In aprile il Centro sociale Bruno organizzò un’assemblea aperta per condividere con la cittadinanza le preoccupazioni per lo sfratto che pendeva sull’edificio e per individuare possibili soluzioni.

L’assemblea, molto partecipata e coinvolgente, aveva messo in luce quanto di positivo il Centro Sociale si era impegnato a fare in questi anni.

Sull’onda emotiva, ma sicuramente anche per una precisa logica sociale, culturale e politica, prendevo la parola per garantire tutto il mio appoggio assumendomi, tra l’altro, l’impegno di prendere appuntamento con il Sindaco di Trento, Andreatta, per discutere una possibile soluzione allo sfratto.

Come è noto, l’area ex-Italcementi ha diversi proprietari: Opera Bonomelli, Patrimonio del Trentino, Comune; la particella su cui sorge Bruno è di proprietà di Patrimonio del Trentino.

Nel PRG della città manca una visione omogenea per quell’area, non esiste ancora un progetto di piano, che da solo richiede anni, e i successivi passaggi richiederanno essi stessi tempi lunghi, per un’area divisa in quattro o cinque parti che partiranno separatamente (abitazioni, polo fieristico, parcheggio, Cibio, …).

Esiste il sospetto che la riqualificazione dell’area possa lasciare spazio alla soddisfazione di interessi speculativi: è necessario costruire nuove case a poche centinaia di metri da un’altra speculazione edilizia fallita miseramente, come le Albere?

Tutto ciò fa cadere l’idea che ci sia la necessità immediata di uno sfratto e lascerebbe il tempo al Comune di fare in modo di cercare di acquisire la proprietà, magari tramite una permuta con altri terreni (e perché no lo stesso Doss Trento, concesso al comune quarant’anni fa con la promessa che avrebbe costruito un ascensore, mai realizzato, per la salita al monumento?).

A quel punto, acquisito terreno ed edificio sovrastante, il Comune avrebbe due possibilità:
– concedere il diritto di superficie per 25 o più anni
– affittare a Bruno edificio e area per la cifra simbolica di 1 euro al mese.

Perché dovrebbe fare tutto questo?
– Perché il Centro Sociale Bruno è impegnato in una serie innumerevole di attività umanitarie, dai corsi di lingua italiana all’orto solidale; perché ospita laboratori di estremo interesse come l’officina delle biciclette (per citarne solo una), perché organizza eventi culturali di rilevo e di grande richiamo;
– perché il Centro Sociale Bruno è diventato negli anni una presenza rassicurante per qualsiasi persona di sinistra, di qualsiasi età, in quanto presidio per la solidarietà e la difesa dei diritti sociali e civili;
– perché il Centro Sociale Bruno ha operato un’operazione di restauro e riqualificazione di un edifico e delle sue pertinenze, ridando dignità e assegnando una funzione sociale importante e significativa ad una zona totalmente abbandonata e degradata. Questa azione si pone nettamente in controtendenza con la prassi tipica del “demolire e ricostruire” e deve, quindi, essere presa ad esempio.

Dopo un confronto con i rappresentanti del Centro Sociale, trovato l’appoggio di altre formazioni politiche (èVIVA, Futura, Possibile, Partito della Rifondazione Comunista, Verdi) avevo scritto al Sindaco per chiedergli un incontro durante il quale si potessero ipotizzare insieme i passi necessari per garantire al Bruno di potere rimanere in quell’edificio a tempo indeterminato.

Gli avremmo chiesto anche che considerasse, nel PRG per la città di Trento, l’ipotesi di fare di Bruno il centro di un’area destinata a studenti medi e universitari, a giovani e meno giovani, e dedicata ad usi sociali analoghi a quelli messi in campo dal Centro Sociale, anche gestiti da soggetti diversi.

Purtroppo il Sindaco non ha ancora trovato il tempo per incontrarci e anche ieri (telefono ogni lunedì mattina dal 4 maggio, data in cui scrissi per chiedere l’appuntamento) mi è stato detto che siamo in lista d’attesa.

Nel frattempo l’8 giugno si avvicina, così quel giorno sarò, assieme a molti altri, fisicamente presente al Bruno, in attesa di una risposta dell’amministrazione.

 

*

Renata Attolini, segretaria provinciale di Sinistra Italiana e socia dell’associazione Liberi e Uguali del Trentino

“Abbiamo apprezzato la convergenza verso le nostre proposte, ma vigileremo che seguano fatti concreti”, queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, che ha partecipato all’incontro assieme alla delegazione Cisl Fp Silvano Parzian, Alfio Traverso, Sandro Pilotti dopo l’incontro in Apran per parlare del contratto sanità, che assieme aggiungono: “E’ sempre più urgente chiudere l’accordo 2016/18 per intavolare la trattativa per quello 2019/21”.

