Domani, lunedì 10 giugno, in prima serata su Retequattro, nuovo appuntamento con “Quarta Repubblica”, il talk show su politica ed economia condotto da Nicola Porro che intervisterà gli ex ministri dello Sviluppo Economico Luigi Bersani e Carlo Calenda.

Tra i temi della puntata, la bufera che ha investito la magistratura dopo l’inchiesta sui presunti accordi sottobanco tra togati e politici per spartirsi i voti.

E inoltre, si discuterà sui risultati elettorali dei ballottaggi: sono 136 i Comuni in cui si vota oggi, di cui 15 capoluoghi di Provincia.

Centrale anche la legge sulla legittima difesa, voluta dalla Lega e appena entrata in vigore, alla luce anche dell’ultimo caso di cronaca in cui – è coinvolto e indagato per eccesso colposo di legittima difesa – Marcello (detto Franco) Iachi Bonvin, un tabaccaio di Pavone Canavese – vicino a Ivrea – che, nella notte tra giovedì e venerdì, ha ucciso un ragazzo moldavo di 24 anni che stava tentando di derubarlo.

Infine l’immigrazione, con un reportage esclusivo dall’isola greca di Lesbo, diventata la meta di migranti partiti dal Congo.

Da domani, 10 giugno, tutti i giorni da lunedì a venerdì alle ore 14.45, debutta in prima visione assoluta su Canale 5 “Bitter Sweet – Ingredienti d’amore”, la soap campione d’ascolti in Turchia. Un mix di emozioni, intrighi e passione che ha letteralmente conquistato il pubblico.

La serie, infatti, il cui titolo originale è “Dolunay” (“Luna piena” in turco), è stata acquistata da moltissimi paesi, Italia inclusa.

L’attrice protagonista è Özge Gürel, nota per aver interpretato la giovane Oyku in un’altra soap turca di successo, trasmessa sempre da Canale 5: “Cherry Season – La stagione del cuore”.

In “Bitter Sweet – Ingredienti d’amore” Özge veste il ruolo di Nazli, una ragazza ricca di aspirazioni e interessi. La giovane vive con la sorella maggiore e la migliore amica, studia gastronomia e arte culinaria all’università, frequenta corsi di giapponese e, per mantenersi e coprire le spese, si mette alla ricerca di un’occupazione. La sua principale passione è la cucina e il suo primo desidero è quello di diventare una grande e rispettata chef.

La sua vita cambia radicalmente quando viene assunta come cuoca presso la villa di un importante uomo d’affari, Ferit Aslan, interpretato dall’amatissimo attore turco Can Yaman.
Nazli ha il compito di preparare la cena, lasciare indicazioni per consumare i pasti e abbandonare l’abitazione alle 17.00, prima che Ferit torni da lavoro.

Non incontrandosi mai, l’imprenditore crede che Nazli sia una cuoca di una certa età, mentre la giovane pensa che Ferit sia un ricco e anziano uomo d’affari. Fino a quando, grazie a una fortuita coincidenza, un giorno i due si imbattono l’uno nell’altra: da allora vengono travolti da un vortice di emozioni e sentimenti contrastanti.
Per riuscire a coronare il loro amore, infatti, i due protagonisti saranno costretti ad affrontare numerose ostilità, superare diversi ostacoli, dissolvere dubbi e sciogliere incomprensioni.

“Bitter Sweet – Ingredienti d’amore” è prodotta da No Dokuz Productions. La regia è a cura di Çağrı Bayrak. Gli sceneggiatori sono Kule Dibi Senaryo Ekibi, Ayşen Günsu Teker, Fikret Bekler ed Elif Özsüt.

 

Architettura e paesaggi nell’allevamento fra tradizione e futuro. Iniziativa dell’Ordine degli Architetti a maso Pacomio a cui hanno partecipato il vicepresidente Tonina e l’assessore Zanotelli.

