2016/2019… Come si cambia! Una storia che la dice lunga su come cambiando posizioni (da minoranza a forza di governo) cambino anche gli obiettivi…

 

Questa è solo una storia “limitata” ad un punto nascita (quello di Arco) chiuso nel 2016 quando la Lega (ai tempi ancora Lega Nord) poteva contare in consiglio provinciale sulla sola presenza di Maurizio Fugatti.

Ma da allora ad oggi quante cose sono cambiate…

 

Nel marzo 2018 approdano in Parlamento quattro leghisti trentini. Lo stesso Fugatti (che andrà a ricoprire il ruolo di Sottosegretario al ministero della Salute) affiancato da Diego Binelli, Vanessa Cattoi, Stefania Segnana e Giulia Zanotelli. Saranno proprio loro, in sede romana, a riproporre il tema punti nascita auspicando un intervento per la riapertura (che arriverà solo per Cavalese e non per loro intervento ma per precedenti interventi della giunta provinciale trentina di Rossi).

 

Poi arriva, anche per il Trentino, il cambio della guardia.

Vince la Lega (non più Nord!) che con la presidenza di Fugatti vedrà la nomina di Assessore Provinciale alla Salute proprio della Segnana (oltre che della Zanotelli nel settore Agricoltura). Rimarranno a Roma la Cattoi (che rinuncia allo scranno in Trentino) e Binelli (che non era candidato in provincia ad ottobre 2018).

 

Ma i cambi non sono solo questi… Saranno anche sulle scelte!

 

Ripercorriamo il percorso dei punti nascita con la mera cronaca riportata dai media locali.

Non serve certo aggiungere commenti, perché le tappe (guardiamo bene la cronologia) sono anche troppo chiare!

 

 

27 giugno 2016.

Anche la Lega nord esprime il proprio disappunto per la chiusura del punto nascite all’ospedale di Arco. Fugatti punta il dito sulle volontà politiche trentine troppo legate ai voleri di Roma.

 

21 gennaio 2017

Nuovo presidio fuori da un ospedale per i consiglieri provinciali Manuela Bottamedi, Claudio Cia e Maurizio Fugatti, che dopo la loro recente visita a Cavalese ora intervengono anche ad Arco.

In Consiglio provinciale si è tornato infatti a parlare di punti nascita, con Maurizio Fugatti (Lega nord Trentino) che ha evidenziato come il 23 dicembre 2016 la Regione Veneto abbia richiesto con propria delibera una deroga per diversi punti nascita, e che qualora venisse accolta “farebbe scuola” anche in Trentino, visto che tale deroga è stata richiesta anche per situazioni con 120 parti all’anno, come a Pieve di Cadore o 170 come Asiago. Arco con 380 parti e Cavalese con 250 parti sarebbero ben al di sopra questi numeri.

 

7 aprile 2017

Ad Arco scende in piazza la Lega Nord di Arco per protestare contro la gestione provinciale della sanità denunciando come i tagli, gli accorpamenti e i ridimensionamenti che si stanno e si sono predisposti sono da imputare a una chiara volontà politica. «Siamo davanti a questo ospedale – ha dichiarato il segretario cittadino Nicoletta Malfer (ex dopo le dimissioni di fine 2018!) – per protestare contro la chiusura del punto nascite, contro il ridimensionamento delle guardie mediche e per la recente notizia della chiusura del reparto di riabilitazione. Un altro fiore all’occhiello della struttura arcense che finirà il proprio operato a causa di quella che non possono più nasconderci essere una chiara scelta politica».

 

3 aprile 2018

Segnana (Lega): “Ora difenderemo in Parlamento i punti nascite”

La Lega – ricorda Segnana – da sempre è vicina agli abitanti delle valli dove sono stati chiusi i punti nascita, a partire da quello di Borgo nel 2006 e a seguire quello di Arco, Tione e Cavalese. A livello provinciale, dove è giusto ricordare che la Lega è all’opposizione, ha presentato più volte interrogazioni, proposte di mozione e emendamenti, tutte proposte bocciate dal centro sinistra autonomista guidato dal Patt, per richiederne l’apertura con una certa urgenza”.

Segnana ricorda che la responsabilità per la vicenda è attribuibile al centrosinistra autonomista trentino che nella scorsa legislatura aveva a Roma alcuni importanti e conosciutissimi rappresentanti sia al Senato che alla Camera.