Diversi i temi in agenda. “Abbiamo chiesto – maggiori risorse per il contratto in chiusura per valorizzare tutto il personale. E’ necessario armonizzare l’accordo con le norme legislative intervenute nel tempo in materia di maternità, tempi determinati, smart working, senza dimenticare formazione, cessione di ferie e Tfr, senza alcuni oneri a carico del contratto “.

Capitolo operatori socio sanitari. “Serve mettere sul tavolo una cifra dignitosa per riqualificare queste figure professionali, soprattutto per le mutate e maggiori competenze. Un discorso analogo si può fare per il personale tecnico-amministrativo. E’ ormai d’obbligo un riconoscimento economico maggiore per l’importanza e la qualità che ricoprono all’interno del sistema sanitario trentino, che ricordiamo essere ai vertici a livello nazionale”.

Si è parlato anche di turnistica. “La richiesta – aggiunge il sindacato – è quella di potenziare le indennità del personale sanitario e non,anche quella notturna. E’ necessario poi procedere con l’esigibilità dell’accordo di marzo 2017 nelle sue particolarità e specifiche, come l’erogazione dei 15 euro mensili con gli arretrati per le tutte le figure professionali dalla A alla C”.

Un ultimo punto è quello delle trattative. “Si deve prevedere una ricostituzione dei fondi contrattuali.Non è possibile ogni volta dover costringere il sindacato a richiedete il ripristino delle risorse: serve una semplificazione delle procedure”.

 

*

Beppe Pallanch
Segretario Generale Cisl Fp Trentino

Le scriventi OO.SS. UIL FPL Sanità e Nursing up hanno partecipato oggi alla riunione in Apran per il proseguimento della trattativa legata al CCPL 2016/2018, entrando finalmente nel vivo del confronto, rispetto ad alcuni punti da noi ritenuti particolarmente rilevanti e prioritari.

All’inizio della riunione abbiamo ribadito la necessità di conoscere il reale importo delle risorse aggiuntive preannunciate nella scorsa riunione dalla controparte e non ancora definite dalla Giunta Provinciale.

Nel corso della riunione siamo entrati in merito di alcuni aspetti economici particolarmente rilevanti e di grande interesse dei lavoratori, presentando una proposta migliorativa a quella dell’Apran, che prenda in considerazione un consistente aumento delle indennità legate alla turnistica, l’implementazione delle indennità dei professionisti coordinatori ed esperti, la valorizzazione economica del personale Oss e la previsione del rimborso parziale della tassa di iscrizione del proprio Ordine di appartenenza.

Nel corso prossimo incontro, che si svolgerà a breve, affronteremo importanti e delicate tematiche, come il percorso di armonizzazione/omogeneizzazione, che per le scriventi OO.SS dovrà riguardare tutto il personale del comparto, i 5 milioni una tantum + fascia 40 anni, e le ulteriori proposte che presenteremo per valorizzare i professionisti sanitari ed il restante personale.

Auspichiamo che entro il prossimo incontro di contrattazione ci venga quantificato l’ammontare delle risorse aggiuntive affinchè si possa agevolare il proseguo dell’iter contrattuale in un clima migliore, favorendone la chiusura in tempi più brevi.

 

Cesare Hoffer

Coordinatore Nursing up Trento

 

 

*

Giuseppe Varagone

Segretario Provinciale Uil Fpl Sanità

In sede di conferenza di capigruppo è emerso che l’emendamento è fortemente lesivo della riserva regolamentare, in quanto si propone di modificare il regolamento del consiglio provinciale, senza dichiararlo esplicitamente: un pastrocchio, una furbata!

Nonostante le minoranze avessero dichiarato la contrarietà, a causa della gravità dell’iniziativa da parte della maggioranza, il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder ha fatto votare ai soli capigruppo di maggioranza la decisione di proseguire comunque i lavori d’aula, oltre l’orario previsto.

Ha così violato la prassi consolidata e le più elementari regole di fair play consigliare, tradendo in questo modo il suo ruolo istituzionale super partes.

Per questo motivo i consiglieri di minoranza annunciano che non parteciperanno al proseguimento dei lavori d’aula, unilateralmente deciso”.

I lavori proseguono con la votazione dei rimanenti articoli del ddl semplificazione da parte dei soli 19 consiglieri di maggioranza rimasti in Aula.

Siamo pronti a dare il nostro apporto politico, sociale e umano per il bene della comunità di Borgo Valsugana e faremo ciò dai banchi dell’opposizione. Il lavoro fatto in questi mesi é un punto di partenza importante per una seria e costruttiva opposizione che punti al benessere della nostra comunità. Il nostro scopo è quello di riuscire a costruire una comunità unita. I nostri ringraziamenti vanno a coloro che ci hanno sostenuto, ai candidati della lista della Lega e alla nostra candidata Sindaco Marika Sbettta.

