Via libera del Consiglio di Gestione al Bilancio di esercizio 2018.
A chiusura di mandato il Consiglio di Gestione di Fondazione Caritro ha condiviso il progetto del Bilancio di esercizio 2018, che sarà valutato, entro aprile 2019, dal Comitato di Indirizzo presieduto da Elena Tonezzer, per l’approvazione.

Di seguito i dati in sintesi:
– ricavi totali pari ad euro 25,7 milioni, di cui proventi straordinari di 12,8 milioni. I ricavi totali dell’ultimo triennio hanno avuto una media circa 22,3 milioni;
– costi di funzionamento pari ad euro 8,1 milioni (di cui 5 milioni per accantonamento a fondo rischi ed oneri). Gli stanziamenti complessivi al fondo rischi ed oneri sono pari a 9,93 milioni di euro;
– imposte dell’esercizio pari ad euro 4,2 milioni
– avanzo di esercizio pari ad euro 13,3 milioni.

Il Consiglio di Gestione ha proposto di destinare l’avanzo residuo, per euro 4,8 milioni, ai fondi per i settori rilevanti.

La redditività del patrimonio nell’esercizio 2018 è stata del 6,56%, a fronte di una redditività media dell’ultimo triennio 2016-2018 che è stata pari a 5,7%.

Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni nell’esercizio 2018 è pari ad euro 12,6 milioni, mentre i fondi per le erogazioni nei settori rilevanti sono aumentati ad euro 9,3 milioni. Quest’ultimo fondo è stato incrementato di 3,5 milioni di euro per attività strategiche che verranno identificate nel prossimo mandato, d’intesa con il Comitato di Indirizzo.

Nel 2018 l’attività erogativa a valere sul conto economico e sui fondi dedicati ai settori rilevanti è stata complessivamente pari ad euro 7,9 milioni così ripartiti:3,5 milioni (44%) per la ricerca scientifica e tecnologica, 1 milione (13%) per l’educazione istruzione e formazione, 1,5 milioni (19%) per l’arte, le attività e i beni culturali, e 1,9 milioni (24%) per il volontariato, filantropia e beneficenza.

Il Consiglio di Gestione evidenzia che i risultanti positivi dell’ultimo triennio emergono da un lavoro di squadra che si auspica possa proseguire nel futuro in aderenza alle linee guida del Comitato di Indirizzo.

Infine, il Consiglio di Gestione uscente desidera ringraziare il Comitato di Indirizzo per la fiducia accordata.

“Ritengo che il definitivo via libera della Prima Commissione del Consiglio provinciale, chiamata ad esprimere un parere, alla nomina del critico Vittorio Sgarbi alla presidenza del Mart, ora davvero ufficiale, rappresenti un passaggio estremamente positivo. L’esperienza e, soprattutto, la competenza che tutti riconoscono a Sgarbi – inclusi i suoi critici –, possono infatti offrire un’occasione di rilancio del Mart, reduce da un periodo non felicissimo, per usare un eufemismo; basti pensare che lo scorso anno ha registrato un calo del 4,5% di visitatori, pari a 91.000 persone in meno rispetto al 2010.

Ebbene, dinanzi a una situazione simile, per nulla felice, la presidenza di Sgarbi potrà certamente giovare non soltanto ad un’istituzione museale verso la quale i roveretani in primis non hanno sempre mostrato grande entusiasmo, vedendola talvolta come fuori contesto, ma anche alla città stessa di Rovereto, la cui attrattività turistica non potrà che trarre beneficio da mostre e da iniziative che il celebre critico ha ampiamente dato prova, ovunque ha lavorato, di saper promuovere. Non è un caso che la scelta di chiamarlo al Mart abbia già raccolto pareri positivi anche da chi non era affatto scontato arrivassero.

Penso, su tutti, alla scrittrice e giornalista Patrizia Belli («comunque la si pensi, Sgarbi darà una scossa alla città») e a Mario Cossali, anch’egli critico d’arte e nel cda del Mart per ben 10 anni: «Non escludo che Sgarbi possa diventare una sorta di iniezione di vitalità». Ci sono insomma tutte le premesse per immaginare, sia per il Mart – che ha quanto mai bisogno di risollevarsi da un periodo critico – sia, come detto, per la città di Rovereto una nuova primavera cultura e artistica e chissà che la coincidenza stagionale con quella climatica non possa davvero essere di buon auspicio.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale Mara Dalzocchio.

