Il paradiso delle signore. St 3 – Ep 115. Gabriella rifiuta di posare per le foto in lingerie e Vittorio chiede a Lisa di sostituirla. Oscar si presenta da Silvia e le confessa di essere il marito di Clelia. Intanto Sandro Recalcati propone a Tina di cantare al Circolo per la serata di San Valentino.

 

 

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Con l’autonomia differenziata c’è il rischio che sfugga il controllo della spesa pubblica e che i servizi non aumentino la loro efficienza. Almeno questo è quanto si è già visto per i trasporti e per le infrastrutture, nonostante sia già delegato da oltre un decennio in tutte le regioni italiane. La politica non è ancora pronta per questo salto, che necessita di ben altra responsabilità di spesa, cultura amministrativa e di un contesto economico di crescita. E’ il caso di due delle oltre 20 materie che andrebbero trasferite, armi e bagagli, alle regioni.

In Lombardia e in Veneto, 15 anni di federalismo ferroviario e autostradale sono già falliti: Ferrovie Nord è stata ed è oggetto di plateali inchieste giudiziarie, proteste dei pendolari e aumenti di spesa che non hanno avuto pari riscontro nella crescita dei viaggiatori e nella qualità dei servizi offerti. Le gestioni ferroviarie affidate senza gara dalle regioni a Trenord e Trenitalia non hanno saputo essere all’altezza di quelle nord-europee a causa della chiusura alla concorrenza che le due regioni hanno mantenuto, prendendo cattivo esempio dallo Stato centrale per le competenze che ancora gestisce.

La possibilità che a una burocrazia statale inefficiente se ne sostituiscano altre regionali che aumentino la spesa pubblica, è grande. La partita cruciale che ora si sta giocando nelle infrastrutture, vista la richiesta di trasferire le competenze amministrative, i fondi statali e pieni poteri su rete ferroviaria, autostradale, aeroportuale e portuale, ignora completamente che la maggior parte delle reti di trasporto per se stesse hanno caratteristiche sovra territoriali (nazionali o almeno interregionali) ed escono dai confini amministrativi, seguendo la mobilità delle persone e delle merci che, appunto, è senza confini. Si rischia di creare nuovi dazi che anziché avere perimetri comunali avranno quelli regionali.

Lo spezzatino di reti autostradali e la creazione di organismi con poteri concedenti rischia di avere lo stesso risultato che si è già visto il Lombardia e Veneto, con il Cal Concessioni Autostrade Lombarde e il Cav Concessioni Autostradali Venete, che hanno costruito mostri burocratici e poco trasparenti, dando vita ad autostrade inutili e costosissime come la Brebemi, la Tangienziale Esterna Milanese e l’incompleta Pedemontana in Lombardia e la Pedemontana veneta. Opere che hanno visto triplicare i costi, giustificate da una sovrastimata domanda il cui esito sarà (se venissero completate) nuovo consumo di suolo agricolo e un danno all’utenza che si troverebbe a sostenere pedaggi doppi di quelli tradizionali.

Così i pendolari dell’automobile, che già pagano un salatissimo bollo regionale di circolazione, si accollano anche un pedaggio elevato per andare a lavoro e i Tir continuano a utilizzare la viabilità ordinaria per risparmiare sui costi. La rete sotto la piena gestione della Lombardia comprenderebbe 55 km dell’Autostrada del Sole fino a Piacenza, 93 km della A4 Milano-Brescia, 27 km della Torino-Milano, fino a Magenta, 36 km della Brescia-Padova, 53 km della A7 Milano-Serravalle, 32 chilometri della Lainate-Chiasso. A questi poi vanno aggiunti i 45 km della A8 Milano-Varese, il tratto della A22 Verona-Modena, la Tangenziale Est di Milano, e altre ancora.