Il rapporto tra agricoltura, allevamento e paesaggio è un tema centrale per garantire un assetto equilibrato al territorio montano. Su questo tema si sono confrontati ieri a maso Pacomio, presso Fiavè, politici, amministratori locali, architetti ed esperti, per un’iniziativa organizzata dall’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. La giornata è iniziata con l’inaugurazione della mostra “8 stalle per esempio”, ed è proseguita con un convegno a cui hanno portato i loro saluti fra gli altri l’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli e il sindaco di Fiavè Angelo Zambotti,.

In serata la manifestazione si è conclusa con una tavola rotonda a cui hanno preso parte Mario Tonina , vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione della Provincia, Mauro Fezzi, presidente dela Federazione provinciale allevatori, Gianfranco Pederzolli, presidente della Riserva MaB Alpi ledrensi e Judicaria, Gianluigi Rocca, artista e co-fondatore del Museo della malga, Annibale Salsa, antropologo, e Eros Scarafoni, presidente dell’Associazione nazionale casari e casare. “Un appuntamento importante su un tema molto caro a questa Giunta – ha detto Tonina – .

Il paesaggio è un elemento distintivo del Trentino e attraverso gli Stati generali della montagna, che concluderemo la prossima settimana a Comano, lo confermeremo con convinzione. Il paesaggio è infatti uno dei fattori strategici che abbiamo individuato per lo sviluppo territoriale, con il contributo di tutti i soggetti interessati. Abbiamo alle spalle tre piani urbanistici che hanno garantito uno sviluppo equilibrato al Trentino, a partire dal primo, quello di Bruno Kessler, che creò i presupposti per il benessere attuale. Gli architetti hanno dato all’epoca un grande contributo, con professionisti come Sergio Giovanazzi. Ci auguriamo che anche in futuro tutte le competenze, le idee, le energie presenti sul territorio possano aiutarci a continuare un percorso positivo, nella direzione giusta, quella dello sviluppo sostenibile”. Auspicio condiviso dall’assessora Zanotelli per la quale “anche con riferimento alle produzioni agricole, un territorio come il nostro dovrà puntare con sempre maggiore convinzione alla qualità e alla sostenibilità”.

A partire dal Secondo dopoguerra, nuove dinamiche economiche e sociali hanno profondamente modificato il modello dell’antropizzazione della montagna, introducendo nuove attività e nuove modalità produttive, ma soprattutto depotenziando il tradizionale ruolo dell’agricoltura di montagna e dell’allevamento. Un aspetto, quest’ultimo, che si è tradotto nell’abbandono di vaste porzioni di territorio un tempo coltivate o adibite a pascoli. I dati parlano chiaro e attestano come dal 1951 al 2011 in Trentino si registri una riduzione drastica degli addetti esclusivi al settore, passati da 63.000 a 9.000 operatori e una parallela riduzione delle superfici agricole utilizzate, che dagli originari 241.000 ettari è passata oggi a 137.000 ettari. Questa “rivoluzione“ ha colpito in modo particolare il settore zootecnico, non solo con il dimezzamento dei capi bovini allevati ma anche con l’introduzione di nuove modalità di allevamento, caratterizzate dalla concentrazione dei capi in stalle più capienti e da un non sempre coerente rapporto tra numero di capi e territorio aziendale di pertinenza.

Tutto ciò non può non avere avuto un impatto anche sul paesaggio. La bellezza del Trentino è data dall’alternanza di spazi coltivati e di aree boschive e le Giudicarie ne sono un esempio lampante. Come ricordato da Fezzi, oggi gli spazi aperti vanno tutelati quanto il bosco. Bisogna mettere in campo degli strumenti per valorizzare realtà e buone pratiche che in passato non sono state considerate in maniera tanto positiva, facendo degli agricoltori e degli allevatori i nuovi protagonisti del rilancio della montagna. Il turista vorrebbe trovare il paesaggio-cartolina, ha ricordato Salsa, il che è comprensibile, ma il paesaggio cambia, assieme all’uomo. Fino all’anno 1000 il Trentino era quasi tutto coperto da boschi. Poi è iniziato il processo di dissodamento, fatto da contadini che erano uomini liberi, non ingabbiati negli schemi feudali, grazie alle libertà introdotte da Mainardo II. Lo spopolamento è fenomeno recente. Più grave laddove l’assetto proprietario non ha aiutato a contrastarlo (come è accaduto dove esiste l’istituzione del maso chiuso). Ma senza l’uomo il paesaggio cambia inesorabilmente. Bisogna dunque riscoprire il ruolo dell’uomo e dell’interazione uomo-ambiente.