 

12 aprile 2018

Lega: «Deroga per riaprire il punto nascita di Arco»

I parlamentari della Lega del Trentino, che hanno preso in mano la questione dei punti nascita fin dal loro primo giorno a Montecitorio, hanno rivolto ieri un’interrogazione al Ministro della salute, chiedendogli di “predisporre tutti gli atti al fine di prevedere una deroga per il ripristino dell’attività del punto nascita di Arco e così di tutelare il bene primario della salute dei cittadini”.

Nell’interrogazione, i deputati Vanessa Cattoi, Maurizio Fugatti, Diego Binelli, Stefania Segnana e Giulia Zanotelli lamentano “l’inerzia della Provincia di Trento nella predisposizione della documentazione necessaria alla richiesta di deroga per i punti nascita di cui è stata chiesta la chiusura”.

Secondo i parlamentari leghisti, Arco e Tione potrebbero ottenere la deroga viste le particolarità Geografiche del bacino di utenza

 

9 maggio 2018

Mentre fremono le trattative per la formazione di un nuovo governo, i deputati trentini della Lega non perdono tempo e indirizzano l’ennesima interrogazione sui punti nascita – tema a loro molto caro – al Ministro della Salute.

Il pressing dei leghisti sul titolare della Salute non allenta. Nella loro interrogazione chiedono “se il Ministro non ritenga di adottare tutte le misure possibili per prevedere una deroga per il ripristino dell’attività del punto nascita di Arco, al fine di tutelare il bene primario della salute dei cittadini”.

Gli Onorevoli Vanessa Cattoi, Maurizio Fugatti, Diego Binelli, Stefania Segnana e Giulia Zanotelli lamentano “l’inerzia della Provincia di Trento nella predisposizione della documentazione necessaria alla richiesta di deroga per i punti nascita di cui è stata chiesta la chiusura, Arco e Tione”.

 

4 aprile 2019

Analizzare i dati relativi ai parti degli ultimi tre anni al fine di valutare se vi siano le basi per chiedere al Ministero della Salute la riapertura del punto di nascite di Arco. Questo l’impegno che il presidente della Provincia e l’assessore alla salute si sono presi oggi incontrando a Trento i rappresentanti del Comitato “Salviamo il Punto Nascite di Arco”. Non nascondendo le difficoltà, legate sia ai parametri previsti a livello nazionale (500 parti all’anno) sia alla difficoltà nel reperire i pediatri, presidente ed assessore hanno ribadito la volontà di intraprendere un percorso che possa portare alla potenziale riapertura, considerando anche che, alla Commissione Salute della Camera, si è posto il tema di una revisione dei criteri, in virtù del calo generalizzato delle nascite.

 

Maggio 2019

È arrivata il 30 aprile sulla scrivania del direttore generale dell’Azienda sanitaria, Paolo Bordon. Una lettera firmata dall’assessora provinciale alla Sanità Stefania Segnana che chiede un piano di efficientamento che porti nel giro di quattro anni a ridurre di 120 milioni in totale (10 nel 2020, 20 nel 2021, 40 nel 2022 e 50 nel 2023) la spesa per la sanità.

Segnana spiega che «l’attuale dinamica di spesa è insostenibile» e chiede anche che i tagli incidano sul nuovo modello organizzativo dell’Azienda sanitaria e che, quindi, tutta la macchina si adegui al fine di arrivare a una sostanziale riduzione della spesa annuale.

 

30 maggio 2019

Le minoranze in Consiglio Provinciale puntano ora il dito contro la Giunta Fugatti in merito alle affermazioni rilasciate in aula dal presidente sulle difficoltà ritenute oggettive e le promesse in campagna elettorale di riaprire i centri chiusi.

“Non abbiamo mai detto – ha spiegato il presidente incalzato dalle opposizioni – che avremmo certamente promesso di riaprire i punti nascite di Tione e Borgo, mentre per Arco abbiamo chiesto uno studio sulla potenziale natalità nell’area per capire se ci sono gli estremi per ipotizzare una deroga. Detto questo dovrebbero comunque cambiare i criteri a livello nazionale, altrimenti è difficile ottenere il via libera, la normativa vigente non consente deroghe. C’è poi il dato di fatto della carenza di medici, pediatri e anestesisti. E parla un presidente della Provincia che da sottosegretario ha riaperto il punto nascite di Cavalese”.