 

 

Abbiamo deciso di non dare “indicazioni di voto”, se non di andare a votare. Per la scelta fra i due candidati al ballottaggio, i tanti elettori della Lega possono scegliere in coscienza senza nessuna indicazione. Ci auguriamo che il prossimo Primo cittadino di Borgo Valsugana sia aperto al dialogo con la Lega per il bene della nostra comunità. Come Segretario della Lega Salvini Trentino voglio ringraziare di cuore tutti coloro che ci hanno sostenuto in questi mesi.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Segretario della Lega Salvini Trentino MIRKO BISESTI

L’assemblea dei soci ha approvato stamani il bilancio 2018 che conferma la crescita della società dopo le incorporazioni del 2017. Trentino Trasporti, a breve l’affidamento diretto dei servizi per il prossimo quinquennio.

 

 

Trentino trasporti Spa chiude il bilancio d’esercizio 2018 con un utile di 82.402 euro ma soprattutto conferma la crescita della società di trasporto nella qualità di erogazione dei servizi pubblici. I momento di sintesi è arrivato in occasione dell’assemblea dei soci di Trentino trasporti, riunita stamani, che ha approvato il documento contabile. Il 2018 è stato un anno importante, che ha visto la fusione, per incorporazione, di Trentino trasporti con le società Aeroporto Caproni e Trentino trasporti esercizio. Ad oggi, Trentino trasporti è la “società di sistema” che accentra le funzioni e le competenze per il trasporto ferroviario, stradale, aereo e funiviario. Grazie alle fusione, Trentino Trasporti è una società con 1300 dipendenti e un fatturato di 107 milioni di euro.

Tra bus, corriere e treni, Trentino trasporti garantisce quotidianamente il servizio pubblico ad oltre 110 mila passeggeri, la metà nelle aree urbane, l’altra nelle valli. Per quanto riguarda il 2019, Trentino Trasporti continuerà a investire nella sicurezza (videocamere a bordo, lotta al mancato pagamento dei biglietti), ma anche ad un nuovo inquadramento degli autisti e all’affidamento diretto dei servizi. Apprezzamento per l’attività svolta da Trentino Trasporti è arrivata dall’assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro, Achille Spinelli: “La nascita del polo unico di trasporto è una novità positiva che ha permesso di razionalizzare i costi e al contempo di migliorare la qualità del servizio a favore degli utenti”.

“Il settore dei trasporti – come ha sottolineato l’assessore provinciale Spinelli – è delicato e necessita di competenza per garantire un servizio efficiente ed efficace nei confronti di 110 mila utenti (il doppio dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari) che quotidianamente lo utilizzano”. Spinelli ha fissato due priorità della giunta: “Il trasporto pubblico trentino deve garantire una copertura adeguata nelle valli, sia in termini di frequenza che di numero di corse, così da garantire un migliore collegamento con l’asta dell’Adige e la città. Inoltre è importante garantire la sicurezza sui mezzi a favore dei passeggeri ma anche del personale”.

Infine l’assessore Spinelli ha parlato del rinnovo della convenzione tra Provincia autonoma di Trento e Trentino Trasporti, che scade a fine mese: “Siamo orientati a confermare l’affidamento con la soluzione in-house perché riteniamo la soluzione migliore”.

“Nel corso del 2018 – ha sottolineato la presidente Monica Baggia – è proseguito il processo di rinnovamento della società. Se da un lato si sono resi evidenti i vantaggi e i benefici dell’avvenuta incorporazione, dall’altro sono emerse criticità che impongono di intervenire in alcuni ambiti.

Nel corso del 2019 la Società sarà dunque impegnata – ha continuato la presidente – a rivedere la propria organizzazione soprattutto nel settore ferroviario, anche in ragione delle modifiche normative intervenute ed a individuare un assetto che meglio consenta di affrontare il quotidiano esercizio del trasporto pubblico, ma che garantisca anche a Trentino trasporti il ruolo di utile interlocutore nella pianificazione complessiva del trasporto pubblico locale e nel suo continuo miglioramento”.

 

 

Il bilancio.

Il bilancio 2018 di Trentino trasporti S.p.A. si chiude dunque con un utile di 82.402 euro, con una gestione sempre orientata al contenimento dei costi, al completamento delle azioni intraprese e all’attenta gestione finanziaria degli investimenti deliberati dall’azionista di maggioranza.

La creazione del polo dei trasporti ha perseguito obiettivi di carattere strategico, come la razionalizzazione della governance e della gestione delle società pubbliche ed ha anche consentito di ottenere, grazie all’accentramento delle funzioni, una maggiore efficienza operativa a fronte di una riduzione dei costi operativi, amministrativi e contabili precedentemente sostenuti nelle strutture societarie autonome.

In un contesto di rigorosa pianificazione sono state realizzate le attività descritte nei documenti di bilancio che hanno portato, per il 2018, ad un valore complessivo degli investimenti di circa 17 milioni di Euro.