La Provincia sta elaborando nuove strategie per contrastare l’abbandono dei suoli agrari e per rilanciare le attività di agricoltura e allevamento in montagna, anche in seno agli Stati generali della montagna. Sono strategie, ha spiegato Tonina, che guardano avanti e interpretano il futuro delle alte quote, in una prospettiva innovativa, recuperando l’orgoglio di chi in montagna vive e lavora. Questo approccio si traduce nella valorizzazione delle produzioni tipiche, come sottolineato anche dall’assessore Zanotelli, e non da ultimo in nuove soluzioni architettoniche per gli edifici, le stalle, i fienili e i depositi destinati ad ospitare queste attività, superando l’approccio per il quale le strutture della zootecnica devono necessariamente riproporre forme legate al passato, come modelli stereotipati e spesso privi di un sensato legame tra forma e funzione. In questo il ruolo giocato dall’architettura è quindi essenziale, come più volte sottolineato nel corso degli interventi. Ne è un esempio lo stesso maso Pacomio, oggi trasformato in centro congressi a servizio della comunità di Fiavè ma più in generale di tutto il bacino giudicariese e del Garda.

Anteprima Lontano da te: i primi minuti in esclusiva. 5 giu. Canale 5. Disponibile fino al 09/06/2019.

La nuova commedia internazionale con Megan Montaner e Alessandro Tiberi arriva su Canale 5 domenica in prima serata Guarda in esclusiva i primi minuti. #LontanoDaTe.

 

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Anteprima Lontano da te: i primi minuti in esclusiva

Oceani da salvare.Vincenzo Venuto, assieme ad un’equipe di esperti, fa il punto sullo stato di salute degli oceani e le ultime tecnologie per ripulirli dalla plastica.

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Oceani da salvare

Da domani, lunedì 10 giugno, alle ore 20.35 su Canale 5, parte la nuova edizione di Paperissima Sprint, il varietà estivo firmato da Antonio Ricci. Alla conduzione una squadra inedita formata dalle Veline di Striscia la notizia Shaila Gatta e Mikaela Neaze Silva, che condurranno per la prima volta un programma televisivo, da Vittorio Brumotti (per la settima volta al timone del varietà) e dall’immancabile Gabibbo (presenza fissa dal 1990).

In onda dalle più belle località della Sicilia, i conduttori si cimentano in tante gag inedite e nella presentazione di nuovi filmati di papere, gaffe ed errori tv provenienti da tutto il mondo. Anche quest’anno i telespettatori possono spedire i filmati al sito www.paperissima.mediaset.it.

L’appuntamento con la nuova edizione di Paperissima Sprint (Canale 5, ore 20.35) è tutti i giorni (dal lunedì alla domenica) e per tutta l’estate al posto di Striscia la notizia.

Paperissima Sprint è un programma di Antonio Ricci scritto con Lorenzo Beccati e con Alessandro Meazza, Fabio Nocchi e Carlo Sacchetti. La regia è affidata a Mauro Marinello.

 

 

La CGIA ritorna sul tema dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione (PA) nei confronti delle imprese e – dopo aver accostato il pagamento con i minibot a una cambiale che rischia di non essere nemmeno coperta – avanza una soluzione. A comunicarla è il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo:

“Bisogna consentire la compensazione diretta e universale tra debiti e crediti verso la PA. Ciò permetterebbe agli imprenditori interessati di ritrovare quella liquidità che, anche a causa del perdurare della stretta creditizia praticata dalle banche, sta mettendo a dura prova la tenuta finanziaria di moltissime Pmi .

