Compagnia di Cavalese. Campitello di Fassa, incidente al Parco Avventura.

A Campitello di Fassa (TN) un pomeriggio avventuroso presso il “Parco Avventura” si conclude con una spiacevole disavventura per tre turisti veneti che, desiderosi di divertimento sono invece stati elitrasportati all’ospedale Santa Chiara di Trento per un improvviso incidente. Uno dei pali di supporto della struttura si è difatto spezzato facendo cadere al suolo due uomini ed il figlio di uno di loro di dieci anni.

Immediatamente è stata attivata la catena dei soccorsi e sono quindi intervenuti sul posto i Vigili del Fuovo Volontari di Campitello di Fassa, l’elicottero del 118 di Trentino Emergenza, la Croce Bianca di Canazei, La Croce Rossa di San Giovanni di Fassa – Sen Jan e i Carabinieri della Stazione di Canazei.

I tre infortunati sono stati trattentuti presso l’ospedale Santa Chiara per le cure e gli accertamenti del caso e fortunatamente sembra che non ci siano conseguenze gravi. I Carabinieri hanno eseguito gli accertamenti urgenti sullo stato dei luoghi e delle cose, sequestrando l’intera area ed informato dell’accaduto l’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

 

Incidente al parco avventura

Dichiarazione stampa: riguardo le dichiarazioni di Paolo Ghezzi, relative al discorso del sindaco di Trento Alessandro Andreatta circa la Festa della Repubblica del 2 giugno (in piazza Duomo a Trento), comunico quanto segue al consigliere di Futura 2018: «Grazie Ghezzi: sei un essere umano anti-Salvini,  anti-Trentino, anti-Italiano “. Per oggi basta così… credo si comprenda molto bene quel che intendo…

 

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Alessandro Savoi

Consigliere provinciale Lega

Presidente Lega Salvini Trentino

 

 

 

 

Tutti i numeri del Festival dell’Economia 2019. Tanta voglia di partecipare, di capire, di confrontarsi, di discutere. Il Festival dell’Economia di Trento, anno dopo anno, conferma l’interesse del pubblico e dei media, portando alla ribalta temi di grande interesse, al centro del dibattito nazionale e mondiale, analizzati a 360 gradi e tenendo conto di tutte le opinioni. Ecco alcuni numeri sull’edizione di questo’anno.

 

Un panel di esperti, provenienti dalle più prestigiose università del mondo, per un totale di 204 relatori e 54 moderatori che hanno animato 114 eventi del programma. 105 le dirette web, di cui 32 in lingua inglese, grazie alle quali è stato possibile seguire il Festival in tutto il mondo. Quasi 5 milioni le connessioni al sito del Festival, 3TByte il traffico dal sito, oltre 52.000 le connessioni alle dirette streaming. 333 tra giornalisti, operatori e fotografi accreditati dall’Ufficio stampa della Provincia in rappresentanza di 154 testate giornalistiche, 290 i giornalisti, 16 i fotografi e 25 gli operatori video.

1167 sono gli iscritti alla newsletter del Festival, 125 i comunicati stampa prodotti in questi giorni. Tutti gli eventi sono stati fotografati e comunicati in tempo reale attraverso i social, in particolare attraverso Twitter e Facebook, ma anche su Instagram. Ben 6000 gli scatti fotografici effettuati dai fotografi ufficiali del Festival, da cui sono state selezionate circa 2000 foto. 8 le case editrici che hanno proposto i loro titoli nell’ambito di 10 “Incontri con l’autore” con 18 autori presenti.

Un pubblico attento che ha riempito costantemente i 23 luoghi del Festival. La manifestazione è stata ospitata non solo nei teatri e nelle sale ma anche in 6 piazze dove sono stati allestiti stand e tecnostrutture ospitanti le dirette in piazza, le postazioni delle 6 emittenti radiofoniche presenti e diversi altri eventi.

Anche dal punto di vista tecnologico il Festival non ha deluso le aspettative. Un Festival ad alta tecnologia, con 7 regie e 42 ore di diretta satellitare.

Il Festival ha assunto una dimensione sempre più rilevante anche dal punto di vista dei social network. La pagina Facebook ufficiale del festival, Festival Economia Trento, ha registrato numeri di interazioni importanti: sono infatti circa 43.000 le visualizzazioni di post, foto e video che hanno raccontato al popolo del web i momenti più significativi del Festival (dati insight Facebook) 240.000 le visualizzazioni di Twitter. Dal punto di vista della rassegna stampa si stanno ancora selezionando gli articoli, finora si è arrivati a 1.184, ma mancano ancora i dati di oggi e quelli che verranno domani e nei prossimi giorni.