Popi e Ovi,
la festa dei giochi di una volta

Il 7 aprile a Lasino va in scena la prima edizione
della festa della Pro Loco Lasino Lagolo
che fa divertire grandi e piccoli con i giochi di una volta.
Anche i sindaci della Valle dei Laghi si mettono in gioco a suon di uova

LASINO, 5 aprile 2019 – Fervono i preparativi per la prima edizione della manifestazione “Popi e ovi” in programma per il giorno 7 aprile 2019 (in caso di cattivo tempo l’evento sarà posticipato a domenica 14 aprile), organizzato dalla Pro Loco di Lasino/Lagolo, in collaborazione con le diverse associazioni locali e con il sostegno della sempre presente Amministrazione Comunale.

L’iniziativa porta alla ribalta i tanti giochi di una volta tipici del periodo pasquale, in cui bastava tanta fantasia e qualche uovo sodo per divertirsi: centinaia di uova sode e colorate riempiranno il parco giochi di Lasino, affinché adulti e bambini si divertano con giochi legati sia alla tradizione che con proposte nuove e creative. Punta l’of, tiro a l’of, cacia a l’of, rudola l’of, spaca l’of, sofia l’of sono sono alcuni dei curiosi giochi a cui si potrà partecipare, facendo così conoscere un patrimonio ludico popolare in parte scomparso.

Oltre al gioco, ci sarà spazio anche per la gastronomia (con menù a base di polenta e costine, uova sode, pancetta), i laboratori , gli spettacoli, la musica ed il mercatino pasquale. C’è molta attesa per la simpatica sfida tra i Sindaci alla “righèa”, in programma nel primo pomeriggio: il gioco consiste nel far rotolare le uova sode in una sorta di enorme catino e colpire le uova avversarie senza danneggiare le proprie. I sindaci di Cavedine, Dro, Madruzzo, Vallelaghi e Drena (con un sostituto) hanno già confermato la loro presenza.

Info
Ivo Chistè (Presidente Pro Loco Lasino Lagolo) 373 3733283
Pagina FB: Pro Loco Lasino Lagolo

Programma

09:30 Apertura casette mercatino presso il Parco giochi di Lasino
10:00 – 19:00 Giochi per adulti e bambini con protagoniste le uova
11:30Aperitivo pasquale
12:30 Pranzo pasquale
13:30 Sulla via per San Siro …trova le uova!!!
14:30 DA NON PERDERE la sfida tra Sindaci alla “righèa”
15:30 Laboratorio per bambini proposto dall’oratorio San Giovanni Bosco
16:00 Merenda pasquale
16:30 Trucca bimbi con Valentina
19:00 Chiusura festa

Sarà presentata al Salone del Mobile “Ferrari Kartell70”, l’edizione speciale di Ferrari Trentodoc che celebra i 70 anni di Kartell.

La nuova cuvée nasce dalla collaborazione, all’insegna del dialogo fra gusto e design, di due aziende che condividono valori quali passione per l’eccellenza, innovazione e italianità

Kartell sceglie Ferrari per celebrare il suo settantesimo anniversario e lo fa non solo prediligendo le bollicine italiane per eccellenza come brindisi delle molte iniziative in programma, ma anche creando, in collaborazione con la Casa Trentina, un Ferrari in edizione limitata.

 

 

Debutta infatti, in occasione del Salone del Mobile, “Ferrari Kartell70”, una cuvée personalizzata total black con una raffinata texture che riproduce minuscole “K” in oro. Si tratta di un Trentodoc Blanc de Blancs fresco ed elegante, che nasce da sole uve Chardonnay coltivate alle pendici dei monti del Trentino e che affina sui lieviti per oltre 36 mesi. Realizzato in soli 1949 esemplari, in omaggio all’anno di fondazione di Kartell, sarà disponibile, a partire dal 10 aprile, da Eataly, Peck, Rinascente di Milano Piazza Duomo e, per chi preferisce acquistare online, su Tannico.

Le due aziende sono da tempo legate da una partnership che affonda le sue radici nella condivisione di valori quali una storia familiare fatta di passione per l’eccellenza, innovazione e italianità, che ha portato le due realtà a distinguersi nel mondo come ambasciatrici dello stile di vita e della creatività del nostro Paese. Entrambe, inoltre, fanno parte di Fondazione Altagamma, che unisce i migliori marchi dell’industria culturale e creativa italiana.