E a preoccupare il milione di aziende private italiane che lavora per la PA non sono solo i crediti non riscossi, ma anche le nuove modalità di pagamento introdotte nella scorsa legislatura.

Dal 2015 ha fatto il suo “debutto” lo split payment. Questa misura obbliga le Amministrazioni centrali dello Stato (e dal 1° luglio 2017 anche le aziende pubbliche controllate dallo stesso) a trattenere l’Iva delle fatture ricevute e a versarla direttamente all’erario. L’obbiettivo è stato quello di contrastare l’evasione fiscale, ovvero evitare che, una volta incassato il corrispettivo dal committente pubblico, l’impresa privata non versi al fisco l’imposta sul valore aggiunto.

“La nostra PA – sostiene il segretario Renato Mason – non solo paga con grave ritardo, ma quando lo fa non versa più l’Iva al proprio fornitore. Pertanto, le imprese che lavorano per lo Stato, oltre a subire tempi di pagamento spesso irragionevoli, scontano anche il mancato incasso dell’Iva che, pur rappresentando una partita di giro, consentiva alle imprese di avere maggiore liquidità per fronteggiare i pagamenti correnti”.

Il meccanismo, sicuramente efficace nell’impedire che l’imprenditore disonesto non versi l’Iva all’erario, ha però provocato molti problemi finanziari a tutti coloro che con l’evasione, invece, nulla hanno a che fare. Vale a dire la stragrande maggioranza del milione di imprese italiane che lavora per la PA.

Tornando allo stock del debito, secondo la stima riportata nella “Relazione annuale 2018”, presentata la settimana scorsa dal Governatore della Banca d’Italia, l’ammontare complessivo dei debiti commerciali della nostra Pubblica Amministrazione (PA) sarebbe pari a 53 miliardi di euro . In calo, rispetto al 2017, di 4 miliardi.

L’utilizzo del condizionale, comunque, è d’obbligo, visto che la periodica indagine condotta dai ricercatori di via Nazionale si basa su indagini statistiche, condotte sulle imprese, e dalle segnalazioni di vigilanza da cui emergono dei risultati che, secondo gli stessi estensori delle stime, sono caratterizzati da un elevato grado di incertezza . Insomma oltre a pagare enormemente in ritardi in violazione alle disposizioni di legge, lo Stato non conosce a quanto ammonta precisamente il debito commerciale nei confronti delle proprie aziende fornitrici.

Ricordiamo che nel 2017 le Amministrazioni pubbliche italiane necessitavano in media 95 giorni per saldare le loro fatture. A fronte di questa situazione, la Commissione nel dicembre del 2017 ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia dell’UE, ribadendo il sistematico ritardo con cui le amministrazioni pubbliche italiane effettuano i pagamenti nelle transazioni commerciali, in violazione delle norme dell’UE in materia di pagamenti.

E nonostante ciò, la situazione è leggermente peggiorata. Secondo gli ultimi dati relativi alla periodica indagine condotta da Intrum Justitia, nel 2018 la nostra PA ha saldato i propri fornitori mediamente dopo 104 giorni: più del doppio della media europea che, invece, paga dopo 41 giorni.

Consigli per prevenire truffe e furti ai danni delle persone sole e anziane. Nel pomeriggio di ieri 08 giugno, presso l’auditorium del Municipio di Calliano, organizzato dal locale Circolo Anziani e dalla Stazione dei Carabinieri di Calliano, con il gradito supporto dell’Amministrazione Comunale di quel Centro, rappresentata dal Sindaco dott. Lorenzo Conci e dall’Assessore alla sicurezza Comper Walter, si è tenuto un partecipato incontro sul tema della prevenzione, in particolare verso gli odiosi fenomeni di criminalità predatoria delle truffe e dei furti, in particolari quelli perpetrati ai danni di una fascia particolarmente sensibile della popolazione che è quella delle persone in là con gli anni, che molto spesso vivono anche sole in casa.