Circa 20 le persone della segreteria organizzativa che hanno lavorato per la realizzazione del Festival, oltre a 10 interpreti, 25 tecnici dell’audio, 36 operatori delle regie, 40 persone addette al montaggio degli allestimenti nelle piazze. 134 sono, invece, le scuole superiori che hanno partecipato al concorso EconoMia in rappresentanza di tutte le Regioni, 56 gli studenti del progetto scuola-lavoro che hanno collaborato nell’organizzazione e 120 gli esercizi pubblici che hanno richiesto materiale del Festival.

Viva il sindaco antisalvinista di Trento. Dopo aver letto le recenti dichiarazioni del senatore de Bertoldi all’Agenzia Opinione (LINK), sono ancora più contento di avere postato su Facebook, appena ultimato il suo intervento, questo commento al nobile discorso del sindaco Andreatta per il 2 giugno: 73 anni dopo il sì alla Repubblica, applausi ad Antonio Megalizzi cronista d’Europa, e ai suoi parenti. (

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Dal palco, l’uomo fasciato dal tricolore dice una cosa forte: “No all’uomo forte. No al baratto tra un po’ meno libertà e un po’ di surplus di presunta sicurezza”. Bravo sindaco Alessandro Andreatta ora in piazza Duomo a Trento per il 2 giugno.

Viva la Repubblica antifascista.

Se un senatore della Repubblica, e per giunta “fratello d’Italia” non accetta che il sindaco della sua città interpreti liberamente e democraticamente la festa della Repubblica da un pubblico palco, povera Repubblica!

Il fatto poi che se la prenda con un essere umano nero che, vestito di bianco, ha semplicemente attraversato in diagonale la piazza Duomo, mi fa apprezzare ancora di più lo striscione appeso lì sopra, su un’antica casa di piazza: “Siamo tutti clandestini. Il nostro mondo non ha confini”.

Viva il sindaco di Trento. Viva la Repubblica degli esseri umani, non solo italiani, come ha autorevolmente sostenuto oggi la seconda carica della nostra Repubblica, il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico.

 

 

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Paolo Ghezzi
Consigliere provinciale del Trentino e regionale/Regionalratsabgeordneter
Trentino-Alto Adige/Südtirol, presidente del gruppo provinciale e regionale
Futura 2018

Serata di gala, ieri, a Taio di Predaia per sostenere i progetti di Casa Sebastiano con la Giunta provinciale. Tutti insieme per l’autismo.

E’ stato il Centro Congressi COCEA di Taio di Predaia ad ospitare anche questa undicesime edizione della Cena di Gala, promossa dalla Fondazione Trentina per l’Autismo per sostenere i progetti dell’ente e in particolare Casa Sebastiano. Un evento che ha visto il forte supporto della Giunta provinciale, con la partecipazione del presidente Maurizio Fugatti e degli assessore Stefania Segnana, Achille Spinelli e Giulia Zanotelli, a dimostrazione dell’attenzione dell’esecutivo ai temi legati alla disabilità e alle politiche sociali. Casa Sebastiano è il simbolo di un Trentino che non lascia indietro nessuno: la struttura, nata due anni fa e diventata quasi subito punto di riferimento per l’autismo anche al di fuori della provincia, aveva accolto in aprile il primo degli incontri pubblici della Giunta provinciale con i territori in vista degli Stati generali della montagna.

 

Il presidente Fugatti, nell’elogiare gli organizzatori, ha evidenziato come nel Trentino serva “sempre più collaborazione fra welfare privato e pubblico, come qui”, ed è inoltre necessario trovare “il giusto mix fra solidarietà e tecnologia”.

Accanto al presidente Fugatti, l’assessore Segnana ha spiegato come sia fondamentale “sensibilizzare sul tema dell’autismo e della disabilità”, garantendo al contempo l’assistenza alle persone e l’affiancamento alle famiglie sull’intero territorio provinciale”. Quindi l’assessore Zanotelli ha elogiato il mondo agricolo che ha messo a disposizione la location, il Centro Congressi è infatti della Cooperativa Ortofrutticola Melinda, infine Spinelli ha evidenziato il coinvolgimento di una quarantina di aziende che sostengono l’attività della Fondazione per l’Autismo dal punto di vista dei progetti innovativi.