Le opere realizzate e quelle già pianificate per il futuro risultano coperte totalmente da finanziamenti della Provincia e la copertura finanziaria viene garantita con contributi in conto capitale o contributi in conto annualità.

 

Interventi e investimenti 2018.

Tra le attività riguardanti lavori complessi e rilevanti di manutenzione straordinaria e nuove opere nel campo civile e ferroviario, va evidenziata l’ultimazione dell’interramento della Ferrovia Trento – Malè – Mezzana nell’abitato di Lavis, in data 16 ottobre 2018, coerentemente con quanto previsto dagli impegni contrattuali. Il 28 luglio 2018 è stata inaugurata la nuova stazione di Lavis e messo in esercizio il tracciato ferroviario definitivo. L’intervento ha cambiato il volto dell’abitato di Lavis, oltre ad aver migliorato la funzionalità dell’esercizio ferroviario.

Per quanto riguarda l’acquisto di materiale rotabile autobus, nel corso del 2018 sono stati immatricolati nuovi 30 autobus interurbani e 15 autobus urbani, dei quali 8 con alimentazione a metano.

Altri due autobus urbani da 11 metri sono stati immatricolati ad inizio 2019 per l’incremento del piano d’area di Rovereto.

E’ proseguita l’attività di implementazione del sistema aziendale di video sorveglianza, con l’Installazione di sistemi a circuito chiuso su tutto il parco urbano di Trento e l’estensione ad ulteriori treni della flotta, oltre al ripristino ed alla bonifica degli impianti a bordo bus realizzati negli anni precedenti. Complessivamente, a dicembre 2018 il parco telecamere centralizzato risulta costituito da 350 telecamere a terra, 680 sui bus e 80 sui treni.

Con riferimento al trasporto pubblico locale, Il 2018 ha visto la sostanziale conferma dei servizi forniti, pur con gli importanti potenziamenti e ottimizzazioni descritti all’interno della relazione, per un totale annuo di oltre 21 milioni di km su gomma (13 di servizi extraurbani, 7,5 di urbani e quasi 1 di turistici) e di poco meno di 1,3 milioni di km su ferrovia (0,8 sulla linea Trento – Malè – Mezzana e 0,5 sulla Trento – Borgo – Bassano).

 

 

Il servizio sul territorio.

Importanti incrementi si sono invece conseguiti nel numero dei passeggeri, con il totale generale cresciuto da 51,8 a 54,7 milioni di persone trasportate.

Per i servizi urbani, questo è il risultato del completamento dell’adozione delle nuove modalità di salita a bordo dei mezzi dalla sola porta anteriore, con controllo e possibilità di vendita del biglietto da parte dell’autista, modalità che hanno pressoché azzerato l’evasione tariffaria. Per i servizi extraurbani, grande successo hanno avuto i potenziamenti estivi sulle tratte di maggiore domanda turistica (Fiemme – Fassa e Rovereto – Riva). Un aumento davvero notevole dei passeggeri si è avuto anche sulla funivia Trento – Sardagna, a testimonianza della potenzialità turistica di tale tratta.

Nel settore ferroviario, lo sforzo per migliorare l’offerta ha portato a fine anno alla adozione di un nuovo orario sulla linea Trento – Bassano (in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento e RFI), mentre sulla linea di proprietà di Trentino trasporti, la Trento – Malé – Mezzana, si è profuso un notevole impegno per minimizzare i disagi connessi ai lavori di interramento della linea a Lavis.

Il settore ferroviario è interessato, dalla fine del 2017, da una importante modifica normativa, che comporterà il passaggio delle linee isolate, come la Trento – Malè – Mezzana, ad identica disciplina delle linee interconnesse (la rete ferroviaria nazionale ed europea) con notevole impatto sulla gestione.

Trentino trasporti è infine fortemente impegnata ad adattare la propria organizzazione, i sistemi e le procedure di gestione della sicurezza, anche attraverso specifiche valutazioni dei rischi, per mantenere la propria linea ferroviaria, che nel 2019 festeggia i 110 anni di vita, ai più aggiornati livelli di sicurezza.

Nell’ambito dell’Aeroporto Caproni, sono state portate a termine le attività previste dal Grant Agreement con la GSA di Praga (European Global Navigation Satellite System Agency) per la realizzazione delle prime rotte strumentali europee di tipo Performance Based Navigation (PBN) per elicotteri a bassa quota. Con decorrenza 31 gennaio 2019, sono state pubblicate le rotte ed è iniziata l’attività di sperimentazione prevista per la durata di 6 mesi, allo scadere dei quali diventeranno pienamente operative.

 

 

Gli obiettivi 2019.

Il 2019, è bene sottolinearlo, vedrà Trentino Trasporti operare in continuità con quanto realizzato lo scorso anno.