Nelle quasi due ore di confronto e dialogo sulle tematiche cennate, particolarmente sentito dall’uditorio poiché i reati in questione sono fortemente percepiti da questa fascia sociale siccome destanti preoccupazione e di fatto divaricanti sensibilmente la forbice tra sicurezza percepita e reale, i Carabinieri, partendo dai casi pratici censurati – e spesso scoperti, come la recente cronaca ha riportato – sul Territorio, hanno analizzato le varie casistiche criminale d’interesse, a seconda delle specialità delittuose e a volte arricchite anche da significativa aneddotica, riscontrando analiticamente le varie domande poste dalla platea, dipanando il ragionamento sui consigli pratici adattati caso per caso.

Da ultimo, chiosa finale dell’incontro, si è ribadito che la prima forma di difesa da questi odiosi fenomeni di devianza dalla Legalità, prima ancora delle attività repressive di Polizia Giudiziaria che necessariamente intervengono post delictun patratum, è proprio quella di una responsabile, oculata, e condivisa sicurezza partecipata, in cui ogni singolo cittadino, facendo per quanto possibile rete con gli altri del gruppo sociale di riferimento (condominio, quartiere ecc…), con il supporto anche delle iniziative delle Amministrazioni Locali che si stanno sforzando sempre più per qualificare la Sicurezza in ambito urbano e supportare ulteriormente la missione Istituzionale delle Forze dell’Ordine, si facciano osservatori attenti, custodi e pronti segnalatori del bene privato e di quello pubblico, in un ottica di efficace e tempestiva mutualità securitaria, per aiutare sempre al meglio il tempestivo ed efficace intervento dei Carabinieri nelle Comunità.

 

Rissa in discoteca identificato l’aggressore. Identificato dai Carabinieri di Cavalese il responsabile dell’aggressione di un giovane Fiammazzo avvenuta nel marzo 2019 all’interno di una nota discoteca Bresciana. Nell’occasione un gruppo di ragazzi della Valle di Fiemme si erano recati in un locale pubblico, dove uno di questi veniva prima spintanoto per futili motivi e poi brutalmente picchiato da un giovane Veronese riportando traumi guaribili in 10 giorni. Una volta curato, il malcapitato si recava dai Carabinieri di Cavalese per sporgere formale denuncia sull’accaduto e chiedere giustizia.

I successivi accertamenti sviluppati dai Carabieniri della Stazione di Cavalese attraverso la visione di numerosi filmati integrati da una serie di acertamenti, consentiva di identificare il responsabile dell’aggressione in A.Y. classe 1996 residente in provincia di Verona. Lo stesso veniva pertanto deferito all’A.G. di Brescia per il reato di lesioni personali.

Ve lo immaginate cosa succederebbe se un arbitro di calcio, prima di fischiare un fallo, chiedesse ai tifosi se sono d’accordo? Quando mai sarebbe punito il comportamento scorretto di un giocatore della squadra di casa? L’unico risultato possibile sarebbe il trasformarsi della partita in una rissa e la fine del gioco del calcio. Qualcosa di non molto diverso sta succedendo in Consiglio provinciale.

L’arbitro, cioè il presidente Kaswalder, a differenza del suo predecessore, Bruno Dorigatti, proprio non ce la fa a sanzionare i comportamenti scorretti della maggioranza e della Giunta. E in tutti i casi dubbi, invece di assumersi la responsabilità di decidere, fa come Ponzio Pilato: se ne lava le mani e mette la questione controversa ai voti. In pratica, si arrende alla maggioranza e le consegna senza fiatare un potere che dovrebbe essere suo e solo suo.

Se va avanti così, il Consiglio provinciale, che non ha mai goduto di ottima salute, è destinato a morire rapidamente. Tanto varrebbe chiuderlo ed eleggere solo il presidente della Giunta provinciale, affidandogli per cinque anni i pieni poteri. Si risparmierebbero un sacco di soldi e soprattutto tanta stucchevole ipocrisia.