“In una celebrazione speciale come i 70 anni dell’azienda – sottolinea Claudio Luti, Presidente di Kartell – ci fa molto piacere poter creare sinergie con marchi di eccellenza del nostro Made in Italy. Da anni collaboriamo con Ferrari e avere avuto l’occasione di poter personalizzare una bottiglia con il nostro marchio è un onore e un piacere che ci consente di fare sistema in un dialogo costante tra il mondo del design e del gusto”.

“Siamo lieti di coronare una partnership avviata da anni con un’edizione limitata delle nostre bollicine Trentodoc. E’ per noi motivo di orgoglio pensare che con questo speciale Ferrari si celebrerà un momento particolarmente importante per Kartell, che da sempre porta il meglio della creatività del nostro Paese nel mondo”, ha aggiunto Matteo Lunelli, Presidente di Cantine Ferrari.

Dal 10 aprile al 12 maggio i pezzi iconici di Kartell saranno celebrati con la mostra “The Art Side of Kartell” curata da Ferruccio Laviani e Rita Selvaggio, ospitata nelle stanze del Palazzo Reale di Milano, che sarà inaugurata, ovviamente, con un brindisi Ferrari.

Trento, 5 aprile 2019

Cantine Ferrari

Ferrari, con oltre un secolo di storia e un albo d’oro di premi e riconoscimenti che non ha eguali, è la cantina di Metodo Classico leader in Italia e ambasciatore dell’Arte di Vivere Italiana nel mondo.

Fondata nel 1902, la Ferrari ha mantenuto una fisionomia di azienda familiare e fa completamente capo alla famiglia Lunelli, discendente di quel Bruno che nel 1952 aveva acquisito dal fondatore, Giulio Ferrari, un coriandolo di cantina, neppure diecimila bottiglie l’anno.

L’eccellenza è da sempre il principio ispiratore di ogni scelta in casa Ferrari. Eccellenza che implica fedeltà al Metodo Classico quale unico processo produttivo e al Trentino, con la sua straordinaria viticoltura di montagna, quale territorio d’elezione per i propri vigneti. Tutta l’uva destinata a trasformarsi in Ferrari, Chardonnay e Pinot Nero, proviene infatti dalle pendici dei monti del Trentino, ed è coltivata rispettando il disciplinare Trentodoc e rigidi protocolli aziendali volti a garantire la sostenibilità.

La ricerca dell’eccellenza senza compromessi ha portato il Ferrari ad ottenere una serie impareggiabile di riconoscimenti: dalla Medaglia d’Oro all’Esposizione lnternazionale di Milano del 1906, alla conquista nel 2017 del titolo di “Producer of the Year” al “The Champagne and Sparkling Wine World Championships, fino alla recente nomina di “Cantina dell’Anno 2019” dalla Guida Vini del Gambero Rosso.

Leader in Italia, Ferrari esporta i suoi Trentodoc in oltre 50 paesi. Giappone, Germania e Stati Uniti sono i mercati più rilevanti di un export in continua ascesa.

Da sempre, Ferrari è simbolo dell’Arte di Vivere Italiana e accompagna i momenti più importanti del mondo istituzionale, della cultura, dello spettacolo e dello sport. Con Ferrari vengono accolti gli ospiti del Quirinale, con Ferrari le star di Hollywood hanno festeggiato la notte degli Oscar, e con Ferrari brindano gli atleti azzurri. Anche i grandi nomi della moda, del design e dello stile di vita italiano scelgono il Trentodoc per suggellare i propri eventi più significativi. Non a caso Ferrari è socio fondatore di Altagamma, la fondazione che riunisce i marchi più prestigiosi del made in Italy.

Kartell

Azienda leader del design, fondata a Milano nel 1949 da Giulio Castelli, Kartell è da quasi 70 anni una delle aziende simbolo della progettualità Made in Italy. Una storia di successo raccontata attraverso un’incredibile serie di prodotti – mobili, complementi d’arredo, illuminazione – diventati parte del paesaggio domestico, se non vere e proprie icone del design contemporaneo.