In particolare, è confermato l’impegno nella lotta all’evasione – il fenomeno dei “portoghesi” è già ridotto ad una percentuale molto bassa rispetto a valori a doppia cifra del 2015. Questo ha permesso di recuperare incassi per oltre 1,3 milioni di euro tra il 2016 e 2018. La sicurezza del personale viaggiante e passeggeri rimane un’altra delle priorità: sarà incrementata la video sorveglianza integrale sugli ambiti urbani e paratie per autisti e vigilanza privata su treni e linee critiche (4 addetti).

L’affidamento in house ha garantito flessibilità, basti pensare all’adunata degli Alpini del 2018, quando in tre giorni si sono gestiti, insieme a Trenitalia, oltre 450 mila passeggeri. Anche per questa ragione, in un quadro di necessaria dimostrazioni di buone performance di produttività, Trentino Trasporti confermerà questa scelta per i prossimi 5 anni.

Novità sono previste per quanto riguarda l’inquadramento del personale (autisti) con una contrattazione di secondo livello. La mansione di autista non risulta appetibile come in passato: livello stipendiale e trattamento giuridico (pure del tutto analoghi a quello dei territori vicini) hanno profili di miglioramento. Per questa ragione la giunta provinciale chiesto a Trentino trasporti di procedere a revisione di istituti contrattuali che vadano soprattutto a premiare il “disagio lavorativo” (turni, riprese, pause etc) entro dicembre. Per questa ragione, è stata anche confermata la precedente turnistica estiva , in attesa della definizione del nuovo quadro contrattuale.

Nel 2019 si continuerà – lo ha confermato anche la presidente Baggia in assemblea – il rinnovo della flotta (a inizio anno bandita la gara per 159 bus) con l’indizione di nuove gare. L’obiettivo dell’attività di ammodernamento è di scendere sotto i 10 anni di anzianità media dei veicoli, verificando l’ipotesi di introdurre mezzi a metano (piu economico) anche in ambito extraurbano oltre che urbano;

Confermata anche al riorganizzazione del settore ferroviario. Migliorato il modello di esercizio Valsugana, dallo scorso dicembre si sta lavorando a quello della Trento Malè. L’obiettivo è di avere, nell’arco di tre anni, la gestione integrale della Valsugana;

Trentino Trasporti lavorerà ai nodi logistici più critici: Rovereto, Cavalese e Riva saranno interessati da investimenti importanti. In particolare , gli investimenti riguarderanno Rovereto e l’area intermodale sul retro della stazione ferroviaria.

Novità saranno attese anche per quel che riguarda il servizio nelle valli. Nel 2019 – è questo l’obiettivo – si lavorerà per aumentare la frequenza della offerta di bus in periferia, come nella vicina provincia di Bolzano. Questo sarà possibile anche con il coinvolgimento degli operatori privati . Lo stesso criterio è stato attuato con ottimi risultati a Rovereto anche in ambito urbano.

Infine, ma non certo per importanza, si continuerà ad investire per innovare il sistema di bigliettazione. Dopo l’introduzione della app mobile per l’acquisto online del biglietto con lo smartphone, a fine mese sarà presentata una seconda app mobile. Il nuovo strumento indicherà in tempo reale la posizione del mezzo, con il relativo tempo di attesa, sia in città che nei servizi di valle. La novità permetterà di inalzare la qualità percepita del servizio di trasporto pubblico sia per turisti sia per pendolari.

L’assessore Spinelli assicura l’avvio del confronto entro 15 giorni. Cgil Cisl Uil: i lavoratori sono tutti uguali e vanno tutelati allo stesso modo. Vigileremo affinchè alle promesse seguano i fatti. Il tavolo tecnico sulle ricollocazioni dei lavoratori dell’accoglienza partirà tra quindici giorni.

E’ questo l’impegno assunto oggi dall’assessore Achille Spinelli davanti ai sindacati e ai rappresentanti dei lavoratori, nell’ambito dell’incontro con il presidente Walter Kaswalder e i rappresentanti dei gruppi consiliari. Incalzato dai rappresentanti di Cgil Cisl Uil del Trentino insieme alle categorie il titolare delle deleghe sul lavoro ha assicurato di aver dato mandato ad Agenzia del Lavoro di attivarsi insieme alle parti sociali per l’avvio di un percorso di riqualificazione, se serve, e di ricollocazione per il personale, circa 140 addetti, che con i tagli al sistema dell’accoglienza ha perso il lavoro o lo perderà nei prossimi mesi.

“Dopo 6 mesi di attesa e tre presidi di protesta finalmente la giunta provinciale si è mossa attivando un percorso che in una qualsiasi crisi aziendale sarebbe partito decisamente prima – ammettono con amarezza i segretari di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti con i rappresentanti delle categorie, Luigi Diaspro per Fp Cgil, Lamberto Avanzo per Fisascat Cisl e Marcella Tomasi per Flp Uil -.