“Le affermazioni del presidente non corrispondono al vero – proseguono le minoranze – come si può leggere nella risposta ministeriale all’interrogazione di Vanessa Cattoi della Lega”.

Un documento che potrebbe aprire qualche margine di manovra in sede di Comitato nazionale.

“[…] Possono optare – si legge nella risposta – anche per scelte programmatorie relative alla riorganizzazione dei punti nascita che non tengano conto di quanto dettato dall’accordo del 16 dicembre 2010 e del conseguente parere espresso dal Comitato percorso nascita nazionale. In tal caso, dovranno assumersi la responsabilità di garantire, presso punti nascita non in linea con quanto dettato dalle norme in vigore, non solo efficienza, efficacia ed economicità dell’assistenza, ma soprattutto qualità e sicurezza per la madre e il neonato”.

(trafiletti estratti da articoli pubblicati dagli organi di stampa nella provincia di Trento)

 

Già… Ma intanto pesano (e tanto!) quei tagli di 120 milioni in totale (10 nel 2020, 20 nel 2021, 40 nel 2022 e 50 nel 2023) che colpiranno la spesa per la sanità trentina.

 

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GRANDE  NORD TRENTINO ALTO ADIGE

 

 

 

La ministra per la pubblica amministrazione Giulia Bongiorno sottolinea che fino al terzo grado di giudizio nessuno è colpevole, ma che sul caso Rixi hanno rispettato il contratto di governo stipulato con il Movimento 5 stelle.

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La ministro per la pubblica amministrazione spiega che a giugno dovrebbe diventare legge il ddl concretezza che, tra l’altro, prevede i controlli biometrici per prevenire le truffe dei furbetti del cartellino. La privacy sarà garantita perché le impronte digitali saranno trasformate in codici alfanumerici.

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La ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno spiega come questo sia “un momento di grande soddisfazione per la Lega in cui Salvini raccoglie i risultati” ma che la “campagna elettorale è stata veramente pesante” e che queste “sono giornate delicate”.

 

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Quando le eccellenze enogastronomiche del Trentino incontrano le mitiche vestigia del passato: al via venerdì 28 giugno la quinta edizione della manifestazione organizzata dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, la Rete dei Castelli del Trentino e il Nuovo Ensemble di Trento. Tre serate originali alla scoperta del buon cibo e del buon bere locale, in cornici di volta in volta diverse ma sempre di grande richiamo.

 

Il fascino senza tempo dei castelli del Trentino, la suggestione romantica della luce che lentamente si smorza all’imbrunire, la golosa tentazione di un aperitivo gourmet a base di eccellenze del territorio accompagnato da vini e da grappe trentini di grande qualità: come non farsi tentare da Castelli DiVini (link), la rassegna di successo che la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino propone per il quinto anno consecutivo.

Ancora una volta, l’appuntamento per appassionati e curiosi, all’ombra di antiche mura custodi di secoli di storia, è fissato per gli ultimi venerdì dei mesi estivi.

La prima data da segnare sul calendario è quella di venerdì 28 giugno, presso il medievale Castello di Segonzano, i cui maestosi ruderi merlati spuntano da uno sperone roccioso che domina la Valle di Cembra. Il secondo appuntamento è fissato per il 26 luglio: la location prescelta è quella di Castel Restor, con la sua caratteristica torre duecentesca, a Comano Terme. Gran finale il 30 settembre al Castello di Avio, tra i più noti ed antichi monumenti fortificati del Trentino, oggi patrimonio del Fondo Ambiente Italiano.

I tre eventi saranno accompagnati dalle note eseguite dal nuovo Ensemble di Trento guidato dal Maestro Lorenzo Bertoldi: un tocco di magia in più per ingentilire ulteriormente queste emozionanti serate.

Ai tre aperitivi non mancheranno naturalmente diversi produttori in rappresentanza delle varie zone della Provincia, testimonial e storyteller perfetti delle loro specialità: dai salumi ai formaggi, dai prodotti ittici al pane a lievitazione naturale, dalle confetture al miele, dai vini ai distillati.

Gli incontri si svolgeranno dalle ore 18.30 in poi. La quota di partecipazione, fissata a un costo di 18 euro, comprende la visita al castello, la degustazione e il concerto. Il numero dei partecipanti è limitato, per cui si consiglia di prenotare contattando il numero 0461.921863 o scrivendo a info@stradavinotrentino.com.

