Il Coordinamento provinciale del Partito Democratico del Trentino saluta con grande soddisfazione la candidatura dello scienziato Roberto Battiston per le prossime Elezioni Europee nella lista del Partito Democratico nella circoscrizione Nord-Est. Una candidatura di grande prestigio e autorevolezza, che dimostra una volta di più quanto questo territorio tenga ai temi della ricerca e della cultura, e quanto li consideri fondanti non solo della propria storia ma anche, e soprattutto, della propria identità futura.

Con riferimento alle elezioni suppletive nei collegi di Trento e della Valsugana, il Partito Democratico del Trentino ribadisce l’impegno a costruire un’alleanza larga e competitiva, capace di valorizzare e rappresentare tutte le sensibilità riformiste, popolari e autonomiste del territorio Trentino, che sia alternativo alle forze sovraniste e antieuropeiste. Nel verificare la disponibilità delle forze politiche a partecipare a un nuovo progetto che abbia queste basi, e solide prospettive di futuro, il Partito Democratico non intende porre pregiudiziali.

Il Coordinamento provinciale del Partito Democratico del Trentino

L’argomento più caldo è sicuramente quello del “pedaggio verde” che dovrebbe colpire gli autotrasportatori in transito sull’Autostrada del Brennero. Ma i temi delicati erano anche molti altri, oggi, durante l’incontro tra il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti e il vicepresidente di FAI Conftrasporto Trentino Andrea Pellegrini.

L’incontro del pomeriggio di oggi era in calendario da tempo ma la cronaca giornalistica ha posto subito come primo punto la questione dell’introduzione di un ulteriore pedaggio per i TIR in transito sull’A22. Così l’ordine del giorno dell’incontro tra il presidente PAT Maurizio Fugatti e il vicepresidente di FAI Contrasporto Trentino – aderente a Confcommercio Trentino – è stato modificato con questa nuova preoccupazione per la categoria che, se realmente introdotta, costituirebbe un ulteriore macigno sull’andamento di un settore che negli anni ha conosciuto un periodo di crisi molto forte.

«Massima allerta – ha detto il vicepresidente Pellegrini – da parte della nostra categoria sul “pedaggio verde” dell’A22. La nostra categoria è molto preoccupata per questo provvedimento che penalizzerebbe tutto il comparto ma soprattutto le imprese di trasporto locali che quotidianamente utilizzano l’autostrada». In merito è arrivata la rassicurazione del presidente Fugatti che, pur consapevole dei vincoli all’ottenimento della concessione autostradale, ha espresso perplessità sulla metodologia di intervento; il Presidente ha garantito che la problematica verrà approfondita anche con le categorie interessate.

Il pedaggio verde non era comunque l’unico argomento. Su proposta di Walter Castelletti, consigliere FAI, è stata avanzata la richiesta di reintrodurre sempre in A22 il sorpasso notturno dinamico dei TIR. Molta attenzione è stata sollecitata al Presidente da Pellegrini sulla Valdastico e delle sue dinamiche. Lo stesso Fugatti ha rassicurato che a breve convocherà le categorie dell’autotrasporto per discuterne ed illustrare il progetto.
Non da ultimo, nell’incontro si è parlato dell’annosa situazione dei divieti settoriali dell’Austria, che risulta essere in ulteriore aggravamento con altri vincoli e restrizioni alla libera circolazione delle merci.

In chiusura di incontro, i vertici FAI hanno espresso soddisfazione per le aperture e per la disponibilità dimostrata dal presidente Fugatti, con l’auspicio di collaborare attivamente per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 

E’ stato un Ferrari Trentodoc formato Jeroboam a inaugurare oggi il nuovo Eataly nel centro di Parigi, all’interno delle Galeries Lafayette. Stappato da Francesco Farinetti, Ferrari si conferma la bollicina ufficiale di tutte le aperture Eataly nel mondo, rappresentando il meglio dello stile di vita italiano anche nella culla dello Champagne.

Dopo la prima apertura a Torino nel 2007, tutti gli Eataly in Italia e all’estero sono stati inaugurati con un brindisi Ferrari Trentodoc.

Eataly Parigi, proprio nel Paese che storicamente più di ogni altro ha saputo valorizzare i propri prodotti enogastronomici, diventerà la più fornita enoteca di vini italiani della Ville Lumière, con oltre 1.200 referenze, tra cui naturalmente i Ferrari Trentodoc ma anche i vini fermi delle Tenute Lunelli e le bollicine Prosecco Superiore di Bisol1542.