E’ un primo risultato a cui auspichiamo seguano in brevissimo tempo delle azioni concrete concordate con Agenzia del Lavoro, associazioni e cooperative”.Nel corso dell’incontro i sindacati hanno sottolineato la situazione paradossale in cui sono venuti a trovarsi i lavoratori del sistema accoglienza.

“A differenza dei dipendenti che si trovano nelle medesime situazioni, per loro non si è attivata nessuna delle misure di cui dispone la Provincia per la riqualificazione e la ricollocazione – hanno ribadito davanti ai consiglieri provinciali -. I lavoratori sono tutti uguali e a tutti vanno riconosciute le stesse tutele e gli stessi supporti a prescindere dal settore per cui operano”.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che si tratta di giovani professionisti in larga parte laureati, con formazione specifica, che si occupano di integrazione, assistenza psicologica, insegnamento della lingua e cultura italiana, assistenza nel percorso di formazione e orientamento al lavoro, interlocuzione con gli enti pubblici e privati.

“Sono professionalità di cui ha bisogno la nostra comunità, ma di cui nessuno si interessa, quasi fossero lavoratori di serie B che non meritano l’attenzione della Giunta Provinciale, la stessa che – con le proprie scelte – ha prodotto questa situazione; la medesima Giunta che, giustamente, interviene invece nelle crisi industriali, del manifatturiero e qualsiasi altro settore sul territorio, a tutela del lavoro e dei lavoratori coinvolti”.

I sindacati hanno dunque chiarito che non sta alle organizzazioni dei lavoratori individuare delle soluzioni di ricollocazione, ma hanno sottolineato l’importanza di valorizzare le competenze acquisite da questi addetti anche nell’ambito sociale o del lavoro.

L’attenzione adesso di sposta al 20 giugno, data entro cui dovrebbe partire il tavolo con la presa in carico da parte di Agenzia del Lavoro. “Vigileremo perché gli impegni assunti oggi vengano rispettati e non accada quanto già successo in questi mesi nel silenzio più totale”, hanno concluso Cgil Cisl Uil.

La crisi tocca 140 addetti, oggi incontro con i consiglieri provinciali. Ex lavoratori dell’accoglienza: subito il tavolo.

Entro quindici giorni il governo provinciale formerà l’atteso tavolo operativo che affronterà il problema occupazionale relativo agli addetti rimasti senza lavoro nel settore dell’accoglienza agli immigrati.

E’ il risultato – auspicato da tutti – raggiunto oggi al termine dell’incontro a palazzo della Regione chiesto dai sindacati e celermente promosso dal presidente Walter Kaswalder.

La riunione si è rasserenata con l’arrivo dell’assessore alle attività economiche Achille Spinelli, dopo che la sua assenza era già stata stigmatizzata duramente dai consiglieri provinciali di opposizione presenti.

 

*

L’assessore Achille Spinelli.
Il lavoro è sempre lavoro, ha detto Spinelli, escludendo la volontà di non occuparsi di chi ha lavorato attorno alla permanenza degli immigrati stranieri. L’Agenzia del Lavoro è pronta a ragionare, ha aggiunto l’assessore, e possiamo metterci a ricercare assieme – un po’ sul modello del caso Sait – possibili, nuovi sbocchi occupazionali, magari non nello stesso settore dell’accoglienza, che risente inevitabilmente dell’oggettivo calo del numero di ingressi nel nostro Paese.

 

*

I sindacalisti.
Andrea Grosselli (Cgil): chiediamo data e luogo in cui si attiverà il tavolo per questi lavoratori. Chiediamo un piano di riqualificazione e misure di ricollocamento, esattamente come nelle altre crisi, tipo la Mercatone Uno di questi giorni. C’è in ballo il destino di decine e decine di persone che hanno lavorato fedelmente per la pubblica amministrazione. Credo che questa crisi nasca da scelte che incidono pesantemente sul modello di welfare trentino fin qui apprezzato e stimato.

Luigi Diaspro (Fp Cgil): non ci sono solo lavoratori licenziati, c’è anche un indotto che ne risente e ci sono lavoratori colpiti da demansionamento e dequalificazione.

Silvano Pomini (Cisl): rischiamo che giovani trentini debbano emigrare per trovare un lavoro, nonostante professionalità che meritano di certo d’essere valorizzate e reimpiegate in altri ambiti dei servizi sociali trentini, del settore sanitario o nei centri per l’impiego.

Walter Alotti (Uil): si sta colpendo il territorio trentino, perché molti dei lavoratori in questione non operano a Trento, ma nella valli, ragione per la quale sono anche più distribuiti e meno visibili.

Lamberto Avanzo (Fisascat Cisl): chiediamo un’attivazione solerte della Provincia, che per casi come Whirlpool e Sait ha avuto ben altra reazione.

