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Partenza in grande stile per la 25a edizione del Mercatino di Natale di Trento, aperto fino al 6 gennaio 2019. Dal 24 novembre 2018, giorno dell’inaugurazione, ad oggi si è registrato un trend in continua crescita. Questi primi weekend hanno visto infatti piazze gremite di gente, alberghi e ristoranti pieni, treni storici sold out.

Deus ex machina dell’organizzazione è Elda Verones, direttore dell’Apt di Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi. “Quello di quest’anno è un mercatino che cresce ed è sempre più parte della città. I risultati straordinari del primo weekend confermano una formula vincente. L’intenzione è quella di tenere questo ritmo fino alla chiusura del Mercatino.”

Affluenza da record tra le casette del Mercatino
Partenza alla grande per il Mercatino di Natale di Trento che, giunto alla sua 25a edizione, conferma un trend in continua crescita. I tanti visitatori che hanno riempito le piazze del Mercatino e piazza Duomo il 24 novembre 2018, giorno dell’inaugurazione, per assistere di persona alla spettacolare illuminazione artistica della città, già facevano pensare a un’affluenza record. Affluenza che è andata via via aumentando nei giorni successivi, facendo registrare lo scorso weekend un sold out nelle strutture ricettive della città, in ristoranti e locali del centro storico.

Ma sono soprattutto le 92 casette di legno, che animano piazza Fiera e piazza Cesare Battisti con il meglio dell’artigianato locale e della gastronomia tradizionale trentina, a richiamare gente del posto e tanti turisti da tutta Italia e non solo, dall’Europa e addirittura da America e Australia.
Vin brulè e piatti tipici distribuiti senza sosta. “Abbiamo ricevuto – sottolinea il direttore Elda Verones – feedback molto positivi da espositori e visitatori per questi primi weekend di Mercatino. L’atmosfera per le vie del centro è bellissima. Tantissimi pullman, strutture ricettive sold out e tanto entusiasmo: difficile partire meglio di così”.

Sold out per i treni storici
Accanto ai moderni treni veloci utilizzati da molti visitatori per raggiungere comodamente la città di Trento, molto apprezzati sono i treni storici speciali riservati ai visitatori del Mercatino, tanto da registrare il sold out con quasi 600 persone a tratta. Composti da locomotore elettrico d’epoca e carrozze degli anni ’50 e ’60, questi particolari mezzi di trasporto hanno richiamato moltissime persone che hanno usufruito del servizio mettendo insieme l’occasione, ormai quasi unica, di viaggiare in un treno d’altri tempi.

Altro luogo della città molto affollato è sicuramente piazza Santa Maria Maggiore, la Piazza dei Bambini che ospita le attrazioni dedicate alle famiglie e ai piccoli visitatori. Al lavoro anche Babbo Natale e i suoi folletti che, nella casetta con tanto di slitta magica, accolgono i bambini, ricevono le loro letterine e regalano tante sorprese, tra cui simpatici fischietti.

Per la gioia dei bambini nella stessa piazza si trova una piccola fattoria didattica con i pony. I più piccoli possono vedere da vicino e accarezzare gli animali, conoscere l’importanza e le cure che essi richiedono. Una particolare attenzione viene data anche al mondo agricolo e alla produzione del territorio grazie alle casette che ospitano i migliori prodotti degli operatori associati a Coldiretti.
Dal 7 dicembre 2018 inoltre grande apertura ufficiale della ruota panoramica di Piazza Dante, per godersi la città da un altro punto di vista.

Divertimento sulla neve al Monte Bondone
Il successo del Mercatino di Natale di Trento risente sicuramente del fascino della città e delle molteplici attrazioni che essa riserva ai suoi visitatori. L’eleganza del centro storico, in questi giorni valorizzato ulteriormente dall’illuminazione artistica del Natale, è ben rappresentata dall’imponente piazza Duomo, dove ammirare oltre al Duomo di San Vigilio, il Palazzo Pretorio con la Torre Civica. La storia è protagonista nel maestoso Castello del Buonconsiglio, il più vasto e importante complesso monumentale della regione, e nello spazio archeologico sotterraneo in piazza Cesare Battisti. Numerose sono le sedi museali e i siti culturali dei dintorni, tra cui anche l’innovativo Muse, Museo delle Scienze.