Dal 1988, erede dello “spirito Kartell” è Claudio Luti (attuale Presidente e proprietario dell’azienda) che, avvalendosi della collaborazione dei più prestigiosi progettisti internazionali continua con lo stesso fervore ed entusiasmo del fondatore la ricerca di nuove tecnologie, forme e stili, frutto di un perfetto equilibrio tra l’esperienza progettuale dei singoli designer e le potenzialità e le esigenze dell’azienda.

Kartell collabora con le firme più importanti del design contemporaneo, tra cui Philippe Starck, Ron Arad, Antonio Citterio, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka, Mario Bellini, Alberto Meda, Front, Nendo e Eugeni Quitllet.

La collezione Kartell è polifunzionale e trasversale, di facile fruizione e dall’indubbio appeal estetico. Colore, ironia, gioco dei sensi, trasparenze e forme uniche per oggetti unici: il prodotto Kartell è riconoscibile a prima vista in tutto il mondo per l’emozione che regala, la sua durevole funzionalità e l’indiscussa qualità. La continua evoluzione nell’utilizzo dei materiali e la sperimentazione di nuove tecnologie volte a scoprirne proprietà inedite sono fondamentali per lo sviluppo del prodotto, sia per quanto riguarda la ricerca di prestazioni funzionali che per lo sviluppo di nuove qualità estetiche. Grazie a questa continua ricerca è stato possibile introdurre la satinatura, la trasparenza, la flessibilità, la resistenza ad agenti atmosferici, la morbidezza e il touch.

Kartell ha conquistato negli anni un’invidiabile serie d’importanti riconoscimenti internazionali, fra cui nove Compassi d’Oro. Fondato nel 1999, il Museo Kartell, custode della storia del marchio, nel 2000 si aggiudica il Premio Guggenheim Impresa & Cultura” come miglior museo d’impresa”. Nel 2015, in coincidenza di Expo, il Museo Kartell sarà completamente rinnovato e aggiornato.

Negli ultimi 18 anni, un ambizioso piano di espansione ha rafforzato la rete distributiva e l’immagine del brand a livello mondiale: Kartell esporta oggi oltre il 75% del suo fatturato e conta 140 flagship store e 250 shop-in-shop, oltre a 2.500 retailer, con una presenza in più di 140 paesi.

Fin dagli anni ’50, l’attività dell’azienda si articola su due fronti: LABWARE, materiali da laboratorio, e HABITAT, dedicata ai mobili, ai complementi d’arredo e all’illuminazione (quest’ultima reintrodotta con successo in catalogo nel 2000). Dal 2009, Kartell produce inoltre una collezione di calzature femminili in materiale plastico, disegnate da importanti griffe della moda internazionale, sotto la linea “Kartell à la Mode”. Nel 2013 l’azienda ha avviato una partnership con il marchio svizzero di arredo bagno Laufen che ha dato vita alla prima collezione trasversale per questo ambiente “Kartell by Laufen”. Nel corso del 2014 è stata presentata la nuova linea “Kartell in Tavola” che conta già tre collezioni complete di accessori per la tavola. Nel gennaio 2015 ha debuttato la linea di oggetti di home décor e profumazione d’ambiente “Kartell Fragrances”, mentre da novembre 2016 è negli store la nuova linea Kids per i bambini.

In virtù dell’approssimarsi della stagione estiva i rifugi alpini iniziano a riprendere le loro attività ed assistiamo, a nostro malgrado, ad una sfilata di progetti che poco hanno a che fare con il rifugio montano e che di “alpino” hanno, purtroppo, solo la localizzazione.

L’ambiente e la cultura devono essere rispettati anche nella forma e nell’architettura della tradizione. La modernità è accettata quando rispetta il passato senza intervenire in modo violento. In ogni caso, la centralità del paesaggio e la rilevanza della sua tutela tra i valori costituzionalmente garantiti sono principi da sempre riconosciuti, la salvaguardia del bene paesaggistico è elevata a valore primario dell’ordinamento e non dovrebbe essere suscettibile o subordinata ad altri interessi, costituendo – di fatto – un interesse pubblico fondamentale, primario ed assoluto che va tutelato nella sua interezza.

Noi crediamo al “montanaro” che chiede di poter essere accolto in strutture che riportano al godimento del calore che, solo i vecchi rifugi, sanno dare. Le forme ed i materiali proposti con i nuovi progetti sono più consoni ai supermercati che non alle strutture che tanto ci hanno appassionato nei sopralluoghi che abbiamo fatto.