Su tutte queste autostrade la Regione avrebbe competenza legislativa e amministrativa, affiderebbe e controllerebbe le concessioni, verificherebbe i piani finanziari (difficile che il proprietario e al tempo stesso gestore di una infrastruttura riconosca i suoi sbagli), definirebbe le tariffe massime e, inoltre, ne incasserebbe i canoni. Tutti compiti oggi svolti dal Ministero delle Infrastrutture. Lo stesso varrebbe per parte della rete stradale che oggi fa capo all’Anas. Meglio sarebbe l’adozione di innovativi e responsabili contratti di servizio tra regioni e Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture, dove significativi negoziati precedono le decisioni di spesa e il trasferimento di risorse.

Già oggi tra tratte autostradali (se ne contano 25), porti, aeroporti e interporti medi, piccoli e piccolissimi, si giustifica la frammentazione della spesa (il più delle volte clientelare) rendendo impossibile qualsiasi economia di scala e di scopo. Con un Paese diviso in due, sia economicamente che elettoralmente, dar vita a nuovi trasferimenti di competenze e risorse alle regioni sarebbe un disastro. Certamente nel settore della mobilità e delle infrastrutture, ma non è difficile immaginare che lo sarebbe anche per tutto il resto.

 

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Dario Balotta

Presidente Onlit – Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti

” 1/2h in più”. Zingaretti, Martina e Giachetti ospiti di Lucia Annunziata.

Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, i tre candidati rimasti in corsa per la segreteria del Partito Democratico, saranno gli ospiti di Lucia Annunziata nella puntata di “1/2h in più”, in onda domenica 17 febbraio a partire dalle 14.30 su Rai3.

Mi sfugge qualcosa… perché il segretario della Lega Salvini Trentino deve fare un comunicato stampa come quello allegato?

Personalmente ritengo che non ci siano dubbi sul voto di ottobre, la Lega ha vinto le elezioni. E come succede in democrazia ci sono poi procedure di verifica sul rispetto delle regole del gioco. In questo caso la domanda è se Fugatti dovesse dimettersi prima delle elezioni da Sottosegretario del Governo.

Facciamo una “analisi del testo” al comunicato dell’assessore alla conoscenza (senza “i”):

1) Bisesti dice che c’è uno scontro dottrinale sulla questione ma non ci sono dubbi sulla piena eleggibilità di Fugatti. Ma come? Se c’è uno scontro dottrinale ne discende che qualche dubbio dovrebbe averlo.

2) Cita la Costituzione che elenca la composizione del governo ma omette di citare la legge statale che include anche i sottosegretari. È proprio quello il punto su cui dovrà decidere il giudice.
3) ipotizza misteriose volontà di utilizzo della magistratura per sovvertire il voto del popolo. Ma come? Se la questione è cristallina, non si dovrebbe temere l’iter di verifica previsto dall’ordinamento. E nello Stato di diritto la presenza di poteri con competenze diverse che si bilanciano è proprio la garanzia di tutela della democrazia…

4) Parla di un “attacco alla democrazia” (?? Un normale ricorso sarebbe un attacco alla democrazia??) e auspica che questo non influenzi l’attività dei giudici. Cioè i giudici dovrebbero essere influenzati dal fatto che qualcuno ha fatto un ricorso?

 

Tra l’altro un esponente della Lega Salvini, Savoi, ha appena fatto ricorso contro Bezzi perché si contendono lo stesso posto in Consiglio provinciale.. seguendo la logica di Bisesti anche quello dovrebbe essere un attacco alla democrazia.

 

Qualcosa mi sfugge.. non capisco da dove nasca la necessità di questi toni, anziché il classico comunicato “istituzionale”: Siamo fiduciosi nell’operato della magistratura e convinti dell’infondatezza del ricorso… si mettono le mani avanti?

