Sarà GIULIA MERLO, 31 anni, trentina, laureata in giurisprudenza all’Università di Trento, avvocato, giornalista professionista, cronista parlamentare del quotidiano nazionale “Il Dubbio”, la candidata alle elezioni suppletive per la Camera dei deputati nel collegio uninominale di Trento – Valli di Sole e del Noce, il prossimo 26 maggio, per l’Alleanza democratica autonomista.
Una candidatura nel segno della novità e della competenza, per esprimere un’autorevole rappresentanza, in Parlamento, del Trentino, dei suoi valori di Autonomia, solidarietà, sviluppo sostenibile.
L’hanno deciso stamane, alla fine di un confronto durato tre ore, i rappresentanti delle sei forze politiche (Partito democratico del Trentino, Futura – Partecipazione e Solidarietà, Unione per il Trentino, Verdi, Socialisti, Liberi e Uguali) che hanno dato vita, per questo importante passaggio elettorale che si terrà nello stesso giorno delle consultazioni europee, ad una coalizione che si chiamerà “Alleanza democratica autonomista”.
Le formazioni politiche dell’Alleanza democratica autonomista hanno concordato sulla necessità di unire le forze per contendere con convinzione ed energia alla destra, il 26 maggio, i collegi uninominali di Trento e di Pergine per la Camera dei deputati.
Per decidere la candidatura per il collegio di Pergine l’Alleanza si ritroverà martedì pomeriggio, una volta conclusa la verifica delle disponibilità esplorate nei giorni scorsi.

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Per l’Alleanza Democratica Autonomista
Lucia Maestri

The Rookie. St 1 Ep 5 Il Raduno. Ogni anno nel Dipartimento viene organizzata una gara per le reclute che si chiama “Il Raduno”. Le squadre sono messe in competizione e devono effettuare il maggior numero di arresti durante un turno di lavoro. Tim vuole vincere ad ogni costo e corrompe la centralinista Nell per farsi passare quante più segnalazioni possibili..

 

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The Rookie. St 1 Ep 6 Il Falco. Nolan esce a bere qualcosa con un suo insegnante all’Accademia di Polizia, Jeremy Hawke detto “Il Falco”, quasi una leggenda tra i colleghi, ma dalla vita privata piuttosto complicata. Dopo aver salutato Nolan, si reca completamente ubriaco a casa della moglie Megan e aggredisce il nuovo fidanzato di lei…

 

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Linea Blu. St 2019 Capo Teulada – 13/04/2019. Al timone del programma, come sempre, c’è Donatella Bianchi, che per questa prima puntata ha deciso di partire dalla costa sud-ovest della Sardegna. Le telecamere della trasmissione andranno a scoprire il tradizionale mercato comunale cagliaritano di San Benedetto che, con i suoi 8.000 metri quadrati di esposizione, è il più grande mercato coperto d’Italia ed uno dei maggiori d’Europa.

Al suo interno, c’è un grande spazio dedicato alla vendita del pesce e dei prodotti del mare a miglio zero. Si vola poi a Capo Teulada, un angolo di natura affascinante, che quest’anno riserva una grande novità: è stato firmato l’accordo tra la Regione e il ministero della Difesa, che sancisce che la magnifica spiaggia di Porto Tramatzu a Capo Teulada perde le servitù militari e torna libera, restituita ai cittadini come patrimonio della collettività. Proprio lì, a pochi passi dal poligono militare, si scoprirà come funziona il sistema delle dune di Teulada. Un habitat che poggia sul delicato equilibrio tra le praterie di Posidonia presenti nei fondali e le sabbie chiarissime della spiaggia. Un sistema tanto affascinante quanto delicato, che va monitorato giorno per giorno.

 

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Puntata del 13 aprile. Canale 5. Rotocalco televisivo dove ogni settimana ospiti dal mondo dello spettacolo si raccontano. Presenti anche spazi dedicati alle anteprime esclusive.

 

Per rivedere la puntata clicca QUI.

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Occorre salvare le migliaia di pecore e capre sbranate, mucche sgozzate e asinelli uccisi lungo tutta la Penisola dove la presenza del lupo si è moltiplicata negli ultimi anni con il ripetersi di stragi negli allevamenti. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alle considerazioni del vicepremier Matteo Salvini e del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, nel sottolineare la necessità di misure di contenimento per non lasciar morire i pascoli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le montagne ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze italiane.

Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio. Senza i pascoli – conclude la Coldiretti – le montagne muoiono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano le città.

Ballando con le Stelle. St 2019 Puntata del 13/04/2019. Questo sabato raddoppiano le sorprese. In diretta dall’Auditorium Rai del Foro Italico, saranno due gli ospiti d’eccezione della puntata: Mara Venier, la regina indiscussa della domenica di Rai1, dopo aver ricevuto in diretta l’invito di Milly Carlucci, ballerà un fantastico “bollywood”. Nel corso della serata, scenderà in pista anche un mito della ristorazione internazionale, giudice di uno dei cooking show più seguiti di sempre, Joe Bastianich.