Per i turisti desiderosi di cogliere l’occasione per concedersi un fine settimana in Trentino, l’iniziativa può essere abbinata ad uno dei pacchetti vacanza della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, come quello denominato “Alambicchi & Castelli” (link). Un tour alla scoperta della grappa e di alcuni produttori, che condurrà di valle in valle: dal Lago di Toblino alla Piana Rotaliana, dalla Vallagarina alla Val di Ledro, passando per la città di Trento. Le visite alle distillerie saranno “supportate” da abbinamenti gastronomici molto curiosi in alcuni locali storici del territorio, dove la grappa, a volte, diventa un vero e proprio ingrediente.

Castelli DiVini fa parte del calendario di manifestazioni enologiche provinciali denominato #trentinowinefest ed è organizzata con il supporto de La Trentina, della Comunità della Vallagarina e del BIM Sarca.

Feste Vigiliane 2019 – 36^ edizione. Sono disponili online i bandi per la gestione delle attività commerciali.

A meno di un mese dall’inizio della 36^ edizione delle Feste Vigiliane, che da venerdì 21 a mercoledì 26 giugno animeranno la città di Trento, il Centro Servizi Culturali S. Chiara comunica che sono stati diramati i bandi di gara per la gestione delle attività commerciali nelle aree di piazza Fiera, piazza Cesare Battisti, piazzale ex Zuffo e Lung’Adige Leopardi – nei pressi di Ponte San Lorenzo. Gli operatori interessati a partecipare potranno trovare online i relativi bandi, sul sito www.festevigiliane.it/partecipa (all’interno dell’ “Area commerciale).

Per quanto riguarda la zona di PIAZZA FIERA, è previsto uno spazio dedicato alla gastronomia, che potrà ospitare un ristoratore oppure un food truck. Il servizio dovrà essere garantito ogni sera, dalle 17 alle 24, con l’eccezione di sabato 22 giugno (“Magica Notte”), in occasione della quale sarà possibile proseguire fino alle ore 02.00. Gli operatori interessati dovranno inviare una richiesta tramite PEC a centrosantachiara@pec.it, entro e non oltre le ore 12.00 del 3 giugno 2019. In piazza Fiera saranno inoltre garantiti cinque gazebo espositivi destinati a commercianti e artigiani, per tutto l’arco delle Feste (dalle 17.00 alle 23.00, con la possibilità di proseguire fino alle ore 01.00 durante la “Magica Notte”). Per partecipare al bando è necessario inviare una PEC a centrosantachiara@pec.it entro e non oltre le ore 12 del 10 giugno 2019.

L’area di piazza CESARE BATTISTI prevede l’utilizzo di tre strutture “gazebo” destinate all’esposizione di commercianti e artigiani, la cui presenza dovrà essere garantita per l’intero periodo delle feste patronali, dalle ore 17.00 alle ore 23.00. Sabato 22 giugno, in occasione della “Magica Notte”, sarà possibile proseguire fino alle ore 01.00. Gli operatori interessati agli spazi di piazza Battisti dovranno inviare un’offerta esclusivamente tramite PEC a centrosantachiara@pec.it entro e non oltre le ore 12 di lunedì 10 giugno 2019.
Infine, sabato 22 giugno, durante la costruzione delle zattere presso il PIAZZALE EX ZUFFO (dalle 15.30 alle 19.30 circa), è prevista l’opportunità di presenziare con un camioncino o food truck.

Una proposta gastronomica che sarà offerta anche il giorno seguente, domenica 23 giugno, con un food truck e un gelataio, che delizieranno in Lung’Adige Leopardi, nei pressi di Ponte San Lorenzo – dalle 14.30 alle 21.30 circa – il pubblico presente che assisterà al Palio Palio. Anche in questo caso, gli espositori economici interessati dovranno far pervenire la loro richiesta tramite la PEC centrosantachiara@pec.it entro e non oltre le ore 12 del 7 giugno 2019.

Si ricorda che i bandi sono consultabili online sul sito www.festevigiliane.it/partecipa, all’interno dell’Area commerciale. Per avere ulteriori informazioni consultare il sito www.festevigiliane.it, chiamare il numero 0461 329143 oppure scrivere all’indirizzo mail info@festevigiliane.it

individuata grazie ai sorvoli della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Bolzano. Sequestrati circa ottomila metri cubi di rifiuti e denunciato il responsabile.

