmente danneggiati;
chi è deputato ai controlli dell’uso corretto dei sentieri dove è permesso il downhill e il freeride, e su quelli dove è vietato;
quali pratiche vengono messe in atto e da chi per garantire latutela della salute e dellasicurezza dei praticanti ildownhill e il freeride e degli escursionisti;
come intendano rispondere, con i fatti, alle istanze sollevate dalle sezioni Sat sopra citate;
le motivazioni per le quali vi siano stati dei ritardi nell’applicazione generale degli impegni presi con la determina del marzo 2016 con la quale si individuavano una serie di tracciati e di sentieri sui quali apporre i divieti di transito per le mountain bikes, per questioni di sicurezza e di tutela ambientale;
se ritengano utile sviluppare azioni formazione e informazione, perseguibili a partire dalla comunicazione di marketing, studiando appositi messaggi mirati;
se non ritenga che l’obiettivo imprescindibile dell’azione di governo in ambito turistico ed ambientale sia coniugare le giuste richieste di chi vuole praticare alcuni tipi di sport anche estremi, con la necessità di garantire la sicurezza loro e degli escursionisti, tutelando nel contempo anche l’uso del territorio al fine di evitare che un consumo sconsiderato si riveli un boomerang che porterà inevitabilmente ad una perdita di attrattività del territorio e quindi al declino turistico.

 

 

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LUCIA COPPOLA

consigliera provinciale FUTURA

A Trento c’è voglia di cambiamento e noi della Lega abbiamo il dovere morale di fornire agli abitanti del capoluogo questa possibilità, nonostante i proclami lanciati dal Consigliere Ghezzi, un Consigliere che, sebbene si sia prestato alla politica di recente, rappresenta nelle sue idee un qualcosa di già visto nella politica comunale di Trento.

Ormai i cittadini sono stanchi di sogni e di progetti mai realizzati, del resto è da decenni che il centrosinistra punta a giocare con uno schemino di propaganda che ad ogni tornata elettorale appare sempre più logoro. A tale sistema si contrappongono una forza politica, la Lega, e una coalizione che vogliono procedere verso un vero e sano cambiamento della città. Già nelle prossime settimane il Segretario della Lega Salvini Trentino Mirko Bisesti si attiverà assieme alla coalizione per la definizione di un programma di governo che possa garantire quella maggioranza richiesta per amministrare con serietà, con vere prospettive e senza illusioni il nostro amato capoluogo.

Io personalmente, e lo dico come Consigliere tra i più votati a Trento alle scorse elezioni provinciali, sono dell’avviso che il prossimo Primo cittadino di Trento debba essere della Lega, un candidato che abbia quel quel senso pratico e di gestione della cosa pubblica che possa veramente offrire quel cambiamento di cui Trento ha bisogno.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Devid Moranduzzo.

Biancofiore-FI-violazione Bilinguismo: fatto grave a Meltina. Interrogazione parlamentare e non escluso esposto in Procura.

A seguito di ripetuti episodi di mancata osservanza del bilinguismo che si sono registrati in modo recidivo nel Comune di Meltina (BZ) ho deciso di presentare una interrogazione parlamentare indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dipartimento Pari Opportunità e nello specifico all’Unar ufficio Anto discriminazione razziale e al Ministro Dell’Interno per far segnalare la grave violazione dell’obbligo per legge del bilinguismo in Alto Adige.

A tale proposito, non a caso ho presentato anche una mozione parlamentare per sancire una volta per tutte la toponomastica obbligatoria bilingue in Alto Adige.

A questo punto dove non arriva la politica deve arrivare l’autorità giudiziaria. Ergo per tutelare l’italiano lingua ufficiale della Repubblica e quindi la minoranza italiana presente sul territorio, dopo aver sentito il Commissario del Governo, è probabile che FI presenterà anche un esposto alla Procura della Repubblica nei confronti del sindaco di Meltina Margit Wiedmer che ha dimostrato con superficialità di non rispettare più volte L’articolo 8 dello Statuto speciale per il Trentino – Alto Adige – decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 nel quale è sancito il fermo obbligo della bilinguità nel territorio della Provincia di Bolzano – andando dunque a violare uno dei principi cardini sulla quale si regge l’Autonomia e la pacifica convivenza.