I due personaggi affronteranno un vero e proprio “tour de force”, imparando in poche ore una coreografia realizzata appositamente per loro dai maestri, da eseguire durante la diretta del programma. L’esibizione verrà valutata dalla Giuria, presente in studio. Ma le sorprese non sono finite: in questa serata ricca di colpi di scena, infatti, saranno ben due i tesoretti a disposizione di Alberto Matano. Il punteggio ottenuto, grazie ai “Ballerini per una notte”, sarà molto utile a una o più coppie in gara, aiutandole a migliorare la classifica finale.

 

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Tonini ha una bella faccia tosta: critica il ministro Fraccaro perché rimedia ai danni della riforma sulle Bcc approvata dal Pd. Loro hanno massacrato il credito cooperativo, noi lo difendiamo con norme che fanno risparmiare miliardi di €. Tonini ha perso un’occasione per tacere.

 

 

 

 

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Caro Bruno ti scrivo, così ci chiariamo un po’.

Perché è vero quel che hai scritto tu, Bruno Dorigatti, con ruvida ma salutare sincerità, sull’Adige del 12 aprile 2019 (“Nel cielo del Pd ritorna la nebbia”).

Vero è che noi – noi del campo alternativo alla Lega di slogan e di “sgoverno”, nel senso che il suo guidare il Trentino, per ora, sembra uno “smontare” più che un costruire – dobbiamo raccordarci con la società civile, affrontare i temi reali che toccano la vita della gente. Ed essere interlocutori di chi, in Trentino, chiede risposte sul lavoro, sul sistema di benessere sociosanitario, sull’ambiente, sulle infrastrutture sostenibili, sulle nuove povertà, sull’inclusione e sull’accoglienza.

Vero è che i tatticismi rischiano di non offrire una valida alternativa democratica autonomista (io, a differenza di te, non parlerei più di centrosinistra allargato, formula ormai usurata) rispetto all’elezione di due deputati leghisti, nei collegi elettorali di Trento e di Pergine dove si voterà, il 26 maggio, per le elezioni suppletive della Camera, insieme a quelle europee.

Ma un’alternativa alla nebbia e alla rassegnazione c’è. Non dovremmo preoccuparci tanto delle percentuali dei nostri partiti, o delle percentuali di successo alle elezioni, quanto delle percentuali dei disoccupati che non calano, del pil che non cresce, degli atti di violenza intollerante che aumentano mentre i seminatori di ostilità e di rancore sono seduti ai vertici del governo nazionale e la nuova destra è il vero “buco nero” che ci risucchia nel vortice della paura e del nemico.

Questo dovrebbero raccontare, hai ragione Bruno Dorigatti, le candidature del campo democratico autonomista, quelle delle suppletive e ancor di più quelle per Trento 2020: questa sì, l’elezione comunale dell’anno prossimo, la madre di tutte le battaglie, per non cedere alla Lega anche la città capoluogo, cuore del Trentino, che deve rimanere città aperta dei diritti e e del dialogo, non città chiusa nella paura e nella diffidenza. Città del futuro, non della restaurazione.

In questo senso, considerando una campagna elettorale lunga, che parte oggi ma che arriva alla primavera 2020, i nostri partiti – come dici tu, Bruno Dorigatti – devono fare un passo indietro per farne due avanti, aprendosi finalmente alla società civile e alle donne e agli uomini che possono dare un contributo di idee e di energia fresca per una nuova stagione della politica trentina.

Solo su una cosa sono in disaccordo, caro Bruno, ed è sul Patt “umiliato e costretto all’angolo dalla poca lungimiranza di alcuni”. So bene che la pensi così perché ne parlammo a tu per tu, l’estate scorsa, nel tuo ufficio di presidente del Consiglio provinciale. Io continuo a credere che il Patt potesse uscire, con generosità, da quell’angolo. Ma è inutile rivangare il passato, preferisco guardare al presente e al futuro.

E il presente è un Patt blockfrei, che vuole tenersi le mani libere, tanto che in Regione ha votato a favore della giunta Kompatscher-Fugatti, dunque sostiene la Lega, mentre in Provincia è all’opposizione. Ubiquità curiosa. Ma non mi permetto di giudicarla moralisticamente: la politica è l’arte delle mille possibilità.

Dico solo che le nostre forze democratiche, caro Bruno, sono già nel loro dna autonomiste: e dunque le porte di una seria alleanza, alternativa alla Lega e ai suoi satelliti, possono e devono restare aperte al partito che si fregia esplicitamente dell’aggettivo “autonomista”.

Purché questa apertura non annacqui il nostro programma e i nostri valori di campo democratico, radicalmente alternativo al leghismo e alla destra: un campo che semina per il futuro, non per tornare al passato. Perché c’è un futuro, oltre la nebbia.

 

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Paolo Ghezzi

Capogruppo Futura 2018

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