I Finanzieri della Compagnia di Trento e gli agenti del Nucleo Operativo Ambientale della Polizia Locale di Trento-Monte Bondone, operando ancora una volta in collaborazione, hanno sequestrato a Cadine (TN), nei pressi del Lago di Terlago, un’area di 45.000 metri quadri, in un ex complesso sportivo abbandonato, di fatto adibito a deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e generici, che giacevano sparsi e accatastati in modo disordinato ed esposti alle intemperie (materie plastiche e gomma, materiali di risulta provenienti da demolizioni edilizie, barattoli contenenti olii di vario genere e contenitori di agenti chimici, tutti materiali classificati quali rifiuti speciali).

L’operazione di servizio è scaturita dall’attività di controllo del territorio mediante sorvoli con elicotteri che la Sezione Aerea della Guardia di Finanza, con sede a Bolzano, svolge periodicamente su tutto il territorio delle due Province Autonome per identificare situazioni anomale che poi vengono segnalate ai reparti territoriali competenti.
In questo caso, a seguito di un sorvolo effettuato qualche giorno fa, è giunta la segnalazione ai Finanzieri della Compagnia di Trento dell’esistenza di una vasta area accanto al Lago di Terlago (TN) nella quale apparivano gettati indiscriminatamente rifiuti di ogni genere, non visibili passando per le strade adiacenti; le Fiamme Gialle hanno immediatamente coinvolto gli agenti di Polizia Locale del capoluogo per un intervento congiunto.

I successivi approfondimenti hanno consentito di appurare che l’area era regolarmente di proprietà e quindi nella disponibilità del responsabile di un’associazione sportiva locale.
Nella giornata di ieri è stata svolto l’intervento, con la ricognizione dei luoghi, anche immediatamente circostanti l’area occupata dal materiale di scarto.

Al termine delle operazioni, nell’area sono stati inventariati circa ottomila metri cubi di materiale illecitamente stoccato, tra cui rifiuti pericolosi, il tutto sparso e accatastato in modo disordinato ed esposto alle intemperie, fatto questo che ha contribuito ad accelerare il deperimento dei materiali presenti e a creare potenziale pericolo ambientale.
Il rappresentante legale della società proprietaria del terreno adibito a discarica abusiva, un trentino di 75 anni, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria quale responsabile di reati ambientali previsti e puniti dal Decreto Legislativo n. 152/2006 e l’intera area è stata sottoposta a sequestro.

Nell’area si trovavano anche un rimorchio e due roulotte al cui interno viveva un cittadino senegalese di 46 anni, regolarmente residente sul territorio nazionale, che esercitava l’attività di pastorizia su commissione di un cittadino italiano, residente in Provincia, e aveva con sé circa venti agnellini; è stato subito attivato l’intervento del medico veterinario provinciale competente che ne ha riscontrato il regolare stato di salute: al termine dell’intervento è stata disposta ed effettuata la rimozione del gregge e a sua messa in sicurezza.
Gli organi competenti ad effettuare le analisi chimiche dei terreni sequestrati valuteranno il livello di eventuale inquinamento raggiunto nonché il potenziale pericolo per l’ambiente della zona, mentre le Fiamme Gialle della Compagnia di Trento procederanno ad individuare delle eventuali violazioni di natura tributaria correlate all’attività svolta sul sedime industriale attualmente sotto vincolo giudiziario; sono inoltre in corso gli accertamenti per il recupero delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dovuta in base alle leggi nazionali e provinciali anche da chi eserciti, come in questo caso, l’attività di deposito non autorizzato di rifiuti.

L’operazione di servizio delle Fiamme Gialle trentine e della Polizia Locale di Trento Monte Bondone, che fa seguito a un’analoga operazione svolta nell’aprile scorso che aveva condotto al sequestro di un’altra discarica abusiva a Gardolo (TN), conferma l’importanza della cooperazione in essere tra Forze dell’Ordine per l’esercizio di un capillare controllo del territorio, che ha condotto alla scoperta di una potenziale bomba ecologica ed alle possibili violazioni tributarie.