E spiace per altro che una donna sindaco non abbia a cuore tutta la sua comunità come farebbe una buona madre di famiglia. Speriamo che dopo l’esposto, Meltina serva di esempio per tutti i comuni della Provincia Autonoma di Bolzano e che non si registrino più altri episodi di ignoranza come questo.

Auspico dunque che il governo e le istituzioni locali facciano immediata chiarezza e che il sindaco di Meltina porga le scuse rifacendo l’aiuola e i wrap della polizia locale rigorosamente bilingui.

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Michaela Biancofiore
Parlamentare Forza Italia
Coordinatrice Regionale Trentino Alto Adige

In quarta Commissione Approvate all’unanimità le Linee guida per il servizio civile. Nel pomeriggio di oggi si è riunita la Quarta Commissione presieduta da Claudio Cia (Agire). All’ordine del giorno l’espressione di parere sulla proposta di deliberazione della Giunta provinciale che reca le “Linee Guida per il servizio civile”. Il documento, approvato dall’organismo all’unanimità è stato illustrato ai commissari dall’assessore Mirko Bisesti, accompagnato dal dott. Luciano Malfer Dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili e dal dott. Giampiero Girardi, direttore dell’Ufficio, che hanno risposto alle domande dei consiglieri.

L’approvazione di queste linee guida è prevista dall’articolo 19 della legge provinciale sui giovani (lp 5/2007), ha spiegato Mirko Bisesti che ha osservato come il documento sia coerente con il programma di legislatura che ha riconosciuto lo sviluppo del servizio civile come “un’esperienza aperta, inclusiva e qualificante per il percorso di crescita personale e di supporto alla transizione del giovane all’età adulta”. L’impegno della Pat è da sempre significativo in questo contesto, con una particolare attenzione alla formazione ed all’educazione, ha proseguito, dal momento che il giovane viene inserito in un contesto di apprendimento “del senso di società e dello stare in società”. Il servizio civile rappresenta infatti un’effettiva opportunità di acquisizione di competenze anche certificabili e spendibili nel mondo del lavoro, ha aggiunto Bisesti che ha riconosciuto la centralità del giovane, apprezzando l’efficacia formativa dell’esperienza di servizio civile, orientata alla coesione sociale e all’acquisizione di competenze trasversali e di cittadinanza.

Saranno sviluppate una serie di strategie che rafforzeranno presso l’opinione pubblica la promozione del servizio civile e la valorizzazione dell’esperienza, ampliando i settori e la formazione anche delle figure di sistema. Il servizio civile riveste un’importante opportunità per il futuro, ha concluso l’assessore, sopratutto in un contesto di cambiamento come quello attuale.
Paola Demagri (Patt) ha apprezzato nell’intervento dell’assessore l’interesse a migliorare quanto la struttura già offre ai giovani in questo ambito, creando opportunità e offrendo disponibilità per il percorso di servizio civile. Ha inoltre rilevato un’esigenza, che è quella di completare la dimostrazione del raggiungimento delle competenze assieme a chi ha accompagnato il ragazzo nel percorso di servizio civile. Quanto agli enti che si rendono disponibili ad accogliere i ragazzi Demagri ha suggerito di tornare alla veccia modalità, ovvero di semplificare il processo per non aggravare la già complessa procedura burocratica ed amministrativa. Nella valutazione dei progetti, poi, sarebbe a suo avviso utile creare dei criteri cogenti. Demagri ha quindi sollevato la questione della difficoltà di fare una formazione ad hoc, chiedendo se ci sia allo studio una strategia per stimolare la partecipazione dei soggetti a questa attività.