Il Mercatino di Natale di Trento diventa così l’occasione per programmare una vacanza che mette insieme cultura, ma anche divertimento sulla neve, grazie soprattutto al vicino Monte Bondone. Gli amanti dello sci alpino trovano qui una ski area di oltre 70 ettari di superficie sciabile, 20 chilometri di piste molto ampie, di tutti i gradi di difficoltà, alcune delle quali aperte anche dalle 20 alle 22.30 il martedì e il giovedì per chi vuole provare l’emozione di sciare in notturna. Inoltre quest’anno l’area è stata ulteriormente ampliata e il sistema di innevamento programmato potenziato globalmente per assicurare piste perfette per tutta la stagione invernale.

Accanto allo sci da discesa, anche il rinnovato Snowpark Monte Bondone e il centro fondo delle Viote, con oltre 35 km di piste immerse nella natura incontaminata con una vista mozzafiato sulle Dolomiti di Brenta. Nella splendida conca delle Viote è possibile inoltre provare le fat bike o fare escursioni con le ciaspole per ammirare il panorama innevato e raggiungere luoghi ancora incontaminati, lontani dalle piste più frequentate.

Informazioni tecniche
Il Mercatino di Natale di Trento si sviluppa sulle due piazze storiche della città: Piazza Fiera e Piazza Cesare Battisti, fino al 6 gennaio 2019. È aperto da lunedì a giovedì dalle 10.00 alle 19.30; venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 20.00. Chiuso il giorno di Natale. Il 26 dicembre 2018 e l’1 gennaio 2019 sarà aperto dalle 12.00 alle 20.00.

Disponibile l’app “Natale Trento” per essere informati in tempo reale su tutte le novità e gli eventi in programma, direttamente nel proprio smartphone.
Tutte le informazioni su www.mercatinodinatale.tn.it e nelle pagine Facebook, Instagram e Twitter #nataletrento #MercatinodiNataleTrento #ioilluminotrento

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Incontro stamani tra il Presidente Fugatti e i vertici di Trentino Trasporti. Dopo avere incontrato le organizzazioni sindacali il Presidente ha avuto un confronto con la presidente Baggia, il Cda e le strutture provinciali competenti in materia di trasporto. Sicurezza per passeggeri e autisti, rinnovo del parco macchine, tecnologie per migliorare il servizio, più collegamenti tra valli e capoluogo.

 

È stato un confronto ad ampio spettro quello che il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha avuto questa mattina con i vertici di Trentino Trasporti, la società demandata alla gestione del trasporto pubblico ed aeroportuale che conta oltre 1300 dipendenti ed ha un valore di produzione attorno ai 100 milioni di euro annui.

È stata l’occasione per fare il punto con la presidente Monica Baggia (accompagnata dall’ingegner Cattani e dal dottor Leonardi, oltre che dal direttore generale Allocca, presenti per la Provincia il direttore generale Paolo Nicoletti ed il dirigente del Servizio trasporti, Roberto Andreatta) su una serie di questioni già affrontate nei giorni scorsi con le organizzazioni sindacali, a partire proprio dal tema della sicurezza.

L’azienda ha garantito a questo proposito l’attivazione entro febbraio di un nucleo di vigilanza in grado di presidiare, specie nelle ore serali, alcune corse della Trento Malè e della Valsugana per contrastare situazioni che rendono difficili per i capotreno svolgere con serenità e rigore il proprio lavoro.

Grazie ad un software che sarà a breve disponibile Trentino Trasporti potrà inoltre visualizzare in tempo reale il posizionamento di tutti gli autobus urbani ed extraurbani (oltre 700) a beneficio delle attività di coordinamento specie in casi di emergenza o di deviazioni della viabilità.