 

Luca Zeni

Consigliere Pd Trentino

 

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Link comunicato Bisesti (diffuso da Opinione)

 

Link Facebook Zeni

 

 

 

 

 

 

 

Centro Studi Cna: nel 2018 perse 48 ditte artigiane al giorno. Alto Adige e Trentino in controtendenza. Corrarati: “Mantenere e migliorare le misure delle Province a sostegno delle piccole imprese. Best practice da esportare in tutta Italia”.

Nel 2018 l’Italia ha continuato a crescere e oltre al Pil il segno “più” ha accompagnato la dinamica dell’occupazione e quella dell’intera base produttiva nazionale. Nonostante questi andamenti, per l’artigianato il 2018 è stato un anno (l’ennesimo) di selezione che si è chiuso con una perdita di 17.703 imprese, l’1,3% in meno rispetto al 2017. È come se, nel corso dello scorso anno, l’artigianato avesse perso circa 48 imprese al giorno. Lo rivela un’analisi del Centro Studi Cna.

Alto Adige e Trentino sono tra le poche province in controtendenza, in cui l’artigianato ha mostrato maggiore tenuta (grafico 5). “Questi dati – afferma Claudio Corrarati, presidente della Cna del Trentino Alto Adige – sono un buon motivo affinché le politiche mirate al sostegno delle piccole aziende fatte fino ad oggi dalle due Province autonome di Trento e Bolzano vengano mantenute e, ove possibile, ampliate per dare continuità ai risultati positivi registrati nel 2018.

Mi riferisco agli sgravi fiscali, insistiamo sull’abbattimento dell’Imi altoatesina e dell’Imis trentina che gravano sugli immobili strumentali delle imprese, ma auspichiamo ulteriori facilitazioni nell’accesso al credito, incentivi mirati al recupero di competitività, innovazione, formazione continua del personale, appalti suddivisi in piccoli lotti a misura di Pmi locali, forniture a Km zero, semplificazioni burocratiche”.

Il processo di erosione della base artigiana accusato nel 2018, preoccupante anche perché prosegue ormai da dieci anni senza soluzione di continuità, non ha colpito nello stesso modo i vari settori di attività economica. Il settore delle costruzioni, che da solo rappresenta il 37,6% della base produttiva artigiana, ha riportato la contrazione in valore assoluto più marcata (-9.081 imprese). I settori manifatturieri e del trasporto e magazzinaggio (che rappresentano rispettivamente il 22,9% e il 6,2%) hanno perso, invece, rispettivamente, 6.282 e 2.097 imprese.

Diversi sono i motivi che possono spiegare la diminuzione (o della tenuta) della base produttiva nei settori artigiani. Dalla combinazione dei tassi di cessazione (rapporto tra numero di cessazioni nel 2018 e imprese registrate nel 2017) e dei tassi di crescita (rapporto tra la differenza tra iscrizioni e cessazioni nel 2018 e imprese registrate nel 2017) è possibile infatti definire i seguenti quattro profili settoriali.

La situazione più preoccupante – rivela lo studio di Cna – è quella dei settori considerati più a rischio a causa dell’elevato numero di chiusure come le costruzioni, settore che sta sperimentando una crisi decennale, e di alcuni settori manifatturieri messi in difficoltà dalla concorrenza a basso costo dei paesi asiatici come tessile e pelletteria.

“A tal proposito – afferma Corrarati – rilanciamo i contenuti della partnership tra Cna Nordest e Fiera Bolzano nel corso della Klimahouse 2019 di fine gennaio per esportare in tutta Italia la best practice altoatesina dell’anticipo della detrazione fiscale sulle ristrutturazioni energetiche, misura proposta da Cna Alto Adige sei anni fa e accolta dalla Provincia con ottimi risultati, oltre 1.500 domande accolte in cinque anni, pari ad altrettanti interventi su immobili che hanno dato lavoro alle piccole imprese di costruzioni, e 50 milioni di euro investiti che hanno rilanciato le Pmi artigiane dell’edilizia e dell’impiantistica”.