Pieno sostegno e approvazione per queste linee guida è venuto anche da Lucia Coppola (Futura): a fronte di una necessità impellente di trovare un ruolo ai ragazzi che non completano il loro percorso di studio, oppure che si trovano un po’ spaesati dopo la scuola superiore, il servizio civile può essere una possibilità per chiarirsi le idee e trovare la propria vocazione professionale, ha detto. Il soggetto prioritario di questo intervento, deve essere ben chiaro, è il giovane, ha aggiunto.
Claudio Cia si è detto colpito dal questionario, citato da Bisesti laddove il 18% dei giovani hanno definito “di sfruttamento” l’attività di servizio civile prestata ed ha chiesto chiarimenti su come avvenga il finanziamento dei progetti.

Sulla certificazione delle competenze Luciano Malfer ha chiarito che la ricaduta della certificazione si sta verificando. Il sistema informativo è un progetto ambizioso, che sta richiedendo moltissime energie, una difficoltà interna che si sta cercando di affrontare. Il servizio civile non è lavoro, ha tenuto a sottolineare, ma è un’esperienza unica, che mette al centro del sistema il ragazzo e che può cambiare la vita del ragazzo. Giampiero Girardi ha aggiunto, per rispondere a Cia che ci sono finanziamenti misti pubblico-privato, con una parte decisamente preponderante del pubblico, e qualche caso isolato di privato. Quanto alla certificazione della competenza (un’unica competenza), deve essere un soggetto terzo a riconoscerla, ha chiarito, e le certificazioni sono state solo 50 in 5 anni, a dimostrazione che si tratta di un impegno di cui si fa fatica a riconoscere la funzionalità. I progetti vengono valutati su parametri definiti ed oggettivi da soggetti indipendenti rispetto al sistema.

Nel 2018 su 300 progetti 30 non furono ammessi, ma questi ultimi sono stati approvati in un secondo tempo, a fronte una correzione concordata con il valutatore. L’obiettivo è infatti avere più progetti possibile per ampliare il ventaglio delle offerte-opzioni da suggerire ai ragazzi. Nel servizio civile, ha spiegato infine, ci sono due tipi di formazione, una generale e l’altra specifica. La prima è una giornata al mese in cui si parla di competenze trasversali e di cittadinanza (tematiche ampie che vanno dal parlare in pubblico alla gestione dei conflitti), mentre la formazione specifica è quella tecnica, cosiddetta on the job, che va fatta perché è un elemento costitutivo centrale. Dal punto di vista strutturale ed organizzativo nessuno nel servizio civile è sfruttato, ha chiarito Girardi: la percezione di sfruttamento da parte di alcuni ragazzi è in realtà una personale percezione in tal senso del mondo del lavoro, sopratutto nei ragazzi che incontrano delle difficoltà. Si riscontra una fragilità educativa nei giovani, ha concluso Malfer.

Come Giunta, ha tenuto ad aggiungere in conclusione Bisesti, puntiamo molto sul valore del servizio civile scelto in maniera volontaria dal giovane, che deve avere dei tratti distintivi rispetto alle altre esperienze dal punto di vista del civismo e del collegamento al territorio.

Il consigliere del Partito Democratico Luca Zeni ha presentato un’interrogazione alla giunta provinciale, segnalando come all’Istituto comprensivo di Levico Terme siano stati cancellati i corsi estivi di lingua inglese e tedesca per gli studenti. L’Istituto era riuscito a vincere un finanziamento in relazione al Progetto F.S.E. PON 2014-2020 “Una chiave per il futuro”, ma ha dovuto comunicare alle famiglie l’annullamento dei corsi per mancanza di insegnanti.

“E’ un vero peccato dover perdere finanziamenti ed opportunità formative per i ragazzi per una simile motivazione” ha commentato il cons. Zeni, che interrogato la Giunta per sapere se intenda intervenire, attraverso una propria regia, al fine di facilitare il reperimento di insegnanti e per non lasciare solo il singolo istituto di fronte ad un bando andato deserto.