Dal 2019 inoltre i viaggiatori avranno a disposizione una App per verificare in ogni momento dove si trova il mezzo e gli eventuali suoi ritardi.

“Proseguiremo con il piano di cadenzamento – ha detto il presidente Fugatti – per colmare il gap tra il servizio urbano e quello extraurbano, con l’obiettivo di garantire frequenze almeno bi-orarie”.

Con l’Agenzia del lavoro si studieranno infine forme di corso-concorso per avvicinare i giovani trentini alla professione di autista. Ribadita anche la volontà di gestire l’intera tratta ferroviaria della Valsugana, come già definito nel contratto di servizio con Trenitalia.

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In questi giorni Trento ospita il “Festival della famiglia”. Con molto rispetto per quanti sono convinti che la famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, sia l’unica da riconoscere e sostenere come nucleo di una società sana, crediamo che su questa questione sia necessario mantenere aperto un confronto sereno, che guardi alla realtà delle persone e delle situazioni e sia sgombero dai postulati, peraltro non verificati né verificabili.

L’impostazione data al festival non considera minimamente i continui mutamenti sociali che avvengono all’interno della famiglia e nelle molteplici forme in cui la stessa si esplica. Esistono infatti famiglie eterogenitoriali con due genitori sposati o conviventi, famiglie mogenitoriali a causa di decessi o separazioni; famiglie omogenitoriali; famiglie allargate, famiglie con figli procreati e ancora famiglie con figli adottati; … l’elenco può comprendere altre numerose variabili.

Il compito dell’istituzione nei confronti della famiglia non può essere quello di controllare la conformità ad un modello; deve piuttosto essere quello di vigilare sui sintomi di disagio e fare in modo che ogni famiglia abbia il supporto e i servizi necessari a svolgere al meglio il proprio ruolo.

Vogliamo che questo compito si assumano le istituzioni, ma siamo tristemente consapevoli che gli attuali governi, a livello nazionale e provinciale, hanno ben altro in testa. La presenza del senatore Pillon al Festival ne è chiara testimonianza.

Contro la contrazione di diritti legittimamente conquistati, contro concezioni medievali dei rapporti sociali, contro il regresso fondato sull’odio e sulla paura, saremo in piazza Dante domani, venerdì 7 dicembre, a fianco di tante e tanti cittadine/i, associazioni, partiti, movimenti che condividono la difesa della pluralità ed espansività dei diritti.

 

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Renata Attolini
Liberi e uguali del Trentino

L’amica geniale. St 1 – Ep 3 – 2018 Le metamorfosi. Elena continua a studiare, ma fatica a prendere buoni voti. Lila, anche se ormai è finita a lavorare nel calzaturificio del padre, riesce ad aiutarla con il latino e finisce col metterla in ombra quando, in seguito ad un concorso indetto dal maestro Ferraro, tutto il rione scopre che è lei la persona che ha letto tutti i libri della biblioteca del quartiere.

 

 

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2018 12 04 CS Apertura skiarea Monte Bondone
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Un reportage dai villaggi cristiani d’Iraq, un viaggio nell’Italia che si arma e il racconto della prostituzione minorile attraverso le voci delle stesse ragazze. Sono tra i temi principali della settima puntata di Nemo – nessuno escluso, in onda domani, venerdì 7 dicembre, alle 21,20 su Rai 2, condotto da Enrico Lucci. Super ospiti della puntata, la scrittrice Barbara Alberti e il giornalista Peter Gomez.

Lucci, in veste di inviato a Montecitorio, questa settimana racconta i giorni concitati dell’approvazione della legge di bilancio e il caos politico che ne consegue. Gli inviati di Nemo hanno fatto un viaggio da nord a sud per incontrare gli italiani che scelgono di possedere un’arma per difendere la propria casa o la propria attività e che non esiterebbero a usarla contro un ladro qualora violasse la loro proprietà. In studio il monologo di Luca Di Bartolomei, figlio di Agostino, ex calciatore della Roma che nel 1994 si è tolto la vita, sparandosi con l’arma che aveva preso per difesa personale.