Marcella Tomasi (Flp Uil): c’è un silenzio preoccupante attorno a questa crisi, anche la Federazione dei consorzi cooperativi non fa la sua parte. Ci chiediamo anche dove stia andando oggi il settore sociale, il tavolo servirà anche a costruire il domani. Su questo punto Spinelli ha risposto che il tavolo in questione dovrà essere molto concreto e non sarà quello il luogo in cui ragionare del modello di welfare e di sociale per il futuro.

 

*

I consiglieri provinciali.

Filippo Degasperi (5 Stelle) ha definito “strana” la disattenzione della Provincia che c’è stata in questi sei mesi attorno al futuro occupazionale di questi addetti. Alessandro Olivi (Pd): c’è il rischio che si sviluppi una crisi invisibile, perché non si tratta di una grande azienda in crisi, ma della polverizzazione di situazioni individuali. La Provincia deve farsi carico di queste persone.

Paolo Ghezzi (Futura): il presidente Fugatti ha di fatto chiuso un’attività da 140 addetti e poi per sei mesi nemmeno apre un tavolo con i sindacati. Ci vedo una profonda mancanza di rispetto, si dice prima gli italiani e poi non ci si occupa di questi lavoratori trentini.

Ivano Job (Lega): lavoriamo insieme, è giusto tutelare anche le situazioni con numeri contenuti. Stimolerò la Giunta a fare i passi necessari.
Lucia Coppola (Futura): ci sono già state tre manifestazioni di questi lavoratori espulsi, c’è già un ritardo grave.

Ugo Rossi (Patt): questa è una crisi occupazionale che non si addebita a una multinazionale cattiva o all’Europa, ma che è indotta da scelte, per quanto legittime, del governo provinciale. La Giunta allora deve farsene carico, perché ha una doppia responsabilità.

Alessio Manica (Pd): il tavolo s’ha da fare al più presto, a fronto di una crisi causata dallo smantellamento di quel che c’era nel terzo settore trentino per gestire l’accoglienza. Se serve, facciamo un ordine del giorno consiliare.

Mara Dalzocchio (Lega): l’assessore Spinelli è arrivato, il governo provinciale non latita, quindi certe accuse pregiudiziali sono inaccettabili.

All’incontro erano presenti anche Giorgio Tonini (Pd), Giorgio Leonardi (Forza Italia) e Pietro De Godenz (Upt).

 

*

I lavoratori.

Anna Brugnoli, ex Cinformi: ci sono 13 o 14 soggetti diversi che lavorano in questo settore, per cui il quadro è frastagliato. Molti sono contratti a termine, ci sono insegnanti di italiano, operatori legali, formatori. Gli addetti rimasti a casa sono tanti.

Ermanno Ferrari, Residenza Fersina di Trento: stiamo vivendo una fase di profonda precarietà e di confusione dei ruoli. L’altro giorno sono venuti tra l’altro imprenditori agricoli nonesi per cercare raccoglitori tra i nostri ospiti, ma non è stato possibile assegnare alcuno.

Di seguito una dichiarazione della Presidenza del Consiglio riguardante il Rapporto 126(3) TFUE della Commissione Europea.

Il Governo prende atto dell’esito della valutazione della Commissione Europea circa il rispetto della Regola di riduzione del debito nel 2018, secondo la quale vi sarebbero i presupposti per l’apertura di una procedura di disavanzo eccessivo. Nel Rapporto sul Debito inviato alla Commissione lo scorso 31 maggio, il Governo ha presentato una serie di giustificazioni (i cosiddetti fattori rilevanti) per il mancato rispetto della riduzione del rapporto debito/PIL nel 2018. In chiave prospettica, sono state anche fornite stime e valutazioni che indicano che nell’anno in corso l’Italia rispetterà i dettami del Patto di Stabilità e Crescita (PSC).

Il Governo intende continuare a dialogare con la Commissione e, in tal senso, si illustrano di seguito, in maggiore dettaglio, gli andamenti della finanza pubblica italiana, le circostanze che li caratterizzano e, elemento importante, le iniziative che saranno intraprese per assicurare la conformità al Patto di Stabilità e Crescita.
Per quanto attiene allo scorso anno, è importante ricordare che l’attuazione della politica di bilancio ha seguito l’impostazione della Legge di Bilancio approvata dal precedente parlamento senza alcun allentamento della politica fiscale. Ciò anche quando, a partire da fine estate, cominciarono a manifestarsi segnali di un indebolimento ciclico dovuto principalmente a fattori esogeni, in particolare il forte rallentamento dell’attività e delle esportazioni manifatturiere.