Proprio recentemente mi sono interessato al progetto di ricostruzione del rifugio Spruggio – Tonini, sull’altopiano di Piné, che può essere portato ad esempio di quanto, a mio modo di vedere, c’è di sbagliato nella gestione del rapporto con le nostre montagne.

Vi posso assicurare che sono rimasto allibito dalla proposta architettonica presentata, in un momento in cui ci si batte affinché le malghe e le casere del Lagorai vengano tutelate non solo nelle forme, ma anche nelle disposizioni interne per poter mantenere l’uso per il quale sono state costruite. Il più recente progetto presentato prevede, infatti, una struttura completamente sconnessa dal contesto paesaggistico ed edilizio montano.

Non comprendo questo cambio di rotta rispetto al progetto precedente, che, tra l’altro, prevedeva l’uso di materiali a “chilometro zero”, già presenti in loco e che sono funzionalmente consoni alle tradizionali edificazioni, come il legno di larice, di pino cimbro e il porfido. Tutto ciò era presente nel progetto che la SAT aveva presentato nel 2011 e che ben rappresenta e ben si inserisce, per forma e materiali, nel contesto alpino.

Il mio auspicio ed il mio impegno vanno quindi nella direzione di una, pur breve, pausa di riflessione per poter permettere un’attenta riflessione su quale progetto adottare per la ristrutturazione del Rifugio Tonini, che è, in definitiva, quello che ci chiede la gente.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale Gianluca Cavada.

Oggi a Trento si è aperto il convegno promosso da Iprase insieme a Indire e Miur, fra gli ospiti Pier Cesare Rivoltella
La scuola elementare ci insegna a leggere, a scrivere e a vivere

Al via oggi a Trento il primo giorno di lavori promosso da Iprase, in collaborazione con Indire e Miur per approfondire in chiave innovativa temi che spaziano dalla didattica all’insegnamento delle discipline tradizionali, dai nuovi ambienti di apprendimento alla robotica, dalle lingue straniere alle neuroscienze.
Ad aprire i lavori, presso il teatro Cuminetti, vi erano l’assessore provinciale all’Istruzione, università e cultura, Giovanni Biondi, presidente di Indire, e Mario Dutto, già presidente del Comitato tecnico-scientifico di Iprase. Quindi il contributo di Pier Cesare Rivoltella, professore alla Cattolica e direttore scientifico del Cremit, che ha dato il via al convegno vero e proprio con la relazione dedicata ad “Apprendimento e insegnamento oggi. Neuroscienze, didattica e innovazione”. Il convegno, rivolto a insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia, ad assistenti ed educatori, ma anche a dirigenti scolastici, genitori e studenti universitari, proseguirà domani con seminari articolati nelle sale del Centro Santa Chiara e della Fondazione Bruno Kessler.