Una serata, quella di ieri, che ha visto il tutto esaurito: c’erano infatti oltre 660 persone presenti per sostenere le attività della Fondazione Trentina per l’Autismo, oltre naturalmente alle autorità della zona e al mondo del volontariato e del sociale del Trentino. Complessa anche la macchina organizzativa, che ha il suo cuore nel presidente della Fondazione, l’imprenditore Giovanni Coletti, vera anima di Casa Sebastiano: “L’intera serata è basata sul volontariato, vi sono circa un centinaio di persone che hanno lavorato con il cuore per realizzarla, la cena poi è stata preparata dai migliori chef della Val di Non e della Val di Sole, addirittura alcuni hanno chiuso il loro ristorante per partecipare all’evento”. Ad animare la serata la musica e le performance dei tanti artisti presenti. Il ricavato della beneficenza andrà a finanziare alcune tecnologie innovative a supporto dell’autismo di Casa Sebastiano, come il “letto nuvola”, dove i ragazzi possono restare “sospesi”, e la “stanza multisensoriale” che sfrutta la tecnologia per la terapia delle persone con lo spettro autistico.

Egr. dott. Maurizio Fugatti – Presidente della Provincia autonoma di Trento.

 

Egregio presidente,

non so chi rappresenterà la Val di Sole nella “convention plenaria” di Comano Terme in programma per il 14 e il 15 giugno. Di sicuro nessuno rappresenterà le mie idee, le mie visioni e le mie proposte per un futuro sostentibile della mia valle.

Come Lei ben sa – si veda la lettera che Le è stata inviata lo scorso 23 aprile e alla quale non ha ancora risposto (allegato 1) -, quasi tutti i presidenti delle Comunità di Valle del Trentino hanno deciso di non invitare le principali associazioni di protezione ambientale attive in Trentino agli incontri e ai gruppi di lavoro organizzati sul territorio. Di fatto molti amministratori locali hanno disatteso l’invito che Lei aveva –opportunamente– formulato in occasione della conferenza stampa (4 marzo 2019) di presentazione degli Stati Generali della Montagna: l’attivazione di un percorso partecipato “finalizzato all’ascolto di tutti gli attori che vivono e lavorano nei territori di montagna”.

Così non è stato, anche in Val di Sole.

Mi permetto dunque di elencare alcuni temi che mi sarebbe piaciuto portare nei gruppi di lavoro e che trovano il loro fondamento ideale nell’articolo 9 della Costituzione repubblicana del 1948 (La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione): stop (vero) al consumo di suolo; allo sfruttamento intensivo a scopo idroelettrico del Noce e dei suoi affluenti e alla costruzione di nuovi impianti di risalita in aree ad alto valore paesaggistico e naturalistico; risanamento (e non demolizione) e riuso degli edifici dei centri storici; revisione (in seconda adozione) dei contenuti e delle previsioni del Piano del Parco Nazionale dello Stelvio; investimenti adeguati per il restauro del patrimonio storico-artistico, architettonico ed etnografico delle valli di Sole, Peio e Rabbi; creazione dell’Archivio Storico della Val di Sole (allego il documento presentato a Dimaro il 20 novembre 2015 all’allora presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – allegato 2).

Paesaggio e patrimonio culturale contribuiscono, quali beni comuni, al benessere personale e collettivo, oltre a definire l’identità di un popolo e di un territorio, ma purtroppo, dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, non sempre sono stati al centro delle politiche nazionali, regionali, provinciali e locali, se non come “beni di consumo”, come aveva lucidamente evidenziato Nicolò Rasmo, ultimo Soprintendente statale del Trentino – Alto Adige, in un intervento del 1970.

Con l’auspicio che questi argomenti possano trovare interesse e attenzione da parte Sua e della sua Giunta, La saluto cordialmente.

Caldes, 2 giugno 2019 (Festa della Repubblica)

 

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dott. Salvatore Ferrari

ex presidente della sezione trentina di Italia Nostra

rappresentante titolare delle Associazioni di protezione ambientale (CIPRA Italia, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness e PAN – EPPAA)  in seno al Comitato provinciale di coordinamento e di indirizzo del Parco Nazionale dello Stelvio (settore trentino)

 

 

SGM_2019_Lettera al Presidente della Provincia autonoma di Trento_23 aprile 2019

 

 

Questa mattina, nella Sala di Rappresentanza del Palazzo del Governo, alla presenza delle massime Autorità  provinciali, civili e militari, del Sindaco del comune capoluogo e dei cindaci dei comuni di residenza degli insigniti, nel corso di una pubblica cerimonia il Commissario del Governo, prefetto Sandro Lombardi, ha consegnato 17 onorificenze dell’OrdineAl Merito della Repubblica Italiana” concesse dal Presidente della Repubblica: 4 Commendatori, 4 Ufficiali e 9 Cavalieri.