 

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Interrogazione n.
NESSUN CORSO DI LINGUE PER CARENZA DI DOCENTI?

Risulta all’interrogante che, in data 5 giugno scorso ed a firma della Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Levico Terme, sia stata inviata una lettera ai genitori degli studenti e delle studentesse dell’Istituto stesso, in relazione al Progetto F.S.E. PON 2014 – 2020 “Una chiave per il futuro”, per segnalare testualmente che: “i corsi di lingua inglese e di lingua tedesca per la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado in programma per il mese di giugno e il mese di luglio non verranno attivati per la mancanza di insegnanti disponibili in numero tale da garantire l’organizzazione del percorso”.

L’istituto di Levico si era contraddistinto per la capacità di recuperare fondi extraprovinciali su un progetto meritorio, e appare davvero spiacevole dover rinunciare a un’opportunità importante per i ragazzi a causa della mancanza di disponibilità di insegnanti, che a quanto è dato sapere avrebbero ricevuto un corrispettivo significativo.
Ora, pur non dubitando delle motivazioni adotte, risulta comunque difficile comprendere le stesse, posto che sono molti gli insegnanti di lingua inglese e di lingua tedesca presenti sul mercato del lavoro locale di settore.

In secondo luogo va rammentata l’importanza, spesso richiamata in ogni ambito, dell’insegnamento delle lingue straniere ai nostri ragazzi. Pensiamo soltanto alcuni dei motivi più citati: aumentare le opportunità di confronto culturale, aumentare gli strumenti utili in un mercato del lavoro sempre più competitivo, migliorare la capacità di ospitalità turistica, che grazie alla lingua può crescere molto.

Tutto ciò premesso, si chiede cortesemente di poter interrogare l’assessore competente e la Giunta provinciale per sapere:

– come valuti l’impossibilità di attivare i corsi di lingua di cui in premessa a causa dell’indisponibilità di insegnanti a tenere corsi di base per la lingua inglese e tedesca nel periodo estivo e presso l’Istituto Comprensivo di Levico Terme;

– a quanto sarebbe ammontato il corrispettivo – orario e complessivo – per gli insegnanti che avessero svolto le lezioni previste nel bando;

– se non ritenga di attivare una regia della Provincia, per non lasciare solo il singolo istituto di fronte ad un bando andato deserto, al fine di attivare una maggiore capacità di coinvolgimento degli insegnanti al fine di poter ottemperare alle previsioni del Progetto F.S.E. richiamato in premessa;

– se la mancata realizzazione dei corsi influirà sull’erogazione dei fondi previsti dal Progetto PON del Fondo Sociale Europeo ed in questo eventuale caso a chi debba essere attribuita la responsabilità di merito.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

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avv. Luca Zeni

Rossato: “difesa e supporto di informazione indipendente sarà argomento che affronterò per il bene dei trentini”.

Spero che quanto successo la settimana scorsa possa far riflettere i giornalisti che in questi mesi hanno attaccato la sottoscritta e la mia famiglia con la complicità di alcuni esponenti politici che, pur di apparire, sono andati contro i normali schemi previsti per una società civile e hanno attaccato me e la Lega basandosi su interpretazioni liberamente imposte come verità assolute.

Se sto già svolgendo attività a favore delle persone disabili e delle loro famiglie, il mio impegno sarà a favore anche dell’informazione indipendente e al di fuori di logiche partitiche.

Ritengo che garantire un’informazione onesta e libera sia una missione fondamentale per garantire un sano sistema democratico.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino KATIA ROSSATO

“Puntuali con l’inizio della stagione estiva arrivano gli aumenti sulle autostrade italiane. Le nostre infrastrutture strategiche continuano ad ingrassare i soliti noti, ma perché qui in Italia dobbiamo per forza avere uno Stato che usa i guanti bianchi con i poteri forti e il randello con cittadini e imprese?”.

Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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