L’assessore provinciale all’Istruzione, università e cultura, nell’evidenziare come la scuola primaria rappresenti “un momento fondamentale nella crescita dei nostri bambini”, ha voluto salutare il professor Renato Troncon, neo presidente di Iprase: “Questo è un momento di passaggio per l’Istituto, sono qui anche per ringraziare tutto lo staff e la direzione che c’è stata fino ad oggi e ad augurare buon lavoro al nuovo comitato tecnico scientifico di Iprase”. Quindi il professor Troncon si è detto “felice di assumere questo incarico, per il quale non poteva esserci una circostanza migliore che il convegno di oggi; ci metterò tutta la sensibilità ed energia per raccogliere la vostra eredità e portarla avanti, sono sempre disponibile per qualunque contatto e collaborazione”, sono state le sue conclusioni.
“Le radici della scuola primaria sono uno dei punti di forza del nostro sistema scolastico – ha esordito Mario Tutto – e questo sistema sta reggendo bene, a differenza di altri segmenti, il confronto internazionale. In questi anni la scuola primaria ha saputo affrontare numerose sfide, pensiamo ai bisogni educativi speciali, all’apertura dimostrata alle lingue straniere. La primaria oggi – ha proseguito Dutto – ha le capacità e le risorse per puntare in alto. Oggi ci sono compiti nuovi, imparare a leggere e scrivere è diverso che nel passato, ci sono nuove sfide, va ridefinita l’agenda della scuola primaria. Per questo vorrei riportare qui la definizione di un alunno: ‘la scuola elementare ci insegna a leggere, a scrivere e a vivere”.
Quindi il presidente di Indire Biondi ha spiegato come nella scuola primaria vi sia “una grande unitarietà del sapere, una organizzazione che poi si frazione al momento di entrare nella secondaria, oltre ad avere una dinamicità maggiore”. Fra le sfide che dovrà affrontare, la principale sarà quella delle tecnologie: “Nelle nostre scuole ci sono i nativi digitali che hanno caratteristiche diverse dalla generazione precedente”.
Infine Pier Cesare Rivoltella, professore di didattica alla Cattolica di Milano e direttore del Cremit, il Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, l’Innovazione e la Tecnologia, ha voluto approfondire le modalità di apprendimento e di insegnamento odierne, fra neuroscienze, didattica e innovazione. “Oggi vi è una complessità crescente, anche per un overload di informazioni: noi e i nostri studenti siamo raggiunti da molte più informazioni di quelle che ci servono”. Per gli insegnanti questo si traduce, come ha spiegato Rivoltella “nella sensazione di non essere più i primi a far scoprire delle cose ai propri bambini, i bambini arrivano già, per così dire, imparati”. Vi è poi una “molteplicità di culture e di linguaggi, un disallineamento tra formale e informale, siamo in uno scenario di grande accelerazione, dove cambiare in peggio è facilissimo, basta restare immobili “. In questa società che corre, dove spesso gli insegnanti si sentono in ritardo su tutto, vi è un crollo verticale dell’attenzione e leggiamo tutti a grande velocità: “7 secondi in media per articolo di giornale”.
Rivoltella nel suo intervento ha poi richiamato le principali evidenze relative allo sviluppo del cervello in età evolutiva e alle basi neuroscientifiche dell’apprendimento, spiegando appunto come “l’ippocampo ha come sua caratteristica quella di non avere una grande tenuta, 15 minuti al massimo”. In questo scenario le tecnologie però, ci insegna Rivoltella, non devono essere sostitutive: “Credo poco ad una scuola digitale, penso invece si debba parlare di una scuola al tempo del digitale, dove non tutto deve essere digitalizzato”. Fra le soluzioni vi sono creare le condizioni perché l’apprendimento avvenga in modo più lento, ovvero riscoprire la lentezza, vi siano delle pause (apprendimento intervallato), si utilizzi il microlearning ovvero l’apprendimento suddiviso in piccoli step e la didattica esperienziale; è fondamentale infine per apprendere meglio lavorare in gruppo.

 

 

“Con riferimento ai lavori della messa in sicurezza dello svincolo che dalla SS 47 della Valsugana permette di raggiungere la frazione e la parte est dell’abitato di Levico, intendo ricordare che è da anni che seguo con interesse la vicenda, facendomi portavoce delle istanze degli abitanti della frazione di Barco.

Tanto è vero che, nei giorni scorsi, mi sono interfacciato con il Servizio lavori pubblici della Provincia, che mi ha confermato come, per questi lavori (il cui impegno finanziario è di circa 600.000 euro, con 340.000 euro di lavori dati in appalto), siano state avviate le procedure di appalto, a breve sarà pubblicato il bando e – presumibilmente – i lavori inizieranno entro l’estate.

Ragion per cui, a seguito degli articoli apparsi sulla stampa in questi giorni, sottolineo non solo che non c’è nessun «congelamento» dei lavori in oggetto, ma che essi anzi saranno portati a termine, prevedendo anche la realizzazione – per cui mi spendo da anni e per la quale avevo predisposto una apposita question time, ottenendo conferme da parte del Presidente Fugatti – di un accesso in direzione Padova che agevoli gli abitanti di Barco rispetto al tortuoso percorso cui fino ad oggi sono stati costretti”.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale Roberto Paccher.

L’accordo fin qui maturato con gli enti territoriali in merito all’affidamento in house della concessione della A22 è, per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non più trattabile, in considerazione del termine del 19 aprile fissato dall’Europa per trovare una soluzione e in considerazione di negoziati che si protraggono dal luglio scorso.