 

 

 

Antitrust: Blue Panorama Airlines, sanzione da un milione di euro. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti del vettore aereo Blue Panorama Airlines S.p.A. accertando una pratica commerciale scorretta in violazione degli articoli 24 e 25 del D.Lgs. n. 206/2005 (Codice del Consumo).

In particolare, la condotta accertata ha riguardato l’applicazione ai consumatori di una penale – consistente, in un primo tempo, nel pagamento di nuovo biglietto per poter usufruire del servizio già acquistato e, successivamente, di una fee di 50 euro per tratta – a fronte della non corretta registrazione in sede di prenotazione del nominativo del passeggero, specificamente per l’ipotesi di omissione dell’eventuale secondo/terzo nome o cognome oppure nel caso di alterazione/mancanza di alcune lettere.

La richiesta della suddetta penale, che avveniva direttamente in aeroporto, nell’imminenza del volo e a pena di divieto d’imbarco, è risultata sostanzialmente indipendente da esigenze di sicurezza della circolazione aerea. Peraltro, il vettore non forniva alcuna informazione preventiva circa le conseguenze dell’incompleta annotazione del nominativo in sede di prenotazione; inoltre, in alcuni casi tale difformità è derivata dalle stesse caratteristiche del sistema di acquisto on line della Compagnia – avuto riguardo al limitato spazio disponibile per l’inserimento di tutti i nomi/cognomi dei viaggiatori – o a causa del disallineamento tra le interfacce operative con i siti internet di taluni intermediari di vendita.

Nel valutare la gravità della violazione, l’Autorità ha tenuto conto della diffusività della condotta che ha interessato un numero elevatissimo di consumatori e delle evidenze istruttorie da cui emergeva il chiaro obiettivo di incrementare i ricavi aziendali.

Nel corso del procedimento, l’Autorità si avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Il presidente Kaswalder ha accolto il presidente del Mart. Sgarbi elogia Prevedel e visita il palazzo. Il “tornado Sgarbi” è passato oggi a palazzo Trentini. Il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, ha ricevuto la visita del presidente del Mart e del suo direttore, Gianfranco Maraniello. Proveniente dal palazzo della Provincia, Vittorio Sgarbi ha mantenuto una promessa, quella di prendere visione personalmente dell’ultimo lavoro in marmo di Luigi Prevedel, l’artista noneso autodidatta che da qualche anno stupisce con le sue grandi realizzazioni. Nell’atrio di palazzo Trentini, in via Manci a Trento, in queste settimane è esposta appunto “L’Indisturbata”, una giovane donna distesa, ritratta a grandezza naturale con sorprendente realismo.

Sgarbi – arrivato assieme al presidente della Provincia Maurizio Fugatti, all’assessore alla cultura Mirko Bisesti, all’assessore Achille Spinelli e alla consigliera Alessia Ambrosi – ha esaminato l’opera, se l’è fatta “raccontare” dall’autore e ne ha elogiato le caratteristiche, ricordando che ormai pochissimi in Italia si misurano in questo modo con il marmo e che i risultati ottenuti da Prevedel, senza preparazione accademica e geograficamente lontano da “capitali” come Firenze, è decisamente da rimarcare. Per il critico d’arte l’Indisturbata meriterebbe di essere esposta per qualche giorno anche al Mart di Rovereto.

Il presidente Kaswalder ha voluto mostrare all’ospite anche il patrimonio artistico e storico del palazzo settecentesco di via Manci. Sgarbi non si è fatto pregare, sostando con grande interesse davanti ad affreschi e tele. Ha riconosciuto d’amblé un’opera attribuita alla scuola del Guercino, ha voluto vedere il Teofilo Polacco alla parete di uno degli uffici, ha ipotizzato che l’autore della grande tela al lato ovest di sala Aurora si debba al Fumiani, ha scherzato su “Apollo che scortica Marsia” paragonandoli a Salvini e Di Maio.

 

Tonini. Flat-Tax: Fugatti si metta d’accordo con se stesso. La stampa locale riferisce di un colloquio, intervenuto ieri a margine del Festival dell’Economia, tra il presidente Fugatti e il ministro Giovanni Tria. Sempre secondo le ricostruzioni giornalistiche, Fugatti avrebbe chiesto a Tria “misure compensative” che annullino, o quantomeno attenuino, l’impatto sul bilancio provinciale dell’introduzione della Flat-Tax: una misura fortemente voluta dal vicepremier, ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini.