Sono state inoltre consegnate le medaglie d’onore alla memoria di 4 ex internati militari e civili italiani che hanno vissuto l’esperienza della deportazione e dell’internamento nei lager nazisti, destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.

Il Quartetto di fiati Young Classic Quartet del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento, ha allietato la cerimonia con alcuni intermezzi musicali.

Al termine si è svolto un momento conviviale con le autorità gli insigniti e i loro familiari.

 

 

 

COMUNICATO FINE CERIMONIA

 

Senatore de Bertoldi: il pubblico ha notato che il presidente Fugatti e lei siete stati gli unici a non applaudire -sul palco- l’intervento del sindaco Andreatta, perché?

Assolutamente il massimo rispetto personale per il Sindaco Andreatta, ma non ho apprezzato il tono eccessivamente politico e di parte al quale ha improntato il suo discorso, che avrebbe dovuto essere istituzionale. In occasione della Festa della Repubblica è necessario unire la Popolazione sui valori comuni e condivisi della Libertà e della Democrazia, ma è assolutamente fuori luogo ed inopportuno fare riferimento in senso denigratorio a rappresentanti di Stato che non appartengono alla propria parte politica, o piuttosto interpretare la Storia senza senso critico ed obiettivo.

 

Come commenta il passaggio in diagonale in mezzo a piazza Duomo, durante la cerimonia con i militari in parata, da parte di un richiedente asilo?
Un vergognoso ed irriguardoso atteggiamento verso le Istituzioni da parte di chi, essendo ospitato e probabilmente mantenuto, dovrebbe invece portare il massimo ossequio e rispetto. Il tutto è vieppiù grave perché pare sia stato -ispirato- da quegli esponenti della Sinistra buonista ed affarista, che ha sempre anteposto gli interessi propri alle necessità del Popolo Italiano ed alla tutela della Civiltà nazionale. Ancora una volta la cultura della Sinistra sta da una parte ed i cittadini dall’altra.

 

 

 

 

 

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Il testo integrale del discorso del sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, tenuto in piazza Duomo il 2 giugno 2019 in occasione della Festa della Repubblica

 

Cari concittadine e concittadini di Trento, autorità,

La storia, come la vita delle persone, non procede sempre alla stessa velocità. Chi guarda da lontano, dalla prospettiva dei posteri, non di rado nota accelerazioni improvvise, arretramenti, momenti di stasi. Ecco, il 2 giugno 1946 ha rappresentato per la storia del nostro Paese un balzo in avanti che, fino ad oggi, non si è mai più ripetuto, non con quelle caratteristiche, non con quelle stesse proporzioni. In quel giorno di 73 anni fa sono sono avvenuti davvero tanti cambiamenti, tutti di grande rilevanza: gli italiani hanno scelto la Repubblica e respinto la Monarchia, che aveva governato il Paese per 85 anni, dall’Unità in poi. Il suffragio universale ha fatto sì che, per la prima volta, anche le donne potessero andare alle urne: fino ad allora non erano ritenute in grado né di essere elette né di scegliere i loro rappresentanti nelle istituzioni. Ancora, gli italiani hanno scelto i componenti dell’assemblea costituente: un insieme di personalità insigni che, per autorevolezza e integrità morale, rappresentavano l’Italia migliore. E non migliore solo allora, a quei tempi. Probabilmente le donne e gli uomini che scrissero la nostra Costituzione furono l’Italia migliore di sempre.

Si capisce allora perché questa sia la data civile più importante per il nostro Paese. Perché quello fu il giorno in cui tutto cambiò, in cui l’Italia voltò le spalle alla guerra, al fascismo, alla monarchia e iniziò la sua storia repubblicana. Certo, il 2 giugno non capitò per caso: fu la Resistenza a renderlo possibile, furono i partigiani, gli uomini al confino, i martiri – da Giacomo Matteotti ai fratelli Rosselli – a preparare il terreno per la democrazia, lo stato di diritto, la giustizia sociale, tutte sfide declinate con chiarezza e incisività nei 139 articoli della Costituzione italiana.