Il reportage di Edoardo Anselmi e David Chierchini dall’Iraq racconta, dopo gli anni di violente persecuzioni dell’Isis, le storie di alcune famiglie cristiane nei giorni in cui ripopolano la piana di Ninive. Sul palco, il giornalista Alberto Negri spiega cosa succede dopo la sconfitta dell’ISIS sul terreno iracheno.

L’inviato Marco Maisano fa un viaggio nel mondo della prostituzione minorile, per le strade di Milano e di Roma, dove migliaia di ragazzine romene si vendono. In studio, la testimonianza di Jennifer, ex prostituta, che racconterà come è riuscita a uscire dalla tratta. Selenia Orzella, invece, ha vissuto per tre giorni in un convento di clausura per conoscere le suore che scelgono di dedicarsi completamente alla contemplazione e alla preghiera. Sul palco la giornalista Lorena Bianchetti darà il suo contributo. Infine Giulia Bonaudi ha partecipato ad un corso per diventare fashion blogger organizzato da una nota influencer, Giulia Nati, per scoprire cosa apprendono e cosa sognano le allieve, tutte aspiranti Chiara Ferragni.

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Queste le parole di Lory Del Santo, ospite sabato 8 dicembre a Verissimo, parlando dell’esperienza vissuta al “Grande Fratello Vip”, all’indomani della tragica scomparsa del figlio Loren.

 

Ai microfoni del talk show confida: “È stato un momento fondamentale e se non fossi andata lì, avrei avuto tante difficoltà. Non mi pento di nulla. È stata una lotta apparire sempre perfetta e carina. Non volevo assolutamente condizionare nessuno, magari rattristando i miei compagni, al contrario, volevo mostrare un lato di me comico e spiritoso”.

A Silvia Toffanin, che le chiede se abbia mai pensato di abbandonare la casa, dice: “Uscire sarebbe stata una grande sconfitta. Sono molto determinata. Se mi pongo un obiettivo cerco di raggiungerlo. A volte si perde nella vita, ma non siamo noi a deciderlo. Quando però dipende da me, se dico una cosa, non importa quanto devo soffrire vado fino in fondo. È il mio carattere”.

Ripercorrendo i suoi giorni al Gf Vip, racconta: “Sono entrata sperando di essere me stessa e soprattutto sperando di poter essere un piccolo esempio, trasmettendo il messaggio che ce la si può fare. La morte deve essere un punto per poi riuscire ad andare avanti, perché questa vita vale la pena di essere vissuta -e aggiunge- Bisogna partire dalle piccole cose, perché da queste si può ricostruire la felicità.

Infine, dopo questa partecipazione al “GF Vip” Lory Del Santo dichiara: “Oggi mi sento come una macchina con gli ammortizzatori, dei cuscinetti che mi proteggono e mi permettono di allontanarmi dal problema. In questi giorni ho cercato più volte di non pensare a quello che mi è accaduto, costringendomi a pensare ad altro. Ora sono in una specie di limbo e cercherò di starci ancora per un po’. Il mio compagno Marco – chiosa – è bravissimo e mi sta vicino. Avere qualcuno nella vita è importante”.

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Il settimanale Spy in edicola da venerdì 7 dicembre svela tutti i segreti del “documentario delle polemiche” sulla vita di Chiara Ferragni. Il film sull’influencer più famosa al mondo è stato rifiutato da due importanti reti televisive italiane per colpa di una richiesta economica troppo esosa e anche con la piattaforma Netflix al momento non è stato stipulato alcun contratto.