Per questo al Cipe è stato chiesto di prendere atto dei contenuti dell’Accordo di Cooperazione, così come trasmesso dal Mit alla Regione Trentino-Alto Adige il 3 aprile scorso, e di acquisire entro il 10 aprile prossimo una pronuncia definitiva da parte degli enti territoriali coinvolti sulla condivisione dell’accordo e del nuovo Pef.

Il Mit continua ad auspicare di ricevere dalla Regione una risposta definitivamente positiva entro tale termine, così da approvare il progetto di una concessione in house al 100% per la A22 entro il 19 aprile. Se così non dovesse essere, all’Amministrazione non rimarrebbe che avviare le procedure di gara per l’individuazione del nuovo concessionario.

 

Il presidente della Provincia, insieme alla Giunta, ha consegnato la tessera gratuita a Cesare Manfrini, classe 1919
A cento anni sui mezzi di trasporto pubblico

Cesare Manfrini, classe 1919, originario di Noriglio. E’ uno dei tre centenari che in Trentino hanno fatto richiesta per ottenere la tessera che permette agli ultrasettantenni di viaggiare gratis sui mezzi di trasporto pubblico. Tessera che oggi, nella città della Quercia, gli è stata consegnata direttamente dal presidente della Provincia, insieme alla Giunta provinciale.

Muratore e poi bidello in una scuola di Rovereto, 3 figli, 5 nipoti e 4 pronipoti, Cesare Manfrini, croce di guerra al merito, ha combattuto nella seconda guerra mondiale, prestando servizio nella 66^ compagnia del 7° Alpini Battaglione Feltre. Nel corso del conflitto ha subito il congelamento delle gambe e successivamente, dopo l’armistizio del 1943 è stato fatto prigioniero dai tedeschi e deportato in Germania in un campo di concentramento da dove è stato liberato il 21 aprile 1945.

Da oggi, dunque, il signor Manfrini potrà viaggiare gratis sui mezzi di trasporto pubblico, come deciso dalla Giunta provinciale. Complessivamente sono 18.500 in Trentino gli ultrasettantenni che hanno richiesto la tessera, su un totale di circa 80.000. Di questi 30.000 vivono nei centri urbani e 50.000 nelle valli, con evidenti maggiori necessità di spostamento.

Hub Innovazione Trentino ospita la delegazione di ComoNExT – Innovation Hub
Un incontro di sistema per innovazione sempre più diffusa

Il sistema trentino dell’innovazione ha ospitato oggi una delegazione di imprese e professionisti dell’innovazione aderenti a ComoNExT – Innovation Hub: uno dei principali parchi scientifici e tecnologici italiani, che, nella sede di Lomazzo, ospita più di 120 imprese votate all’innovazione.

L’incontro è stato propedeutico alla partnership in via di definizione sul progetto nazionale “Fabbrica Diffusa”, che ComoNExT ha avviato per primo in Europa al fine di creare una rete italiana di siti pilota industriali di nuova generazione che arrivino a coprire tutte le aree tecnologiche del piano Industria 4.0.
Il Progetto Fabbrica Diffusa, coordinato da ComoNExT e Cariplo Factory, in cui si inseriranno a breve gli attori dell’innovazione trentina tramite HIT, ad oggi coinvolge infatti i principali poli tecnologici italiani, tra gli altri: Area Science Park, Trieste; Friuli Innovazione, Udine; Liuc, Castellanza; 012 Factory, Caserta.
La delegazione di ComoNExt ha partecipato ad incontri sul tema dell’innovazione presso i principali poli del sistema Trentino, con tappe alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, dove si è affrontato il tema dell’agricoltura di precisione. Successivamente a Povo, presso la Fondazione Bruno Kessler per entrare in contatto con i settori cardine di FBK e prendendo visione della sua Clean Room – che rappresenta un punto di riferimento internazionale per la lavorazione innovativa del silicio – e del laboratorio LaBSSAH (LaBoratory of Sequence and Structure Analysis for Health), che opera in aree chiave di ricerca come la genomica, la biofisica, la bioimaging, la bionanotecnologia e la bioinformatica.
Ultimo incontro, infine a Rovereto, accolti da Trentino Sviluppo, nelle sue sedi di Polo meccatronica e Progetto Manifattura.
La giornata è stata anche occasione di scambio di conoscenza sui modelli di supporto ai sistemi di innovazione di cui sicuramente sia HIT che ComoNExT – Innovation Hub rappresentano due punte di eccellenza in Italia.

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