Il profilo più diffuso è però quello dei settori in lento declino nel quale l’erosione della base produttiva è causata in primis dal basso numero di nuove iniziative imprenditoriali. Purtroppo, rientrano in questo profilo molti settori manifatturieri tipici del Made in Italy: i mobilifici, l’oreficeria, la meccanica, la produzione di ceramiche e piastrelle, ma anche il trasporto, la stampa, le produzioni di carta e il commercio.

Non mancano i settori in espansione. Alcuni di questi, vere e proprie mosche bianche dell’artigianato, sono apparentemente in buona salute poiché caratterizzati da un sostanziale equilibrio tra iscrizioni e cessazioni garantito dalla solidità delle imprese. In questo profilo rientrano settori sia manifatturieri che dei servizi nei quali operano imprese micro e che presentano una domanda rigida (bevande e i servizi per la persona).

Altri presentano in ogni caso elementi di fragilità e sono cresciuti (o hanno tenuto) solo grazie alla nascita di un gran numero di imprese poco strutturate e caratterizzate da una vita molto bassa. Si tratta dei settori che presentano un elevato turn over (manutenzione ed installazione degli impianti, informatica, comunicazione, servizi all’impresa).

“Riteniamo – conclude il presidente di Cna Trentino Alto Adige – che il sistema dell’apprendistato duale, strutturato ormai da diversi decenni in Alto Adige, garantisca non solo la successione delle piccole aziende artigiane, ma anche l’immissione nel mondo economico di giovani apprendisti che, con il tempo, possono diventare imprenditori artigiani. Analoghi risultati si ottengono con le scuole professionali provinciali, sia altoatesine sia trentine, che indirizzano e formano i giovani verso l’arte del saper fare, prendendo in mano mestieri tradizionali, ma con capacità di innovarli, oppure lanciando nuovi mestieri dell’artigianato digitale. Queste sono best practice della nostra regione che possono essere replicate in tutta Italia.

Allo stesso tempo, però, occorre lavorare sulla mentalità delle famiglie, un processo che va fatto anche nella nostra regione, affinché l’artigianato non venga visto come un’occupazione di ripiego, ma venga percepito per quello che realmente è, ovvero un settore economico di importanza strategica, in grado di dare reddito adeguato e soddisfazioni personali e di contribuire alla crescita economica della società. In tal senso, la maturità professionale sperimentata in Alto Adige alla fine dei percorsi di apprendistato, con possibilità di accedere all’Università, è un passo importante verso una percezione moderna, diversa, viva e qualificante dell’artigianato”.

 

 

 

Interrogazione a risposta orale presentata dal gruppo consigliare comunale M5S. Oggetto: Quando il rispetto della quiete pubblica? Di poco tempo fa l’ordinanza di limitazione dell’orario di chiusura anticipata del locale “Alla Scaletta”.

Di pochi giorni fa l’autoconvocazione di “movida” nella stessa area da parte di alcuni movimenti studenteschi del gruppo “Collettivo Refresh” pubblicata sui social e sui quotidiani.
Di ieri, venerdì 15 febbraio, il disturbo alla quiete pubblica, la violazione della zonizzazione acustica, le richieste di intervento alla polizia locale, l’assoluta impotenza dell’amministrazione comunale.

Certo è questo il modo di rispettare gli altri. Chi grida ai diritti ne calpesta sistematicamente altri. Ma la ragione sta sempre da una parte.

Più di cento persone, musica ad alto volume, uso di alcol, richiesta di tutela per iscritto da parte di una cinquantina di residenti, polizia locale intervenuta dopo numerose chiamate… fermato l’evento? Neanche parlarne… lasciato fare…

Caro Sindaco se davvero “’l’ordinanza non è lo strumento adatto per garantire la convivenza civile”, mi domando se il solo fatto di dirlo non possa essere interpretato come un ammissione di colpa. Lei dice che non è lo strumento giusto ma non dice che non bisogna fare qualcosa.