«Sarà pronto per il prossimo autunno, lo presenteremo a un Festival e sarà una bomba, tutti lo vorranno», racconta in esclusiva il produttore del progetto, Francesco Melzi, che ha investito una cifra attorno al milione di euro per questa produzione. Il Festival, però, non sarà Cannes perché «accetta solo documentari impegnati. Qui noi raccontiamo la storia di una ragazza e un mondo in evoluzione».

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Giunge alla quinta esperienza la Lotteria “ La Befana di Transdolomites” che culminerà il 6 gennaio 2019 con l’estrazione dei biglietti vincenti.

Lotteria con scopo di autofinanziamento che nel corso degli anni passati ha permesso di raggiungere tutti gli obiettivi che l’associazione si era prefissata in tema di mobilità.

Si è trattato in particolare di dare impulso agli studi sulla mobilità pubblica nelle valli dell’Avisio oltre alle tante attività promosse nell’arco di 12 anni di operatività dell’associazione. L’ultimo studio sui trasporti che venne presentato a Cavalese il 12 dicembre 2017 aveva una valenza regionale in quanto affrontava gli scenari futuristici di mobilità pubblica nelle province di Trento e Bolzano in direzione delle valli di Cembra -Fiemme e Fassa.

Percorsi di studio comunque propedeutici all’obiettivo finale della ferrovia delle valli dell’Avisio.

Studi che hanno premesso un confronto proficuo con la Pat in funzione di un potenziamento dell’offerta di mobilità pubblica nelle valli di Fiemme e Fassa in questo caso dettata dalla necessità urgente di contrastare i grandi flussi di traffico originati da residenti e turisti. Transdolomites non ha il ruolo di esecutore nelle scelte dei trasporti pubblici ma ispiratrice degli investimenti in tale direzione, quello sì e siamo soddisfatti che la realtà abbia dimostrato la bontà delle scelte concretizzate in questi ultimi due anni in Fiemme e Fassa.

Il prossimo obiettivo al quale ci stiamo applicando è lo studio svizzero sul tema costi e benefici mai dimenticando che in sede Pat c’è ancora una promessa non mantenuta ossia lo studio di fattibilità della Trento Penia che ha nella Mozione N. 38 /2014 del Consiglio provinciale il documento ispiratore e per noi vincolante .

Confidiamo che la Giunta Provinciale in carica così come l’attuale Consiglio provinciale si attivi nel più breve tempo possibile in tale direzione.

Obiettivo 2019 di questa edizione della lotteria è quello ovviamente di continuare il percorso proponendo i temi della mobilità, turismo e ambiente con il proposito di rafforzare il coinvolgimento dei giovani e delle scuole in questo percorso culturale.

È fondamentale dare il più spazio possibile ai giovani ed alle loro aspettative per il futuro. In parallelo, e questo guarda agli adulti, la costituzione del gruppo di lavoro per la Trento-Penia, gruppo per il quale stanno pervenendo le prime adesioni. Invito ad essere della partita che è stato inviato anche al Governatore del Trentino, Fugatti, essendo egli depositario delle competenze sui trasporti pubblici.

Una nuova azione supporterà l’azione di promozione della lotteria. Si tratta di una busta che è in via di recapito porta a porta a tutte le aziende alberghiere delle Valli dell’Avisio contenente la nostra lettera di accompagnamento, il pieghevole di Trasdolomites, la scheda per la domanda di adesione all’associazione, il fac simile del biglietto lotteria, la rassegna stampa della serata di Canazei del 23 ottobre che ebbe per tema la fattibilità e la sostenibilità di una nuova rete di ferrovia per le Dolomiti.

Plurimo il significato di questa operazione inedita;

Promuovere nelle aziende alberghiere il messaggio della lotteria ed un invito all’acquisto dei biglietti. Mobilità e turismo sono infatti una simbiosi ed è dagli albergatori che confidiamo in una risposta collaborativa.

Informare in modo capillare sulla proposta ferroviaria. Nessuno indipendentemente dalla propria opinione può permettersi di restare ai margini di questo percorso.