Mercoledì scorso, il Consiglio provinciale ha esaminato ed approvato un disegno di legge della Giunta provinciale che ha modificato in particolare la disciplina in materia di appalti pubblici. Nel corso dell’esame in Commissione, il testo proposto dalla Giunta è stato ampiamente migliorato, per lo più grazie al confronto con le parti sociali, categorie economiche e sindacati. Alcune di queste modifiche sono state annunciate in Commissione quando i lavori in quella sede stavano terminando. In quella stessa fase, la Giunta provinciale ha anche comunicato la sua intenzione di inserire, direttamente in aula, cioè senza passare per la Commissione, un pacchetto di emendamenti in materia di energia: un tema del tutto nuovo rispetto al testo conosciuto, una materia del tutto estranea a quella del provvedimento esaminato.

Insomma, era chiaro che, per un motivo o per un altro, in aula sarebbe giunto un testo molto diverso da quello esaminato dalla Commissione. Già su questo modo di procedere il presidente Kaswalder avrebbe dovuto avere qualcosa da osservare: e invece, silenzio assoluto. A quel punto le minoranze hanno presentato, a termini di regolamento, la richiesta di discutere il testo senza contingentamento dei tempi, in modo da avere in aula uno spazio congruo per un esame approfondito su testi di fatto inediti.

Per bocca del vicepresidente Mario Tonina, la Giunta provinciale, che temeva che nella richiesta ci fosse un intento ostruzionistico da parte delle opposizioni, ha avanzato ai capigruppo una proposta alternativa: far slittare l’esame in aula di una settimana, presentare i nuovi emendamenti alla Commissione e poi andare in aula col tempo contingentato.

Noi capigruppo di minoranza abbiamo accettato la mediazione proposta da Tonina, confidando esplicitamente nella parola della Giunta e nel ruolo di garanzia del presidente Kaswalder.

I fatti dicono che si è trattato di una fiducia assai mal riposta. La Giunta provinciale, contravvenendo alla parola data, non ha presentato nessun testo in Commissione. Si è limitata ad illustrarne sommariamente il contenuto, ma non ha messo le minoranze in condizione di discutere in aula, per così dire, “ad armi pari”. Si è tenuta ben stretta l’arma dell’effetto sorpresa, dopo aver tolto alle minoranze, con un patto fraudolento, l’arma del tempo non contingentato.

Tutto ciò è avvenuto nel silenzio più totale del garante dell’accordo violato, il presidente Kaswalder. Un silenzio che si è fatto assordante quando l’aula si è trovata a discutere un ulteriore emendamento, presentato all’ultimo momento, per conto della Giunta, da un consigliere di maggioranza, e che era palesemente inammissibile (e tale doveva essere giudicato dal presidente), in quanto modificava in modo surrettizio e illegittimo addirittura il regolamento del Consiglio. Kaswalder non solo ha ammesso l’emendamento, ma ha consentito alla maggioranza, in violazione di una prassi consolidata e delle regole più elementari del fair play, di proseguire ad oltranza i lavori, oltre l’orario stabilito, per concludere l’esame del disegno di legge.

Insomma, mentre la squadra di casa commetteva falli uno dopo l’altro, l’arbitro gettava via non solo il fischietto, ma anche l’orologio e si buttava sulla palla da dodicesimo giocatore. Una brutta pagina davvero, nella storia del parlamento della nostra autonomia speciale. Dopo i fattacci brutti di mercoledì scorso, come ci si potrà più fidare della parola della Giunta e di quella dello stesso presidente del Consiglio? Ma senza fiducia non resta che la sola logica dei rapporti di forza. Per le minoranze, l’ostruzionismo indiscriminato.

Qualcuno lo chiama il “metodo Borga”: migliaia di emendamenti e poi si tratta con la Giunta da una posizione di forza. Speravo potessimo aprire, insieme, una stagione nuova. Evidentemente mi sbagliavo.

 

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GIORGIO TONINI, capogruppo provinciale e regionale del Pd

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