Oltre 2.500 metri quadri dedicati al pubblico con sette punti di ristorazione, tra cui l’Osteria del Vino e il Bar Torino, il grande mercato italiano, la macelleria, la panetteria con forno a legna e, appunto, l’enoteca. Completa l’offerta la Scuola di Eataly in cui adulti e bambini possono seguire una degustazione o sperimentare una ricetta imparando le più autentiche tradizioni italiane.

Un vero e proprio tempio del cibo e del vino italiano nella capitale francese… chapeau!

 

 

 

GRUPPO LUNELLI. L’ECCELLENZA DEL BERE
Dagli anni Ottanta, nel segno di una strategia di diversificazione nell’eccellenza del bere, la famiglia Lunelli ha affiancato al Ferrari una grappa, Segnana, un’acqua minerale, Surgiva, i vini fermi delle Tenute Lunelli, declinati in quelli toscani di Podernovo, negli umbri di Castelbuono e nei vini trentini di Margon e infine uno storico marchio del Prosecco Superiore DOCG di Valdobbiadene, Bisol1542. Completa il quadro il ristorante stellato di casa Ferrari, la Locanda Margon, alle porte di Trento. È nato così il Gruppo Lunelli, le cui creazioni si distinguono perché espressione di un’esasperata ricerca della qualità e della valorizzazione dei territori italiani più vocati.

Come noto negli ultimi anni ci eravamo molto allontanate La motivazione risiedeva nella decisione adottata in qualità di allora coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige – su suggerimento di esponenti di altri partiti, in merito al candidato sindaco di Bolzano che ci portò ad una sconfitta quando trattavasi di vittoria annunciata. Ma l’addio odierno della Gardini a Forza Italia mi lascia sinceramente dispiaciuta. Non è mai bello che un partito perda propri esponenti di fama e nel caso di Elisabetta, la capogruppo uscente proprio della delegazione europea in prossimità delle elezioni.

Molte delle motivazioni da lei sostenute corrispondono alla verità che però come sempre sta nel mezzo, perché comportamenti impropri li tenne anche lei appunto all’epoca del coordinamento, ma questo non mi impedisce con la sincerità che mi caratterizza, di esprimere disappunto nei confronti del mio partito che non ha impedito in ogni modo l’abbandono da parte di un esponente che ha dimostrato negli anni di avere un consenso consolidato nel collegio del Nord Est. Spero ci siano ancora gli estremi per rivedere la decisione anche perché sostengo non da oggi che si può trovare una formula vantaggiosa sia per FI che per l’SVP che consenta l’elezione sia di Dorfmann che della Gardini , nell’ottica di un accordo politico tra partiti con le medesime finalità, facenti parte del partito popolare europeo.

 

Michaela Biancofiore, parlamentare Fi e
Coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige

“Ritengo che per la sua recente informativa in Consiglio provinciale – con l’annuncio, con riferimento alla realizzazione della Valdastico, di una “vignetta” a pagamento per il traffico pesante che dovesse scegliere di passare comunque per la Valsugana, e della sempre più vicina concessione A22 – il presidente Fugatti vada sinceramente ringraziato.

La Valdastico infatti rappresenta un passaggio fondamentale per lo sviluppo del Trentino e anche per il bene stesso della Valsugana, ragion per cui non si può che applaudire la determinazione del presidente della Giunta nel voler procedere in tal senso, prevedendo anche una “vignetta” per finanziare nuove opere infrastrutturali locali. Analogo plauso merita naturalmente anche per l’impegno della concessione di A22, che rappresenta un passaggio fondamentale per il nostro territorio.

Tornando alla Valsugana, e all’intervento in Aula dell’ex presidente oggi consigliere Ugo Rossi, sottolineo che – mentre Fugatti da sempre riserva grande attenzione a quest’area del Trentino – Rossi sembra invece essersi accorto dell’esistenza della Valsugana dopo aver perso le elezioni; quando invece era presidente della Giunta provinciale si è sempre disinteressato dei problemi di questa valle e fa sorridere che, solo oggi, si accorga l’emergenza traffico della Valsugana. Allo stesso modo, colpisce vedere come ora auspichi la realizzazione della Valdastico, opera contro la quale si è sempre battuto. Un cambio di rotta, il suo, che arriva un po’ troppo tardi, evidentemente, per essere quello di un credibile interprete delle istanze dei valsuganotti”.

E’ quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Roberto Paccher.

Visioni. Il Trento Film Festival dalle Dolomiti alle vette del mondo. Prosegue la trasmissione frutto della nuova collaborazione tra Trento Film Festival e Fondazione Museo storico del Trentino: sabato 13 aprile in onda su History Lab la terza puntata, con al centro la vita nelle “terre alte”, tra il rischio di spopolamento e nuove forme di ritorno. In studio un ospite d’eccezione: lo scrittore Paolo Cognetti.