L’estrazione avrà luogo a Cavalese il 6 gennaio ore 16.30 nella Sala della Biblioteca in Via Marconi. Sin da oggi porgiamo alla cittadinanza un cordiale invito a partecipare all’appuntamento che per l’occasione ospiterà anche una simpatica iniziativa che coinvolgerà bambine e bambini della scuole elementari a Cavalese con propri disegni ispirati alla Befana. I lavori saranno espositi in una mostra nella Biblioteca di Cavalese per la durata di un mese.

 

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Massimo Girardi
Presidente Associazione Transdolomites

 

 

 

BLOCCHETTI LOTTERIA
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Bloccato l’accesso al sen. Pillon e alle associazioni antigender Svolta alla Consulta: tutelata la riservatezza di due co-mamme pisane.

Con provvedimento reso pubblico in queste ore sulla homepage della Corte costituzionale, il Presidente della Corte Lattanzi ha innovato una prassi risalente nel tempo, che consentiva a chiunque – bastavano poche righe d’intervento – di accedere a tutti gli atti di causa in giudizi pendenti. Si tratta di una importante tutela per la riservatezza delle due madri pisane e il loro figlio, ai cui atti, contenenti dati personalissimi, potevano accedere l’associazione l’ass. “Vita è”, rappresentata dall’avv. sen. Pillon, e il “Centro studi Livatino”, in quanto intervenuti nel giudizio. L’istanza delle madri rivolta al Presidente il 6 settembre scorso trova così una giusta risposta e pone fine ad una prassi che si prestava all’abuso.

Da molti anni bastava intervenire con un atto anche succinto e per ciò stesso era dato accesso agli atti di causa. Le questioni che giungono in Corte coinvolgono spesso questioni rilevanti per la sicurezza dello Stato, ma anche vicende intime, come la fecondazione assistita, la storia adottiva di un minore, divorzi, i percorsi di vita delle persone transessuali.

Le due donne di Pisa (vedi comunicato studio Schuster del 16 marzo) attendono il giudizio sul diritto del loro figlio, nato in Italia tre anni fa, ad avere un atto di nascita che le riconosca entrambe madri. Preso atto che tre associazioni era intervenute, di cui due manifestamente contrarie alle loro richieste, hanno chiesto al Presidente che a questa prassi fosse posto termine, perché contraria alle regole processuali comuni e perché incompatibile con la tutela della riservatezza dei dati personali contenuti negli atti di causa. Con provvedimento del 21 novembre 2018 il Presidente, dott. Lattanzi, con ampia ricostruzione delle norme processuali italiane e il richiamo proprio alla tutela alla riservatezza delle persone coinvolte, ha adesso determinato la fine di tale prassi.

Le madri esprimono soddisfazione per un processo che rientra nei confini naturali delle sole parti coinvolte. Per l’avv. Schuster, che la preziosa competenza dell’avv. prof. Zeno-Zencovich assiste le due madri, «questa prassi aveva sollevato dubbi in me sin dalla mia prima esperienza in Corte costituzionale nel 2010 con la sentenza sul matrimonio gay. Essa consentiva fino a ieri ad associazioni contrarie ai diritti delle donne e delle minoranze l’accesso senza filtro a informazioni assolutamente personali.

Spero anche che ora associazioni che intervengono a supporto siano indotte più di prima a coordinarsi con chi cura la difesa dei diretti interessati. Nel caso di specie, si è appreso dell’intervento di tutte le associazioni, inclusa Rete Lenford, in cancelleria. Appare difficile fare un fronte comune senza un minimo di dialogo fra colleghi». Egli aggiunge poi che «rimane ancora aperta la questione che abbiamo posto quanto all’opportunità che chiunque intervenga abbia diritto di prendere la parola in udienza, sottraendo di fatto tempo e spazio a chi deve difendere le libertà costituzionali di persone concrete: le vere parti del processo».

Il provvedimento del Presidente della Corte Lattanzi è disponibile al seguente

Si allega immagine della copertina dell’istanza depositata il 6 settembre.

 

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