È anche vero che da molto tempo alcuni cittadini trentini le chiedono aiuto e se questo aiuto è riferito alla “convivenza civile” se ne deduce che Lei ha fallito. Si perché la necessità di rendere la convivenza “civile” non credo possa essere additata al residente che deve la mattina fare slalom tra bottiglie, bicchieri, urina ed escrementi. Neanche credo alla bambina che viene tenuta sveglia fino a tarda notte o alla madre di famiglia che non riesce a riposare la notte.

Non credo si possa parlare di inciviltà da parte del commerciante che deve pulite il suo fronte strada prima di poter lavorare in modo adeguato. Ebbene signor sindaco Le chiedo quale sia lo strumento immediato e rapido per rendere “civili” quella parte di giovani che hanno diritto al divertimento in sfregio di ogni tipo di rispetto dell’educazione e del buon vivere.

Quella “parte”, sottolineo, non tutti evidentemente. Certo in questa fase non si sta ricevendo alcun aiuto da coloro che si dichiarano nel pieno diritto di divertirsi. Forse basterebbe un po di buon senso e aiutarsi reciprocamente ma ciò sembra non avvenire.

Ieri sera in un confronto costruttivo con alcuni studenti mi sono sentito dire da una ragazza “noi portiamo soldi quindi voi fatevelo andare bene e pulite la domenica mattina”.

C’è stato chi invece pensa che debbano essere coinvolti loro stessi nella pulizia e per tutta risposta questa studentessa ha risposto: “Non credo opportuno che dobbiamo partecipare noi, il Comune si arrangi a pulire”.

Ecco che sarebbe opportuno dialogare con coloro che si dimostrano costruttivi e magari insegnare una corretta educazione a coloro che ritengo tutto in diritto senza alcun dovere.

Quindi signor Sindaco se l’ordinanza non è lo strumento, in attesa dei tempi sicuramente lunghi per la redazione del nuovo regolamento, mi dica quale è lo strumento rapido ed efficace per permettere ai residenti id risposare. Noi lo abbiamo proposto e messo sul piatto ora ci aspettiamo una risposta.

si chiede pertanto al Sindaco ed alla Giunta:

1. Quante chiamate siano state effettuate alla polizia locale;
2. Quanto sia passato per intervenire dopo le chiamate (le prime, non le ultime) e a che ora si è intervenuto;
3. Quale sia il motivo percui non è stata fermata la festa;
4. Se sia questo il metodo alternativo all’ordinanza che intende mettere in atto il Sindaco per garantire i diritti e le esasperate richieste di aiuto da parte dei suoi concittadini residenti.

 


Consiglieri comunali M5S
Andrea Maschio
Paolo Negroni
Marco Santini

Banca Europea per gli Investimenti e Commissione Ue ne hanno riconosciuto il ruolo strategico. Cassa del Trentino invitata a Bruxelles ad illustrare il modello di finanziamento delle infrastrutture in Trentino.

Importante riconoscimento a livello internazionale per Cassa del Trentino, che conferma il suo ruolo strategico per l’intero settore pubblico provinciale, quale società di sistema che attraverso il modello «one for all», persegue l’obiettivo di ottimizzare la provvista finanziaria, di rendere più efficienti la gestione della liquidità e del debito del settore pubblico allargato, nonché di fornire attività di assistenza economico-finanziaria specialistica. Banca Europea per gli Investimenti e Commissione Ue -Direzione generale Agricoltura e Sviluppo rurale- hanno infatti invitato Cassa del Trentino Spa ad illustrare il modello di finanziamento delle infrastrutture in Trentino.

All’evento a Bruxelles, ha partecipato il Presidente di Cassa del Trentino Spa, Roberto Nicastro; particolare interesse è stato riservato al ruolo di Cassa che, interamente controllata dalla Provincia autonoma di Trento, opera sui mercati finanziari valorizzando il rating (due livelli sopra quello dello Stato Italiana) e raggruppando una pluralità di progetti medio piccoli riesce a conseguire le dimensioni necessarie per attivare le risorse Bei (nel limite del 50%) e gli investitori nazionali ed internazionali.