A seguire, il film Ritratti in malga, del regista Michele Trentini
Siamo ormai alla terza puntata di “Visioni. Il Trento Film Festival dalle Dolomiti alle vette del mondo”, un nuovo progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione Museo storico del Trentino e il Trento Film Festival: dopo le prime due puntate, la terza andrà in onda sabato 13 aprile alle 20.30 (in replica la domenica alle 10.00, alle 15.00, alle 20.00) su History Lab, canale 602 del digitale terrestre.

Sabato 13 aprile è la volta di “Vivere in montagna. Popoli e culture delle terre alte”, con in studio un ospite d’eccezione: lo scrittore Paolo Cognetti, membro della giuria del Premio ITAS del Libro di Montagna e già membro della giuria del Trento Film Festival. Non poteva mancare, a completare questa riflessione, uno dei documentari del regista trentino Michele Trentini, uno degli sguardi più sensibili sui fenomeni sociali ed economici della montagna contemporanea. Con “Ritratti in malga (Italia/2018 /50’) Trentini porta lo spettatore sul Massiccio del Cesen, Prealpi Trevigiane, dove non lontano dalle rinomate terre del prosecco pochi “resistenti” portano avanti l’allevamento delle mucche e la produzione di formaggi di qualità lavorando latte crudo presso piccole malghe un tempo attive su tutto il territorio.
Il programma è stato realizzato da Busacca Produzioni Video, con allestimento dello studio Anålogo.

Nuovo step per il riordino delle società provinciali. Nuovo passo in avanti per il percorso di riordino delle società provinciali. Oggi, la Giunta ha approvato una delibera con la quale vengono individuate alcune situazioni che saranno approfondite da un’apposita commissione di prossima nomina, al fine di mettere in campo una serie di interventi di riorganizzazione.

Si valuterà, anzitutto, l’opportunità di creare il cosiddetto Polo della liquidità, tramite la fusione fra Cassa del Trentino e Trentino Riscossioni. Altra possibile fusione sarà quella fra Trentino Sviluppo e Patrimonio del Trentino, al fine di creare il Polo dello sviluppo economico. Si procederà, inoltre, a verificare l’adeguatezza dell’attuale mission di Trentino Digitale, l’ingresso di Intebrennero Spa in Autostrada del Brennero Spa e il ritorno di Itea Spa sotto il controllo della pubblica amministrazione provinciale. Infine, attenzione puntata anche sul Centro Servizi Condivisi (CSC), per il quale, una volta esaurite le attività assegnate, è prevista la liquidazione entro la fine dell’anno.

La commissione che procederà al riordino della società si occuperà anche del contratto unico dei dipendenti che vi lavorano, tenuto contro che si tratta di un obiettivo utile a favorire la mobilità del personale tra le società e l’omogeneizzazione contrattuale.

Trasporto pubblico: al via una tavolo tecnico per la revisione del contratto di lavoro aziendale di Trentino trasporti. L’obiettivo è di chiudere entro la fine dell’anno.

L’obiettivo è di arrivare, entro il prossimo dicembre, alla revisione della piattaforma contrattuale di secondo livello del contratto aziendale per i lavoratori del settore del trasporto pubblico trentino, con una valorizzazione del personale aziendale di Trentino trasporti, in particolare di guida, che tenga conto della produttività e del disagio individuale connesso a turni e prestazioni più gravose e di progetti di risultato, essendo vero che in caso diverso di mantenimento della attuale piattaforma, ferma dal 2001 e marginalmente rivista nel 2010, il progressivo scarso appeal della professione, e carenza conseguente degli operatori, potranno determinare importanti pregiudizi alla continuità e alla sicurezza del servizio “universale” di trasporto. E’ quanto stabilito in un conchiuso in materia di trasporto pubblico approvato oggi dalla Giunta provinciale.

Nel documento si evidenzia l’opportunità, specificamente e limitatamente per il settore del trasporto pubblico provinciale, in deroga alla disciplina vigente sulle relazioni industriali delle società partecipate, di avviare un tavolo per la revisione del contratto come concordato anche nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali. La valorizzazione degli operatori del trasporto pubblico ha una rilevante valenza, se si considera che la mobilità pubblica interessa quotidianamente oltre 70.000 cittadini, che si spostano sul territorio provinciale con il servizio di trasporto.