La richiesta di Fugatti è quanto mai sorprendente e lascia pensare ad uno sdoppiamento della personalità tra il presidente della Provincia autonoma e l’esponente della Lega-Salvini: il presidente Fugatti saggiamente diffida di una riforma fiscale che metterebbe a rischio il bilancio provinciale, mentre il militante e dirigente leghista, che si chiama sempre Fugatti, aderisce con entusiasmo alla propaganda del leader del suo partito.

Purtroppo per entrambi, esiste il principio di non contraddizione e non si possono sostenere allo stesso tempo due tesi così in contrasto tra loro. Se infatti la Flat-Tax fa così bene all’economia, al punto da finanziarsi da sola con la crescita del pil e delle entrate fiscali, come sostiene la propaganda leghista, non si capisce da cosa si debba proteggere il Trentino. Se invece la Flat-Tax è un azzardo che rischia di sfasciare i conti pubblici, come pensiamo noi, allora non si capisce perché si debba infliggerlo a tutto il paese, fatto salvo il solo Trentino.

 

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Giorgio Tonini – Presidente del Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

Il nuovo schema di concessione protagonista al Festival dell’Economia di Trento. Modello Brennero, la sfida dell’efficienza pubblica. Saltari: “Decisivo sarà salvaguardare l’indipendenza”.

La gara è l’unico strumento di affidamento di una concessione autostradale in Europa in grado di assicurare efficienza? L’ente pubblico non può fare altrettanto, offrendo anche maggiori garanzie di sicurezza su un’infrastruttura strategica per l’economia? Questa la principale domanda cui si è cercato di rispondere questa mattina, nella Sala Fondazione Caritro di Palazzo Calepini, durante l’incontro “Autostrade: istanze locali, aperture globali”, parte del programma del Festival dell’Economia di Trento 2019. La risposta è stata positiva. Semmai, i dubbi degli esperti riguardano un modello di governance, quello contenuto nell’Accordo di cooperazione recentemente approvato dal Cipe per A22, in cui lo Stato non si limita ad assegnare la concessione autostradale a una società interamente pubblica, ma si fa anche co-gestore diretto dell’infrastruttura attraverso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Ad introdurre il confronto è stato il Presidente di Autostrada del Brennero, Luigi Olivieri, che ha indicato l’attuale Società come “un sistema d’impresa a controllo pubblico che offre le stesse garanzie di efficienza di un privato”. Olivieri ha ricordato il contesto normativo europeo a tutela della concorrenza e ricordato come “all’interno di questo quadro, governi di segno politico opposto” si siano posti lo stesso interrogativo: “Come possiamo garantire al contempo l’efficienza di mercato, il controllo di assi infrastrutturali strategici e il coinvolgimento nella loro gestione delle Comunità locali che subiscono l’impatto di tali infrastrutture?”

 

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L’importanza del valico del Brennero
Ad inquadrare il ruolo del valico del Brennero all’interno della rete dei trasporti europei è stato Ennio Cascetta, docente di Pianificazione dei sistemi di trasporto dell’Università di Napoli, il quale ha ricordato come, dal 2009, in un contesto di Pil sostanzialmente invariato, l’export italiano sia invece notevolmente aumentato. “Il traffico è cresciuto tantissimo perché si è internazionalizzata l’economia italiana e l’Europa, con il 61%, è di gran lunga il primo mercato di destinazione. Dal Brennero transitano 50 milioni di tonnellate di merci ogni anno, il 10,5% di tutto l’import-export italiano, collegando il nordovest e il nordest Europa con tutta Italia, dato che i transiti si distribuiscono su tutto il Paese, sud compreso. È il più nazionale di tutti i valichi”. Con la ferrovia ad alta velocità e il potenziamento dell’autostrada, l’asse del Brennero è parte di quel piano di investimenti in infrastrutture “che vale 170 miliardi, di cui 113 già disponibili, e che in dieci anni determinerebbero 500 miliardi di produzione, con un incremento del pil del 3%”.