È il cosiddetto modello “one for all”, a mezzo del quale, una struttura di 15 risorse riesce ad assicurare il reperimento, l’erogazione ed il monitoraggio delle risorse per gli investimenti ai Comuni, alle Comunità di Valle ed a tutti gli altri enti del sistema pubblico beneficiari di contributi della Provincia.

Dal 2012 Cassa, d’intesa con la Provincia, ha presentato progetti alla Bei e perfezionato Contratti di prestito per circa 310 €/mln; oltre il 90% di tal risorse è stato ad oggi utilizzato (rimane la quota del Depuratore Trento Tre, attualmente in corso di realizzazione).

Considerando che la Bei finanzia il 50% dei progetti, gli investimenti complessivamente attivati dal 2012 ammontano ad oltre 600 €/mln. Tutti i prestiti Bei sono regolati a tasso fisso e con rimborso amortizing; alla luce dei rimborsi effettuati, al 31 dicembre 2018 il debito residuo di Cassa verso la Bei è pari a 198 €/mln (186 €/mln al prossimo 30 giugno 2019).

Il rapporto di valida collaborazione tra Bei, Provincia e Cassa ha consentito di attivare un tavolo di lavoro congiunto con l’Istituzione comunitaria per gli approfondimenti propedeutici alla riattivazione della gara di realizzazione e gestione mediante finanza di progetto del Nuovo Ospedale del Trentino (Dgp n. 1176 del 6 luglio 2018), nonché di porre le basi per la nuova operazione allo studio per cofinanziare gli interventi conseguenti agli eccezionali eventi atmosferici di ottobre 2018.

In questi giorni un tema caldo della cronaca politica provinciale è stato la possibile ineleggibilità del Presidente Maurizio Fugatti. Un argomento certamente curioso dal punto di vista giuridico, dato che vi è anche uno scontro di carattere dottrinale e una lettura della costituzione che non lascia dubbi sulla piena eleggibilità di Fugatti.

Il Titolo III della Costituzione infatti parla chiaro, precisando che “Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri”, senza fare alcun riferimento alla figura del Sottosegretario.

Alla luce di tale cristallinità, non vogliamo certo pensare che da un certo lato della società vi sia la volontà di utilizzare la magistratura al fine di sovvertire il volere popolare, facendo decadere un Presidente eletto con una maggioranza netta e che ha ricevuto un solido mandato dagli elettori. Questo anche alla luce del fatto che tra i promotori del ricorso vi sono persone che sono state candidate con liste concorrenti a quella di Fugatti alle scorse elezioni.

Ci troviamo, comunque, di fronte a un possibile nuovo attacco nei confronti della democrazia e spero che tutto ciò non influenzi l’ordinaria attività degli organismi giurisdizionali coinvolti.

È questo quanto dichiarato in una nota dal Segretario Nazionale della Lega Trentino Mirko Bisesti.

Nella mattinata di ieri, 15 febbraio 2019, a finalizzazione ed esito di una più ampia attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Rovereto e volta ad infrenare il fenomeno dei reati predatori, specificatamente di furti in appartamento, personale del dipendente Nucleo Operativo, ha dato esecuzione a misure cautelari coercitive, concesse dal Gip della suddetta autorità giudiziaria, nei confronti di soggetti di origine sicula dimoranti nel comprensorio di riferimento della giurisdizione di competenza di questa Compagnia Carabinieri; nello specifico un ordine di custodia cautelare in carcere a carico di Finocchiaro Sebastiano operato nella serata di ieri 14.2.2019 e di due ordini di custodia cautelare in carcere a carico di Finocchiaro Venerando e Lo Presti Antonio, entrambi già ristretti presso la casa circondariale di Verona in quanto tratti in arresto in flagranza di reato, alla fine del mese di dicembre scorso, nell’ambito della stessa attività d’indagine, sorpresi all’atto di allontanarsi da un’abitazione del centro di Rovereto ove avevano appena perpetrato un furto di monili in oro, subito restituiti poi ai legittimi proprietari.