Il Governo riconosce che l’impegno preso dal precedente esecutivo era di migliorare il saldo strutturale di 0,3 punti percentuali nel 2018. È anche opportuno evidenziare che i dati di consuntivo hanno rivelato un aumento dei trasferimenti in conto capitale che non era prevedibile ex ante. Inoltre, la revisione al ribasso delle previsioni di crescita per i prossimi anni ha causato una variazione delle stime di output gap, che ha impattato sfavorevolmente anche sulle stime del saldo strutturale del 2018, comprese quelle del Governo.

Guardando in avanti, le stime più aggiornate per l’anno in corso portano a ritenere che i saldi di finanza pubblica rispetteranno i dettami del braccio preventivo del PSC. Il Governo potrà fornire stime più aggiornate a fine luglio, non appena saranno disponibili i dati sulle liquidazioni d’imposta. Allo stato attuale delle conoscenze, si può ritenere che l’indebitamento netto (deficit) della Pubblica amministrazione nel 2019 sarà sensibilmente inferiore alla previsione della Commissione, la quale pone il deficit di quest’anno al 2,5 per cento del PIL, contro il 2,4 previsto dal Governo nel DEF.

Partendo dalla previsione del DEF (che incorpora il blocco di 2 miliardi di spesa pubblica, previsto nel caso in cui il deficit nominale superi il 2 per cento del PIL), il monitoraggio più recente delle entrate evidenzia per l’anno in corso maggiori entrate tributarie e contributive per 0,17 punti percentuali di PIL e maggiori entrate non tributarie (utili e dividendi) per ulteriori 0,13 punti. A fronte delle maggiori entrate, si stimano prudenzialmente maggiori spese e risorse necessarie per il bilancio di assestamento pari a 0,12 punti di PIL. Il beneficio netto per il bilancio sarebbe dunque di circa 0,2 punti percentuali e condurrebbe la stima di deficit al 2,2 per cento del PIL.

Tenendo conto delle previsioni economiche e delle stime di output gap della Commissione, un deficit del 2,2 per cento del PIL produrrebbe un miglioramento di 0,1 punti del saldo strutturale nel 2019. Tale risultato configurerebbe un sostanziale rispetto del braccio preventivo del PSC, nonché un risultato significativamente migliorativo dello stesso accordo di dicembre.

Insieme alle stime di indebitamento netto sopra accennate vanno calcolati gli effetti delle minori spese derivanti da accantonamenti prudenziali riguardanti le più cospicue misure adottate dal Governo nel corso dell’anno. Sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, la minore spesa ragionevolmente risulterà pari ad un ulteriore 0,07 percento del PIL e l’indebitamento netto si attesterebbe al 2,1 per cento del PIL. Migliorerebbe in misura corrispondente il saldo strutturale, con effetto compensativo ancora più marcato rispetto al gap registrato nel 2018.

Il Governo monitora costantemente l’andamento dei conti pubblici ed è determinato a perseguire il fondamentale obiettivo di saldo strutturale e ad adottare tutte le cautele e le iniziative funzionali al raggiungimento di tale obiettivo.

Si ricorda infine che lo scenario programmatico di finanza pubblica per i prossimi tre anni descritto nel Programma di Stabilità e approvato dal Parlamento traccia una discesa dell’indebitamento netto fino all’1,5 per cento del PIL nel 2022, con un miglioramento complessivo del saldo strutturale di quasi 0,8 punti percentuali. L’avanzo primario raggiungerebbe il 3,1 per cento su base strutturale nel 2022.

Per il 2020, il Governo intende conseguire un miglioramento di 0,2 punti percentuali nel saldo strutturale di bilancio. In base alle ultime previsioni ufficiali, il disavanzo nominale scenderà di 0,3 punti percentuali in confronto al 2019.

Il Governo auspica la continuazione di un dialogo costruttivo con la Commissione onde arrivare ad un accordo circa le modalità con cui gli obiettivi per l’anno in corso verranno conseguiti e un sentiero di discesa del deficit coerente con gli impegni già assunti da Governo e Parlamento italiani.

 

 

 

 

 

Moranduzzo su Centro Sociale Bruno: “E’ ora che vadano a lavorare”. Nessuno spazio al Centro Sociale Bruno. Abbiamo avuto fin troppa pazienza nei confronti di persone che in varie occasioni hanno agito nella totale illegalità e che ora vengono eretti paladini del “culturalmente e socialmente corretto” da parte di una elitè progressista sempre più lontana dalle vere priorità della gente.

Lo sgombero imminente del Centro Sociale Bruno sarà per la maggioranza degli abitanti di Trento una liberazione; e dico ciò ben avendo a mente come per troppi anni si sia consentita un’illegalità che però ora deve terminare. Ci sono infatti sul territorio tante associazioni che operano con serietà, affrontando i costi di gestione e proponendo iniziative ben più utili – e assai meno di parte – di quelle sino ad oggi poste in essere dai “Compagni” del Bruno. Sarà ora che quelli del Bruno vadano a lavorare.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere della Lega Salvini Trentino Devid Moranduzzo

(Pagina 1 di 5)