 

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Società pubblica efficiente se indipendente
Lorenzo Saltari, docente di Diritto pubblico dell’Università di Palermo, ha illustrato l’evoluzione storica del diritto italiano in materia di concessioni partendo da un assunto: “Se è vero che a inizio anni ’90 si decise per le privatizzazioni perché si riteneva che il pubblico non riuscisse a gestire un’azienda con lo stesso grado di efficienza del privato, è vero anche che se Società Autostrade non fosse stata efficiente, non si sarebbe trovato un privato disposto a versare 2,5 miliardi allo Stato”. “Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova – ha osservato Saltari – si è cominciato a pensare che una gestione pubblica avrebbe offerto maggiori garanzie in termini di interesse pubblico”. Restava il nodo dell’efficienza. “So che in Autostrada del Brennero – ha aggiunto il docente – molti confidavano di poter vincere un’eventuale gara e questo è possibile solo laddove un’impresa è gestita con standard di efficienza e managerialità. Siamo alla vigilia di un cambio di paradigma che potrebbe mettere in discussione l’efficienza della Società. L’Iri rimase efficiente finché fu lasciato campo libero ai manager. Il punto ora è quanto il socio pubblico vorrà continuare a demandare ai manager. L’efficienza è possibile solo laddove c’è indipendenza”.

 

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Il nodo della governance
Claudio Cataldi – avvocato cassazionista esperto di diritto amministrativo con particolare riferimento alle materie della contrattualistica pubblica, della concorrenza, della regolazione dei mercati e del diritto pubblico dell’economia – ha indicato quello che a suo giudizio è un limite del modello di governance stabilito per la A22: “Il modello finale è un ibrido, né verticale, né orizzontale, che vede il Comitato di indirizzo e coordinamento presieduto da un rappresentante del Mit e con competenza sul budget annuale e sui piani di spesa superiori a 5 milioni. Qualche problematica c’è: nell’equilibrio tra Stato ed Enti Pubblici locali e per la possibile sovrapposizione con il Comitato di controllo analogo della società, che rischia di essere un doppione, con possibile disfunzione operativa e funzionale”.

 

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Il modello di in house
Qualche dubbio circa il fatto che l’Italia abbia recepito al meglio la direttiva europea lo ha espresso anche Barbara Marchetti, docente di Diritto amministrativo dell’Università di Trento, specializzata in diritto amministrativo dell’Unione Europea. I privati, ad esempio, avrebbero forse potuto mantenere una quota minoritaria all’interno della futura società in house. “Ritengo che la normativa europea non contenga un’indicazione così restrittiva circa la presenza di privati”. Inoltre, “se il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che è il concedente, è lui stesso anche concessionario in quanto entra nell’organo di controllo che decide le strategie della società, si rischia di avere una commistione tra controllore e controllato”.

 

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Il calcolo della tariffa
A Carlo Cambini, docente di Economia applicata al Politecnico di Torino, nonché membro dell’Advisory Board dell’Autorità per la Regolazione dei Trasporti (ART), il compito di spiegare come è stata calcolata la futura tariffa. “È indubbio – ha affermato – che nel passato c’è stata una tendenza a sottostimare volumi di traffico per avere tariffe più alte. Abbiamo lavorato perché le stime in futuro siano ragionevoli, come quelle presentateci da Autobrennero”. Quanto all’efficienza, “è vero che negli studi del passato le imprese pubbliche apparivano inefficienti, ma si tratta appunto di studi del passato. Tutti gli studi più recenti hanno dimostrato che non è più così”.

 

 

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A San Martino di Castrozza l’arrivo oggi del Giro d’Italia. Il presidente Fugatti e l’assessore Failoni: “Grazie a tutte le strutture che hanno permesso la riapertura del Manghen“.

Una grande festa di popolo oggi pomeriggio a San Martino di Castrozza dove è arrivata la carovana del Giro d’Italia. La tappa è stata vinta dal colombiano Esteban Chaves che ha staccato tutti nella parte finale della gara. Sul palco, per le premiazioni, anche il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti e l’assessore al turismo Roberto Failoni che hanno voluto ringraziare tutte le strutture che hanno lavorato in tempi strettissimi per la riapertura della strada del Passo Manghen, che la tempesta di fine ottobre scorso aveva pesantemente danneggiato. “Una corsa come trentini – hanno detto – l’abbiamo già vinta: quella contro il tempo per ripristinare il tutto e permettere l’arrivo della tappa qui a San Martino di Castrozza. Un grazie di cuore a tutte le persone che hanno lavorato con impegno e professionalità per raggiungere questo importante obiettivo”.

 

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