L’Operazione “Case sicure” vede la sua palingènesi e prende l’abbrivio dalle denunce sporte dalla cittadinanza a decorrere dal mese di ottobre 2018, nel pieno della stagione autunnale, caratterizzata anche dal naturale accorciarsi delle giornate, allorquando si sono verificati una serie di atti predatori nei confronti prevalentemente di abitazioni private, lasciate incustodite dai proprietari negli orari pomeridiani, sia nell’ambito del Comune di Rovereto che in periferia.

Il dato relativo al modus operandi riferito agli autori, acquisito da questa P.G. durante i vari sopralluoghi effettuati, è risultato essere uniforme per gran parte degli episodi, in quanto relativamente al fattore arco-temporale prediletto dagli autori per porre in essere le condotte antigiuridiche, ha evidenziato la circostanza che l’azione diretta, spavalda e predatoria, veniva sistematicamente effettuata nelle ore pomeridiane prossime alla sera, ovvero approfittando del naturale affievolirsi della luce diurna, in contesti residenziali riservati, insistenti in strade centrali, poco illuminate quindi raggiungibili anche a piedi, e situate anche al secondo piano di edifici sviluppati su più livelli.

In tali contesti i rei guadagnavano l’accesso all’interno delle dimore mediante l’effrazione dei vetri delle finestre o direttamente agendo sui portoncini d’ingresso, sottraendo dai locali prevalentemente monili d’oro ed oggetti preziosi, anche per un valore complessivo del bottino ingente.

Quanto informativamente acquisito sin da subito, dava la possibilità al personale del Nucleo Operativo di questo Comando Compagnia di procedere ad attività investigativa svolta sia con metodologie operative classiche di controllo e captazione sul Territorio dei comportamenti illeciti, nonchè anche mediante metodologia investigativa supportata da ausili tecnologici dedicati.

L’attività di indagine ha necessitato la sera del 22.12.2018 di un intervento immediato da parte dell’organo investigativo allorquando i due, Lo Presti Antonio e Finocchiaro Venerando, venivano fermati nel mentre si stavano allontanando da un’abitazione che è poi risultato nella circostanza, essere stata poco prima “visitata” dai due, rinvenendo sulla loro persona i monili appena asportati e quindi restituiti ai legittimi proprietari.

Si procedeva poi all’analisi degli elementi fin allora raccolti e delle informazioni tecnico – informatiche acquisite il che consentiva di ampiare il quadro investigativo che portava al coinvolgimento nell’indagine, di una terza persona, ovvero Finocchiaro Sebastiano, convivente con i primi due, ritenuto responsabile tra l’altro di numerosi episodi di ricettazione dei monili asportati dalle abitazioni.

Durante l’intera operazione è risultato alquanto “curioso” la circostanza per cui i responsabili dei fatti, in principal modo Lo Presti Antonio ed il Finocchiaro Venerando, erano soliti utilizzare, per i loro spostamenti nella provincia, in principal modo da Rovereto a Trento e viceversa, il servizio di Taxi, verosimilmente per depistare anche eventuali attività di pedinamento delle forze dell’ordine. Tutti e tre i coinvolti sono al momento nel carcere di Verona a disposizione dell’Autorità giudiziaria.-

In totale sono stati censiti e contestati nr. 24 eventi delittuosi accertati tra il mese di agosto e dicembre 2018 di cui nr. 5 ricettazioni, 19 furti tra abitazioni private ed esercizi commerciali occorsi in Rovereto e comuni limitrofi.-

 

 

1111OPERAZIONE CASE SICURE
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