La Giunta provinciale, dunque, dà mandato a Trentino trasporti, sotto il coordinamento del Servizio trasporti pubblici provinciale, di avviare un tavolo di confronto tecnico con le organizzazioni sindacali per arrivare, entro il prossimo dicembre 2019, alla revisione del contratto di secondo livello.

Lettera aperta ai consiglieri provinciali. Signor Presidente del Consiglio provinciale. Signore/i Presidenti dei Gruppi consiliari. Signore/i Consiglieri.

Ho presentato, in data 12 marzo 2019, la mia candidatura quale Garante dei detenuti per la Provincia autonoma di Trento.

La riporto di seguito per Vostra conoscenza (anche se – immagino – già ne siate a conoscenza).

“Se serve, anche per garantire la democrazia politica nel momento della scelta di candidati (e quindi per garantire il pluralismo nelle e delle candidature), offro alla valutazione del Consiglio provinciale (anche per non accettarlo, per respingerlo: ma anche questa è democrazia politica) il mio nome quale candidato per l’incarico di Garante dei Detenuti.

Nato a Trento il 30.06.56. avvocato penalista da quasi 30 anni. Patrocinatore in Cassazione e Corti superiori. Mi sono occupato e mi occupo anche di carcere.

Sono stato “fomentatore “della iniziativa trasposta in ordini del giorno del Consiglio della Provincia e della Regione, per istituire un autonomo provveditorato per le carceri per la Regione Trentino /Alto Adige- Sudtirol). Non conosco bene inglese. Un po’ meglio il tedesco.
Il mio progetto:

Lavorerei per tre mesi – rinunziando all’indennita’ ed allo scopo di dare parziale attuazione all’ art 9 della legge provinciale – per incardinare e dare sostanza al progetto del Provveditorato alle Carceri per il Trentino Alto Adige Sudtirol, autonomo e dislocato a Trento e/o Bolzano. Con competenza sulle case circondariali di Trento e di Bolzano.
Per la messa in cantiere ed il varo del Regolamento – che non c’è – del carcere di Trento.

Rimango a disposizione sottolineando che avrei preferito che venisse accolto il (petulante) richiamo alla applicazione di norme di trasparenza – per questa designazione. Quale quelle che prevedono – in altro campo – pubblicità nella richiesta di candidature per questi incarichi.
Fabio Valcanover.

Avvocato in Trento (In quanto tale – avvocato – non più incompatibile di altri. Anche se penalista)”

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La mia candidatura – lo ribadisco – è presentata in funzione della volonta’ di contribuire a tracciare un percorso – in questa materia – attento e valorizzatore delle regole e capace di proporre contenuti di lavoro per il Garante, poiché la legge questo permette. Anzi: direi impone.

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1) Per quanto concerne le regole – e quindi la procedura di individuazione dei candidati eligendi – ho chiesto (e chiedo con la mia candidatura) si tenesse (e si tenga) in considerazione:

1a) la possibilità di applicare in via analogica, il contenuto della legge provinciale 10 del 2010 al fine di rendere pubblica la notizia della apertura della procedura relativa al Garante, la richiesta delle candidature e la richiesta dei curricula.
Al fine di permettere – questa volta – l’esame per tempo delle candidature in un momento che garantisca la valutazione al meglio delle stesse. In maniera – forse – diversa da quanto è successo in passato (allego, al proposito un breve scritto di due anni fa, circa con cui osservavo qualche peculiarità del percorso intrapreso dal Consiglio …vedasi articolo del DOLOMITI del 26 settembre 2017).

1b) la necessita di una puntuale valutazione delle incompatibilità eventuali, incompatibilità disposte ex lege ed anche ex altro (con tutta la difficoltà nel accondiscendere con una strana procedura che dopo aver stabilito le incompatibilità con legge demandi ad altro organo od altro soggetto – non legislativo – la interpretazione autentica della legge o la individuazione di criteri aggiuntivi di incompatibilità. Vedasi al proposito, delibera Ufficio Presidenza del Consiglio della Provincia autonoma di Trento n 68 d.d. 4.10.2017).
Incompatibilità derivanti dalle occupazioni ordinarie del candidato (io ad esempio potrei solo per tre mesi fare il Garante e l’avvocato, per motivi di carico professionale) (ancorché – come detto in premessa – rinunziando per quei tre mesi all’ indennità) Posta la difficoltà per l’espletamento dell’incarico a cui si verrebbe designati (ed eventualmente eletti).

1c) Ed in maniera da riportare nero su bianco – un nero su bianco poi messo a disposizione di qualsiasi eventuale futuro consultatore – le procedure ed i passaggi adottati.