Come è stato detto da più parti, la nostra Costituzione è figlia della Resistenza e dell’antifascismo: le disposizioni sulla dignità della persona umana e sui “diritti di libertà” erano una reazione alla violenza, all’arbitrio e all’onta delle leggi razziali; la “solidarietà politica, economica e sociale” era in antitesi all’elitarismo e alle discriminazioni del Ventennio; l’equilibrio perfetto di pesi e contrappesi che regola i rapporti tra i vari poteri dello Stato derivava dalla necessità di assicurare la dialettica democratica anche in caso di insorgenza di eventuali rigurgiti di autoritarismo; l’autonomia della magistratura nasceva dalla volontà di evitare che il sistema giudiziario fosse inteso come braccio armato del potere politico. Inoltre, come ha scritto lo storico Giovanni De Luna, “la fedeltà al popolo dei morti partigiani invocata da Piero Calamandrei fu uno degli elementi che rafforzarono l’ispirazione unitaria che riuscì allora ad avere la meglio sui dissidi ideologici già affiorati nei rapporti tra i vari partiti”.

Mi chiedo: dopo tanti anni, lo spirito del 2 giugno è ancora con noi? Siamo consapevoli del salto compiuto dalla nostra storia un anno dopo la fine della seconda guerra mondiale? Io credo che qualche decennio fa questa domanda sarebbe stata considerata inutile perché retorica e scontata. Oggi non è più così. Anzi talvolta pare che alcune conquiste faticosamente acquisite siano considerate orpelli inutili. Accade per esempio quando, nei momenti in cui  l’esercizio della democrazia si rivela difficile e faticoso, c’è chi invoca l’uomo forte capace di risolvere ogni problema. Oppure quando qualcuno si dice pronto a barattare un po’ di libertà con un surplus di presunta sicurezza. O ancora quando si disprezzano e si disertano le urne, snobbando un diritto – quello al voto – che è stata la prima conquista dello Stato repubblicano. Basti pensare che il regime fascista, appena raggiunto il potere, di fatto annullò le elezioni trasformandole in un plebiscito: gli elettori infatti avevano ben poca scelta perché la lista dei 400 deputati selezionati dal Gran consiglio del fascismo doveva essere approvata in blocco con un sì o respinta in toto con un no. E naturalmente il 99 per cento degli aventi diritto approvava, perché la segretezza del voto era tutt’altro che garantita e le ritorsioni, come sappiamo, estremamente pesanti.

Qualche tempo fa il presidente Sergio Mattarella ci ha ricordato che “il passaggio da sudditi a cittadini – che è il contenuto moralmente e socialmente più forte della scelta della Repubblica – non è avvenuto una volta per tutte, e va continuamente inverato nelle condizioni nuove che il tempo ci offre. E’ questa  – secondo il presidente – la responsabilità che le generazioni si trasmettono l’un l’altra”. Teresio Olivelli, partigiano, ucciso a bastonate nel lager di Hersbruck, ha espresso all’incirca lo stesso concetto con altre parole: “Lottiamo giorno per giorno perché sappiamo che la libertà non può essere elargita dagli altri – scrisse Olivelli –  Non vi sono liberatori. Solo uomini che si liberano”. Credo che il significato di questa giornata sia tutto qui, in questi brevi pensieri.

 

 

Domani, lunedì 3 giugno, in prima serata su Retequattro, nuovo appuntamento con “Quarta Repubblica”, il talk show su politica ed economia condotto da Nicola Porro.

Al centro della puntata, l’intervista esclusiva al senatore della Lega Armando Siri. Il braccio destro di Matteo Salvini tornerà a parlare, dopo che il premier Giuseppe Conte gli ha ritirato le deleghe da sottosegretario ai Trasporti, in seguito alle polemiche per l’iscrizione nel registro degli indagati per corruzione.

E ancora, un’intervista al Pm romano Luca Palamara, autosospeso dall’Associazione nazionale magistrati, dopo che i colleghi di Perugia hanno aperto un fascicolo di indagine a suo carico per corruzione.

Infine, ampio spazio alla protesta dei generali, in occasione della parata del 2 Giugno, nei confronti del ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

The Rookie. St 1 Ep 20 Caduta libera. Talia decide di non cedere al ricatto di Ruiz e la denuncia a Percy, accettando le conseguenze dei suoi errori…

 

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