1d) L’introduzione di un criterio di consultazione ufficiale di ordini professionali altri organismi volontari della avvocatura, eventualmente del mondo accademico (versus una consultazione ufficiosa e non formalizzata)

2) Per quanto concerne i contenuti ho scritto che i tre mesi dello svolgimento dell’incarico – ribadisco: accetterei solo un incarico a tempo – sarebbero da me principalmente impegnati nella “cantierizzazione” di due obiettivi: le iniziative per la creazione di un Provveditorato carcerario per la Regione Trentino Alto Adige – Sudtirol da un lato e quelle per il varo di un regolamento per la Casa circondariale di Trento.

2a) Come già scritto la questione del Provveditore è stata dal Consiglio provinciale affrontata contestualmente alla sessione legislativa che ha portato al varo della legge sul Garante. Affrontata e fatta propria con un impegno a muoversi nei confronti dei Parlamentari Trentini e dei membri della commissione dei 12. Lo stesso ha fatto il Consiglio regionale superando l’ostacolo della creazione – prevista in mozione – di una creazione eventuale di un organo regionale

2b) Per quanto concerne il regolamento della Casa circondariale – ma anche per il Provveditore – credo si possa cogliere l’occasione derivante dall’ arrivo della nuova Direttrice.

2c) L’una e l’altra questione sono a tutti gli effetti anche competenza del Garante, posto che la legge provinciale allo stesso attribuisce competenze chiare. Le ripropongo per come sono presenti nella legge stessa (art. 9 bis comma 3, legge istitutiva del Garante)

“Il garante dei diritti dei detenuti opera per contribuire a garantire, in conformità ai principi indicati negli articoli 2, 3 e 4 della Costituzione e nell’ambito delle materie di competenza provinciale, i diritti delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale. Il garante svolge la sua attività, in particolare, a favore delle persone presenti negli istituti penitenziari e di quelle soggette a misure alternative di detenzione o inserite in residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS). Il garante promuove interventi, azioni e segnalazioni finalizzati ad assicurare, nel rispetto dell’ordinamento statale e dell’ordinamento penitenziario in particolare, l’effettivo esercizio dei diritti delle persone presenti negli istituti penitenziari, anche attraverso la promozione di protocolli d’intesa tra la Provincia e le amministrazioni statali competenti.”

 

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Nota conclusiva.

Per quanto possa ad alcuno sembrare bizzarra una candidatura a tempo, mi preme di sottolineare come non vi sia nessuna controindicazione ex lege.
Non solo.

Ma il carattere propositivo della stessa va rinvenuto anche in quanto ora affermo: e cioè nella mia disponibilità a vedere positivamente qualsiasi altra candidatura (e quindi nella mia disponibilità a ritirare la mia) se il/la candidato/a alternativo dichiarasse di farsi carico delle questioni sub 2) da me esposte.
Ulteriormente: Il Consiglio provinciale avrebbe titolo – ritengo – nella sessione dedicata al rinnovo dell’incarico, di esprimere un “voto” (ordine del giorno, mozione…) di squisita natura politica con il quale impegnare l’eligendo Garante a “cantierizzare” le questioni da me esposte sub 2).

 

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Fabio Valcanover

Moranduzzo (Lega Trentino): “Cs Bruno, sfratto l’8 giugno. L’immobile sia liberato e sia ripristinata la legalita’”. Considero molto grave il rifiuto – netto e preventivo – degli occupanti del Centro Sociale Bruno che, riunitisi in lung’Adige San Nicolò, a Piedicastello, nelle scorse ore hanno annunciato di non voler in alcun modo rispettare lo sfratto, previsto per l’8 giugno dopo che Patrimonio Trentino lo aveva notificato ancora lo scorso agosto, lasciando dunque tutto il tempo per trovare un’alternativa.

L’atteggiamento, che mi sento di definire arrogante e preoccupante, con cui gli occupanti del Centro Sociale minacciano di non voler liberare l’edificio fino ad oggi impiegato in comodato gratuito, è tipico di chi non ha alcun rispetto per le Istituzioni.

Con riferimento in particolare a quest’ultimo aspetto, mi auguro che l’8 di giugno non solo lo sfratto venga reso pienamente esecutivo ma vi sia, per l’appunto, quel ripristino della legalità verso la quale, negli anni scorsi, il centrosinistra ha mostrato attenzione a corrente alternata. Una situazione inaccettabile che, dopo le elezioni di ottobre 2018, è stata fortunatamente lasciata alle spalle, e così – aggiungo – deve continuare ad essere, senz’alcuna concessione a chi dimostra di non voler rispettare le regole più elementari della convivenza pacifica e civile.

E’ quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Devid Moranduzzo.

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